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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

Testi

La prima persona che nei suoi ragionamentiha messo razionalmente a confronto apparato uditivo e apparato visivo è stata Helen Adams Keller. E' stata una scrittrice ed una attivista americana diventata sordo-cieca a 19 mesi di vita. E' nata il 27 giugno 1880 a Tuscumbia (Alabama) ed è morta a Easton (Connecticut) il primo giugno 1968. Si pensa che a causa di una infezione virale, forse una meningite, la piccola Helen riportò un danno irreversibile nelle aree cerebrali deputate alla visione e alla capacità uditiva, diventando una sordo-cieca totale. Da sola sviluppò spontaneamente un linguaggio dei segni per comunicare con i genitori. A sette anni si esprimeva con circa sessanta segni diversi. La famiglia era benestante e la madre, per cercare di ovviare ai deficit della figlia, prese contatti con Alexander Graham Bell a Baltimora. Il fisico era fortemente interessato alla funzione uditiva perchè aveva sposato una donna sordomuta e cercava di migliorare i deficit acustici sfruttanto altoparlanti elettrici da lui inventati. Seguendo i consigli di Bell si rivolse ad una scuola specifica per sordi (Perkins Insitute for the blind) ed Helen venne affidata a Anne Sullivan. I progressi sotto la guida di Anne furono molto rapidi. La piccola Helen fece con profitto gli studi scolastici e nel 1900 venne ammessa al Radcliffe College ove si laureò con lode all'età di 24 anni. Helen Keller è stata la prima persona sordo-cieca a laurearsi in un college.
Scrisse undici libri. Si impegnò politicamente iscrivendosi al Partito Socialista d'America.
E' sua una frase che ritengo molto importante: "La cecità separa le persone dalle cose. La sordità separa le persone dalle persone." Spesso non ci si rende conto delle differenze tra sordità e cecità. Quest'ultima è più facile da vicariare e pertanto l'integrazione scolastica e sociale di un cieco è relativamente più semplice rispetto a quella di un bambino sordo in età prescolare.
Qui spiegherò i motivi. 

Apparato uditivo

Porta al cervello informazioni provenienti da tutte le direzioni dello spazio. Raramente le onde sonore incontrano validi ostacoli nel loro cammino. L'unico vero ostacolo per le onde sonore è il vuoto, ma è molto difficile da realizzare.
L'apparato uditivo non conosce momenti di riposo.
L'apparato uditivo consente di localizzare la direzione da cui proviene un suono ed è in grado di calcolarne, approssimativamente, la distanza.
L'integrità dell'apparato uditivo è indispensabile per uno sviluppo naturale del linguaggio.
Un normale sviluppo del linguaggio permette l'esposizione dei propri pensieri e il confronto col pensiero degli altri uomini.
La vicarietà sensoriale dell'udito è molto difficile da ottenere.

Apparato visivo

Porta al cervello informazioni che provengono da un spazio di circa 140°. Queste informazioni sono particolarmente incisive per la nostra memoria, ma sono limitate da possibili ostacoli e sono condizionate dalla luminosità ambientale.
L'apparato visivo è attivo per circa 16 ore al giorno.
L'apparato visivo consente di localizzare esattamente la direzione da cui proviene il messaggio ed è in grado di calcolarne, approssimativamente, la distanza.
L'apparato visivo è indispensabile per la percezione visiva; non si rivela determinante per lo sviluppo di nessun altra funzione.
Gli altri sensi riescono a vicariare molti aspetti della funzione visiva, (es. la lettura per mezzo del tatto).

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__________________________

 

Il confronto tra i due principali esterocettori dell'uomo è tratto da uno schema riportato sul libro: L'importanza della diagnosi audiologica precoce nell'educazione al linguaggio e nell'integrazione scolastica dei bambini sordi. 1993.
La sordità è un fenomeno che non può essere disgiunto dallo sviluppo del pensiero. La vicarietà sensoriale è importante per supplire a questo deficit.

L’uomo  è  un  interazionista.
L'
apparato otoneurolaringologico è il fulcro della vita di relazione,
è l’apparato che consente lo sviluppo del pensiero.
L'essenza di un uomo è il suo apparato otoneurolaringologico.

 

 Inerente a questo argomento puoi leggere: "che cos'è l'essenza di un uomo?"

 

Vedi anche:

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La mente si identifica con quanto elaborato dal cervello umano? 

Andreas van Vesel, noto col nome di Andrea Vesalio, è stato un importante anatomico e medico fiammingo che per primo studiò l'apparato uditivo. Nacque a Bruxelles il 31 dicembre 1514 e morì a Zante (isola di Creta) il 15 ottobre del 1564. Egli fece parecchi studi di anatomia, ma in questo sito la sua figura viene ricordata perchè fu il primo a fare un'accurata descrizione dell'apparato uditivo umano.

Andreas van Vesel fece i suoi studi presso l'Università di Lovanio, poi nel 1533 a Parigi. Nel 1537 andò a Basilea e poco dopo si trasferì a Padova dove superò gli esami di dottore in medicina ed iniziò a lavorare in quell'Università. La carriera di Andreas van Vesel si concretizzò nella città veneta. Questo spiega perchè questo anatomico è maggiormente conosciuto col nome di Andrea Vesalio.  

Gli studi di Andrea si concentrarono sull'anatomia del corpo umano e la sua opera più importante è "De humani corporis fabrica". Si tratta di un autentico trattato di anatomia in sette volumi pubblicato per la prima volta nel 1542 e ripubblicato con ampia diffusione a Basilea nell'anno seguente.

Andrea Vesalio è stato il primo a scoprire che al di là della membrana timpanica c'erano due ossicini (martello ed incudine). La staffa essendo molto piccola (altezza meno di 4 mm) verrà scoperta nel 1546 da Gianfilippo Ingrassia (1510-1580), anatomico dell'Università di Napoli, allievo di Vesalio. Altro anatomico importante è stato Gabriele Falloppio (1523-1562) che studiò in modo particolareggiato l'orecchio medio ed interno. Scoprì il decorso del nervo facciale all'interno dell'osso temporale. Sappiano che questo canale viene tutt'ora denominato "canale di Falloppio".

Un altro anatomico molto importante è l'italiano Bartolomeo Eustachio (1500/1510 - 1574) che si dedicò quasi esclusivamente allo studio dell'apparato uditivo. Scoprì il condotto naturale che collega l'orecchio medio col naso: tuba di Eustachio.
Pochi anni più tardi il medico olandese Volcher Colter (1934-1600) scrisse il primo trattato dedicato esclusivamente all'apparato uditivo "De auditu instrumento". 

 

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Il connettoma è quella parte del cervello umano costituita da fibre mieliniche dove si verifica costantemente un flusso enorme di segnali elettrici. Sappiamo che il nostro cervello è un insieme di aree grigie (aree che contengono i corpi dei neuroni) e aree bianche costituite da fasci di fibre nervose: fibre mieliniche. Il connettoma (1) è appunto la parte costituita dalle fibre mieliniche, cioè fibre che hanno funzione di associazione tra le diverse aree cerebrali.

Negli studi per comprendere il funzionamento del cervello si è data molta importanza alla funzione delle fibre mieliniche che costituiscono la fitta rete delle connessioni.

Questo concetto è stato ben esposto nel libro di Sebastian Seung “Connectome: How the Brain's Wiring Makes Us Who We Are” del 2012. (Il connettoma: come le connessioni del cervello ci spiegano chi siamo.)

La teoria di questo autore vede nelle connessioni mieliniche l’essenza dell’uomo.

In precedenza, nella conferenza di Ted del 2010, Seung aveva sostenuto “io sono il mio connettoma.” ("I Am My Connectome")

Secondo Seung il connettoma è “una architettura che ci differenzia come individui, anche nel caso di gemelli identici (2) perché i connettomi si modificano nel corso della vita a seconda delle esperienze e degli accadimenti che per ognuno sono diversi.”

Per mente umana s’intende l’attività del cervello, o meglio, le funzioni di raccolta, memorizzazione ed elaborazione delle informazioni compiute dal cervello.
Secondo le moderne teorie neurofisiologiche è possibile indagare tale attività attraverso l’indagine medico-scientifica. Si valuta il comportamento di coloro che hanno riportato lesioni cerebrali o iperafflusso di sangue in specifiche aree cerebrali. E’ questa la posizione sostenuta da Antonio Damasio (1, 2).

Per comprendere meglio la mente umana occorre pensare alla mente del  bambino di pochi mesi, che non è capace di parlare.  La prima esigenza del bambino è esprimersi e lo fa attraverso grida e pianto. Col passare dei mesi inizia a formarsi il linguaggio. Egli apprende le prime parole e soprattutto inizia l’interazione con le altre persone.

Come si sviluppa la mente?

Il connettoma è il nome che viene dato alle fibre mieliniche (bianche) del cervello e secondo alcuni Autori in queste fibre è contenuta l’essenza di un uomo. Sebastian Seung ha sostenuto "io sono il mio connettoma". Non sono d’accordo con questa teoria, l’uomo è molto di più del suo connettoma.

Il nostro cervello è un insieme di aree grigie (aree che contengono neuroni) e aree bianche costituite da fibre mieliniche. Il connettoma è quella parte costituita esclusivamente da fibre mieliniche. Si tratta di fibre di associazione tra le diverse aree. La loro funzione è appunto quella di connettere aree diverse. Le fibre mieliniche sono molto simili ai fili elettrici di un qualsiasi congegno complesso, pertanto trasportano corrente elettrica. 

Negli studi per capire il funzionamento del cervello si è data molta importanza a queste connessioni.

Questi concetti sono stati ben esposti nel libro di Sebastian Seung “Connectome: How the Brain's Wiring Makes Us Who We Are” del 2012. (Il connettoma: come le connessioni del cervello ci spiegano chi siamo.)  La teoria di questo autore vede nelle connessioni mieliniche l’essenza dell’uomo.  In precedenza, nella conferenza di Ted del 2010, Seung aveva sostenuto “io sono il mio connettoma.” ("I Am My Connectome")

E’ indubbio che le vie di collegamento tra un’area e un'altra siano importanti e sicuramente per ogni uomo le fibre che costituiscono le connessioni sono numerosissime.
Esiste una differenza sostanziale tra le varie connessioni del cervello umano tali da far sì che ogni uomo si identifichi con le proprie connessioni?   Sicuramente le fibre e le connessioni sono tutte diverse da uomo a uomo, ma non basta. Le differenze tra le connessioni non bastano, le differenze tra gli uomini sono un problema molto più complesso.

Per Sebastian Seung e per coloro che seguono le sue teorie le differenze tra le connessioni sono fondamentali per caratterizzare le capacità cognitive superiori. Le connessioni di un uomo si modificano in relazione alle esperienze e agli avvenimenti che coinvolgono l'individuo nella vita. Tutto questo è logico, se un uomo studia musica e un altro studia disegno il primo svilupperà maggiormente le connessioni tra le are di memoria uditiva e il secondo farà altrettanto per le aree di memoria visiva. 
Io ritengo che la differenza tra i diversi modi di pensare e di ragionare non stia nelle connessioni, ma nei contenuti che queste connessioni trasportano.
Il soggetto che studia musica avrà sviluppato il senso dell'udito, avrà molte aree cerebrali dedicate alla memoria visiva e le sue connessioni veicoleranno queste informazioni. Nel soggetto che studia disegno, che opera nel settore delle immagini, avrà una importante memoria visiva. La differenza sostanziale non sarà nelle connessioni, ma nelle percezioni che sono immagazzinate nelle aree di memoria.

I contenuti (ovvero le conoscenze) si identificano con la memoria. Questa a sua volta dipende dalle stimolazioni sensoriali.

Per spiegarmi meglio penso a due persone fisicamente normali: un compositore musicale e uno storico dell’arte.

Se un uomo ascolta in continuazione brani musicali, legge le loro note, analizza i vari ritmi, scrive musica egli avrà nel suo cervello aree di memoria musicale e di ritmo che saranno molto attive. Si tratta di aree grigie che memorizzano informazioni sonore recepite attraverso l’apparato uditivo (1). Ritengo logico ritenere che queste aree saranno più sviluppate rispetto ad altre, o perlomeno più sollecitate. Nei ragionamenti di questo uomo ci saranno associazione di note, di ritmi che porteranno alla creazione di nuove composizioni musicali. Quindi nelle fibre mieliniche di questa persona saranno veicolate in massima parte informazioni di tipo sonoro.

Analizziamo ora un uomo con abitudini completamente diverse, per esempio appassionato di pittura, uno storico dell’arte. Questo soggetto avrà meglio sviluppate le aree che ricevono e memorizzano immagini e colori. Si tratta di informazioni che riceve attraverso il senso della vista, quindi informazioni visive che arrivano alla corteccia occipitale e si distribuiranno ad aree deputate alla memoria visiva (2), molto diverse da quelle musicali. 

Nella teoria del connettoma il funzionamento del cervello umano viene paragonato al letto di un fiume dove scorre l’acqua. L’acqua è sempre in movimento. Così avviene nel connettoma, c’è un continuo flusso di segnali elettrici che vanno da una parte all’altra della corteccia. Questo flusso di segnali c'è sempre, ritengo che si debba identificare con la vita del cervello. Le differenze tra un uomo ed un altro non sono nelle connessioni, ma nelle informazioni che queste connessioni veicolano.

L’attività neurale è in continua evoluzione, questo rende molto difficoltosa la mappatura di queste connessioni. La differenza tra il primo uomo (il compositore musicale) e lo storico dell’arte la vedo nei contenuti delle aree grigie di memoria che le innumerevoli connessioni mieliniche uniscono.

Le funzioni superiori sono svolte dal cervello. Sia nel compositore che nello storico si svolgono le stesse funzioni;  le riassumo in a) attenzione, b) apprendimento, c) memoria, d) elaborazione di informazioni ed e) comunicazione.

L'attenzione la ritengo ovvia. Più rilevante è l’apprendimento. L’apprendimento avviene attraverso l’esempio, ma l’apprendimento del linguaggio si rileva fondamentale per le caratteristiche della specie umana.

La memoria è fortemente condizionata dal linguaggio. Ogni uomo memorizza ed elabora i concetti nella lingua in cui è abituato a parlare.

L’uomo elabora i concetti memorizzati e arriva a creare nuovi concetti, nuove idee.

Si arriva alla comunicazione. Questa è fondamentale per lo sviluppo del pensiero. Definisco la comunicazione come il feed-back sociale e culturale che eleva ogni uomo. L’uomo memorizza i concetti col linguaggio, li elabora sempre con un linguaggio interiore e poi li esteriorizza col linguaggio verbale o con la scrittura. E’ importante che altri uomini lo ascoltino (o lo leggano) e poi a loro volta comunichino. Il pensiero umano si costruisce in questo modo, sotto forma di confronti, conferme, critiche, correzioni e modificazioni. Questo lo definisco un feed-back, cioè un ritorno di segnale che è fondamentale per lo sviluppo cognitivo di un uomo.

Ho fatto due esempi: il compositore e lo storico dell’arte. Entrambi avranno sviluppato il linguaggio comune (l’italiano) che sarà utilizzato in forma orale e scritta per le usuali attività. Già nel comune sviluppo mentale i due soggetti si presenteranno come diversi, ma quando arriveremo alle loro capacità specialistiche essi sono totalmente diversi.

Le differenze tra gli uomini non sono nelle connessioni, cioè nelle informazioni veicolate dalle fibre mieliniche. Le differenze sono nelle aree di memoria e nei linguaggi utilizzati per memorizzare ed elaborare le informazioni. Nel caso del compositore musicale ci sarà una dominanza della memoria sonora e quindi nelle connessioni ci sarà un notevole flusso di informazioni ritmico-musicali.

Nel caso dello storico dell’arte ci sarà una preponderanza delle informazioni visive, nelle sue aree grigie saranno prevalenti le immagini e di conseguenza nel suo connettoma ci sarà un gigantesco flusso di informazioni visive.

L’uomo non si può identificare col connettoma. L’attività di questa parte del cervello è una attività intrinseca che non rispecchia l’essenza dell’uomo. L'uomo si identifica nell'insieme di apparato uditivo, cervello e apparato fonatorio. Questo mi fa dire: "io sono il mio apparato otoneurolaringologico."

I ragionamenti di Sebastian Seung li vedo troppo concentrati su quanto avviene dentro la nostra scatola cranica. Noi siamo qualcosa di più complesso, in quanto le informazioni entrano, escono e ritornano; gli organi di senso (in particolare l'udito) e l'apparato fonatorio sono indispensabili per l'interazione umana.

L’uomo è un interazionista, il suo cervello è un sistema di elaborazione di informazioni che riceve soprattutto attraverso due canali: vista ed udito. L’uomo memorizza ed elabora solo dopo che ha appreso un linguaggio, perché sappiamo che la memoria e il ragionamento non sono altro che rappresentazioni di un linguaggio interiore. Non dobbiamo dimenticare che l’uomo memorizza nella lingua in cui è abituato a parlare.

Il pensiero si forma, ma richiede anche confronti. Come avviene nel bambino quando apprende le prime parole deve esserci accanto un adulto che insegni e corregga. Solo così il bambino impara ad attribuire ad ogni parola un preciso significato. Più complesso, ma analogo è lo sviluppo dei ragionamenti mentali.

La teoria del connettoma prevede che l'essenza dell'uomo sia al suo interno, all'interno del cervello. Questa teoria non tiene conto della necessità dell'uomo di interagire, pertanto gli apparati sensoriali e la fonazione sono funzioni fondamentamentali che vanno oltre la "teoria del connettoma" e necessariamente devono essere tenuti in considerazione per rispondere alla domanda: "che cosa sono io?"

 

Note

1 – Sappiamo che le afferenze uditive raggiungono le aree 41 e 42 di Brodmann. Queste aree sono state poi perfezionate da Constatin von Economo (1876-1931) e da G.N. Koskinas. I suoni percepiti nelle aree 41 e 42 si distribuiranno ad altre aree specifiche per la memoria uditiva. Vedi articolo sul cervello, anatomia e fisiologia.

2 – Sempre Brodmann e poi i neurologi Constatin von Economo (1876-1931) e G.N. Koskinas hanno identificato l’area 17 come corteccia visiva primaria, l’area 18 come corteccia visiva secondaria e l’area 19 come corteccia visiva associativa.

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nel numero di giugno 2019
c'è stato un articolo di rinologia

scritto da Carlo Govoni 

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