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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia Testa e Collo
Master in vestibologia

Tel. 3358040811  preferibilmente dalle 10,30 alle 12,00   

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Testi

Nel corso della settantesima Assemblea Mondiale della Salute che si è svolta a Ginevra (Svizzera) nel maggio 2017 si è discusso della prevenzione della sordità. Durante tale Assemblea è stata approvata la risoluzione 139.R1 che parla di prevenzione della sordità e della perdita uditiva.

La perdita uditiva è un rilevante problema per la salute pubblica, è stato stimato che al mondo 360 milioni di persone sono affette da importanti disturbi dell'udito. Tra questi 32 milioni hanno meno di dodici anni di età.  Nel testo della Risoluzione 139.R1 si legge: "L'incidenza dei disturbi uditivi è in costante e preoccupante aumento a causa dell'innalzamento dell'età media, delle malattie croniche dell'orecchio e soprattutto per l'esposizione a rumori intensi. Si ritiene che oltre un miliardo di giovani di età compresa tra dodici e trentacinque anni sia a rischio uditivo, a causa dell'abitudine ad ascoltare musica ad elevata intensità per tempi prolungati."

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Molti lavoratori in forza del loro contratto di lavoro o per l'ordine professionale di appartenenza possono usufruire di una Assistenza Sanitaria Integrativa e non lo sanno. In questa pagina troverete indicazioni in tal senso. Cercate nella colonna LAVORATORE il vostro lavoro o l'ordine professionale o la categoria dove siete iscritti, troverete indicazioni sul fondo assicurativo, sul gestore del fondo e sul sito internet. Questo articolo vuole essere una prima indicazione per aiutarvi a verificare se potete usufruire di un Fondo Assicurativo Sanitario Integrativo.

 
 LAVORATORE  FONDO SANITARIO INTEGRATIVO  GESTIONE FONDO  SITO INTERNET
 Dirigente industria  FASI  FASI  www.fasi.it 
 Dirigente  ASSIDIR  UBI assicurazione  www.assidir.it/dirigenti 
 Dirigente azienda commercio e servizi terziario   FASDAC  FASDAC   www.fasdac.it 
 Dirigente   ASSIDAI   PREVIMEDICAL  www.assidai.it 

 Dirigente Alenia

 ASIDAL  PREVIMEDCAL  www.asidal.it 
 Dirigente azienda  PREVIDIR    www.previdir.it 
       
 Quadro   QuAS  QuAS  www.quas.it 
 Quadro Trasporto Aereo   AFAC   ALLIANZ   
 Quadro settore terziario  ASSIDIR Quadri    www.assidir.it/quadri 
       
 Artigiano   SAN.ARTI   UNISALUTE   www.sanarti.it 
       
 Avvocato  CASSA FORENSE  UNISALUTE  www.cassaforense.it 
 Dottore Commercialista  CNPADC  BLUE ASSISTANCE  www.cnpadc.it 
 Giornalista  CASAGIT  CASAGIT  www.casagit.it 
 Medico chirurgo  CASSA GALENO  CASSA GALENO  www.cassagaleno.eu 
 Medici chirurghi e odontoiatri  ENPAM  UNISALUTE  www.enpam.it/polizza-sanitaria/ 
 Notaio  Cassa Naz.le Notariato  UNISALUTE  
 Geometra  CASSA GEOMETRI  UNISALUTE  www.unisalute.it/cassa-geometri/ 
 Psicologo  ENPAP    www.enpap.it 
 Veterinario  ENPAV    
 Chimico  FASCHIM  FASCHIM

 www.faschim.it 

 Ragionieri e periti commerciali  CNPR  UNISALUTE  www.cassaragionieri.it 
 Professionisti e lavoratori autonomi  CAMPA  CAMPA  
 Agenti e rappresentanti di commercio  ENASARCO  Generali Assicur.  www.enasarco.it 
       
 Dipendenti INPS, INAIL, INPDAP, ACI  ASDEP  Generali Assicur.  
 Dipendenti Banca Nazionale Lavoro  BNL  UNISALUTE  
 Dipendenti Banco Popolare  CASPOP  PREVIMEDICAL  www.welfare.bancopopolare.it/assistenza-sanitaria/ 
 Dipendenti gruppo UNIPOL  Cassa di Assistenza Dip. gruppo UNIPOL  UNISALUTE  
 Dipendenti Banca Credito Cooperativo  CMNBCC  UNISALUTE  
 Dipendenti Cooperative  COOPERAZIONE SALUTE  BLUE ASSISTANCE  
 Dipendenti Turismo e Servizi  ENTE ASTER  UNISALUTE  
 Dipendenti Chimico-Farmaceutico  FASCHIM  FASCHIM  
 Dipendenti Esso (exxonmobil)  FASIDEI  PREVIMEDICAL  
 Dipendenti Energia  FASIE  PREVIMEDICAL  www.fasie.it 
 Dipendenti ENEL  FISDE ENEL  FISDE  
 Dipendenti ENI  FISDE ENI  PREVIMEDICAL  
 Dipendenti gruppo FIAT  FASIF  PREVIMEDICAL  
 Dipendenti settore tessile  FASIIL  SDA  
 Dipendenti Ferrovie Stato - Trenitalia  FERROVIE DELLO STATO  UNISALUTE  
 Dipendenti Vigilanza Privata  FASIV  UNISALUTE  
 Dipendenti lavorazione legno e materiali da costruzione  FONDO ALTEA  UNISALUTE  www.fondoaltea.it 
 Dipendenti Turismo  FONDO FAST  UNISALUTE  www.fondofast.it 
 Dipendenti Banca Intesa San Paolo  FONDO SANIT. GRUPPO INTESA  PREVIMEDICAL  

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Non ha importanza quale lavoro tu faccia. 
Se sei un dipendente prova a chiedere all'amministrazione della tua azienda se puoi avere una assistenza sanitaria privata.
Se sei un artigiano, o un commerciante, o un libero professionista chiedi ai rappresentanti di categoria o al tuo ordine professionale

 

 

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Molte persone sono preoccupate quando l'acqua entra nelle loro orecchie e si accaniscono nel fare le manovre più strane con la speranza di farla uscire. Che cosa si deve fare?

Occorre valutare due situazioni. A) siamo sicuri che le nostre orecchie sono pulite (per esempio siamo appena usciti dallo studio di un otorinolaringoiatra che ha fatto un lavaggio). 
B) NON siamo sicuri della pulizia delle nostre orecchie e potremmo avere del cerume.

A)   Se siamo sicuri che le nostre orecchie sono pulite ed è entrata solo acqua non dobbiamo fare NULLA. L'acqua, con la temperatura del nostro corpo, lentamente evapora.

Far uscire l'acqua dalle orecchie è un argomento che riscontra molto interesse da parte dei cultori del fai da te. Se navighiamo in internet troviamo una infinità le persone che diffondono i consigli più disparati per liberare le orecchie dall'acqua. Con questo articolo spero di far capire che qualsiasi manovra fatta su se stessi, senza poter guardare nell'orecchio, è rischiosa e sbagliata.

Esiste anche da parte di alcune persone il pregiudizio che l'acqua nelle orecchie sia dannosa. L'acqua, ovviamente acqua pulita di un appartamento o di una doccia o del mare o di un lago non comporta alcun rischio. Se uno dopo un bagno avrete dei fastidi più o meno intensi dovrete verificare di non aver avuto contatti con acqua inquinata o non avere una malattia pre-esistente e l'acqua (o meglio l'umidità) l'ha attivata. In quest'ultima eventualità si dovrà ricorrere ad una visita specialistica perché facilmente il paziente avrà una otite esterna batterica o micotica (vedi successivi punti 4 e 5).

Esamino ora le più comuni situazioni che, dopo un bagno o una doccia, portano alla sensazione di avere acqua che è entrata nelle orecchie e non esce.
1 - Paziente con orecchie pulite e condotto uditivo esterno normale. 
2 - Paziente con orecchie pulite, ma con anomalie o patologie che restringono il condotto. 
3 - Paziente con cerume nelle orecchie. 
4 - Otite esterna batterica. 
5 - Otite esterna micotica. 
6 - Dermatite eczematosa del condotto uditivo esterno (eczema)
7 - Corpo estraneo in un orecchio 

1 - Paziente con orecchie pulite e condotto uditivo esterno normale.
Il soggetto con orecchie pulite non deve fare nulla, deve solo aspettare. Se ha fatto un bagno in mare o in piscina all'aperto di giorno è sufficiente stare al sole e aspettare. Se ha fatto un bagno in piscina e il sole non c'è, può aiutarsi con l'asciugacapelli (ovviamente usato a debita distanza dalle orecchie). L'aria calda facilita l'evaporazione dell'acqua. Se avete fatto la bravata del bagno in mare a mezzanotte e l'acqua nelle orecchie vi sta dando molto fastidio potete cercare un asciugacapelli oppure portate pazienza e lasciate che lentamente l'acqua evapori. 

Altri sistemi semplici sono tenere la testa piegata sul lato dell'orecchio dove pensate di avere l'acqua residua, oppure sdraiatevi sul letto e tenete l'orecchio appoggiato sul materasso. Altro tentativo semplice è tirare il padiglione all'indietro e verso l'alto. Così facendo si rende rettilineo il condotto e l'acqua può uscire facilmente.

Un ultima idea, solo se siete giovani, è quella di tenere la testa diritta, eventualmente stirare il padiglione all'indietro e verso l'alto, e saltare su un piede solo, quello dal lato dell'ovattamento. 

Il problema può essere un altro: come si fa ad essere certi che avete le orecchie pulite? Le persone si sentono pulite perchè fanno la doccia tutti i giorni, ma questo, per le orecchie, è irrilevante. Per soggetto con orecchie pulite si intende un paziente che si è fatto vedere le orecchie da un medico, il quale con apposito strumento, ha visto bene le membrane timpaniche ed ha detto che le orecchie sono pulite. 
Da queste prime considerazioni deriva una norma comportamentale molto semplice: se avete l'abitudine di andare al mare o in piscina, prima di gettarvi in acqua, farvi vedere le orecchie da uno specialista, almeno una volta all'anno.
L'otoscopia si rileva importante perchè ci sono situazioni [vedi successivo punto 2] dove l'acqua farà fatica ad uscire e lo specialista ve lo dirà subito.

2 - Paziente con orecchie pulite, ma con anomalie o patologie che restringono il condotto.

Rientrano in questo gruppo quei soggetti che si sono sottoposti ad una visita otorinolaringoiatrica e gli è stato detto che hanno un restringimento del condotto, membrana normale e assenza di cerume. Le principali malattie che restringono il condotto sono: le esostosi dei condotto, le stenosi (o restringimenti) del condotto (figura 1), la presenza di polipi o di qualsiasi altra neoformazione benigna (o anche maligna) del condotto.

osteomi condotto Figura 1 - Osteomi o esostosi del condotto uditivo.

Lo specialista, sulla base di quello che avrà visto, vi spiegherà cosa dovrete fare e cosa dovrete aspettarvi. Per esempio se il vostro problema è una stenosi o un osteoma andate pure al mare tranquilli, chiaramente dopo una nuotata farete fatica a liberare le orecchie dall'acqua, dovrete aspettare più tempo degli altri. Se il vostro problema è un processo espansivo polipo o tumore, allora sarà bene pensare all'asportazione. 
Tutti i restringimenti del condotto possono migliorare con adeguato trattamento chirurgico. Per quanto attiene ai restringimenti ossei (es. esostosi) l'intervento non ha carattere d'urgenza. Potete pure andare al mare o in piscina, però dovete essere coscienti che questo problema tratterrà l'acqua nel fondo del condotto uditivo e dovrete solo aspettare molto tempo affinchè questa evapori. Non dovrete fare nulla, solo aspettare anche più di un giorno. 

3 - Paziente con cerume nelle orecchie.
Qui siamo di fronte a persone che non si sono fatte vedere le orecchie prima di andare al mare. Questi soggetti dopo il primo bagno o anche dopo una doccia si lamenteranno perchè pensano che l'acqua si sia fermata nelle orecchie. Il problema è completamente diverso. L'acqua è entrata nei condotti uditivi ed ha trovato del cerume (Fig. 2). Il cerume è igroscopico, ha assorbito l'acqua ed è aumentato di volume. L'effetto è logico, dopo il bagno o la doccia il paziente con cerume percepisce fastidio e un notevole calo d'udito. Il pensare che sia l'acqua rimasta all'interno del condotto è semplicemente un errore. E' il cerume che, con l'acqua, è aumentato di volume.
La soluzione è una visita otorinolaringoiatrica ed una asportazione del cerume. 

dove si forma il cerume nell orecchio esterno earwax

Figura 2 - Presenza di cerume nel condotto.
Dopo un bagno immaginate che quel cerume raddoppi il suo volume.

 

4 - Otite esterna batterica.
Anche queste persone nella maggioranza dei casi non si sono sottoposte a visita prima di andare al mare o in piscina. Queste persone hanno germi nell'orecchio. Spesso hanno secrezioni minime. Con l'arrivo dell'estate e dell'acqua nelle orecchie si crea un ambiente caldo umido che favorisce lo sviluppo dei germi. In questi casi il problema non si verificherà col primo bagno come per il tappo di cerume (vedi punto 3), ma dovranno passare giorni. I germi svilupperanno una otite esterna, il condotto si infiammerrà, l'infiammazione coinvolgerà la membrana timapnica, ci sarà dolore e sensazione di orecchio chiuso. Anche in questo caso è indispensabile la visita. Lo specialista dovrà capire che è un'otite batterica, dovrà escludere un tappo (vedi punto 3) o una micosi (vedi punto 5) o un corpo estraneo (vedi punto 6). Fatto questo dovrà prescrivere una terapia antibiotica. 
In diversi casi i germi possono non essere presenti nell'orecchio e penetrare con l'acqua del mare o della piscina. Occorre fare attenzione quando si fa il bagno. Si deve scegliere un posto che non sia inquinato o, se si va in piscina, è importante che l'acqua sia correttamente trattata con cloro.

Se il vostro problema è un fatto infiammatorio che comporta un edema, quindi un restringimento, allora dovrete sottoporvi a terapia antiinfiammatoria e antibiotica prima di andare in vacanza.

5 - Otite esterna micotica - otomicosi.
La micosi dell'orecchio è una malattia rara ma ha la caratteristica di svilupparsi facilmente nel periodo estivo. In molte persone i miceti stanno silenti nel condotto uditivo esterno. Il soggetto non si accorge di nulla. Va al mare o al fiume o anche in piscina e poco dopo inizia sensazione di orecchio chiuso, dolore e a volte anche secrezione maleodorante. Il paziente pensa che sia l'acqua che si è fermata nell'orecchio e non vuole uscire. Non è così. L'acqua ha creato un ambiente umido e caldo, molto favorevole alla crescita dei miceti. Nell'esempio che ho fatto i miceti erano pre-esistenti al bagno, però in molti casi è l'acqua che porta nel condotto i funghi. Non è fondamentale stabilire come i miceti sono entrati nell'orecchio. E' importante che si sviluppa una otomicosi. I rimedi proposti dai non medici come iniettarsi acqua nelle orecchie o altre diavolerie di questo tipo sono del tutto inutili. L'otomicosi è una malattia seria, difficile da contrastare anche per i migliori specialisti. I consigli che potrete trovare su Internet sono solo sciocchezze, servono solo a ritardare la diagnosi e di conseguenza ritardono il trattamento, rendendo ancor più incerto il risultato.

6 - Dermatite eczematosa del condotto uditivo esterno (eczema)
Si tratta di una malattia della pelle che riveste il condotto uditivo esterno. Colpisce con particolare frequenza i soggetti allergici. La cute tende a desquamare, da qui anche il nome di dermatite desquamativa, e piccole scagliette di cute, di colore bianco/giallastro, si depositano nel condotto. Quando si fa un bagno ed entra acqua nell'orecchio questa viene assorbita dalle squame cutanee con tendenza a formare un tappo. In alcuni casi si osserva un misto di cerume e squame cutanee. Si forma così un tappo caratteristico dove le squame sono all'esterno e all'interno c'è cerume. Ovviamente come queste persone escono dall'acqua o finiscono la doccia hanno la sensazione di avere l'orecchio che si è tappato, pensano che sia rimasta acqua nell'orecchio, ma questo è un errore. Occorre una visita otorinolaringoiatrica, una pulizia del condotto uditivo ed una terapia idonea. I prodotti più spesso usati sono a base di cortisone. Spesso si usano associazioni (cortisonici + antibiotici) perchè ci possono essere infezioni associate. Ovviamente la scelta del tipo di goccie da utilizzare è di competenza strettamente specialistica, e va fatta sulla base del quadro otoscopico. Se, per esempio, c'è una perforazione di membrana, la gamma degli antibiotici utilizzabili sarà molto limitata.
Alcuni medici consigliano pomate o unguenti da introdurre nel condotto uditivo; sono contrario all'utilizzo di queste sotanze perchè facilmente si depositano nel condotto e provocano spiacevoli sensazioni. 

7 - Corpo estraneo in un orecchio.
Qui siamo di fronte a situazioni molto rare, ma non eccezionali. Sembra strano ma può capitare che un corpo estraneo penetri nell'orecchio. I corpi che più spesso si trovano nelle orecchie sono palline, frammenti di plastica di piccoli giocattoli, pezzettini di legno, pezzetti di foglie. In tutti questi casi è indispensabile l'otoscopia. Già questo dovrebbe far capire che il fai da te non potrà mai risolvere questo problema. In realtà l'acqua ha una funzione marginale. Quando c'è un corpo estraneo e il paziente fa un bagno è facile che acqua resti intrappolata nel condotto. In alcuni casi come nei frammenti di spugna, o di legno l'acqua fa aumentare il volume del corpo estraneo e questo resta ben inserito nel condotto. 
Molto pericolosi sono i corpi estranei di forma sferica. Possono essere perline di una collana, piccole sferette di un gioco che si è rotto, ecc. La sfera occupa quasi totalmente il condotto, da una sensazione di orecchio chiuso e se c'è stato un bagno o una doccia è facile che il liquido si porti tra pallina e membrana timpanica. L'ipoacusia e i fastidio sono i sintomi dominanti. Le manovre incongrue per cercare di liberare l'orecchio sono inutili, ma quali sempre dannose. Tutte le manovre che prevedono l'introduzione di qualcosa nel condotto come l'introduzione di un cono di cera, o l'introduzione della punta di una peretta o di una siringa senz'ago non fanno altro che spingere la pallina sempre più in profondità. L'estrazione di un corpo estraneo dal condotto uditivo esterno è una manovra specialistica difficile, se poi il paziente è un bambino o un soggetto scarsamente collaborante è facile dover ricorrere ad una forte sedazione o anche ad una narcosi. 

Come si può osservare la sensazione di orecchio chiuso che si prova dopo un bagno non è il sintomo di una sola patologia, ma può derivare da cause molto diverse. Il punto fondamentale è che le orecchie sono un organo facilmente visibile e pertanto quando c'è un problema bisogna che qualcuno competente (medico di base o specialista ORL) guardi le orecchie. Tutte queste idee strane che dilagano nel WEB relative ad autodiagnosi e ad autotrattamenti sono sempre da escludere.
Per la diagnosi è importante conoscere che cosa ha fatto e che cosa percepisce il paziente, ma non basta. E' di capitale importanza guardare dentro l'orecchio.  

 

2016 8 pag18

2016 8 pag19

 Pagine 18 e 19 della rivista Diagnosi & Terapia n.8 del 2016 - articolo di Carlo Govoni su come si puliscono le orecchie.

 

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L'invecchiamento è inevitabile e questo comporta importanti cambiamenti della capacità di ragionare, del comportamento e delle emozioni. Tutto questo è abbastanza "normale" se si manifesta in modo lento e progressivo. Esiste anche l'invecchiamento patologico, cioè un declino delle funzioni cerebrali che per rapidità e anche qualitativamente e quantitativamente si discosta da ciò che ho indicato come "normale". 
In questo articolo non prenderò in considerazione l'invecchiamento patologico.

L'associazione degli psicologi americana (APA) nel 1987 diede una precisa definizione di "decadimento cognitivo o demenza nell'anziano". Per questa associazione si ritiene che siamo di fronte ad una malattia del cervello che altera le funzioni di questo organo in misura tale da compromettere le possibilità di vita autonoma e indipendente.
Questa definizione la ritengo eccessiva, siamo già nell'invecchiamento patologico. Ritengo importante concentrarmi sugli aspetti iniziali di questo declino.

CLINICAL DEMENTIAL RATING SCALE (CDR)  (1)

        ASSENTE 
      CDR 0
 MOLTO LIEVE 
    CDR 0,5 
    LIEVE 
    CDR 1  
 MODERATA 
   CDR 2 
  GRAVE
   CDR 3  
  note  
 1   MEMORIA 
 Questa è la funzione 
 primaria
 Nessun deficit di 
 memoria o deficit 
 occasionali
 Lieve deficit di 
 memoria 
 persistente
 Perdita di memoria moderata 
 anche per eventi recenti
 Perdita di memoria severa 
 soprattutto per gli eventi
 recenti
 Perdita di memoria grave 
 Notevoli deficit nel ricordare 
 gli eventi recenti
 
 2  ORIENTAMENTO

Orientato nel tempo e nello spazio

 Ben orientato nello 
 spazio; difficoltà nel
 orientamento temporale 

       
 3  CAPACTA' DI GIUDIZIO 
 SOLUZIONE PROBLEMI 
 Capacità di giudizio conservata 
 Risolve bene i problemi
 personali
         
 4  VITA IN COMUNITA'  Normale autonomia nel
 lavoro, nel fare acquisti
 e nelle relazioni sociali
 Lieve compromissione nelle attività lavorative, nel fare acquisti e nelle relazioni sociali        
 5  CASA E HOBBIES  Vita domestica, hobbiese  interessi culturali ben conservati

 Vita domestica, hobbies e interessi culturali lievemente compromessi

       
 6  CURA PERSONALE  Capace di aver cura della propria persona 

Capace di aver cura della propria persona

 Deve essere sollecitato per curarsi della propria persona      
               

 

Bibliografia

1 -  Morris, J. C. (1997). Clinical Dementia Rating: a reliable and valid diagnostic and staging measure for dementia of the Alzheimer type. International Psychogeriatrics, 9: 173176 - La tabella qui presentata è una mia elaborazione con lo scopo di adeguarla ai pazienti italiani. 

 

 https://www.demenzemedicinagenerale.net/images/test/CDR_Versione_Italiana_Traduzione_corretta_sulloriginale.pdf  è LA TABELLA

 

https://psiche.santagostino.it/2019/02/01/anziani-decadimento-cognitivo/

 

 

 

 

 

 

 

I disturbi del sonno sono un vero problema nella società attuale e in questo convegno di Firenze si è discusso della terapia cognitivo comportamentale. Il convegno si è tenuto nel capoluogo toscano dal 16 al 17 settembre 2016.
Quante sono le persone che soffrono di problematiche conseguenti ad un sonno non ristoratore? L'Associazione Italiana di Medicina del Sonno (AIMS) stima che un terzo della popolazione nelle società industriali soffra per disturbi del sonno.

Il corso ha avuto notevole successo. Recenti studi hanno dimostrato che un sonno non ristoratore ha effetti negativi sull'ansia e sull'umore della persona. Si sviluppano turbe depressive, turbe neuropsichiche, ipertensione, malattie cardiovascolari, neurodegenerative e metaboliche. Nei giovani un sonno disturbato riduce il rendimento scolastico. Si è anche visto che un sonno alterato comporta scarsa concentrazione sul lavoro ed un aumentato rischio di incidenti in ambito lavorativo. E' anche importante come i disturbi del sonno possano compromettere la guida degli autoveicoli.

firenze cupola brunnelleschi otorino govoni vestibologo

Firenze, cupola del Duomo

 

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Carlo Govoni viene intervistato da Sara Gelli.

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Visite di otorinolaringoiatria
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stabilometriaLa stabilometria statica computerizzata è un esame oggettivo rivolto allo studio quantitativo delle oscillazioni posturali. E' un test che misura la stabilità di un uomo ed è una versione computerizzata della prova di Romberg. La prova di Romberg è inserita tra le prove cliniche che esegue abitualmente l'otoneurologo. Questo esame valuta le oscillazioni compiute dalla persona quando sta in piedi, in condizioni di...
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