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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia Testa e Collo
Master in vestibologia

Tel. 3358040811  preferibilmente dalle 10,30 alle 12,00   

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Il centosettimo congresso nazionale della Società Italiana di Otorinolaringoiatria si è svolto a Milano dal 26 al 29 maggio 2021.

Purtroppo a causa del Covid-19 il congresso era previsto nei giorni dal 20 al 23 maggio 2020 a Milano e venne rinviato. Si è fatto un anno dopo sempre al MiCo nel quartiere milanese di Citylife.

Covid 19 Govoni Carlo otorinolaringoiatra Milano Modena Reggio Emilia

 

Sono state predisposte nimerose sezioni per affrontare tutti i problemi più importanti per una moderna visione del distretto Testa e Collo. 

EQUILIBRIO ed OTONEUROLOGIA - Vestibologia.

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OTORINOLARINGOIATRIA PEDIATRICA

FONIATRIA - LARINGOLOGIA - DEGLUTOLOGIA

CHIRURGIA PLASTICA FACCIALE  e  MALATTIE RINOSINUSALI

RINOLOGIA.

 

Spesso le persone operate di otosclerosi vogliono sapere se possono o non possono sottoporsi ad indagini con Risonanza Magnetica Nucleare (RMN).

Per poter rispondere a questa domanda è necessario conoscere il tipo di protesi che è stata utilizzata per sostituire la staffa. Le protesi si classificano in tre gruppi:

A) protesi totalmente in materiale sintetico (più spesso teflon)

B) protesi miste, cioè in parte in materiale sintetico e in parte in materiale metallico.

C) protesi interamente di materiale metallico.

La risonanza non può essere eseguita quando la protesi è metallica, quindi sia nei casi indicati con B) e C) non si può eseguire la RMN.

E' importante che le persone operate di otosclerosi conoscano esattamente il tipo di protesi che è stata utilizzata e lo comunichino al radiologo prima di effettuare una risonanza. Questo è importante anche per aiutare il medico quando dovrà fare la descrizione dell'immagine.

L'otosclerosi è una malattia dove è possibile la terapia medica (oggi scarsamente usata) e la terapia micro-chirurgica e protesica.

 

collecchio poliambulatorio citta parma risonanza magnetica

 Qui sopra un apparecchio di risonanza magnetica;
è quello del Pacc di Collecchio, Parma.

 

 

milano columbus clinic center aree clinicheSale operatorie - Columbus Clinic Center - Milano

 

E' importante sapere che esistono tre forme di otosclerosi. Tutte si possono curare con terapia protesica (protesi acustica tradizionale) e in questi casi è sempre possibile eseguire una Risonanza Magnetica. Solo la forma di otosclerosi stapediale è curabile con microchirurgia. Le varianti di otosclerosi cocleare e otosclerosi mista non si devono operare e possono trovare un beneficio con l'utilizzo della protesi acustica. 

protesi acustica retroauricolare migliorare udito

 

Con il miglioramento delle tecniche di Risonanza Magnetica Nucleare mirata sui nervi cocleare, vestibolare e facciale è sempre più frequente la diagnosi di conflitto neuro-vascolare in persone che soffrono per un acufene.

Non è raro che nella risposta del neuroradiologo il paziente legga una definizione alquanto sibillina: conflitto neurovascolare.

La prima osservazione da fare è analizzare le caratteristiche dell'acufene in rapporto al conflitto. Se l'acufene è omolaterale al conflitto, cioè è avvertito in un solo orecchio e questo è quello dove è stata posta diagnosi di conflitto neuro-vascolare, allora il caso merita un particolare approfondimento. In particolare se l'acufene ha caratteristiche pulsanti sincrone col battito cardiaco.
Se si verifica il contrario, per esempio, il conflitto è stato diagnosticato a destra e il paziente percepisce uno strano ronzio a sinistra è evidente che i due eventi non hanno alcuna relazione. Sono dubbi anche quei casi dove il paziente pensa di avere un acufene "nella testa" o in entrambe le orecchie e il conflitto viene evidenziato dal radiologo in un solo orecchio. 

Che cos'è il conflitto neurovascolare?

Si tratta di una interferenza, o più spesso una compressione di un vaso arterioso o venoso, verso un nervo cranico. Si tratta di una malattia peculiare della base cranica. In questa pagina si parla di acufeni e pertanto il discorso è limitato ai conflitti a carico dei nervi cranici VIII°(acustico o vestibolo-cocleare) e VII° (facciale). Questi nervi escono dall'osso temporale, percorrono il condotto uditivo interno e l'angolo ponto-cerebellare affiancati. Nella terminologia medica l'insieme di questi nervi è anche detto: pacchetto acustico-facciale. I conflitti neuro-vascolari possono interessare diversi nervi cranici, i più noti sono quelli col nervo vestibolo-cocleare (VIII°); col facciale (VII°), col trigemino (V°) e col glosso-faringeo (IX°). Sono più frequenti i conflitti che coinvolgono il nervo facciale e il nervo trigemino.

Come ho scritto nel titolo mi concentrerò sui conflitti che generano acufeni (o tinnitus), cioè ronzii nelle orecchie, pertanto è sempre interessato il pacchetto acustico-facciale. Qui il nervo interessato è il vestibolo-cocleare (VIII°), chiamato anche nervo stato-acustico.

Per comprendere meglio il problema è necessario fare alcune precisazioni di carattere anatomico sul nervo vestibolo-cocleare. Questo nervo decorre unitamente al nervo facciale e l'insieme prende il nome di pacchetto acustico-facciale (è indicato con 2 nella figura sottostante)

Il contatto tra un vaso (quasi sempre arteria cerebellare anteriore-inferiore) ed il nervo vestibolo-cocleare è una possibile causa di acufeni pulsanti. Questa arteria tende a formare un'ansa (4) che si appoggia sul pacchetto acustico facciale (2) e in molti casi proprio da quest'ansa si diparte l'arteria uditiva interna (3). Un' altra caratteristica di questo tipo di conflitto sono gli attacchi ricorrenti di vertigini, questi si verificano quando il contatto tra vaso arterioso e nervo riguarda il nervo vestibolare. Si hanno attacchi di vertigine di breve durata, spesso associati ad acufeni (vestibular paroxysmia).

angolo ponto cerebellare anatomia didascalieVisione dell'angolo ponto-cerebellare destro secondo la via d'accesso retrosigmoidea.
1: nervo trigemino;  5: tronco basilare;  6: nervi misti 
Altri numeri nel testo.

 

Le varianti anatomiche rispetto al disegno sono numerose. Nel disegno si vede il pacchetto acustico facciale penetrare nell'osso temporale attraverso il meato acustico interno. In alcuni casi l'ansa (4) dell'arteria cerebellare anteriore inferiore è più lunga e penetra all'interno del meato acustico interno (o condotto uditivo interno). Coloro che presentano questa variante è più facile che vadano incontro ad acufeni.

Come è già stato detto il nervo vestibolo-cocleare decorre affiancato al nervo facciale, pertanto è relativamente frequente che un vaso arterioso possa esercitare un contatto e una pressione anche sul nervo facciale (VII° nervo cranico). In questi casi il sintomo tipico è lo spasmo di un ramo del nervo facciale, detto anche emispasmo del facciale. Sono presenti spasmi facciali che interessano sempre un solo lato del viso. I muscoli più spesso interessati in queste contrazioni anomale sono l'orbicolare dell'occhio o i muscoli delle labbra. Qui possono essere coinvolti diversi vasi arteriosi come il tronco basilare, l'arteria cerebellare anteriore inferiore oppure l'arteria cerebellare posteriore inferiore.

 

Trattamento del conflitto neuro-vascolare (ottavo nervo cranico).

Sappiamo che il conflitto neuro-vascolare che interessa l'ottavo nervo cranico è una malattia rara e qualcuno, a mio parere in modo semplicistico, propone l'intervento chirurgico. Si tratta di un intervento di otoneurochirurgia estremamente complesso. La via d'accesso è dietro al padiglione auricolare. Sono descritte due vie: via retrosigmoidea a minima (Bremond) e via sub-occipitale. Quando attraverso una accurata risonanza magnetica nucleare viene posta la diagnosi di conflitto, raramente (o forse mai) si deve proporre al paziente uno degli interventi suddetti dove si spiega che spostando l'arteria o la vena e interponendo materiale idoneo si risolve il problema. Io sono dell'idea che è importante una accurata valutazione del caso sia clinico che radiologico e poi decidere cosa fare. La decisione migliore è spesso aspettare e ripetere le indagini diagnostiche a distanza di anni.

 

 

 

 

 Se hai letto questo articolo ti potrebbero anche interessare:

- Che cosa si intende per acufene? (intervista Gazzetta di Parma - 2021)

 

- Rapporti tra acufeni e disfunzioni cranio - cervico - mandibolari 

 

 .

 

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Ossigenoterapia iperbarica è un mezzo di cura molto utile per il trattamento di malattie di tipo ischemico e in particolare per la perdita uditiva denominata ipoacusia improvvisa. 
L’ipoacusia è un sintomo (per sintomo si intende quello che percepisce il paziente), si tratta di una diminuzione dell'udito. Il fenomeno è semplice: una persona che ha un udito normale, improvvisamente, avverte di sentire meno da un orecchio con sensazione di orecchio pieno (fulness), a volte percepisce anche un acufene, cioè un ronzio o un sibilo. 
Per calo uditivo improvviso si intende una perdita che si realizza nell’arco di pochi minuti o al massimo di qualche ora, comunque si tratta sempre di un evento che si instaura in tempi molto brevi.  In queste pagine si esclude la perdita uditiva in consenguenza di un trauma cranico, oppure da perforazione della membrana timpanica oppure dopo uno scoppio o percezioni di rumori molto intensi (trauma acustico acuto).
La perdita uditiva improvvisa di cui parlerò colpisce un orecchio soltanto (è sempre monolaterale). I casi di perdita uditiva bilaterale improvvisa esistono, ma sono eccezionali.
 
audiometria covid 19 lieve vaccino carlo govoniEsempio di audiogramma di una persona normoacusica che ha subìto
una ipoacusia improvvisa lieve nell'orecchio destro (linea rossa) 
 
La causa dell'ipoacusia improvvisa che trova beneficio dall'ossigenoterapia è un deficit nella circolazione ematica (del sangue) della coclea. Le cellule ciliate, cioè i recettori uditivi vanno in estrema sofferenza, e da qui la diminuzione dell’udito. Attraverso la camera iperbarica il paziente respira ossigeno puro ad una pressione superiore a quella atmosferica. Durante la seduta di ossigenoterapia l’ossigeno contenuto nel plasma aumenta da 12 a 15 volte. Circolano globuli rossi più carichi di ossigeno. In questo modo l’ossigeno può diffondersi facilmente nei tessuti ischemici. Nel caso dell’ipoacusia improvvisa l’ossigeno aumenta all’interno della coclea. I recettori cocleari (cellule ciliate) che erano sofferenti a causa della riduzione dell’apporto sanguigno (ischemia) ricevono sangue che contiene una maggiore quantità di ossigeno. Questo spesso si dimostra sufficiente per contrastare la sofferenza delle cellule ciliate e riattivarle in senso funzionale. Le cellule riacquistano la loro funzione, cioè quella di inviare segnali al cervello in risposta ai suoni. Con parole più semplici: l'ossigenoterapia migliora l’udito. 
 
 fidenza camera iperbarica govonicarlo parma
 

Il 18 aprile 2015 si è svolto a Salvarola Terme (prov. Modena) un incontro di aggiornamento tra specialisti otorinolaringoiatri e medici di medicina generale. Si incontreranno gli spec. ORL delle provincie di Modena e Reggio con i medici di base della zona. Promotore dell'incontro è il direttore sanitario dell'istituto termale dott. Mahmoud Aboumerhi.
Gli argomenti trattati sono stati numerosi, attuali e molto interessanti.

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