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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

Testi

Il cistoadenolinfoma o tumore di Warthin è un tumore benigno che colpisce la ghiandola parotide; rappresenta circa il 10% dei tumori che possono colpire questa ghiandola salivare.

Si presenta come una tumefazione indolore che lentamente si accresce. Trattandosi di una malattia che non provoca dolore quando è al suo esordio viene spesso trascurata. Il paziente avverte che nella ghiandola c’è qualcosa di più consistente del normale, ma nulla di più. La salivazione è sempre normale, come pure la motilità facciale. Col passare dei mesi, e a volte anche degli anni, la tumefazione si accresce ed arriva ad essere visibile all’esterno.

Il cistoadenolinfoma viene anche definito come adenoma papillare cistico della parotide. Si tratta di un tumore benigno, quasi sempre monolaterale, solo nel 10% dei casi è bilaterale. In rari casi si parla di multifocalità, cioè insorgenza del tumore anche nell’altra ghiandola. Sono colpiti entrambi i sessi, con una lieve predominanza del sesso maschile. L’età più colpita è dai 50 ai 70 anni e sembra che i fumatori siano un poco più a rischio rispetto ai non fumatori.

Il sospetto diagnostico avviene con la visita specialistica. Alla palpazione della ghiandola parotide si apprezza questa tumefazione. Nei casi importanti, alla sola ispezione, ci si rende subito conto che c’è una tumefazione parotidea. La posizione della ghiandola parotide è indicata nella figura.

parotide sottomandibolare posizione govoni carlo

1 - dotto parotideo di Stenone;  2 - dotto di Wharton;  3 - dente incisivo centrale inferiore.

 

La chirurgia microinvasiva dei turbinati inferiori è un argomento di recente introduzione nella pratica otorinolaringoiatrica. Sono numerosi i pazienti affetti da ipertrofia dei turbinati e da altre malattie che portano ad ostruzione respiratoria nasale. Ricordo che l'ipertrofia dei turbinati è un segno di frequente riscontro. La rinite allergica è la prima malattia a cui si pensa, ma non è la sola. Altra forma di rinite che porta ad ipertrofia dei turbinati è la NARES, cioè la rinite non allergica eosinofila. E' questa una rinite che assomiglia alle forme allergiche, ma non c'è un allergene, cioè non c'è una sostanza che la scatena. Si ritiene che anche fattori aspecifici come l'inquinamento e il clima freddo-umido possano favorire l'insorgenza di malattie che portano all'aumento di volume dei turbinati.

turbinate RFTR govoni 1

 

Alcuni attribuiscono molta importanza all'inquinamento nel determinare l'ipertrofia dei turbinati. Essendo l'inquinamento un problema ubiquitario è ben difficile riconoscerlo come vera causa, però non possiamo escluderlo. Un'altra causa indiretta è la deviazione del setto. In questi casi si verifica una ipertrofia con precise caratteristiche. Ipotizziamo che il setto nasale sia deviato a destra, è facile che il turbinato inferiore di sinistra si espanda e vada a chiudere quella fossa nasale che si è abnormemente allargata [ipertrofia compensatoria del turbinato o ipertrofia paradossa]. Un'altra causa che porta all'aumento di volume dei turbinati è la rinite vasomotoria. Questa è una rinite aspecifica in risposta alle variazioni di temperatura o di umidità; comporta una liberazione di istamina che viene ritenuta responsabile dell'ipertrofia. 

Un problema sociale e clinico interessante è la perdita dell'olfatto nei lavoratori che hanno contratto il Covid-19 a causa della loro attività lavorativa. Ecco il contenuto di una intervista fatta al dott. Carlo Govoni.

eccellenze italiane 2021 01 covid 19 lavoratori

 

Che rapporto c'è tra  Covid-19 e perdita dell'olfatto?

Il virus Covid-19 si trasmette principalmente con l'aria. Tramite le goccioline di Flügge.

Raggiunge il naso e si localizza nella sua porzione superiore.

eccellenze italiane 2021 02 covid 19 aree olfattiveFigura 2 - Localizzazione dei recettori e del bulbo olfattorio

L'infezione dal naso raggiunge facilmente le vie respiratorie inferiori: trachea, bronchi e polmoni. Il virus Covid-19 può aggredire anche il naso e restare localizzato nella parte più alta, dove ci sono i recettori olfattivi, e manifestare in quella sede i suoi effetti.

Il virus Covid-19 ha carattere neurotropo, cioè va a localizzarsi nelle cellule nervose e può percorrere il nostro organismo seguendo i nervi.

Nella parte più alta delle fosse nasali c'è un osso molto importante, si chiama etmoide e si trova in mezzo agli occhi. I recettori sono localizzati nelle aree indicate in rosso nella figura 2. Dai recettori si staccano fibre molto sottili che attraversano due lamine finemente perforate dette lamine cribre. Raggiungono così il bulbo olfattorio. Da lì percorrono tutta la via olfattiva, raggiungono la corteccia cerebrale frontale dove ci sono le aree specifiche per il riconoscimento delle sostanze odorose e la memoria olfattiva.

 eccellenze italiane 2021 03 covid 19 sierologia

Il test fondamentale è quello sierologico quantitativo che ricerca IgG e IgM anti SARS-CoV-2 RBD-Spike. Per test sierogico quantitativo per il paziente è un semplice prelievo di sangue.

Come si caratterizza la perdita dell'olfatto da Covid-19 nei lavoratori?

Innanzitutto si manifesta in persone affette da Covid-19 con tampone positivo oppure con ricerca della proteina spike con IgG e IgM positive (se il prelievo di sangue viene eseguito con infezione in corso).  Quando l'infezione da Covid-19 è pregressa l'unico test utile è la ricerca della proteina RBD-spike. Questi soggetti hanno le IgG positive e IgM negative.

Nelle persone che hanno avuto il Covid-19 la perdita dell'olfatto è bilaterale e spesso precoce. Si tratta di uno dei primi sintomi dell'infezione. Solo in rari casi l'incapacità di percepire odori è tardiva.  

All'anosmia si associa la disgeusia, cioè una incapacità a riconoscere correttamente i sapori. Questo si spiega perché l'area olfattiva è molto vicino all'area gustativa. Il danno è quindi di tipo centrale.

eccellenze italiane 2021 04 covid 19 lavoratori

Nell'immagine qui sopra riportata vengono indicati i lavoratori che, se hanno contratto l’infezione da Covid-19, questa potrebbe avere le caratteristiche di malattia professionale.

Personale sanitario che lavora in reparti Covid-19.

Personale ospedaliero non sanitario che lavora in reparti Covid-19

Personale addetto al trasporto di ammalati Covid-19

Personale carcerario, insegnanti e altri lavoratori che hanno avuto contatti con soggetti affetti da Covid-19 per motivi professionali.

La perdita dell'olfatto da Covid-19 può essere collegabile all'attività lavorativa? 

Sono del parere che le persone che hanno lavorato nel settore sanitario, quindi sia il personale medico che paramedico, ma anche chi ha lavorato in quei luoghi come ausiliario (per esempio il personale delle pulizie) possa aver contratto il Covid-19 a causa del lavoro. Ma anche i lavoratori delle carceri o delle scuole, se in quegli istituti ci sono stati casi di Covid-19, potranno essere considerati lavoratori che hanno contratto la malattia per causa di servizio.

Quindi per alcune categorie di persone la perdita dell'olfatto può essere riconosciuta come una malattia professionale?

Certamente sì. Se un lavoratore è in grado di dimostrare che ha contratto il Covid-19 a causa del lavoro e lamenta deficit olfattivi questi vanno indagati. 

eccellenze italiane 2021 05 covid 19 visita orl govoni

 

Quali indagini si possono fare?

Per stabilire se c’è una perdita dell’olfatto è necessaria una visita otorinolaringoiatrica con una accurata anamnesi, poi si dovranno valutare eventuali accertamenti cranici (TC o RMN). Altri due esami irrinunciabili sono l'endoscopia delle fosse nasali e l'olfattometria.

Le indagini olfattometriche sono di due tipi: riconoscimento di sostanze odorose (sono test soggettivi utili per inquadrare il problema). A questi si devono aggiungere prove psicometriche, per esempio Sniffin Test, che sono utili per capire se il paziente ha veramente un deficit olfattivo. 

 

Le considerazioni qui esposte hanno un particolare valore per i lavoratori dipendenti che hanno avuto una infezione da Covid-19 per motivi di lavoro e anche per coloro che hanno una assicurazione privata di malattia. Per queste persone il riconoscimento di una perdita olfattiva con le modalità sopra descritte è importante.

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C'è una dimostrazione fisica che afferma che il vuoto è l'unico vero isolante sonoro, ma l'esperimento dimostra che non è realizzabile in pratica.

Dalla fisica sappiamo che le onde sonore, onde di compressione e rarefazione, si propagano nell'aria e nei gas, ma non solo. Il suono si propaga nei solidi e anche nei liquidi; non si propaga nel vuoto.

onda sonora compressione rarefazione aria diapason fisica suono govoni otorinoIn questa figura vediamo una sorgente sonora, un diapason, 
dal quale partono onde di compressione e rarefazione dell'aria,
che raggiungono l'orecchio.

 

Ricordo un esperimento di fisica molto noto. Si appende un campanello elettrico all'interno di una campana di vetro collegata ad una macchina pneumatica in grado di creare il vuoto. Si fa suonare il campanello; possiamo sentire il suono e anche vedere il battacchio che picchia ripetutamente sul metallo. A questo punto si estrae l'aria. Si sentirà il suono affievolirsi, mentre il battacchio continuerà a muoversi nel medesimo modo. Una volta che si sarà raggiunto il vuoto il battacchio si muoverà sempre ma nell'ambiente non si sentirà nulla.

suono non si propaga nel vuoto fig 1 1 carlo govoni

 

Se siamo molto pignoli e andiamo molto vicino alla campana di vetro sentiremo un debolissimo suono. Allora forse non è vero che il suono non si propaga nel vuoto? No, nulla di tutto questo, il problema è che non è possibile realizzare un isolamento col vuoto perfetto. Il campanello sta sospeso nella campana, perché trattenuto dai due fili elettrici. Ho detto prima che il suono si propaga nei solidi. I fili elettrici, anche se molto sottili, sono corpi solidi. Il suono, seppur molto debolmente, si propaga lungo di loro e così può essere sentito da chi osserva l'esperimento. Mi sento di affermare che questo esperimento dimostra che, nonostante il vuoto d'aria, il suono si propaga nei solidi.

Nella vita pratica il vuoto sarà sempre limitato, per esempio tra due vetri, ma tutt'attorno ci sarà un corpo solido che tiene uniti i due vetri, e attraverso questi corpi solidi ci sarà sempre una propagazione di onde sonore.

 

 

 

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Le malattie del labirinto determinano molte difficoltà nel mantenere la posizione eretta nelle persone anziane e sono state motivo di un incontro di studio a Ferrara. Questo congresso si è svolto il 27 ottobre del 2012 col patrocinio dell'Università e dell'Arcispedale Sant'Anna di Ferrara.

L'incontro è iniziato con una interessante esposizione sull'anatomia funzionale del sistema vestibolare. E' stato affrontato il tema della fisiopatologia del controllo posturale e la diagnostica vestibolare. Per quanto attiene alla patologia propriamente detta c'è stata una triplice visione: quella del neurologo, quella del vestibologo e quella del fisiatra riabilitatore. In questo convegno si è parlato delle manovre di riabilitazione vestibolare, dette anche manovre liberatorie, come la manovra di Semont e gli esercizi di Brandt Daroff.

 

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