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L’intervento chirurgico di asportazione esofacciale o asportazione parziale della parotide (parotidectomia) è uno degli interventi più interessanti che si eseguono in otorinolaringoiatria. Questi interventi sono complicati dal fatto che la ghiandola parotide è attraversata da un nervo, il nervo facciale (o settimo nervo cranico). Questo nervo innerva la metà corrispondente del volto, pertanto se venisse lesionato sono possibili delle asimmetrie sul viso.

L’indicazione all’intervento è data dalle tumefazioni della ghiandola parotide. Prima di ricoverare il paziente la neoformazione da asportare va studiata con ecografia e con agoaspirato. Di fronte ad una diagnosi ecografica di cistoadenolinfoma c’è l’indicazione chirurgica. Nei molti casi, altri esami come la RMN sono utili per definire i limiti della lesione e i suoi rapporti con i muscoli profondi.

Le neoformazioni della parotide sono in prevalenza benigne (circa 80-85% dei casi). Tra tutti i tumori benigni della parotide il più frequente è l’adenoma pleomorfo, al secondo posto c’è il cistoadenolinfoma o tumore di Warthin. La parotide è divisa in due parti, verticalmente, da un ideale piano sul quale si distribuiscono i rami del nervo facciale. Distinguiamo una parte laterale (o esterna) ed una parte mediale (cioè rivolta verso il centro della testa). Il volume maggiore è costituito dalla porzione laterale e quasi tutti i tumori parotidei sono in questa sede.

Nei tumori della ghiandola parotide, se non esistono controindicazioni generali di salute, è indicata l’asportazione chirurgica.

Proprio a causa della presenza del nervo facciale la parotidectomia esofacciale ed anche la parotidectomia totale sono interventi che hanno difficoltà intrinseche importanti.

incisione cute intervento parotide

L’approccio avviene con una incisione che inizia davanti al padiglione e poi prosegue dietro all’angolo della mandibola. L'incisione così eseguita permette un buon mascheramento della cicatrice a distanza di tempo.

Dopo si realizza un lembo miocutaneo anteriore che, una volta sollevato, consente l’esposizione della ghiandola parotide.

Importante è il reperimento del nervo facciale che viene eseguito alla sua emergenza dall’osso temporale. L’emergenza è davanti al condotto uditivo esterno.

Una volta evidenziato il nervo si deve isolare la neoformazione in modo da poter essere sicuri di rimuoverla senza danneggiare il nervo facciale. La rimozione avviene molto lentamente, si deve cercare di scollarla dal parenchima parotideo apparentemente sano, si devono inoltre eseguire legature vascolari di arterie e vene che si trovano sulla parte esofacciale (cioè la parte da rimuovere).

Il nervo facciale si distribuisce su un unico piano, pertanto suggerisce al chirurgo il piano profondo dell’asportazione. Lo scollamento deve avvenire fermandosi sul piano dove passa il nervo facciale e i suoi rami. Una volta asportata la lesione si dovrà controllare bene il campo operatorio. I rischi sono quelli di un sanguinamento o di un eccesso di salivazione. Sono dell’idea che applicare un drenaggio in aspirazione sia utile. Altri rischi chirurgici sono la perdita di sensibilità cutanea e la sindrome di Frey. La perdita di sensibilità solitamente si recupera lentamente nei giorni successivi. La sindrome di Frey è una strana sudorazione della regione parotidea tipica di questo tipo di intervento. 

La chiusura del lembo miocutaneo avviene di solito a punti staccati. E' utile anche una medicazione compressiva.

cistoadenolinfoma tumefazione collo dx

Nelle foto potete vedere un paziente a cui è stato asportato un cistoadenolinfoma di importanti dimensioni. La foto mostra il collo prima dell’intervento. 

 cistoadenolinfoma parotideo motilita faccia e labbra

 Questa foto è stata scattata il giorno dopo l'intervento, è stata rimossa la medicazione e si intravedono ancora i punti di sutura. Si vede bene la motilià delle labbra e anche dei muscoli palpebrali.

 

cistoadenolinfoma parotideo motilita volto e labbra

 Ancora una fotografia scattata sempre il giorno dopo l'intervento di parotidectomia esofacciale destra; si osserva la capacità di muovere la muscolatura facciale sostanzialmente simmetrica rispetto al lato sinistro.

 

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