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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia Testa e Collo
Master in vestibologia

Tel. 3358040811  preferibilmente dalle 10,30 alle 12,00   

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Testi

Il trauma acustico cronico è il danno all'apparato uditivo che si verifica per esposizione prolungata al rumore. Nella vita moderna tutti gli esseri umani sono esposti a numerosi rumori. Affinchè si verifichi questo trauma sono necessarie alcune condizioni: a) esposizione protratta nel tempo al rumore; b) intensità media di almeno 80-85 dB.
Questo tipo di trauma acustico è di notevole interesse nel settore lavorativo in quanto l'esposizione a rumori con le caratteristiche suddette avviene soprattutto durante il lavoro. Il trauma acustico cronico può anche colpire coloro che si espongono a rumori per motivi diversi dal lavoro. Ricordiamo i frequentatori assidui di discoteche oppure chi fa uso di armi da fuoco per sport o per attività venatoria, o chi utilizza go-kart, moto o auto da corsa. Il trauma acustico cronico, nelle sue fasi iniziali, è un fenomeno subdolo, in quanto il paziente non si accorge di nulla. Come vedremo meglio colpisce soprattutto la frequenza di 4000 Hz, cioè una frequenza poco rilevante nella vita sociale. 
Altro aspetto da non sottovalutare è che il trauma acustico cronico inizia con fenomeni reversibili. L'operaio che lavorato sette ore con uno strumento rumoroso o il giovane che esce da una serata in discoteca avverte di sentire meno. Questo fenomeno si chiama Abbassamento Temporaneo di Soglia. Come dice la definizione è un fenomeno che dura solo alcune ore e poi tutto rientra nella norma. La perdita uditiva da temporanea diventa permanente col passare del tempo. L'ipoacusia si concretizza negli operai dopo anni di lavoro e nei giovani con l'esposizone prolungata e persistente a musiche ad intensità elevata (vicino a 100 dBA).

 

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Il Trauma Acustico Acuto (TAA) è una malattia difficile da far comprendere, sembra quasi che nessuno creda alla sua esistenza.
Può sembrare strano ma tutti pensano che un rumore, per provocare un danno sensoriale acustico, debba agire per molto tempo, anche per anni. La realtà è diversa.
Per trauma acustico s'intende il danno provocato da rumori ad elevata intensità sull'apparato uditivo. Per elevata intensità si devono intendere rumori superiori a 85 dB. Ovviamente oltre all'intensità si deve tenere in considerazione la durata dell'esposizione. Ambienti con rumorosità di poco superiore agli 85 dB possono provocare ipoacusia solo dopo anni di esposizone; in questi casi si parla di Trauma Acustico Cronico (TAC). La durata dell'esposizione è importante per tutti i tipi di rumore, ma più si aumenta l'intensità, per esempio per rumori di 140-160 dB è sufficiente un tempo molto breve, come quello di un'esplosione, per determinare un danno uditivo; questo è il Trauma Acustico Acuto (TAA). Altro elemento importante nel determinare questo tipo di danno è l'otosensibilità del soggetto. 
Nei libri di audiologia si parla molto di trauma acustico cronico e molto meno di trauma acustico acuto. Se leggiamo diversi testi avremo l'impressione che si tratti di entità nosologiche diverse. Nulla di più falso. La malattia è una sola, il trauma acustico è il danno all'apparto uditivo determinato dal rumore. E' evidente che se il rumore sarà non eccessivo (es. 80-85-90 dB) impiegherà degli anni per danneggiare l'udito di una persona.
Se il rumore è una esplosione terribile o uno scoppio (es. 160 dB) possono bastare pochi secondi per danneggiare irrimediabilmente la capacità sensoriale acustica di un uomo. Questi sono due esempi estremi. Siamo abituati a definire il primo come trauma acustico cronico e il secondo come trauma acustico acuto (TAA). 

Nella realtà la causa è il rumore, quindi la malattia è la stessa. Cambia solo l'intensità sonora. Per cercare di rendere più evidente le differenze tra intensità sonore ho fatto questa tabella.

 

Decibel         Rumore              Caratteristiche
85 dBA Rumore di molte attività

Si considera il rumore di 85 dBA come otolesivo nella maggioranza delle persone.

 100 dBA  Rumore di molte fabbriche,
Rumorosità delle discoteche che rispettano i limiti di legge
 A 100 dBA il rumore è intenso, sicuramente otolesivo. Per danneggiare l'udito di un uomo è necessario che sia percepito per diverse ore al giorno e per parecchi mesi, anche per anni. In questi casi questa esposizione comporta un danno acustico permanente. 
 110 dBA  Rumore di martello pneumatico, flessibile, sega circolare.
Discoteche non a norma
 
 120 dBA  Sirene di allarme di auto e edifici.  A 120 dBA si può iniziare a parlare di trauma acustico acuto (TAA), cioè il rumore percepito, nei soggetti sensibili, causa dolore alle orecchie e perdita uditiva. Quest'ultima quasi mai è permanente.

 125 dBA  Aereo al decollo percepito ad una distanza di 50 metri  A 125 dBA siamo chiaramente di fronte ad un suono che, anche se dura pochi secondi, determina dolore alle orecchie. Raramente c'è una ipoacusia permanente.

 130 dBA    C'è sempre dolore auricolare. Anche con esposizioni di breve durata può esserci, per persone otosensibili, un danno acustico permanente.

 140 dBA Colpo di pistola sparato alla distanza di un metro o scoppio di petardo percepito a distanza ravvicinata.

 C'è sempre dolore auricolare. Anche con esposizioni di breve durata può esserci, per persone otosensibili, un danno acustico permanente.
Hanno questa intensità (o intensità superiore) i rumori esplosivi.

160 dbA Colpo di fucile.  [per esempio tiratore al piattello senza otoprotezioni] C'è sempre dolore auricolare. C'è sicuramente un danno acustico permanente. 

 

 

 

Occorre tener presente che cos'è il rumore. Il rumore è una percezione sonora aperiodica, dove si alternano suoni molto variabili tra loro. Una caratteristica fondamentale dei rumori ambientali è che la loro intensità è variabilissima. Quando si legge una fonometria ambientale e si vede che la posizione di lavoro X c'è una intensità sonora di 86 dB(A) uno è tentato a pensare che il rumore è sempre vicino a 86 dB e se supera questa intensità lo è di poco. Non è così, i valori espressi nelle fonometrie sono un valore medio. Il rumore è molto variabile e un ambiente di lavoro giudicato con una intensità di 86 dB(A) può facilmente essere caratterizzato da picchi di 100 -120 dB.
Il Trauma Acustico Acuto (TAA) è un rumore molto intenso che provoca una perdita uditiva. L'azione del rumore è anche diversa da soggetto a soggetto. Esistono persone molto sensibili al rumore, che vengono danneggiate più facilmente. Ulteriori notizie le troverete nel paragrafo sul più diffuso trauma acustico cronico.

Un suono, e in particolare un suono acuto, è una rapidissima successione di onde di compressione e di rarefazione dell'aria, che colpiscono l'apparato uditivo. La pirma struttura colpita è la membrana timpanica. E' possibile, se la visita avviene dopo poche ore dall'esposizione, una iperemia (arrossamento) della membrana. Se il trauma acustico è stato molto violento ci può essere una perforazione della membrana.

membrana perforazione trauma

Nella figura si osserva una membrana fortemente iperemica con una perforazione che interessa i quadranti inferiori. Questo può essere il segno di un importante Trauma Acustico Acuto recentissimo.

Più infido e più frequente è il paziente con trauma acustico acuto che si presenta dopo alcuni giorni dall'evento e non si osserva alcun segno otoscopico. La membrana timpanica è normale. All'esame audiometrico si osserva una ipoacusia limitata alle frequenze acute.

audiometria trauma acustico acuto

Nell'audiogramma qui sopra riportato è il caso di un paziente che ha riportato un trauma acustico acuto che ha colpito il solo orecchio destro. Per esempio l'orecchio sinistro era protetto da un dispositivo di otoprotezione. 

o     o     o     O     o     o     o

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Assicurazione per la salute, gli infortuni e le malattie: sono questi i tre argomenti principali che affrontano le assicurazioni sanitarie private. Queste polizze svolgono una funzione fondamentale: sono integrative al Sistema Sanitario Nazionale. Le polizze assicurative sono sorte per tutelare meglio i dirigenti d'azienda al fine di non far perdere loro tempo in inutili code agli sportelli e nelle sale d'attesa degli ambulatori della sanità pubblica. In tempi recenti, soprattuto nel periodo post Covid-19, la sanità integrativa si è sviluppata molto. In primo luogo si caratterizza per una rapidità nelle prenotazioni e nei tempi di attesa. Tutta la fase di prenotazione si svolge attraverso posta elettronica (una volta via FAX), pertanto il sistema può essere gestito stando a casa o in ufficio o fatto gestire dalla segretaria. Altro notevole vantaggio è stato ai tempi della pandemia dove si prenotava la visita in studi privati, le visite sono sempre su appuntamento, pertanto è molto difficile trovare persone in sala d'attesa e a volte negli studi privati non c'è nemmeno un minuto d'attesa. 

Il motivo fondamentale che spinge a tutelarci con una Assicurazione Sanitaria è che non sappiamo nulla del nostro futuro. Noi oggi siamo perfettamente in salute e in un attimo tutto cambia. La foto qui sotto non vuole essere un esempio di malaugurio, ma in tutta la nostra vita dovremo affrontare imprevisti.

dolore cervicale colpo frusta incidente carlo govoni otorinolaringoiatraEcco un incidente stradale,
un evento inaspettato - quando l'infortunio o la malattia colpiscono la persona
questo è un evento che può cambiare la nostra vita.

 

La sindrome di Vidal Wright è una patologia rara caratterizzata dall'associazione di poliposi nasale, asma bronchiale e manifestazioni allergiche all'acido acetilsalicilico. L'acido acetilsalicilico è il principio attivo della nota Aspirina e di molti altri farmaci che si possono acquistare senza ricetta in farmacia e in parafarmacia.
La diagnosi di questa malattia viene fatta solitamente da pneumologi oppure da otorinolaringoiatri.

poliposi nasale polpo setto carlo govoniEsempio di fosse nasali
con polipi nella parte superiore di entrambe

 

La poliposi nasale è una malattia con andamento diverso da persona a persona. Di solito la poliposi e anche la sindrome di Vidal Wright si caratterizzano per la presenza di neoformazioni polipoidi in entrambe le fosse nasali. Sicuramente indichiamo con un solo nome fenomeni patologici diversi. E' probabile che quando le conoscenze miglioreranno sarà possibile riconoscere poliposi nasali che sono espressione di diverse malattie. La diagnosi viene eseguita con fibrorinoscopia con ottica flessibile o rigida.

 

La rinoscopia è la manovra esplorativa utilizzata per vedere le fosse nasali. Si distiguono due rinoscopie: anteriore e posteriore. La più semplice e la più diffusa è la rinoscopia anteriore. Grazie ad uno speculum bivalve e ad una buona illuminazione posta sulla fronte del medico (fotoforo frontale) si possono valutare molto bene i due terzi anteriori delle fosse nasali. Si vede benissimo la parte anteriore del setto formata dalle crus mediali delle cartilagini alari e dalla cartilagine triangolare del setto. Ai lati si vedono bene le teste e i corpi dei tubinati inferiori e medi.
Lo strumento utilizzato si chiama speculum nasale e ne esistono di diverse grandezze per poter essere adattati a tutti i tipi di naso: dal neonato all'uomo adulto.

speculum nasali rinoscopia carlo govoni

Nella fotogafia si osservano tre tipi di speculum nasali: A - per gli adulti; B - per i giovani; C - per i neonati.
La manovra è semplice: con lo speculum si dilata la narice e
contemporaneamente si deve dirigere la luce frontale all'interno della fossa nasale.

 luce frontale tipica da otorinolaringoiatra
Caschetto con luce frontale (o fotoforo)

 

Per avere una visione più completa della parte interna del naso l'esame rinoscopico si completa con la rinoscopia posteriore. Questa è una manovra indiretta, cioè con la visione riflessa su un piccolo specchio. Il medico deve avere sempre il fotoforo sulla fronte, con un abbassalingua abbassa la lingua del paziente ed introduce un piccolo specchietto opportunamente riscaldato. Questa manovra necessita di una ottima manualità, perchè si deve oltrepassare il velopendulo (palato molle) ed evitare di scatenare riflessi. Si proietta la luce sullo specchio e questa va ad illuminare il rinofaringe, le coane e il terzo posteriore delle fosse nasali. Con l'introduzione degli strumenti a fibre ottiche (rinoscopia a fibre ottiche) la rinoscopia posteriore non la si esegue quasi più. 

Anche se l'otorinolaringoiatra usa sempre più spesso strumenti a fibre ottiche la rinoscopia viene sempre eseguita in ogni visita, in quanto la visione diretta del terzo anteriore delle fosse nasali è sempre preferibile rispetto a quella effettuata con strumentario endoscopico. Ritengo che la rinoscopia debba precedere una rinofibroscopia.

La rinoscopia anteriore è una manovra indolore che può essere eseguita negli adulti e nei bambini. Si riesce anche ad eseguirla in pazienti non completamente collaboranti.

 

 

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