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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia Testa e Collo
Master in vestibologia

Tel. 3358040811  preferibilmente dalle 10,30 alle 12,00   

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Testi

La presbiacusia è l'indebolimento dell'apparato uditivo per effetto dell'età. Non si tratta di una malattia ma è un processo fisiologico caratterizzato da fenomeni degenerativi e involutivi che riguardano tutto l'apparato uditivo dalla membrana timpanica fino ai centri nervosi responsabili dell'elaborazione, della fusione e dell'integrazione dei messaggi sonori. 

La presbiacusia ha caratteristiche diverse tra maschi e femmine e gli studi statistici eseguiti per evidenziare questo deficit sono molteplici. Tutti sono concordi nel ritenere che le femmine presentano segni d'invecchiamento uditivo più tardivamente rispetto ai maschi. La spiegazione più comune è data dal danno uditivo provocato dal rumore di qualsiasi natura (socioacusia) e questo danneggia maggiormente i maschi. E' noto che l'esposizione a strumenti rumorosi (trapani, martelli, frese, torni, presse, ecc.), l'esposizone ad armi da fuoco, a petardi, a motori a scoppio, ecc sono tutti fenomeni che incidono maggiormente sulla vita dei maschi. 
La presbiacusia è l'effetto del solo invecchiamento, ma questo non è separabile dalla socioacusia. Si usa anche il termine di socio-presbiacusia.   

Il tracciato audiometrico dei soggetti presbiacusici presenta diverse varianti. Per semplicità il processo d'invecchiamento coinvolge maggiormente le frequenze acute.

 

 audiogram middle presbycusis

 

Nella figura è riportato il tracciato tipico per una presbiacusia di media entità. La presenza di una perdita uditiva leggermente più grave in orecchio sinistro (differenze di 5 - 10 dB) è da ritenersi ancora nei limiti di norma in quanto nel processo di invecchiamento può determinare minime asimmetrie uditive. Le ipoacusie neurosensoriali o percettive sono le più frequenti.

Per cercare di udire bene anche da anziani è importante tenere ben pulite le orecchie. Sembra una banalità ma secondo alcune ricerche nel 30% degli anziani che si sottopongono a visita otorinolaringoiatrica si osserva un tappo di cerume. La notizia è riportata da Lewis-Culinan C, Janken J.  Effect of cerumen removal on the hearing ability of geriatric patients. J Adv Nursing. Anno 1990; 15: 594-600.

Il rimedio tradizionale alla presbiacusia è rappresentato dalla protesi acustica per via aerea. Negli ultimi anni, soprattutto per fronteggiare le ipoacusie gravi e profonde, nei soggetti con età superiore a 65 anni e in buone condizioni di salute, si propone l'impianto cocleare.  

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Bibliografia
Weinstein Barbara E. Presbycusis  in "Handbook of Clinical Audiology" Fourth Edition, a cura di Jack Katz, Williams & Wilkins editor, 1994, chapter 37, 568-584

Ralli Giovanni, Mizzoni, Clementi C, Caramanico C.  La presbiacusia - Presbycusis.  Italian Journal of Geriatrics and Gerontology 2014; 2(1): 17-24

Sharsodosky J, Currhan SG, Eavery R et al.: A prospective study of vitamin intake and the risk of  Hearing Loss in men. Otolaryngol head neck surg 2010 feb; 142 (2): 231-236

 

Vedi anche:

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La senescenza secretoria in ORL è il titolo di un evento online organizzato dalla Associazione Italiana di Otorinolaringoiatria e Geriatria (AIOG). L'evento si è svolto venerdì 23 aprile 2021. Questo è stato il sesto congresso nazionale dell'AIOG.

Numerose evidenze scientifiche indicano che l'invecchiamento è associato a una ridotta capacità delle mucose di resistere agli agenti lesivi a causa della riduzione di fattori protettivi contenuti nelle secrezioni.
Sono state analizzate le principali modificazioni biochimiche delle secrezioni mucose che vengono prodotte nelle vie aereo-digestive superiori ed anche in quelle che si producono nell'orecchio medio. Le ghiandole mucose si trovano nelle mucose di rivestimento del nostro corpo e secernono un liquido viscoso (mucina) che contiene principalmente mucoplisaccaridi e proteoglicani.

 

leonardo da vinci autoritratto torino libreria reale 1510 1515Come esempio di persona anziana propongo questo autoritratto di Leonardo da Vinci. Non conosciamo esattamente la sua età al momento del disegno, ma sappiamo che aveva attorno ai 60 anni. Siamo in pieno Rinascimento (1510-1515) e sicuramente le persone erano fisicamente più provate dalla vita. Possiamo vedere molte rughe, segno incontrovertibile di secchezza cutanea. 

 

Il cervello è l’organo principale del sistema nervoso centrale, qui hanno sede i centri della motilità, della percezione sensoriale, della memoria, del linguaggio e di tutte le funzioni superiori. Il cervello è contenuto nella scatola cranica e contiene i centri che presiedono alla motilità, alla percezione sensoriale e a molte altre funzioni come l'attenzione, l'apprendimento, la memoria, l'elaborazione delle informazioni e la loro comunicazione.

Mente è un termine che sfugge ad una definizione. Si riconoscono tre posizioni.

A  La mente è il software biologico del nostro cervello. L’hardware è costituito da organi di senso, laringe e cervello.

B  La mente è l’espressione delle attività cerebrali. Le indagini più accreditate per lo studio della mente sono le indagini sugli effetti delle lesioni cerebrali localizzate (sia traumatiche che ischemiche) al fine di identificare regioni specifiche con funzioni precise.

C  La mente umana ha caratteristiche proprie. La mente va indagata in quanto tale ed è dissociata dalla fisiologia del cervello.

Ritengo che la prima definizione (mente = software biologico) sia la definizione più semplice e più aderente al vero. La mente umana, al pari di qualsiasi software deve muoversi su un hardware complesso. Che la mente sia l’espressione delle attività cerebrali è egualmente vero. I sistemi di studio attraverso le lesioni a carico di determinati nuclei o determinate aree cerebrali sono una metodica corretta per cercare di capire che cos’è la mente, ma non esclusiva.

Coloro che sostengono che la mente abbia caratteristiche proprie la vedo come una tesi poco aderente alla realtà. Affermo questo per due principali motivi. a) Il vissuto di un uomo è fondamentale per lo sviluppo della mente. b) Le lesioni dell’hardware, e qui non dobbiamo intendere solo le lesioni encefaliche, ma anche quelle degli organi sensoriali e come ho spesso sostenuto condizionano in modo notevole sviluppo della mente. Gli organi di senso principali sono vista e udito, e pure importanti sono le lesioni dell’apparato fonatorio.

Ho fatto spesso riferimento ai bambini sordomuti, questi non hanno che una sola lesione: non sentono. Il non sentire non permette loro lo sviluppo del linguaggio. Il non sentire li ostacola nell'apprendimento. L'apprendimento non è altro che il software biologico che si accresce. Come in tutti i meccanismi evoluti c'è necessità di un ritorno di segnale per capire se l'apprendimento c'è stato. Come possiamo capire che un cervello sta apprendendo correttamente se quel soggetto non parla?

E' palese il cervello da solo è poca cosa. Quello che sono importanti sono le istruzioni che riceve (apprendimento), la loro elaborazione, la loro esteriorizzazione. Solo se una persona si esprime col linguaggio possiamo capire se ha o non ha capito un concetto.

Affinchè questo software denominato mente (o pensiero) possa svilupparsi sono indispensabili per il cervello umano due feed-back.

 

Per neurotossicità si intende l'esposizione, spesso inconsapevole, ad agenti dannosi interni (alimenti o farmaci) o esterni per il nostro cervello e le vie nervose. Spesso questa esposizione avviene in luoghi che le persone considerano sicure come il posto di lavoro e la propria abitazione.

I principali agenti neurotossici si possono così riassumere:
- farmaci antineoplastici
- radiazioni ionizzanti
- abusi di farmaci e droghe
- metalli pesanti
- additivi alimentari
- insetticidi e antiparassitari
- anidride carbonica e altri gas di scarico degli autoveicoli
- solventi utilizzati nelle pulizie come cloro e formaldeide.

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Tra i farmaci utilizzati nei trattamenti per i tumori (terapie oncologiche) ricordo i derivati del platino: cisplatino, carboplatino, oxaliplatino. Questi composti oltre ad essere neurotossici sono anche ototossici. I pazienti che ne fanno uso possono andare incontro a diminuzione della capacità uditiva. 

La demenza, il morbo di Parkinson, la Sclerosi Multipla, la Depressione, Dolori diffusi ed anche la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) sono alcune delle malattie che possono comparire in persone esposte a metalli tossici.

Un cibo che può portare accumulo nell'organismo di sostanze dannose, quindi può portare a neurotossicità, è il tonno. Questo pesce, e come lui altri predatori del mare, si cibano di altri pesci e tendono ad accumulare mercurio. Si sconsiglia quindi il consumo eccessivo di carne di tonno, di pesce spada e di tutti quei pesci predatori e che vivono a lungo. Soprattutto nelle donne in gravidanza si suggerisce di non superare mai una scatoletta (150 gr) o porzione equivalente di questi pesci in una settimana.

 

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La malattia provocata dal virus Sars CoV 2 ha reso molto frequenti eventi patologici che prima erano rari; questo concetto è applicabile anche alle malattie dell'orecchio.

Dalla letteratura medica nei pazienti affetti da Covid-19 si riscontrano vertigini (12,2 %), acufeni (4,5 %) e ipoacusie (3,1)  [Jafari Z. et al. Hearing Loss, Tinnitus and Dizziness in COVID-19: a systematic review and meta-analysis. Can J Neurol Sci. 2021 Apr 12:1-12

Altri lavori scientifici hanno preso in consideraione gli stessi sintomi. Interessante è il lavoro di Almufarrij I e  Munro K j che esamina numerosi studi sull'argomento. Le vertigini rotatorie sono presenti nel 7,2% delle complicanze con una variabilità dallo 0,1% al 26,4% dei casi. Gli acufeni sono stati indicati con una presenza del 14,8% (range tra 6,3% e 26,1%). Gli acufeni sono un sintomo soggettivo e la loro incidenza è spesso variabile quando si confrontano diversi lavori scientifici. Il deficit uditivo è stato visto nel 7,6% dei casi. Nei vari studi esaminati si passa da 2,5% a 15,1%.  [Ibrahim Almufarrij and Kevin J Munro.  One year on: an updated systematic review of SARS-CoV-2, COVID-19 and audio-vestibular symptoms. Int J Audiol. 2021 Dec;60(12):935-945.]

Altri articoli vedono il Long-Covid (cioè gli effetti dell'infezione da Covid-19 caratterizzato da: fatica persistente, continua stanchezza, dolori muscolari e articolari. Tra i sintomi di carattere specialistico occorre ricordare la tosse e la dispnea (difficoltà respiratoria polmonare). Ci piò essere dolore al petto, senso di costrizione toracica, tachicardia e aritmie. Perdita di appetito. Diminuzione o perdita dellolfatto e del gusto. Disturbi del sonno: si alternano la difficoltà ad addormentarsi alla sonnolenza prolungata. Non esiste un test di laboratorio che ci possa dire che siamo affetti da Long Covid. Questa diagnosi è solo clinica, cioè viene formulata dal medico dopo che vi ha visitato. 

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Sono a tutti noti i deficit a carico di gusto e olfatto e turbe dell'equilibrio dopo l'infezione da Covid-19. Si è visto che sia l'infezione e sia la vaccinazione possono provocare disturbi uditivi. A causa dell'infezione virale o degli effetti collaterali del vaccino sono aumentate di molto le ipoacusie dovute a danni della microcircolazione cocleare. La caratteristica fondamentale è una perdita uditiva che insorge in pochissimo tempo, a volte in alcune ore, a volte anche in minor tempo. Abbiamo il quadro clinico dell'ipoacusia improvvisa. E' noto che la parte della coclea più sensibile agli insulti ischemici è il giro basale, cioè quella parte dove vengono analizzati i suoni acuti. Pertanto è facile vedere ipoacusie rigorosamente monolaterali, più accentuate sulle frequenze acute. 

 

 1   Danno delle cellule nervose  
  dell'orecchio causato da infiammazione  
 Perdita uditiva neurosensoriale  
 2  Danno della parete dei piccoli vasi 
  cocleari e labirintici oopure formazione
  di piccoli trombi

  Ischemia dell'orecchio (impropriamente
  infarto dell'orecchio) con morte delle
  cellule ciliate della coclea.

 3  Danno del nervo vestibolo-cocleare o 
  di uno dei suoi rami dovuto ad affinità
  del virus per i nervi (neurotropismo)
  Perdita uditiva di tipo neurosensoriale
  cocleare e retrococleare, quasi sempre
  monolaterale.

I principali meccanismi con in quali il virus del Covid-19 danneggia
l'apparato uditivo e vestibolare.

 

 

E' logico che un fenomeno trombotico possa colpire una coclea; è illogico che le colpisca entrambe nello stesso momento. E' anche giustificato il fatto che i danni siano più evidenti sulle frequenze acute, queste sono percepite dai recettori del giro basale della coclea. E' la zona più vasta dove è più facile il riscontro di fenomeni ischemici.

Ho provato ad identificare i tracciati audiologici di più frequente riscontro e li riporto partendo dal più lieve al più grave.

 audiometria covid 19 lieve vaccino carlo govoniQui vediamo una lieve perdita uditiva di tipo percettivo in orecchio destro,
limitata alle frequenze acute.

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Carlo Govoni viene intervistato da Sara Gelli.

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