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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

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Testi

Gli interventi che si eseguono sul naso si classificano in tre tipologie: settoplastica, rinoplastica e rinosettoplastica.
Tutti questi interventi si eseguono in narcosi, cioè con paziente completamente addormentato. E’ necessario il ricovero di almeno un giorno.

  • La settoplastica è un intervento esclusivamente funzionale (serve per far respirare meglio chi ha difficoltà respiratorie nasali). L’intervento viene fatto dalle narici, quindi non ci sono tagli esterni. L’atto chirurgico mira a modificare il setto nasale, una struttura anatomica in parte ossea e in parte cartilaginea. Si correggono le deviazioni del setto, le creste longitudinali o altre anomalie e si ottiene una migliore pervietà respiratoria.
  • La rinoplastica è un intervento con finalità estetiche. Lo scopo è quello di migliorare la forma del naso. Le correzioni maggiormente richieste sono la rimozione di una iperconvessità del dorso o una riduzione del volume naso o lo spostamento dell'asse della piramide nasale. Correzioni più rare riguardano il naso a sella (profilo eccessivamente concavo), volume della punta, le modificazioni della columella e delle narici. Per rimozione di una iperconvessità s’intende l’intervento chirurgico finalizzato a rendere più rettilineo il profilo. In questo tipo d’intervento l’obiettivo è migliorare l’estetica e pertanto è importante uno studio fotografico preliminare. Le fotografie vanno discusse col cliente per capire esattamente che cosa desidera. Con questo atto chirurgico s’interviene sulle ossa nasali e su quasi tutte le cartilagini.
  • La rinosettoplastica  (o settorinoplastica) è un intervento costituito dall’unione dei due interventi precedenti, ha finalità estetiche e funzionali. Viene richiesto per raggiungere due obiettivi: per correggere l’estetica e per migliorare la respirazione. Quando si devono eseguire correzioni della piramide nasale è bene non limitarsi alla sola rinoplastica, ma eseguire la rinosettoplastica.

Principali interventi su orecchio, naso, gola, ghiandole salivari, collo e laringe eseguiti dal dott. Govoni (per contatti telefono 3358040811).
Dopo il conseguimento della specializzazione in otorinolaringoiatria (1984) si è dedicato esclusivamente a questa branca chirurigca. Ha eseguito ed esegue come primo operatore numerosi interventi.

Chirurgia del cavo orale e rinofaringe: tonsillectomia, adenoidectomia, adenotonsillectomia. Chrurgia dei tumori benigni e maligni del cavo orale. Chirurgia del palato molle. Chirurgia dell'angiofibroma del rinofaringe.

Chirurgia della laringe: laringectomie totali e parziali e microchirurgia endoscopica laringea. Fonochirurgia: chirurgia delle corde vocali, dei polipi cordali, delle cisti e di altre manifestazioni patologiche.Carlo Govoni - medico - otorinolaringoiatria

Chirurgia delle ghiandole salivari maggiori: parotidi e sottomandibolari. Parotidectomia esofacciale e totale. Asportazione ghiandole sottomandibolari.

Chirurgia del collo: Cervicotomie e i diversi tipi di svuotamento linfatico cervicali.  

Chirurgia del naso funzionale ed estetica: settoplastica, rinoplastica, rinosettoplastica e decongestione turbinati. Devascolarizzazione dei turbinati con radiofrequenze (chirurgia mini-invasiva).

Chirurgia plastica della testa e del collo.

Sinuscopia e chirurgia endoscopia funzionale dei seni paranasali.

Chirurgia per roncopatia (russamento cronico ed apnee notturne): interventi sul naso e uvulopalatofaringoplastica.

Chirurgia dei tumori cutanei benigni e maligni della testa e del collo ed eventuali ricostruzioni con lembi.

Chirurgia dell’orecchio: Canalplastica, Miringoplastica, Timpanoplastica, Otoplastica. Trattamento delle perforazioni della membrana timpanica. Chirurgia dell'otite media cronica. Chirurgia dei tumori maligni dell'orecchio. Chirurgia della mastoide. Labirintectomia ossea. Chirurgia del sacco endolinfatico per il trattamento della vertigine.

Chirurgia maxillo-facciale come riduzione di fratture della mandibola, riduzione di fratture del mascellare con applicazione di placche e asportazione di ottavi inclusi difficili in narcosi.

 

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via Michelangelo Buonarroti, 48 - MILANO

 

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via Leonardo da Vinci, 49 - LECCO

Molte persone che subiscono infortuni dove c’è un coinvolgimento del collo e della testa hanno necessità di una visita otorinolaringoiatrica per poter dimostrare il danno subito.

I casi più frequenti sono gli incidenti stradali di chi si trova alla guida di un'autovettura o viaggia come trasportato su un auto. In questi casi gli infortuni più frequenti (tamponamenti) si caratterizzano per un forte scuotimento della testa e del collo oppure per un vero trauma cranico o facciale. Altre eventualità traumatiche sono le cadute a terra o le percosse. In coloro che hanno subito percosse sono molto frequenti le fratture ossa nasali, i traumi alle articolazioni temporo-mandibolari e quelli all'apparato uditivo. I distretti testa e collo sono spesso coinvolti in tutti i tipi di infortunio stradale che coinvolge pedoni, ciclisti e motociclisti. 

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Nel caso di automobilisti le principali diagnosi poste dai medici che hanno prestato le prime cure sono: trauma distorsivo cervicale o colpo di frusta. Negli altri casi sono frequenti i traumatismi cranio-facciali, questi sono eventi molto variabili da caso a caso.

Altri infortuni molto frequenti sono quelli domestici. Anche in questi casi gli infortuni più frequenti sono le cadute o gli urti che possono interessare la testa (trauma cranico).

E' fondamentale che chi ha subito un incidente, anche se non particolarmente grave, si rechi al Pronto Soccorso dell'ospedale più vicino. L'interessato dovrà riferire al medico la descrizione dell'evento, il luogo e l'ora, e tutti i disurbi insorti immediatamente dopo. Si tenga presente che i medici del pronto soccorso quando visitano un infortunato focalizzano la loro attenzione sulle funzioni vitali importanti (funzionalità cardiocircolatoria, respiratoria, ecc.) e può succedere che sia data meno attenzione a funzioni non vitali come equilibrio (vertigini), cefalea, ipoacusia, acufeni, turbe masticatorie, disturbi olfattivi, ma che possono egualmente modificare in senso peggiorativo la vita del paziente. E' bene che chi ricorre alle cure di un medico del Pronto Soccorso ed ha disturbi apparentemente trascurabili li esponga egualmente.

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Occorre prestare molta attenzione all’udito e alla comparsa di ronzii, dolori o altri fastidi, soprattutto se interessano un solo orecchio. Questi disturbi (denominati anche acufeni) sono spesso la spia di una malattia dell’orecchio.
Da una visita otorinolaringoiatrica estesa allo studio della funzione uditiva possono emergere danni funzionali (ipoacusie o sordità) che a volte, soprattutto se diagnosticati precocemente, sono curabili. Negli altri più sfortunati casi il danno è irreversibile.

Altra valutazione importante è quella del naso. E’ importante valutare, soprattutto nei traumatismi dove c’è stato un urto contro parti rigide (caduta a terra per ciclisti e pedoni, urti contro vetri o sedili o volante per automobilisti) la funzione respiratoria nasale e la funzione olfattiva. La frattura delle ossa nasali e ipertrofie dei turbinati spesso sono esiti di questi incidenti. La funzione nasale è ben valutabile dal medico attraverso una rinoscopia tradizionale o con l’ausilio di strumenti a fibre ottiche.

Altri problemi clinici nell'ambito dell'infortunistica sono la cefalea e la vertigine. Questi sono sintomi molto difficili da oggettivare, e richiedono necessariamente una valutazione specialistica otorinolaringoiatrica con esame vestibolare.
Sintomi molto più rari, ma che non devono essere sottovalutati sono le difficoltà masticatorie, le alterazioni nella motilità facciale (paralisi del nervo facciale), le riduzioni o perdite dell'olfatto (iposmie o anosmie) e le alterazioni del gusto (disgeusie).

Prima di uscire dal Pronto Soccorso verificate che quello che voi avete dichiarato sia stato scritto esattamente dal medico. Se notate carenze o se vi vengono attribuite frasi che non avete detto o diverse dal vostro pensiero sottolineatelo subito. Se per caso siete usciti dal Pronto Soccorso e notate importanti carenze nel verbale non esistate a ritornare per farle correggere.

Ricordo di aver letto verbali con frasi di questo tipo: "ciclista investito da auto. Caduta a terra. Nega trauma cranico." E' ben difficile che un ciclista che sia stato investito da una autovettura non abbia battuto la testa, può essere che il paziente non abbia capito bene le domande. Raccomando prima di uscire dal pronto soccorso di leggere bene il verbale e se lo trovate carente evidenziate subito i vostri dubbi. Può accadere che vi chiedono di sottoscrivere una frase di questo tipo: "Il paziente conferma le frasi a Lui attribuite."  Questa firma è importante perchè se voi avete battuto la testa e da qualche parte c'è scritto ".. nega trauma cranico.." e voi effettivamente avete disturbi in conseguenza del trauma diventa difficile per i medici incaricati di difendervi sostenere di fronte all'Assicurazione il danno che avete subìto.

Ricordo che la visita presso un Pronto Soccorso è indispensabile ai fini assicurativi. Alcune assicurazioni si dimostrano molto rigide nel risarcire infortuni dove l'infortunato non si è mai recato ad un Pronto Soccorso. 
Esistono malattie dell'orecchio come alcune forme di vertigine o di ipoacusia dove al momento del trauma il paziente non si rende conto del danno che ha subito. E' facile che la persona pensi alle gambe, alle mani, al cuore e non pensi molto all'equilibrio e alla funzione uditiva. Se il giorno seguente si accorge di avere problemi si consiglia di recarsi al Pronto Soccorso anche il giorno dopo, precisando che c'è stata una evuluzione in senso peggiorativo della sintomatologia.
Il mio consiglio è di ritornare al Pronto Soccorso anche se si sono accentuati sintomi che nel corso di una prima valutazione non sono stati presi in considerazione dai sanitari. 

Nei giorni successivi all'incidente e quando siete già usciti dal Pronto Soccorso è utile una visita da uno specialista di Vostra fiducia. Occorre che voi abbiate una valutazione la più oggettiva possibile del danno. Se siete stati fortunati e il medico vi dice che non c'è danno fate le cure prescritte e presto la situazione si dovrà chiudere. Se c'è un danno allora sarà importante poterlo dimostrare. Il medico vi consiglierà gli opportuni esami strumentali in molti casi si suggerisce di far scrivere allo specialista una relazione di consulenza. In questo modo vi preparete, qualora sia necessaria, ad una perizia di parte.

  Un sintomo molto frequente nei pazienti che hanno subito un trauma della testa o del collo è la vertigine e ulteriori articoli sono presenti in questo sito:

- Vertigine Parossistica di Posizione Benigna (VPPB)

 

- Esame vestibolare o otovestibolare. 

 

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Le malattie delle ghiandole salivari sono rare, sono note affezioni tumorali e non tumorali, queste ultime comprendono soprattutto le forme infiammatorie e la calcolosi.

I fattori di rischio più importanti per i tumori delle ghiandole salivari sono i rischi professionali. Ricordiamo l’esposizione al nichel, al silicio e anche alle sostanze radioattive ha un'influenza sulla genesi di queste malattie. Altro fattore di rischio per i tumori delle ghiandole salivari sono le radiazioni ionizzanti. E' possibile che un paziente che per motivi terapeutici abbia subito diversi trattamenti radianti possa sviluppare una neoformazione delle ghiandole salivari. 
Non dobbiamo dimenticare che siamo di fronte a neoplasie molto rare, meno dell'1% di tutti i tumori dell'uomo.
Una vera azione di prevenzione è difficile da fare. Ritengo più importante riuscire a riconoscere queste neoformazioni al loro esordio.
Il sintomo più tipico è la sensazione di fastidio e tensione. Ci può essere un lieve dolore e anche la presenza di una piccola tumefazione palpabile. Alcuni tumori iniziano proprio con una piccola tumefazione di consistenza aumentata. Ricordo che non tutte le tumefazioni di queste ghiandole celano un tumore. Si presentano con dolore e aumento di volume anche le calcolosi e le infiammazioni.
E' fondamentale che le persone non si trascurino e quando sentono dolore alla deglutizione, soprattutto se ben localizzato ad una ghiandola salivare maggiore (parotide, sottomandibolare o sottolinguale), sappiano porre attenzione al loro sintomo. Sempre da non trascurare è la piccola nodularità sulla guancia (ove è localizzata la parotide) oppure nel collo al di sotto della mandibola (dove c'è la ghiandola salivare sottomandibolare). In tutti questi casi l'otorinolaringoiatra è lo specialista più idoneo per questi tipi di patologia.
Dopo la visita sarà lo specialista a chiedere eventuali esami strumentali ed eventualmente anche un'agobiopsia o FNAB. Trattandosi di ghiandole superficiali spesso l'esame più significativo è l'ecografia. L'ecografia è un esame privo di radiazioni, di semplice esecuzione, che può dare notevoli informazioni nella patologia delle ghiandole salivari.

Per un buon funzionamento delle giandole salivari si suggerisce di bere molta acqua fuori dai pasti.

Nelle persone anziane è facile il riscontro di una bocca secca. Tra le malattie che provocano secchezza della bocca quella più frequente è la sindrome di Sjögren. Non c'è una correlazione precisa tra sindrome di Sjögren e la comparsa di un tumore delle ghiandole salivari.  Non esistono test per valutare la produzione di saliva. Un test interessante è il test di Schirmer che serve per valutare la secrezione lacrimale. Alcune malattie che comportano riduzione delle lacrime, quindi secchezza oculare, portano anche a riduzione della saliva. La bocca secca è anche un effetto collaterale della radioterapia.

Le regole per una buona prevenzione sono semplici.
1 - Bere molta acqua oltre a quella che si beve durante il pasti
 al fine di evitare la secchezza della bocca.
2 - Se c'è sensazione di tensione, fastidio o dolore a cairco di una ghiandola salivare chiedere una visita otorinolaringoiatrica.
3 - Chiedere una visita anche in quei casi dove si apprezza alla palpazione una piccola nodularità di una ghiandola.

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Altri articoli che potrebbero interessarti sono quello sui tumori delle ghiandole salivari maggiori oppure su come comportarsi se c'è un tumore della parotide.

 

- Intervento di asportazione della ghiandola parotide esofacciale

 

- Cosa fare dopo un intervento di parotidectomia?

 


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La perdita uditiva è un problema che interessa tutti gli uomini e le donne, è noto che questo deficit inesorabilmente si aggrava col passare degli anni. Sono parecche le persone che si rendono conto che quando gli vien rivolta una domanda, non riescono a comprendere le parole. In alcuni casi i pazienti riferiscono di essere continuamente infastiditi da ronzii o fruscii che non permettono loro di percepire nitidamente la voce. Molte di queste persone non sanno che cosa devono fare e non seguono un corretto iter diagnostico e terapeutico.

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nel numero di dicembre 2020
è stato pubblicato un articolo

scritto da Carlo Govoni 

www det.it  category/articoli/otorinolaringoiatria/

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