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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

Testi

L’acufene è un sintomo caratterizzato dalla percezione di un suono o di un rumore fastidioso che non esiste nell’ambiente.

I concetti di suono e di rumore sono, secondo la fisica, due concetti diversi. Quando si parla di un sintomo, cioè di una percezione soggettiva riferita da un paziente, questa distinzione è irrilevante.

L’acufene può essere percepito da un solo orecchio, o da entrambi oppure il paziente riferisce che lo sente come se fosse all’interno della testa.

Per poter parlare di acufene la percezione del suono o del rumore deve essere fastidiosa per il soggetto. Una percezione lievissima che non produce alcun fastidio per la persona non deve essere considerata come acufene. L'acufene che costituisce un problema per il paziente è un sintomo importante che deve essere valutato con molta attenzione dal medico. Il più delle volte l'acufene è un sintomo che accompagna una ipoacusia, in casi molto rari è un sintomo di una malattia importante.

Le condizioni fondamentali per parlare di acufene sono:
- l'acufene è un sintomo soggettivo
- l'acufene è la percezione di un suono o un rumore
- l'acufene è fastidioso
- non c’è una sorgente sonora nell’ambiente dove il soggetto lo percepisce.

Per sintomo soggettivo s'intende una percezione di un fenomeno che fa sospettare una malattia ed avvertito solo dal paziente. Esistono anche gli acufeni con sintomi oggettivi, ma sono rarissimi.

Una definizione più elaborata del termine acufene è stata proposta da Jastreboff nel 1995.

L’acufene è la percezione di un suono in uno o in entrambi gli orecchi o nella testa generato esclusivamente da attività del Sistema Nervoso Centrale in assenza di alcuna attività vibratoria o meccanica collegata a sorgenti esterne.

Ritengo che questa definizione sia limitativa in quanto alcuni acufeni possono essere generati da disfunzioni proprie dell'orecchio come gli acufeni nei pazienti con otosclerosi o in quelli con disfunzioni della tuba di Eustachio, oppure da cause più generali come l'ipertensione arteriosa.

reggio emilia bagnolo in piano albinea fiori primavera carlo govoni otorino

Le neoformazioni del massiccio facciale sono un capitolo interessante per oncologi e chirurghi otorinolaringoiatri. Il corso si è tenuto a Milano nel dicembre 2013. 

I principali obiettivi sono stati quelli di fornire un aggiornamento sui tumori benigni e maligni di questo distretto anatomico; in particolare si è discusso delle  problematiche relative alla diagnosi e alla terapia alla luce delle più moderne conoscenze scientifiche e tecnologiche.

Argomenti discussi: anatomia del volto e del massiccio facciale - I tumori benigni: diagnosi e trattamento  - Tumori maligni: inquadramento, istologia, diagnosi e terapia  - Le vie di accesso chirurgiche transfacciali  - La chirurgia: approcci endoscopici - approcci esterni    -  Tecniche di ricostruzione endoscopiche ed esterne  - Il trattamento dei linfonodi -  la chemioterapia e la radioterapia 
 milano ospedale niguarda ent orl

Milano, ospedale Niguarda

In questa parte si affrontano altri interventi per la cura della vertigine. Si ricorda che la chirurgia è indicata solo nelle vertigini periferiche.
In un altro articolo ho precisato che esistono due tipi di interventi: funzionali e distruttivi. I primi:
quelli che conservano la funzione uditiva, sono gli interventi sul sacco endolinfatico e gli interventi di neurectomia vestibolare selettiva. Già affrontati in specifici articoli.
Qui verranno descritti gli interventi che distruggono la funzione uditiva e labirintica. Sono procedure chirurgiche che provocano una irreparabile perdita del senso dell'udito, pertanto è importante una valutazione pre-operatoria accurata dei pazienti, selezionando quelli che hanno un orecchio anacusico o fortemente ipoacusico.

La protesi acustica è un corpo estraneo che deve stare a contatto con l'orecchio per tutto il periodo in cui viene usato e questo può creare dei problemi.

Quali precauzioni dovrebbero adottare coloro che portano tutti i giorni un apparecchio acustico?   
L'apparecchio acustico è un oggetto estraneo all'organismo e occorrono sempre delle precauzioni per poterlo portare con tranquillità, senza che questo provochi dei problemi.

Qual'è la parte del corpo sottoposta a maggiori sollecitazioni da parte di una protesi acustica?
E' il condotto uditivo esterno. La pelle che riveste il condotto uditivo si irrita molto facilmente. Si possono creare delle otiti esterne e, a volte, delle otomicosi. Altro fenomeno frequente è la formazione di un tappo di cerume; quest'ultimo crea non pochi problemi e contribuisce ad irritare la pelle del condotto. Il principio fondamentale che si dovrebbe cercare di rispettare è che la cute del condotto deve essere sempre ben areata. Questo non avviene quando si indossa una protesi endoauricolare. L'aria non passa nemmeno quando si usano alcune chiocciole delle protesi retrauricolari che sono piene. Un poco d'aria passa con le moderne chiocciole.
Nella cute del condotto uditivo ci sono ghiandole sudoripare e ghiandole sebacee modificate che producono cerume. Per effetto delle protesi endoauricolari o delle chiocciole si crea un ambiente caldo umido. E' questo un ambiente adatto per la crescita di germi ed anche di miceti (funghi). Inoltre il cerume tende ad accumularsi e arriva a formare un vero tappo. Solitamente tutto questo avviene nella metà mediale (interna) del condotto uditivo. Sappiamo che alla fine del condotto c'è la membrana timpanica. Normalmente questi problemi: otiti esterne batteriche o micotiche e i tappi di cerume si formano prima di raggiungere la membrana. Però nelle infezioni avanzate e nei tappi di cerume molto consistenti anche il timpano è sofferente. Si osservano con molta frequenza delle estensioni delle infiammazioni alla membrana (miringite). 

Togliere il cerume dal condotto uditivo di chi indossa una protesi acustica è semplice?
No, togliere il cerume nei portatori di protesi acustiche è una manovra delicata e difficile. Non può essere eseguita dai venditori di protesi o dottori in audioprotesi. Si riteneche in questi casi ci si debba rivolgere ad uno specialista ORL. L'otorinolaringoiatra sceglierà lo strumento più adatto. In molti casi, proprio per la sottigliezza delle pareti del condotto, soprattutto se è molto stretto, è sconsigliabile l'uso dell'aspiratore. Molto utile è l'uso preventivo di goccie che sciolgono o ammorbiscono il cerume.  

protesi acustica retroauricolare chiocciola batteria govoni orecchio otiteProtesi acustica retroauricolare.
A sinistra la chiocciola, da qui esce il suono amplificato.

I tumori dell'orecchio sono una patologia estremamente rara; si dividono in base alla loro sede in tumori maligni dell'orecchio esterno e tumori maligni dell'orecchio medio. Sono spesso dei carcinomi basocellulari, a volte sono stati diagnosticati degli adenocarcinomi. Essendo neoformazioni rare e scarsamente sintomatiche nelle loro fasi iniziali è facile che il medico, e a volte anche lo specialista, nei mesi di esordio non riesca a fare una diagnosi corretta. Gli esami fondamentali per la diagnosi di sede sono la TAC delle rocche petrose e la RM finalizzata allo studio dell'orecchio.

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Nel sito sono inoltre disponibilil'elenco degli studi medici, delle cliniche e varie altre sezioni.

 

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ECCELLENZE ITALIANE

su ODEON TV
e sul canale 177 del digitale terrestre
il 5 marzo 2020 - ore 18:15
la giornalista Elena Tubertini ha intervistato il dott. Carlo Govoni
che ha parlato di vertigine
e di orientamento spaziale

DIAGNOSI & TERAPIA è una rivista sulla salute in distribuzione nelle farmacie
www.det.it

diagnosi e terapia rivista


nel numero di giugno 2019
c'è stato un articolo di rinologia

scritto da Carlo Govoni 

Lo potete trovare anche al sito
http://www.det.it

http://www.det.it/category/articoli/otorinolaringoiatria/

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