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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

Testi

I pazienti affetti di acufeni sono molti, si parla dell'8% della popolazione, e queste persone rappresentano un problema molto difficile per gli otorinolaringoiatri. Ho lavorato per molti anni nel servizio pubblico e ho capito che non c'era mai il tempo sufficiente per cercare di comprendere i problemi di queste persone. Oggi che lavoro solo nel privato ho più tempo per ciascun paziente, ma ritengo che questo ancora non basta.
Il paziente affetto da acufeni richiede una valutazione molto complessa. Per affrontarlo bisogna conoscere tutta l'audiologia e l'otologia.

Se un paziente ha un acufene qual'è il primo specialista al quale deve rivolgersi?
Non ho dubbi su questa domanda: il primo specialista è l'otorinolaringoiatra. Spiego i motivi. L'acufene è il sintomo di una anomalia, pertanto se la percezione uditiva presenta in uno o in entrambe le orecchie un problema patologico (es. ipoacusia percettiva destra) e il paziente riferisce un acufene in orecchio destro trovo del tutto logico fare accertamenti mirati a capire cosa c'è di anomalo nell'orecchio interno destro.
Se i problemi uditivi del paziente sono generici (es. ipoacusia percettiva bilaterale da trauma acustico cronico) occorre sempre studiare l'apparato uditivo. L'acufene resta un fenomeno che per molti aspetti è oscuro. Nell'articolo "che cos'è l'acufene?" ho scritto alcune indicazioni in proposito.
Ci sono alcuni specialisti non otorinolaringoiatri che vogliono studiare per primi i pazienti con acufeni partendo da presupposti che ritengo inacettabili come una valutazione psicometrica, oppure uno studio delle articolazioni temporo-mandibolari, o uno studio della circolazione dei tronchi sopraaortici, o cercando di conoscere le abitudini alimentari o altro. L'acufene è la percezione di un suono e l'apparato deputato alla percezione dei suoni è quello uditivo. Apparato studiato dagli specialisti in otorinolaringoiatria. Pertanto è su questo apparato che devono partire le indagini diagnostiche. Sarà compito dell'otorino stabilire se c'è o non c'è un danno uditivo.

carlo govoni esegue otoscopia terme ambulatorio dolomia pozza di fassa

Dopo una accurata anamnesi l'otoscopia è il passo iniziale per affrontare un paziente con un acufene. 

 

Se l'apparato uditivo funziona perfettamente che cosa si deve fare?
Questa è una situazione non frequente. Qui l'otorinolaringoiatra deve allargare lo sguardo e cercare di capire se c'è qualche apparato diverso da quello uditivo che può essere alterato e può determinare l'acufene. Nei casi dove emerge che la causa è pressoria, o metabolica, o vascolare, o cerebrale, o altro, allora dovrà essere lo specialista otorino ad indirizzare il paziente allo specialista più idoneo. 

Quale è l'elemento più importante che ci permette di classificare i vari tipi di acufene?
L'elemento più importante è sicuramente la modalità d'insorgenza. Innanzitutto si dovrà distinguere un acufene insorto improvvisamente da un acufene cronico, cioè un acufene insorto in modo impercettibile e il soggetto difficilmente riesce a dare risposte precise. Tra gli acufeni insorti improvvisamente ricordo quelli da trauma acustico acuto e quelli ad eziologia post-traumatica.

Quali sono le caratteristiche di una visita otorinolaringoiatrica per chi soffre di acufene cronico?
Con il termine acufene cronico intendo quei pazienti che hanno un acufene insorto almeno da un anno. E' chiaro che la durata deve far pensare ad un problema non banale. Sono importanti le indagini di base: otoscopia, esame audiometricoimpedenzometria. Molte volte questi pazienti hanno già fatto anche indagini più complesse come ABR, elettrococleografia, Risonanza Magnetica Nucleare Encefalo. In questi casi si dovranno valutare tutti gli esami eseguti e se alcuni non sono stati fatti dovranno essere prescritti.

via uditiva govoni carlo ottorinoLa via uditiva.
Questo è il percorso che deve fare un suono per essere
percepito come tale dal nostro cervello.
IL SUONO dall'ambiente esterno deve raggiungere la corteccia uditiva.
Qualsiasi malattia che alteri questo percorso può essere causa di acufene.


Il medico otorino, sempre alla prima visita, non dovrebbe trascurare gli aspetti psicofisici e comportamentali del paziente. Spesso l'otorinolaringoiatra è chiamato a curare malattie dove c'è una diagnosi semplice ed una terapia ampiamente collaudata (es. tonsillite acuta e antibioticoterapia, tumefazione parotidea e parotidectomia, ecc.). Il rapporto tra diagnosi e trattamento diventa spesso un automatismo nella mente dell'otorinolaringoiatra. Non è assolutamente così per il paziente affetto da acufene.
E' importante capire quale paziente si ha di fronte, se è una persona sfortunata o se ci sono nel suo comportamento degli aspetti che si dovranno modificare. Un esempio può essere la persona che fuma 50 sigarette al giorno. Se il suo problema sarà una tonsillite l'antibiotico sarà di rigore. La riduzione del fumo non sarà rilevante. Se il suo problema è un acufene cronico tutto cambia. Io, come tutti gli otorinolaringoiatri, non abbiamo indicazioni precise e consolidate per la terapia, quindi si dovrà necessariamente insistere sul fumo eccessivo e fare il possibile per modificare il comportamento della persona che abbiamo di fronte. La situazione si complica ulteriormente perchè non necessariamente riducendo il fumo si ridurrà l'acufene.

E' importante capire le abitudini del paziente?
Certamente. E' questo uno dei momenti più rilevanti nella visita di un paziente con acufene. Noi non siamo di fronte ad un ammalato, ma siamo di fronte ad un essere umano che ha un problema. Non possiamo focalizzare la nostra attenzione solo sul problema, ma dobbiamo necessariamente allargare lo sguardo all'uomo. Capire le abitudini di un paziente non è facile. E' necessario fare molte domande e indagare su molti aspetti: lavoro, hobby, vita famigliare, ecc.

Occorre capire se ci sono situazioni dove l'acufene sparisce o diventa più sopportabile o comunque si modifica?
Anche questo lo ritengo un punto determinante, perchè se ci sono dei momenti di sollievo è bene conoscerli alla perfezione. Facendo questo tipo di domande mi è capitato di avere un caso dove il paziente mi ha suggerito la terapia. Ricordo un signore che si lamentava per un acufene insopportabile. Opportunamente interrogato ha detto che il suo acufene migliorava al sabato e alla domenica mattina. E' bastato suggerire al paziente di modificare le sue abitudini di vita, andare a letto presto nei giorni lavorativi e il suo rapporto con l'acufene è migliorato drasticamente.

La dieta influisce sull'acufene?
Nessuno è in grado di dare una risposta certa, però mi sento di ricordare un vecchio concetto: "noi siamo quello che mangiamo". Ludwig Andreas Feuerbach (1804 - 1872) fu il primo a sostenere chè l'uomo è ciò che mangia e se vogliamo pensare meglio dobbiamo nutrirci meglio. In termini più semplici una qualsiasi macchina funziona bene se correttamente alimentata. L'uomo non è altro che una macchina che deve utilizzare adeguatamente il cibo. Questo deve essere equilibrato; non potrà essere scarso e nemmeno troppo abbondante. Non dovrà lasciare scorie eccessive. Tutto è abbastanza logico, ma è molto difficile capire se la persona che ci riferisce di soffrire di acufene ha una dieta incongrua. Le difficoltà aumentano perchè nessuno è in grado di sapere qual'è la dieta più idonea per un buon funzionamento del corpo umano. Oggi ci sono molte persone (dietologici, specialisti dell'alimentazione, ecc.) che si presentano come degli esperti nutrizionisti. Ritengo che senz'altro la dieta possa avere delle influenze sull'acufene, ma individuare le carenze o gli eccessi della dieta del paziente è un punto difficilissimo e ancor più difficile è riuscire a cambiare le abitudini alimentari di una persona.
Alcuni medici sostengono che l'acufene è sostenuto da un eccesso di liquido nell'orecchio interno (il fenomeno si chiama idrope endolinfatica). Per i trattamento dell'idrope sono state proposte numerose diete prive di sodio. Occorre stare molto attenti perchè non è assolutamente certo che l'idrope determini l'acufene, inoltre è difficilissimo diagnosticare un'idrope e comunque si tratterebbe di una situazione molto rara. Altro punto importante è la riduzione del sodio nella dieta produce una variazione minima del sodio nel sangue. Il sodio che arriva alla coclea e al labirinto ci arriva tramite il sangue [nel normale 136-145 mEq/litro]. Se una persona ha valori bassi di sodio (es. 130/135 mEq/litro) non credo che questi possano influenzare un sistema molto piccolo come il sistema coclea/labirinto.

La circolazione del sangue influisce sull'acufene?
Vale lo stesso discorso della dieta. Un qualsiasi organo del corpo umano funziona bene se ha una buona circolazione ematica. Questo concetto vale per l'apparato uditivo. Cercare sempre di migliorare la circolazione dell'apparato uditivo è il presupposto fondamentale per trattare un paziente con acufeni. Un prodotto utilizzato nelle terapie per gli acufeni sono gli estratti di ginkgo biloba. E' un vegetale che ha un'azione antiossidante e quindi ci defende dal danno dei radicali liberi e migliora la circolazione e il microcircolo. Agli otorinolaringoiatri interessano soprattutto i benefici effetti sul microcircolo labirintico e cocleare e su tutto l'apparato uditivo centrale (dal nervo acustico alla corteccia uditiva - aree 41 e 42 di Brodman).

Che tipo di visita si dovrà aspettare un paziente che soffre di acufene?
La visita otorinolaringoiatrica per chi soffre di acufene cronico sarà una visita lunga e complicata. Il paziente potrà aiutare il medico predisponendo gli esami e le terapie già eseguite. Sarebbe bene che i pazienti dichiarassero già al momento della prenotazione che necessitano di una visita per un acufene che li affligge da parecchio tempo. Questo è importante perchè il medico cercherà di riservarvi un tempo adeguato.

 

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Salute e Bellezza sono due argomenti che si integrano l'un l'altro, questo è il titolo di una serie di conferenze che si sono svolte il 21 marzo 2018 presso il Columbus Clinic Center di Milano. La sede del convegno è stata la prestigiosa struttura in stile Liberty di via Buonarroti, 48, e le conferenze sono state distribuite in due sedute: al mattino dalle 9:30 alle 11:00 e al pomeriggio dalle 17:30 alle 19:00.
L'organizzazione di questa giornata è stata affidata all'Associazione Libellule onlus fondata dalla Sig.ra Paola Martinoni.

milano columbus sala attesa prenotazioni

Una delle sale d'attesa del Columbus Clinic Center.

Unire Salute e Bellezza non posso dire che sia un'idea originale. Nel quinto secolo a.C. nella fiorente civilità ateniese c'era un autentico culto per la bellezza. Per essere belli era necessaria la prestanza fisica, quindi l'allenamento. Una persona, sia maschio che femmina, che curava il suo corpo era anche una persona in salute. La bellezza già nella società ateniese era strettamente correlata all'attività fisica. Oggi si da molta importanza alla dieta. E' indubbio che la dieta sia importante per il nostro benessere e la nostra salute, ma non è tutto. Ha molta importanza lo stile di vita e in particolare l'attività fisica.

Salute è Bellezza sono concetti importante e questo lo si capisce leggendo i titoli dei principali argomenti trattati in questa conferenza.

Si è rafforzato il legame tra Hesperia Hospital di Modena e il Cardiac Center di Shisong con una nuova missione partita a metà maggio 2012 per l'ospedale camerunense. ...  Sempre nel 2012 è stato siglato un accordo triennale, tra l'Hesperia Hospital e l'Associazione Bambini Cardiopatici del Mondo.
L'Hesperia è un importante complesso sanitario privato accreditato di "Alta Specialità" che si occupa non solo di cardiologia, ma di numerose branche specialistiche. Tra queste ricordo l'otorinolaringoiatria.  Il dott. Carlo Govoni, esperto nelle malattie dellorecchio, del naso e della gola, da diversi anni lavora presso l'Hesperia Hospital. Per prenotare visite specialistiche  059449111 oppure telefonando direttamente  3358040811.

http://www.hesperia.it/images/medici/CV/CV_Govoni.pdf

Hesperia bimbi onlus è una associazione sorta nel maggio 2016, che si pone l'obiettivo di assistere i bambini di tutte le nazionalità che presentano malattie che compromettono la loro esistenza in vita.

La vita di tutti i bambini è l'argomento si maggior interesse per coloro che aderiscono a questa associazione di volontariato modenese. Questi medici e infermieri hanno fatto propria la frase di madre Teresa di Calcutta: "salvare la vita di un bimbo è un po' come salvare il mondo."

modena hesperia hospital bimbi otorino govoni

Il presidente dell'associazione è il dott. Paolo Pisani, dirigente dell'Hesperia Hospital di Modena.

La mission di questa onlus si articola su quattro punti.

1 - Assistenza medica ai bimbi di qualsiasi nazionalità che presentano malattie congenite o acquisite che ne limitano la qualità della vita o ne possono determinare la fine.

2 - Sostenere le famiglie indigenti di bimbi che necessitano di cure.

3 - Favorire la formazione del personale sanitario dei paesi più bisognosi.

4 - Favorire il progresso medico per il trattamento di patologie di non frequente riscontro e per le quali non esiste una strategia assistenziale adeguata.

 

bambino neonato sorriso otorinolaringoiatria pediatrica govoni

 

Le esperienze dei medici e del personale paramedico dell'Hesperia sono significative. Ne cito alcune.

Nel 2018 l'anestesista Silvia Braccini e l'infermiera Ecaterina Baclu hanno lavorato all'ospedale di Lusaka in Zambia ed hanno ricevuto un premio (articolo pubblicato sulla Gazzetta di Modena del 11 novembre 2018, pag. 19 - cronaca). 

 Baqel - Lezhe è una località dell'Albania dove i medici e il personale dell'Hesperia hanno portato serenità ed aiuto nell'ottobre 2018.

 

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L' Hesperia Hospital di Modena è un ospedale dove i principi etici e religiosi regolano la vita di ogni reparto. La principale finalità dei medici che operano in questa clinica è tutelare il diritto alla salute di tutti gli utenti. All'interno dell'Hesperia si tutela questo diritto anche nel rispetto delle convinzioni religiose di ogni degente. 
Tutti sanno che i Testimoni di Geova ritengono per motivi morali e religiosi inaccettabile il ricevere una trasfusione sanguigna. Questo diritto dell'uomo a poter decidere se ricevere o non ricevere una emotrasfusione trova un fondamento nell'articolo 5 della legge 28 marzo 2001 "Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei diritti dell'uomo e della dignità dell'essere umano riguardo all'applicazione della biologia e della medicina". Da questo articolo si deduce che ogni intervento terapeutico è lecito solo se c'è il "consenso libero e informato" del paziente. Fanno eccezione i casi d'urgenza (art. 8). Nell'articolo 9 si precisa che i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento da parte di un paziente che "al momento dell'intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà, saranno presi in considerazione. In altri termini il Testimone di Geova che rifiuta una trasfusione di sangue esercita un suo personale diritto.

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