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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

Testi

Centro Medico Polispecialistico Baganza, a Parma, il dott. Carlo Govoni, otorinolaringoiatra, esegue visite su appuntamento: 3358040811  NO SMS.

Nel Centro Medico si possono effettuare visite specialistiche otorinolaringoiatriche ed esami clinici e strumentali di interesse audiologico, vestibolarerinologico e laringologico. L'ambulatorio è aperto dal Lunedì al Venerdì.
Coloro che per malattia o per difficoltà a deambulare sono impossibilitati a sottoporsi a visita ambulatoriale possono chiedere una visita specialistica domiciliare.
Per informazioni e per appuntamenti tel. 0521968415  oppure  3358040811  NO SMS.

parma centro baganza logo

 

Per necessità urgenti e al di fuori degli orari e dei giorni di apertura dell'ambulatorio telefonate al 3358040811

Dove siamo:
Via Baganza, 11 - 43125 PARMA

Come raggiungerci:
Il Centro Medico si raggiunge facilmente con l'auto, si trova a Parma sulla via che fiancheggia il torrente Baganza.
migliore parcheggio esperienza qualit govoni carlo esperto otorino bambini  Nei pressi del Centro è facile parcheggiare; c'è perfino un parcheggio riservato sul retro dell'edificio.
Inoltre il Centro è facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici in quanto via Baganza è percorsa dall'autobus n.1.
 
Per chi proviene dalla tangenziale dovrà percorrere la tangenziale Sud ed uscire all'uscita 13 in direzione centro. Alla vostra destra ci sarà il torrente Baganza. Proseguire diritto fino a quando troverete a sinistra l'insegna verde e blù di una farmacia. L'ingresso del Centro Medico è proprio di fronte, prima della farmacia.

parma centro medico baganza ent govoni  

CENTRO MEDICO SPECIALISTICO BAGANZA s.r.l.
Via Baganza, 11 -  43125   PARMA       0521968415

Orario per il pubblico:

martedì ore 11:00 / 15:00


 

 

 

Nel sito di questo centro medico sono presenti alcuni articoli scritti da Carlo Govoni.
Posso guarire da un acufene?   http://www.cmsbaganza.it/posso-guarire-da-un-acufene/
L
a chirurgia mini-invasiva dei turbinati    http://www.cmsbaganza.it/la-chirurgia-mini-invasiva-dei-turbinati-nasali/
Le difficoltà respiratorie nasali    http://www.cmsbaganza.it/difficolta-respiratorie-nasali-govoni-carlo/

 

 

Molte persone che subiscono infortuni dove c’è un coinvolgimento del collo e della testa hanno necessità di una visita otorinolaringoiatrica per poter dimostrare il danno subito.

I casi più frequenti sono gli incidenti stradali di chi si trova alla guida di un'autovettura o viaggia come trasportato su un auto. In questi casi gli infortuni più frequenti (tamponamenti) si caratterizzano per un forte scuotimento della testa e del collo oppure per un vero trauma cranico o facciale. Altre eventualità traumatiche sono le cadute a terra o le percosse. In coloro che hanno subito percosse sono molto frequenti le fratture ossa nasali, i traumi alle articolazioni temporo-mandibolari e quelli all'apparato uditivo. I distretti testa e collo sono spesso coinvolti in tutti i tipi di infortunio stradale che coinvolge pedoni, ciclisti e motociclisti. 

dolore cervicale colpo frusta incidente carlo govoni otorinolaringoiatra

Nel caso di automobilisti le principali diagnosi poste dai medici che hanno prestato le prime cure sono: trauma distorsivo cervicale o colpo di frusta. Negli altri casi sono frequenti i traumatismi cranio-facciali, questi sono eventi molto variabili da caso a caso.

Altri infortuni molto frequenti sono quelli domestici. Anche in questi casi gli infortuni più frequenti sono le cadute o gli urti che possono interessare la testa (trauma cranico).

E' fondamentale che chi ha subito un incidente, anche se non particolarmente grave, si rechi al Pronto Soccorso dell'ospedale più vicino. L'interessato dovrà riferire al medico la descrizione dell'evento, il luogo e l'ora, e tutti i disurbi insorti immediatamente dopo. Si tenga presente che i medici del pronto soccorso quando visitano un infortunato focalizzano la loro attenzione sulle funzioni vitali importanti (funzionalità cardiocircolatoria, respiratoria, ecc.) e può succedere che sia data meno attenzione a funzioni non vitali come equilibrio (vertigini), cefalea, ipoacusia, acufeni, turbe masticatorie, disturbi olfattivi, ma che possono egualmente modificare in senso peggiorativo la vita del paziente. E' bene che chi ricorre alle cure di un medico del Pronto Soccorso ed ha disturbi apparentemente trascurabili li esponga egualmente.

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Occorre prestare molta attenzione all’udito e alla comparsa di ronzii, dolori o altri fastidi, soprattutto se interessano un solo orecchio. Questi disturbi (denominati anche acufeni) sono spesso la spia di una malattia dell’orecchio.
Da una visita otorinolaringoiatrica estesa allo studio della funzione uditiva possono emergere danni funzionali (ipoacusie o sordità) che a volte, soprattutto se diagnosticati precocemente, sono curabili. Negli altri più sfortunati casi il danno è irreversibile.

Altra valutazione importante è quella del naso. E’ importante valutare, soprattutto nei traumatismi dove c’è stato un urto contro parti rigide (caduta a terra per ciclisti e pedoni, urti contro vetri o sedili o volante per automobilisti) la funzione respiratoria nasale e la funzione olfattiva. La frattura delle ossa nasali e ipertrofie dei turbinati spesso sono esiti di questi incidenti. La funzione nasale è ben valutabile dal medico attraverso una rinoscopia tradizionale o con l’ausilio di strumenti a fibre ottiche.

Altri problemi clinici nell'ambito dell'infortunistica sono la cefalea e la vertigine. Questi sono sintomi molto difficili da oggettivare, e richiedono necessariamente una valutazione specialistica otorinolaringoiatrica con esame vestibolare.
Sintomi molto più rari, ma che non devono essere sottovalutati sono le difficoltà masticatorie, le alterazioni nella motilità facciale (paralisi del nervo facciale), le riduzioni o perdite dell'olfatto (iposmie o anosmie) e le alterazioni del gusto (disgeusie).

Prima di uscire dal Pronto Soccorso verificate che quello che voi avete dichiarato sia stato scritto esattamente dal medico. Se notate carenze o se vi vengono attribuite frasi che non avete detto o diverse dal vostro pensiero sottolineatelo subito. Se per caso siete usciti dal Pronto Soccorso e notate importanti carenze nel verbale non esistate a ritornare per farle correggere.

Ricordo di aver letto verbali con frasi di questo tipo: "ciclista investito da auto. Caduta a terra. Nega trauma cranico." E' ben difficile che un ciclista che sia stato investito da una autovettura non abbia battuto la testa, può essere che il paziente non abbia capito bene le domande. Raccomando prima di uscire dal pronto soccorso di leggere bene il verbale e se lo trovate carente evidenziate subito i vostri dubbi. Può accadere che vi chiedono di sottoscrivere una frase di questo tipo: "Il paziente conferma le frasi a Lui attribuite."  Questa firma è importante perchè se voi avete battuto la testa e da qualche parte c'è scritto ".. nega trauma cranico.." e voi effettivamente avete disturbi in conseguenza del trauma diventa difficile per i medici incaricati di difendervi sostenere di fronte all'Assicurazione il danno che avete subìto.

Ricordo che la visita presso un Pronto Soccorso è indispensabile ai fini assicurativi. Alcune assicurazioni si dimostrano molto rigide nel risarcire infortuni dove l'infortunato non si è mai recato ad un Pronto Soccorso. 
Esistono malattie dell'orecchio come alcune forme di vertigine o di ipoacusia dove al momento del trauma il paziente non si rende conto del danno che ha subito. E' facile che la persona pensi alle gambe, alle mani, al cuore e non pensi molto all'equilibrio e alla funzione uditiva. Se il giorno seguente si accorge di avere problemi si consiglia di recarsi al Pronto Soccorso anche il giorno dopo, precisando che c'è stata una evuluzione in senso peggiorativo della sintomatologia.
Il mio consiglio è di ritornare al Pronto Soccorso anche se si sono accentuati sintomi che nel corso di una prima valutazione non sono stati presi in considerazione dai sanitari. 

Dopo la visita e dopo aver eseguito gli opportuni esami strumentali in molti casi si suggerisce una relazione di consulenza.

  Un sintomo molto frequente nei pazienti che hanno subito un trauma della testa o del collo è la vertigine e ulteriori articoli sono presenti in questo sito:

- Vertigine Parossistica di Posizione Benigna (VPPB)

 

- Esame vestibolare o otovestibolare.

Per contattare il dott. Carlo Govoni è possibile farlo
per telefono 3358040811     NO SMS.

La maggior parte dei bambini possono soffrire di parecchie malattie, quelle più frequenti sono le patologie dell'orecchio, del naso e della gola. La visita medica serve per affrontare i problemi clinici. La visita otorinolaringoiatrica eseguita per un bambino è molto simile a quella dell'adulto. Per certi aspetti è più semplice perchè si tratta di una visita ridotta alle manovre essenziali. L'importante è giungere ad una diagnosi sfruttando la collaborazione che sarà possibile ottenere. Occorre spiegare al bambino ogni manovra che si intende fare e soprattutto fargli capire che non sentirà dolore.

La visita otorinolaringoiatrica - visita ORL - è una visita medica specialistica che valuta il distretto testa-collo con l'eccezione dei denti, degli occhi e del cervello. Appartengono all'otorinolaringoiatria anche lo studio di quattro funzioni sensoriali importanti: udito, equilibrio, olfatto e gusto. Le possibili malattie sono molte. Si ritiene che ogni persona che gode di buona salute dovrebbe affrontare nella sua vita questa visita ogni 5-7 anni in quanto molte patologie, in particolare quelle uditive, evolvono lentamente e in modo asintomatico. Lo specialista otorino si rivolge a pazienti di tutte le età.

I pazienti affetti di acufeni sono molti, si parla dell'8% della popolazione, e queste persone rappresentano un problema molto difficile per gli otorinolaringoiatri. Ho lavorato per molti anni nel servizio pubblico e ho capito che non c'era mai il tempo sufficiente per cercare di comprendere i problemi di queste persone. Oggi che lavoro solo nel privato ho più tempo per ciascun paziente, ma ritengo che questo ancora non basta.
Il paziente affetto da acufeni richiede una valutazione molto complessa. Per affrontarlo bisogna conoscere tutta l'audiologia e l'otologia.

Se un paziente ha un acufene qual'è il primo specialista al quale deve rivolgersi?
Non ho dubbi su questa domanda: il primo specialista è l'otorinolaringoiatra. Spiego i motivi. L'acufene è il sintomo di una anomalia, pertanto se la percezione uditiva presenta in uno o in entrambe le orecchie un problema patologico (es. ipoacusia percettiva destra) e il paziente riferisce un acufene in orecchio destro trovo del tutto logico fare accertamenti mirati a capire cosa c'è di anomalo nell'orecchio interno destro.
Se i problemi uditivi del paziente sono generici (es. ipoacusia percettiva bilaterale da trauma acustico cronico) occorre sempre studiare l'apparato uditivo. L'acufene resta un fenomeno che per molti aspetti è oscuro. Nell'articolo "che cos'è l'acufene?" ho scritto alcune indicazioni in proposito.
Ci sono alcuni specialisti non otorinolaringoiatri che vogliono studiare per primi i pazienti con acufeni partendo da presupposti che ritengo inacettabili come una valutazione psicometrica, oppure uno studio delle articolazioni temporo-mandibolari, o uno studio della circolazione dei tronchi sopraaortici, o cercando di conoscere le abitudini alimentari o altro. L'acufene è la percezione di un suono e l'apparato deputato alla percezione dei suoni è quello uditivo. Apparato studiato dagli specialisti in otorinolaringoiatria. Pertanto è su questo apparato che devono partire le indagini diagnostiche. Sarà compito dell'otorino stabilire se c'è o non c'è un danno uditivo.

carlo govoni esegue otoscopia terme ambulatorio dolomia pozza di fassa

Dopo una accurata anamnesi l'otoscopia è il passo iniziale per affrontare un paziente con un acufene. 

 

Se l'apparato uditivo funziona perfettamente che cosa si deve fare?
Questa è una situazione non frequente. Qui l'otorinolaringoiatra deve allargare lo sguardo e cercare di capire se c'è qualche apparato diverso da quello uditivo che può essere alterato e può determinare l'acufene. Nei casi dove emerge che la causa è pressoria, o metabolica, o vascolare, o cerebrale, o altro, allora dovrà essere lo specialista otorino ad indirizzare il paziente allo specialista più idoneo. 

Quale è l'elemento più importante che ci permette di classificare i vari tipi di acufene?
L'elemento più importante è sicuramente la modalità d'insorgenza. Innanzitutto si dovrà distinguere un acufene insorto improvvisamente da un acufene cronico, cioè un acufene insorto in modo impercettibile e il soggetto difficilmente riesce a dare risposte precise. Tra gli acufeni insorti improvvisamente ricordo quelli da trauma acustico acuto e quelli ad eziologia post-traumatica.

Quali sono le caratteristiche di una visita otorinolaringoiatrica per chi soffre di acufene cronico?
Con il termine acufene cronico intendo quei pazienti che hanno un acufene insorto almeno da un anno. E' chiaro che la durata deve far pensare ad un problema non banale. Sono importanti le indagini di base: otoscopia, esame audiometricoimpedenzometria. Molte volte questi pazienti hanno già fatto anche indagini più complesse come ABR, elettrococleografia, Risonanza Magnetica Nucleare Encefalo. In questi casi si dovranno valutare tutti gli esami eseguti e se alcuni non sono stati fatti dovranno essere prescritti.

via uditiva govoni carlo ottorinoLa via uditiva.
Questo è il percorso che deve fare un suono per essere
percepito come tale dal nostro cervello.
IL SUONO dall'ambiente esterno deve raggiungere la corteccia uditiva.
Qualsiasi malattia che alteri questo percorso può essere causa di acufene.


Il medico otorino, sempre alla prima visita, non dovrebbe trascurare gli aspetti psicofisici e comportamentali del paziente. Spesso l'otorinolaringoiatra è chiamato a curare malattie dove c'è una diagnosi semplice ed una terapia ampiamente collaudata (es. tonsillite acuta e antibioticoterapia, tumefazione parotidea e parotidectomia, ecc.). Il rapporto tra diagnosi e trattamento diventa spesso un automatismo nella mente dell'otorinolaringoiatra. Non è assolutamente così per il paziente affetto da acufene.
E' importante capire quale paziente si ha di fronte, se è una persona sfortunata o se ci sono nel suo comportamento degli aspetti che si dovranno modificare. Un esempio può essere la persona che fuma 50 sigarette al giorno. Se il suo problema sarà una tonsillite l'antibiotico sarà di rigore. La riduzione del fumo non sarà rilevante. Se il suo problema è un acufene cronico tutto cambia. Io, come tutti gli otorinolaringoiatri, non abbiamo indicazioni precise e consolidate per la terapia, quindi si dovrà necessariamente insistere sul fumo eccessivo e fare il possibile per modificare il comportamento della persona che abbiamo di fronte. La situazione si complica ulteriormente perchè non necessariamente riducendo il fumo si ridurrà l'acufene.

E' importante capire le abitudini del paziente?
Certamente. E' questo uno dei momenti più rilevanti nella visita di un paziente con acufene. Noi non siamo di fronte ad un ammalato, ma siamo di fronte ad un essere umano che ha un problema. Non possiamo focalizzare la nostra attenzione solo sul problema, ma dobbiamo necessariamente allargare lo sguardo all'uomo. Capire le abitudini di un paziente non è facile. E' necessario fare molte domande e indagare su molti aspetti: lavoro, hobby, vita famigliare, ecc.

Occorre capire se ci sono situazioni dove l'acufene sparisce o diventa più sopportabile o comunque si modifica?
Anche questo lo ritengo un punto determinante, perchè se ci sono dei momenti di sollievo è bene conoscerli alla perfezione. Facendo questo tipo di domande mi è capitato di avere un caso dove il paziente mi ha suggerito la terapia. Ricordo un signore che si lamentava per un acufene insopportabile. Opportunamente interrogato ha detto che il suo acufene migliorava al sabato e alla domenica mattina. E' bastato suggerire al paziente di modificare le sue abitudini di vita, andare a letto presto nei giorni lavorativi e il suo rapporto con l'acufene è migliorato drasticamente.

La dieta influisce sull'acufene?
Nessuno è in grado di dare una risposta certa, però mi sento di ricordare un vecchio concetto: "noi siamo quello che mangiamo". Ludwig Andreas Feuerbach (1804 - 1872) fu il primo a sostenere chè l'uomo è ciò che mangia e se vogliamo pensare meglio dobbiamo nutrirci meglio. In termini più semplici una qualsiasi macchina funziona bene se correttamente alimentata. L'uomo non è altro che una macchina che deve utilizzare adeguatamente il cibo. Questo deve essere equilibrato; non potrà essere scarso e nemmeno troppo abbondante. Non dovrà lasciare scorie eccessive. Tutto è abbastanza logico, ma è molto difficile capire se la persona che ci riferisce di soffrire di acufene ha una dieta incongrua. Le difficoltà aumentano perchè nessuno è in grado di sapere qual'è la dieta più idonea per un buon funzionamento del corpo umano. Oggi ci sono molte persone (dietologici, specialisti dell'alimentazione, ecc.) che si presentano come degli esperti nutrizionisti. Ritengo che senz'altro la dieta possa avere delle influenze sull'acufene, ma individuare le carenze o gli eccessi della dieta del paziente è un punto difficilissimo e ancor più difficile è riuscire a cambiare le abitudini alimentari di una persona.
Alcuni medici sostengono che l'acufene è sostenuto da un eccesso di liquido nell'orecchio interno (il fenomeno si chiama idrope endolinfatica). Per i trattamento dell'idrope sono state proposte numerose diete prive di sodio. Occorre stare molto attenti perchè non è assolutamente certo che l'idrope determini l'acufene, inoltre è difficilissimo diagnosticare un'idrope e comunque si tratterebbe di una situazione molto rara. Altro punto importante è la riduzione del sodio nella dieta produce una variazione minima del sodio nel sangue. Il sodio che arriva alla coclea e al labirinto ci arriva tramite il sangue [nel normale 136-145 mEq/litro]. Se una persona ha valori bassi di sodio (es. 130/135 mEq/litro) non credo che questi possano influenzare un sistema molto piccolo come il sistema coclea/labirinto.

La circolazione del sangue influisce sull'acufene?
Vale lo stesso discorso della dieta. Un qualsiasi organo del corpo umano funziona bene se ha una buona circolazione ematica. Questo concetto vale per l'apparato uditivo. Cercare sempre di migliorare la circolazione dell'apparato uditivo è il presupposto fondamentale per trattare un paziente con acufeni. Un prodotto utilizzato nelle terapie per gli acufeni sono gli estratti di ginkgo biloba. E' un vegetale che ha un'azione antiossidante e quindi ci defende dal danno dei radicali liberi e migliora la circolazione e il microcircolo. Agli otorinolaringoiatri interessano soprattutto i benefici effetti sul microcircolo labirintico e cocleare e su tutto l'apparato uditivo centrale (dal nervo acustico alla corteccia uditiva - aree 41 e 42 di Brodman).

Che tipo di visita si dovrà aspettare un paziente che soffre di acufene?
La visita otorinolaringoiatrica per chi soffre di acufene cronico sarà una visita lunga e complicata. Il paziente potrà aiutare il medico predisponendo gli esami e le terapie già eseguite. Sarebbe bene che i pazienti dichiarassero già al momento della prenotazione che necessitano di una visita per un acufene che li affligge da parecchio tempo. Questo è importante perchè il medico cercherà di riservarvi un tempo adeguato.

 

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carlo govoni camice bianco milano

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nel numero di dicembre 2020
è stato pubblicato un articolo

scritto da Carlo Govoni 

Lo potete trovare anche al sito
http://www.det.it

http://www.det.it/category/articoli/otorinolaringoiatria/

Visite di otorinolaringoiatria
a Milano

milano corso magenta madonna grazie cdl otorino


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