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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia Testa e Collo
Master in vestibologia

Tel. 3358040811  -  NO SMS  -  NO WhatsApp     

Testi

Il telefono cellulare è uno strumento tecnologico che miliardi di persone utilizzano quotidianamente ed espone le persone a campi elettromagnetici con possibili effetti negativi sulla salute.

Trattandosi di uno strumento irrinunciabile ed estremamente diffuso l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) da tempo ha monitorato il fenomeno ed ha cercato di fornire consigli in materia. Il Progetto Internazionale Campi Elettromagnetici è sorto nel 1996. Al 2021 le evidenze scientifiche valutate nel loro insieme tendono a sostenere che l'uso dei cellulari che emettono radiazioni non ionizzanti (NIR) non provochi l'insorgenza di tumori endocranici. E' comunque in corso da anni una sorveglianza epidemiologica sull'andamento dei tumori cerebrali. Nel 2011 la IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha classificato le sostanze in quattro gruppi: ci sono sostanze certamente cancerogene (gruppo 1) e probabilmente cancerogene (gruppo 2A). Per quanto attiene i campi elettromagnetici questi sono inseriti tra gli agenti potenzialmente cancerogeni (gruppo 2B). Si tratta di una lista notevolmente lunga di sostanze e di agenti che sono attualmente monitorate. Qui sono comprese le radiazioni elettromagnetiche emesse dai cellulari, nei confronti delle quali viene riconosciuto solo un potenziale rischio. Non c'è una chiara evidenza scientifica tale da far ritenere questi apparrecchi cancerogeni.

Sull'uso dei telefoni cellulari la Terza Sezione del Consiglio Superiore di Sanità ha espresso un suo parere in data 19 marzo 2013 fornendo consigli e confermando una non evidenza scientifica nel rapporto tra tumori endocranici ed uso del telefonino.

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Molti temono che le radiazioni emesse dai cellulari siano dannose per il nostro corpo e in particolare per il nostro cervello; per ora non sono stati dimostrati danni, ma la prudenza non è mai troppa.

Il contenuto di questo articolo fa riferimento alla scheda n. 193 “Electromagnetic fields and public health: mobile phones” dell’ottobre 2014 predisposta dallaWhorld Health Organization (WHO).

 

E’ noto a tutti che la diffusione dei telefoni cellulari è l’innovazione più importante degli ulti mi anni. Si ritiene che sette miliardi di persone ne facciano abitualmente uso.
I campi elettromagnetici prodotti dai telefoni cellulari sono stati classificati dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come potenzialmente cancerogeni per l'uomo. Col termine “potenzialmente” (dall’inglese “possibly”) si deve intendere che non è stata dimostrata la cancerogenicità, ma questa è ritenuta possibile.
Per questo motivo i campi elettromagnetici dei telefoni cellulari sono oggetto di numerosi studi scientifici.

La comunicazione attraverso i telefoni cellulari avviene trasmettendo onde radio attraverso una rete di antenne fisse chiamate stazioni base. Le onde a radiofrequenze sono campi elettromagnetici e, a differenza delle radiazioni ionizzanti come i raggi X o i raggi gamma, non sono in grado di rompere i legami chimici né causare la ionizzazione (1) nel corpo umano. Per questo motivo le onde a radiofrequenze emesse dai cellulari vengono anche definite radiazioni non ionizzanti (NIR).

I telefoni cellulari sono dei trasmettitori a radiofrequenza a bassa potenza. Questi dispositivi operano a frequenze comprese tra 450 e 2700 MHz con potenze di picco nell'intervallo da 0,1 a 2,0 watt. Il telefono portatile trasmette onde a radiofrequenza solo quando è acceso. L'esposizione alle radiofrequenze dell’utente scende rapidamente aumentando la distanza dal ricevitore. Una persona che utilizza un telefono cellulare a distanza di 30-40 cm dal proprio corpo - per esempio quando scrive un messaggio o accede a Internet o utilizza un dispositivo a mani libere ("hands free"), avrà quindi un'esposizione alle radiofrequenze di gran lunga inferiore rispetto a chi tiene il telefono portatile contro l’orecchio.

E’ ovvio che l’esposizione alle radiofrequenze si riduce se le telefonate sono poche e se sono molto brevi. Purtroppo molte persone sembrano incapaci di fare telefonate brevi.

alta tensione campi elettromagnetici traliccio bassissime frequenze magnetiche govoni esperto orecchio naso laringe

Anche il passaggio di cavi ad alta tensione
sono una sorgente di campi elettromagnetici.

 

 

Esiste la possibilità che i segnali di radiofrequenza dei telefoni cellulari possano interferire con determinati dispositivi elettromedicali e sistemi di navigazione aerea. Per questo motivo devono essere spenti quando si entra in un ospedale o si sale su un velivolo.

Nel periodo 1994/2014 sono stati eseguiti numerosi studi per valutare se i telefoni cellulari rappresentano un rischio potenziale per la salute. Fino ad oggi (2017) non sono stati riscontrati effetti negativi sulla salute derivanti dall'utilizzo di telefoni cellulari.

Il principale meccanismo col quale l'energia prodotta dal telefonino (cioè l’energia della radiofrequenza) interferisce con il corpo umano è il riscaldamento del corpo. Come ho detto i cellulari sono trasmettitori a radiofrequenza a bassa potenza. Pertanto alle frequenze di comune utilizzo la maggior parte dell'energia viene assorbita dalla pelle e dai muscoli. Ne consegue che l’aumento della temperatura nel cervello è trascurabile.

Sono stati eseguiti studi per valutare gli effetti dei campi di radiofrequenza sull'attività elettrica del cervello, sulla funzione cognitiva, sul sonno, sulla frequenza cardiaca e sulla pressione sanguigna in soggetti volontari. Le ricerche non suggeriscono alcuna prova sicura di effetti negativi sulla salute derivanti dall'esposizione ai campi di radiofrequenza nel breve termine.

Il problema assume un diverso aspetto quando si cerca di valutare gli effetti a lungo termine dei campi di radiofrequenza.

La ricerca epidemiologica è proprio orientata a ricercare i possibili rischi dell’esposizione alle radiofrequenze nel lungo periodo. Molte ricerche sono finalizzate a valutare se esiste una relazione tra i tumori del cervello e l'uso di telefoni cellulari.

Occorre tenere presente che i tumori cerebrali sono a lento accrescimento. Poiché i telefoni cellulari sono stati ampiamente utilizzati solo a partire dalla metà degli anni '90, gli studi epidemiologici possono valutare solo i tumori che si manifestano in tempi brevi. Nelle ricerche effettuate sugli animali non è dimostrato un aumento del rischio di cancro per un'esposizione a lungo termine ai campi di radiofrequenza.

Sono in corso numerosi studi multidisciplinari epidemiologici, uno di questi è coordinato dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ed è stato progettato per determinare se esistono legami tra l'utilizzo di telefoni cellulari e tumori della testa e del collo negli adulti. Al 2017 non ci sono state prove certe per ritenere le onde elettromagnetiche emesse dai cellulari come cancerogene, ma vengono indicate come “possibilmente” cancerogene. Nella classificazione proposta dalla WHO (Whorld Health Organization) le onde dei telefonini sono inquadrate nel gruppo 2B (2), cioè tra gli agenti che possono indurre mutazioni in senso neoplastico, ma non c’è certezza clinica.

 

                 Precauzioni importanti nell'uso dei telefoni cellulari       

 

 1 - USATE IL TELEFONO QUANDO SERVE.     Se vi incontrerete tra un'ora è inutile
       fare telefonate di minuti e minuti. Confermate l'appuntamento e basta.

 2 - FATE SEMPRE TELEFONATE BREVI.   Se dovete fare una telefonata molto lunga
      usate il vivavoce o altro accorgimento.

 3 - COME SI FA A CAPIRE CHE STATE USANDO TROPPO IL TELEFONO CELLULARE
       Il telefono non deve masi scaldarsi, se avvertite accanto al padiglione che il 
       cellulare si sta scaldando significa che state facendo una telefonata troppo lunga. 

 4 - NON FATE MAI USARE IL TELEFONO CELLULARE AI BAMBINI CHE HANNO MENO
       DI SEI ANNI.             I bambini hanno ossa della teca cranica molto sottili e nei
       piccolissimi (meno di 2 anni) si possono osservare fontanelle non completamente
       saldate, quindi ci possono essere punti in cui le radiazioni raggiungono più
       facilmente il cervello.

 5 - NEI BAMBINI DI ETA' COMPRESA TRA SEI E 12 ANNI IL CELLULARE VA USATO
       CON MODERAZIONE.  

 6 - USARE POCHISSIMO IL CELLULARE QUANDO SIETE IN AUTO, O IN TRENO, O IN
       ALTRO MEZZO IN MOVIMENTO.   E' noto che un momento in cui il cellulare emette
       molte onde a radiofrequenza (RF) è quando cerca la linea. Se siete in movimento
       il cellulare deve cercare più volte la linea perché si aggancia ad un ripetitore, poi 
       stacca per agganciarsi ad un altro.     Durante questa ricerca c'è la massima 
       emissione dei onde RF.

.

 

NOTE
1 - Per ionizzazione si intende la possibilità di trasformare una molecola neutra in una molecola con una carica elettrica (positiva o negativa).
2 - L'organizzazione mondiale per la sanità (WHO) classifica le sostanze in rapporto alla loro capacità di sviluppare un tumore in quattro gruppi. Gruppo 1 - sostanze certamente cancerogene per l'uomo. Gruppo 2A - sostanze probabilmente cancerogene. Gruppo 2B - sostanze possibilmente cancerogene. Gruppo 3 - sostanze probabilmente non cancerogene. La differenza tra gruppo 2A e 2B è piuttosto sottile ma importante. Per le sostanze 2A è probabile che siano cancerogene, ma allo stato attuale non è dimostrato [se fosse dimostrato sarebbero inserite nel gruppo 1]. Per le sostanze o gli agenti del gruppo 2B esiste la teorica possibilità che possano indurre tumori e per questo motivo sono in corso numerosi studi rivolti a comprendere meglio i loro effetti.

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Sullo stesso argomento si è pronunciato il National Health and Medical Research Council australiano. Analisi di Ken Karipidis dell'Australian Radiation and Nuclear Safety Agency (ARPANSA) ha esaminato 16.800 casi di neoplasie del sistema nervoso centrale dal 1982 al 2013 e non vede alcuna correlazione con l'uso del telefono cellulare. Il lavoro è stato anche pubblicato nel dicembre 2018 sul British Medical Journal. Ricordo anche articolo di Petrone P. "Cellulari e tumori: nessuna connessione - E' il risultato di uno studio australiano che ha esaminato più di 16mila casi di tumori cerebrali negli ultimi 30 anni" L'audioprotesista 48, aprile 2019, pagg. 40-41.

 

 

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Le malattie del cavo orale e della lingua sono state oggetto di una intervista condotta dalla giornalista Nina Sicilia al dott. Carlo Govoni. Questa intervista è andata in onda nel corso del programma Eccellenze Italiane il 09 marzo 2022.

Le malattie della bocca molte volte sono malattie ben tollerate, che non preoccupano e spesso guariscono anche senza intervento del medico. Non sempre è così, ci sono dei casi, per fortuna non frequenti, che creano problemi.

Cercherò ora di proporre una personale classificazione delle malattie della bocca.

MALATTIE DELLA MUCOSA ORALE E GENGIVALE

MALATTIE DELLA LINGUA (GLOSSITI)

MALATTIE DELLE GHIANDOLE SALIVARI (SCIALOADENITI)

FARINGITI

TUMORI

Ai primi quattro gruppi (indicati per sede) ho aggiunto i tumori, in quanto sono fonte di non poche
preoccupazioni. Ovviamente i tumori possono interessare la mucosa della cavità orale, la lingua, le ghiandole salivari e il faringe.

2022 03 09 bocca Carlo Govoni eccellenze italiane

 

Nina Sicilia ha chiesto: "quali sono i principali sintomi che lamentano le persone che hanno malattie della bocca?"

Si tratta di malattie possono colpire chiunque, entrambi i sessi, a qualsiasi età. I sintomi più frequenti sono il DOLORE e il BRUCIORE. Un sintomo ricorrente è la SECCHEZZA DELLA BOCCA. Tutti questi sintomi difficilmente si associano ad una obiettività clinica. Lo specialista deve interrogare bene il paziente è capire, attraverso le sue risposte, ad individuare la sede interessata.

E' molto importante cercare di vedere se ci sono delle lesioni visibili. Spesso abbiamo alterazioni del colore, si possono vedere chiazze, arrossamenti o placche. Sono anche presenti piccole ulcerazioni e a volte sicuri punti sanguinanti.

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Uno dei problemi più frequenti delle persone che presentano malattie della bocca è individuare lo specialista adatto a cui rivolgersi.

 

Il telefono cellulare è il dispositivo tecnologico più utilizzato sul pianeta ed emette radiazioni elettromagnetiche i cui effetti non sono completamente conosciuti. Che cosa provochino esattamente i cellulari sul nostro organismo e in particolare sulla nostra testa non lo sappaiamo esattamente, però ci sono ricerche in corso e qualche Stato ha già stabilito delle limitazioni. Il Belgio ha vietato l'uso dei cellulari ai bambini. Ritengo che il punto fermo più importante sia proprio quello di non lasciarlo nelle mani dei bambini (vedi successivo punto 2).

Esistono anche danni in conseguenza dell'uso del cellulare dove questo utile dispositivo non ha alcuna colpa. Mi riferisco agli incidenti automobilistici. Scorrendo le statistiche dell'anno 2020 un terzo degli incidenti è dovuto all'uso del telefonino durante la guida. Qui è evidente che la responsabilità non è del cellulare, ma di chi lo usa in modo improprio. Ho visto utenti tenere il cellulare con le due mani e scrivere messaggi mentre avevano gli avambracci sul volante e sfrecciavano tranquillamente in una strada extraurbana a due corsie, una per ogni senso di marcia.  Ritengo che il vero pericolo non sia il cellulare, ma la persona che lo usa.

Veniamo ora a descrivere nel dettaglio quali sono i rischi dovuto all'uso di questi piccoli prodigi della tecnologia.

1 - Il cellulare dovrebbe servire per fare telefonate, pertanto le telefonate si devono fare quando c'è la necessità di farle. Si deve parlare al telefono solo quando c'è qualcosa che è necessario dire ad una persona che sta fisicamente lontana. Molti fanno preamboli inutili, raccontano particolari che non servono a nulla, fanno inutile domande sullo stato di salute [se la persona sta rispondendo prontamente con un ottimo tono di voce è ben difficile che stia male], raccontano i loro problemi o i loro malanni. Capita spesso di ricevere telefonate per fissare un appuntamento per una visita. Molte persone iniziano a descrivere i loro disturbi e non si comprende il motivo. Se il disturbo lo avete da un anno e l'appuntamento per la visita medica lo avete domani; domani spiegherete al medico quali sono i vostri problemi. Siate essenziali nelle telefonate. Purtroppo molte persone non riescono ad usare il telefono per dire lo stretto necessario. Ci sono persone che per fare gli Auguri o per chiedere un numero di telefono stanno al cellulare anche più di trenta minuti. Se per fare conversazioni da un minuto impiegate mezz'ora il primo provvedimento da prendere con urgenza è cambiare radicalmente il vostro comportamento. Pensate prima di fare una telefonata. La telefonata va fatta solo se necessaria e si comunica quello che è importante comunicare. Se l'interlocutore ha voglia di chiacchierare e imposta un dialogo di scarso interesse si dovrà inventare una scusa per troncare la comunicazione. 

2 - Non fate mai usare i cellulari ai bambini. Non hanno nulla di importante da dire e i parenti non hanno la necessità di sentire la loro voce. Le ossa del cranio dei bambini sono più sottili e in molti punti (dipende dall'età del piccolo) l'ossificazione è incompleta, per questo motivo la protezione che il nostro scheletro fa alle radiazioni per i bimbi è sicuramente minore. Qui il vero problema sono i genitori che usano il cellulare per fagli vedere un film o per far salutare i parenti. I nonni, i cugini e gli zii non hanno la necessità di sentire la voce del piccolo, ma deve essere l'adulto a comunicare lo stato di salute del nipotino.  Il mio consiglio è che i bambini, almeno entro i 12 anni, non devono avere un cellulare personale. Non devono nemmeno fare telefonate se non c'è un reale motivo per farle. 
Dare un cellulare al bimbo perché tutti i suoi compagni c'è l'hanno non è una motivazione. Non pensiate che senza cellulare il bimbo si senta un retrogrado o un isolato e avrà in futuro turbe psicologiche. E' importante che i genitori sappiano imporre le loro regole ai figli.   

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L'intervento di parotidectomia richiede sempre l'ospedalizzazione e pertanto è importante che il paziente sia informato su ciò che dovrà fare dopo l'intervento.

Come è stato illustrato in altri articoli l'intervento di parotidectomia, sia che si tratti di una asportazione totale o esofacciale, è un intervento delicato e richiede alcune precauzioni. Sappiamo che il problema più importante è la conservazione del nervo facciale.

nervo facciale rami govoni carlo disegno scientificoIl nervo facciale (VII° nervo cranico) nel suo decorso
dopo essere uscito dal foro stilo-mastoideo.
La parotide è la ghiandola di colore rosa, davanti all'orecchio.

 

Quando il paziente operato rientrerà in camera avrà un bendaggio nella regione parotidea e quasi sempre ha un drenaggio che fuoriesce dalla ferita chirurgica. Il drenaggio è semplicemente un piccolo tubicino che serve per far uscire la saliva e altre secrezioni, in modo da facilitare l'aderenza tra cute e sottocute e piano profondo. Se l'intervento sarà a carico della ghiandola sottomandibolare è facile che la medicazione sia fatta solo con cerotti adesivi.

Il giorno dopo il paziente potrà riprendere l'alimentazione ed anche le sue medicine abituali, con alcune limitazioni per i farmaci che allungano i tempi di coagulazione.

Dopo alcuni giorni di degenza il paziente sarà dimesso. 

 

Cosa fare a domicilio.

Quando sarà fuori dall'ospedale è importante che il paziente segua alcune precauzioni.

Non deve fare sforzi fisici nei sette giorni successivi o, almeno, fino alla prima visita di controllo. L'assenza di sforzi fisici è meno importante se l'intervento è stato l'asportazione di una ghiandola sottomandibolare.

Sempre nei primi giorni (almeno fino alla rimozione dei punti di sutura) dovrà tenere la medicazione. Potrà lavorare, ma solo attività che si possono eseguire in ambienti protetti come casa o ufficio. 

 

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