Carlo Govoni
Benvenuti nel sito Internet del dott. Carlo Govoni - otorinolaringoiatra
https://www.carlogovoni.it/images/Home-images/carlo-govoni-1-otorino-chirurgia.jpg
La visita medica è un atto semplice, che può essere anche molto importante.
https://www.carlogovoni.it/images/Home-images/carlo-govoni-3-otoscopia-ambulatorio-visita.jpg
Un mendicante sano è più felice di un re ammalato. Arthur Shopenhauer.
https://www.carlogovoni.it/images/Home-images/carlo-govoni-2-olfatto-otorino-.jpg
Ascoltare suoni e parole. E' questa la funzione dell'apparato uditivo.
L'orecchio è l'organo dell'equilibrio e dell'udito, è fondamentale per lo sviluppo del linguaggio e del pensiero, perché io sono le mie parole.
Il dott. Carlo Govoni riceve ed opera presso il Columbus Clinic Center di Milano. Per contatti 3358040811.
io-sono-le-mie-parole.
Le funzioni uditiva, cognitiva e fonatoria si integrano per formare il sistema otoneurolaringologico. Tutto questo è alla base della nostra capacità di pensare.
https://www.carlogovoni.it/images/Home-images/carlo-govoni-7-otoneurlolaringologia--simbolo.jpg
Dott. Carlo Govoni
Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia Testa e Collo
Master in vestibologia
Tel. 3358040811 - NO SMS - NO WhatsApp
E' noto che le persone quando sono sottoposte ad eventi particolarmente stressanti sia sul piano fisico che psicologico molto facilmente presentano strani sintomi soggettivi come gli acufeni. Occorre valutare bene questi casi perchè si tratta di circostanze poco frequenti e si tratta di situazioni extraotologiche. In questi casi non c'è danno uditivo, o qualora ci fosse, questo è perfettamente in linea con l'età o con l'attività lavorativa svolta dalla persona.
Una diagnosi differenziale importante è distinguere i casi dove l'evento stressante (un lutto, una perdita del lavoro, un incidente, ecc.) è sorto in un momento dove l'acufene non c'era e solo dopo l'evento si è manifestato. Questi sono i veri casi dove si può parlare di acufene da stress.
Occorre tener separati acufene e stress. Porre molta attenzione a quei casi dove la situazione stressante si è verificata successivamente alla comparsa dell'acufene. In questi casi il problema può essere benissimo otologico e semplicemente il vivere con l'acufene ha reso problematica l'esistenza. In questi casi lo stress è da considerare una complicanza.
Molti pazienti presentano una serie di distrubi come la difficoltà a concentrarsi, la paura di una malattia, sono spesso irritabili, pensano di avere la testa vuota. Tra questi alcuni vanno incontro a fenomeni di depressione. Tutti questi fenomeni quando sono prolungati nel tempo portano ad un logorio non sempre ben percepito dal soggetto. Questo è lo stress. In queste persone può comparire l'acufene. Solitamente se si interroga bene il paziente si riesce a capire che c'è una correlazione tra stress e acufene. La situazione ambientale peggiora, per esempio aumentano le difficoltà a concentrarsi e l'acufene peggiora. Quando il soggetto si sente rilassato quasi non avverte l'acufene. Un acufene con queste caratteristiche, in un soggetto con percezione uditiva normale, è un acufene da stress.
L'acufene da stress quasi sempre è a sede indefinita, cioè il paziente dice di avere un fischio in entrambe orecchie o un fischio nella testa. Raramente colpisce un orecchio solo e sempre quello. Solitamente non c'è correlazione tra esame audiometrico tonale e acufene. Più facile è il riscontro di una concomitante iperacusia, cioè una maggiore sensibilità ai suoni rispetto alle persone normoudenti.

Ti potrebbe anche interessare:
- che cos'è l'acufene?
- acufeni oggettivi
- approccio psicologico al paziente con acufeni
- trattamento con iniezioni transtimpaniche: è utile?
- Acufeni pulsanti e ipoacusia: la sindrome di Minor
. . . Acufeni, stato ansioso e stress e l'eccesso di glutammato
Chi dorme accanto a te si lamenta perché russi o perché ci sono momenti in cui sembra che non respiri più? Ti capita di addormentarti durante il giorno? Ti svegli al mattino e dopo poche ore ti senti già stanco? Ti sembra di non avere un sonno ristoratore?
Se hai risposto SI ad una o a tutte queste domande potresti essere un paziente che soffre di apnee durante il sonno.
Che cosa sono le apnee? Sono dei momenti della durata di mezzo minuto od anche di più in cui il soggetto durante il sonno non respira. Questa malattia si caratterizza per un collasso della mucosa delle vie aeree superiori. E' noto che durante il sonno c'è un rilassamento generalizzato della muscolatura. Questo si verifica anche per il muscoli del palato e del faringe. Inoltre ci sono persone che dormono in posizione supina e il rilassamento della muscolatura linguale può portare ad una caduta della lingua verso la parete posteriore del faringe, riducendo di molto lo spazio respiratorio.
Con la riduzione del passaggio d'aria si riduce l'aria che arriva ai polmoni.
L’otorinolaringoiatra, o più semplicemente otorino, è un medico che si occupa del distretto testa-collo sia dal punto di vista medico che chirurgico. E' competente nella valutazione di numerose funzioni dell’organismo, affronta diversi problemi clinici, in particolare studia gli organi di senso e l'emissione della voce. La parola evidenzia i tre principali campi d’interesse. Oto- è il prefisso che indica l’orecchio e l’apparato uditivo. Rino- indica il naso e il termine laringo- sta per gola e laringe.
Orecchio. Apparato uditivo e vestibolare
Oltre la metà di tutte le malattie di cui si occupa l’otorinolaringoiatra sono malattie dell’orecchio. L’orecchio è un organo complesso, molto delicato, in fisiologia viene indicato come organo dell’equilibrio e dell’udito. Infatti l’orecchio è scavato nell’osso temporale e nella sua parte anteriore (condotto uditivo, orecchio medio, coclea e nervo cocleare) è deputato alla funzione uditiva. Nella parte posteriore c’è il labirinto: formato da sacculo, utricolo e canali semicircolari. Da qui partono fibre nervose che si uniscono a formare il nervo vestibolare. Questo è l’apparato vestibolare che ha la funzione di mantenere l’equilibrio e la funzione eretta. L'apparato vestibolare è molto importante nel sistema di orientamento spaziale, cioè in quel complesso sistema che ci permette di stare in piedi, camminare, correre e saltare.
| apparato uditivo |
apparato vestibolare |
|
Funzione uditiva |
Controllo della postura |
|
Padiglione auricoalre, |
|
| Coclea |
Labirinto (sacculo, utricolo |
|
Nervo cocleare |
Nervo vestibolare |
|
|
Nuclei vestibolari |
Nervo cocleare e nervo vestibolare formano un unico fascio nervoso, che prende il nome di nervo vestibolo-cocleare o ottavo nervo cranico. L’orecchio interno è anche percorso dal nervo faciale (settimo nervo cranico). Questo nervo innerva tutta la muscolatura mimica di metà faccia. Anche le malattie del nervo faciale rientrano nelle competenze dell’otorino.
Il nervo faciale. La motilità e la mimica della faccia
Quando parliamo e anche quando stiamo zitti spesso facciamo movimenti della bocca, delle labbra, delle palpebre e della faccia nel suo insieme. Si tratta di movimenti che nel loro complesso prendono il nome di “mimica facciale”. Sempre con i muscoli della faccia eseguiamo numerosi movimenti volontari e involontari che ci permettono di articolare i fonemi, fischiare, mangiare, contenere la saliva. Tutti questi muscoli sono innervati dal nervo faciale, ovvero settimo nervo cranico. Questo nervo esce dal tronco encefalico affiancato ai nervi vestibolare e cocleare. L’insieme di questi nervi è meglio conosciuta con le parole “pacchetto acustico-faciale”. Il nervo faciale prosegue il suo decorso nell’osso temporale, dove sono contenuti gli apparati uditivo e vestibolare. Come esce dall’osso temporale il settimo nervo penetra nella ghiandola salivare parotide, dove si dirama nei suoi rami terminali. Attraverso tutti i suoi rami questo nervo va ad innervare tutti i muscoli della faccia. Ovviamente il nervo faciale destro innerva la metà destra e il nervo di sinistra innerva l’altra metà.
Lo studio della funzione e delle malattie di questo nervo sono di competenza dell’otorinolaringoiatra, sia sotto l’aspetto medico che chirurgico.
Le ghiandole salivari. La produzione di saliva e la funzione gustativa.
E’ noto che la nostra bocca è sempre umida perché ci sono ghiandole che continuamente producono saliva. Queste ghiandole si dividono in maggiori e minori. Le ghiandole maggiori sono tre per lato: parotide, sottomandibolare e sottolinguale. Tutte queste ghiandole concorrono alla produzione della saliva. Sono importanti nelle fasi di masticazione e deglutizione perché il cibo che mangiamo deve essere triturato e ammorbidito dalla saliva. La saliva contribuisce a mantenere una normale funzione gustativa. Per poter apprezzare il gusto di cibi e bevande questi devono essere umidificati.
Dal punti di vista chimico la saliva contiene ptialina, un importante enzima che attacca gli amidi e li trasforma in maltosio e destrine (cioè in zuccheri). Si può affermare che la prima fase della digestione dei cibi avviene nella bocca grazie alle ghiandole salivari.
Il naso. La respirazione nasale e la funzione olfattiva.
Un’altra parte importante dell’otorinolaringoiatria è la rinologia. Questa materia comprende l’anatomia e la fisiologia del naso, la respirazione nasale e la capacità di percepire sostanze odorose.
Il naso è l’organo col quale eseguiamo la prima fase della respirazione. Il naso è collegato a diverse altre cavità che si trovano all’interno delle ossa che compongono la parte anteriore del cranio. Queste cavità sono i seni paranasali (mascellare, frontale, etmoidale e sfenoidale). In tutte queste cavità si formano delle secrezioni che, attraverso piccoli orifizi si scaricano nel naso. Nel naso si scarica anche un condotto proveniente dall’orecchio: la tuba di Eustachio. Questo condotto che collega naso con orecchio ha un ruolo importante nella funzione uditiva.
La bocca. La patologia orale.
E’ chiaro che tra gli organi di competenza di un otorinolaringoiatra c’è la bocca. Sono esclusi i denti che sono di competenza degli odontoiatri (chiamati anche dentisti). Nella bocca si aprono tutti i dotti delle ghiandole salivari. Interessanti sono le malattie di tutta la cavità orale. Le più note sono le tonsilliti e le adenoiditi perché tutti i bambini hanno sofferto per queste malattie. Poi con l’accrescimento questi organi si atrofizzano e queste malattie scompaiono lasciando il campo a malattie delle mucose della bocca. Nella grande maggioranza sono manifestazioni benigne però non si devono escludere i tumori maligni. Questi ultimi hanno tra i fattori predisponenti il fumo, l’alcool e l’infezione da papillomavirus. L’infezione da papilloma (HPV) è una malattia rara, ma insidiosa.
La laringe e il collo. La fonazione e la deglutizione.
Lo studio della laringe e del collo completa il campo d’azione dello specialista in otorinolaringoiatria. Faccio risalire la nascita dell’otorinolaringoiatria al 1855 quando un maestro di canto, Garcia, riuscì con uno specchietto e una lampada a petrolio a vedere le corde vocali, inventando la laringoscopia indiretta. E’ questa una manovra che venne fatta propria dai primi medici che si dedicarono allo studio della voce umana. Vedere le corde vocali quando non esisteva la lampadina era un’arte e solo dedicandosi assiduamente si potevano avere dei risultati. Pertanto questi medici riuscivano a fare indagini diagnostiche che gli altri medici non erano in grado di fare.
Lo studio della laringe attualmente viene svolto con tecniche endoscopiche utilizzando fibre ottiche e sistemi di illuminazione a luce fredda. L’organo da studiare è sempre lo stesso: la laringe. Organo fondamentale per la respirazione e la produzione della voce. Inoltre a livello laringeo avviene anche il passaggio del cibo in esofago: la deglutizione.
L’otorinolaringoiatra si occupa di tutta la chirurgia del collo. Qui si tratta di affrontare soprattutto malattie dei linfonodi e della tiroide. Inoltre lo studio del collo è importante perché costituisce il tramite per raggiungere la laringe. La tiroide è una ghiandola endocrina e dal punto di vista medico è competenza degli specialisti in endocrinologia.
Se hai letto questo articolo ti potrebbe interessare:
Come prenotare una visita col dott. Carlo Govoni, otorinolaringoiatra - tel. 3358040811
L'olfattometria, ovvero la misura della capacità di percepire sostanze odorose, puzze e profumi.
Acufeni, ansia, stress e glutammato ,
L'acufene è un problema difficile da risolvere e alcuni autori propongono di eseguire iniezioni intrampaniche (o transtimpaniche) di farmaci allo scopo di alleviare o eliminare questo sintomo.
La tecnica dell'iniezione intratimpanica è molto semplice, sotto controllo microscopico si esegue con ago molto sottile la perforazione della membrana e successivamente si inietta il farmaco. Il medicamento resta nella cassa del timpano. Le malattie che potrebbero trarre beneficio da questo trattamento sono patologie cocleari o cocleo-labirintiche, parliamo sempre di malattie dell'orecchio interno.
Il primo problema è che all'interno della cassa del timpano c'è una barriera che impedisce ai liquidi di penetrare nell'orecchio interno. Questa barriera è costituita dalle membrane delle finestre rotonda (RV) ed ovale OV (indicate in rosso nel disegno). Conosciamo poco sulla permeabilità di queste due membrane, sappiamo però che sono resistenti. Per esempio malattie infettive come le otiti medie non si estendono quasi mai all'orecchio interno, proprio grazie alla resistenza di queste due membrane. Se ci fosse il passaggio di materiale infetto come pus verso l'orecchio interno si avrebbe il quadro della labirintite purulenta, cioè una situazione clinica molto grave, ma per fortuna praticamente scomparsa.

Iniezione transtimpanica. L'ago è di colore verde.
1 - condotto uditivo esterno; 2 - martello; 3 - incudine; 4 - staffa; 5 - labirinto;
6 - coclea; 7 - tuba di Eustachio; 8 - membrana timpanica.
OV - Finestra ovale (è un anello attorno alla platina della staffa)
RV - Finestra rotonda
Leggi tutto: Curare gli acufeni con iniezioni intratimpaniche
L'acufenometria è un esame specialistico otorinolaringoiatrico da eseguirsi dopo un esame audiometrico tonale ed è utile per comprendere meglio i pazienti che soffrono di acufeni. Queste persone percepiscono ronzii, rumori, fischi o fruscii in assenza di una fonte sonora esterna.
L’esame audiometrico è indispensabile per individuare la minima capacità di sentire i suoni che ognuno è in grado di ascoltare, mentre l'acufenometria serve a comprendere un disturbo percepito solo da pochi pazienti. L'obiettivo è trasformare una sensazione soggettiva in dati oggettivi per memorizzarli e per poi rendere migliore il trattamento terapeutico. L'acufene è una sensazione soggettiva. L'acufene è un sintomo soggettivo.
Esempio di esame audiometrico tonale.
Questo esame dovrà sempre precedere l'acufenometria.
Come funziona l'esame?
oltre agli argomenti e approfondimenti, puoi trovare informazioni importanti sulle prestazioni offerte nelle sezioni:
Nel sito sono inoltre disponibilil'elenco degli studi medici, delle cliniche e varie altre sezioni.
una visita col
dott. Carlo Govoni
Tel. 3358040811
NO SMS NO WhatsApp
a Milano
COLUMBUS CLINIC CENTER - via M. Buonarroti, 48
Centro Medico CLINICA ARISTOTELE - corso Magenta, 64
Studio medico via privata Pietro Ogliari, 3
COLUMBUS CLINIC CENTER è una prestigiosa casa di cura privata di Milano. Si trova in via Michelangelo Buonarroti, 48 - zona CITY-LIFE. Qui il dott. Carlo Govoni esegue visite specialistiche e interventi chirurgici. Il Centro è convenzionato con le più importanti assicurazioni private.
Per prenotare una visita col dott. Carlo Govoni nei giorni o negli orari in cui l'ufficio prenotazioni è chiuso potete chiamare 3358040811 NO SMS
DIAGNOSI & TERAPIA è una rivista sulla salute in distribuzione nelle farmacie
Potete trovare articoli scritti da Carlo Govoni

Visite di otorinolaringoiatria
dott. Carlo Govoni
CLINICA COLUMBUS
via M. Buonarroti, 48
Visite specialistiche,
audiologia,
otoneurologia
chirurgia otorino

CLINICA ARISTOTELE
MILANO corso Magenta, 64
per un appuntamento
by appointment
tel. 3358040811