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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia Testa e Collo
Master in vestibologia

Tel. 3358040811 dal lunedì al venerdì preferibilmente dalle 10,30 alle 12,00   

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Testi

La rinoscopia è la manovra esplorativa utilizzata per vedere le fosse nasali. Si distiguono due rinoscopie: anteriore e posteriore. La più semplice e la più diffusa è la rinoscopia anteriore. Grazie ad uno speculum bivalve e ad una buona illuminazione posta sulla fronte del medico (fotoforo frontale) si possono valutare molto bene i due terzi anteriori delle fosse nasali. Si vede benissimo la parte anteriore del setto formata dalle crus mediali delle cartilagini alari e dalla cartilagine triangolare del setto. Ai lati si vedono bene le teste e i corpi dei tubinati inferiori e medi.
Lo strumento utilizzato si chiama speculum nasale e ne esistono di diverse grandezze per poter essere adattati a tutti i tipi di naso: dal neonato all'uomo adulto.

speculum nasali rinoscopia carlo govoni

Nella fotogafia si osservano tre tipi di speculum nasali: A - per gli adulti; B - per i giovani; C - per i neonati.
La manovra è semplice: con lo speculum si dilata la narice e
contemporaneamente si deve dirigere la luce frontale all'interno della fossa nasale.

 luce frontale tipica da otorinolaringoiatra
Caschetto con luce frontale (o fotoforo)

 

Per avere una visione più completa della parte interna del naso l'esame rinoscopico si completa con la rinoscopia posteriore. Questa è una manovra indiretta, cioè con la visione riflessa su un piccolo specchio. Il medico deve avere sempre il fotoforo sulla fronte, con un abbassalingua abbassa la lingua del paziente ed introduce un piccolo specchietto opportunamente riscaldato. Questa manovra necessita di una ottima manualità, perchè si deve oltrepassare il velopendulo (palato molle) ed evitare di scatenare riflessi. Si proietta la luce sullo specchio e questa va ad illuminare il rinofaringe, le coane e il terzo posteriore delle fosse nasali. Con l'introduzione degli strumenti a fibre ottiche (rinoscopia a fibre ottiche) la rinoscopia posteriore non la si esegue quasi più. 

Anche se l'otorinolaringoiatra usa sempre più spesso strumenti a fibre ottiche la rinoscopia viene sempre eseguita in ogni visita, in quanto la visione diretta del terzo anteriore delle fosse nasali è sempre preferibile rispetto a quella effettuata con strumentario endoscopico. Ritengo che la rinoscopia debba precedere una rinofibroscopia.

La rinoscopia anteriore è una manovra indolore che può essere eseguita negli adulti e nei bambini. Si riesce anche ad eseguirla in pazienti non completamente collaboranti.

 

 

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Sappiamo che se uno tossisce per qualche minuto si pensa subito ad un cibo o a una bevanda che "è andata di traverso". Più esattamente l'alimento anzichè seguire la via dell'esofago è passato in trachea. La tosse è il riflesso naturale per tenere libera la trachea.
Se si tossisce per uno o due giorni si pensa ad una influenza.
Se si tossisce per una settimana si pensa ad una bronchite o ad una allergia.
Se si tossisce per oltre un mese la preoccupazione cresce, siamo di fronte ad una tosse cronica ed avanza il pensiero del tumore.

Il cancro che esordisce con una tosse cronica, per fortuna, è molto raro. Vediamo ora di affrontare razionalmente il problema. Per tosse cronica intendiamo una tosse che si protrae per almeno quattro settimane. Si tratta di una circostanza abbastanza diffusa ed è uno dei principali motivi che spingono i pazienti dal medico.

Le malattie croniche, e tra queste anche quelle che provocano tosse cronica, come laringiti, tracheiti e bronchiti, possono trarre beneficio dai trattamenti termali. Nel settembre 2017 le terme della provincia di Trento hanno dedicato una giornata alle problematiche respiratorie. 

 

 

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Il Tinnitus Handicap Inventory sono 24 domande a cui il paziente dovrà rispondere per capire la gravità dell'acufene da cui è affetto. Alla serie di domande si dovrà necessariamente rispondere con una di queste tre opzioni: SI', QUALCHE VOLTA oppure NO. Se desiderate fare questo test è bene che voi scriviate su un foglio o sul computer la risposta che avete dato a ciascuna di queste domande.
Ecco le domande.

In questo articolo troverete le risposte alle domande del Tinnitus Handicap Inventory (questionario per chi soffre di acufeni). Se non avete fatto il test è inutile continuare a leggere e siete invitati a ritornare all'articolo sul Tinnitus Handicap Inventory.

A tutte le domande a cui avete risposto  SI' assegnate punti 4 
A tutte le domande a cui avete risposto  QUALCHE VOLTA date punti 2 
A tutte le domande a cui avete risposto  NO non assegnate alcun punto. 

Sommate i risultati ottenuti.

ACUFENE LIEVISSIMO (fino a 16). E' un acufene che si avverte solo nel silenzio.
ACUFENE LIEVE (da 18 a 36). Provoca occasionali turbe del sonno.
ACUFENE MODERATO (da 38 a 56). Acufene che si avverte anche nel rumore.
ACUFENE SEVERO (da 58 a 76).  Acufene che interferisce col sonno e con le normali attività quotidiane.
ACUFENE CATASTROFICO (da 78 a 96).  Acufene che impedisce lo svolgimento delle normali attività

Questa valutazione è quella proposta dagli autori del test. Lo scopo è quello di fornire un grading clinico all'acufene.

Do una interpretazione personale a questo test.
Non ritengo corretto fare domande al paziente del tipo «pensa che guarirà?»  Nessuno può sapere il futuro e a domande di questo tipo il paziente esprime solo il suo carattere, se è ottimista risponderà di sì e se pessimista risponderà di no. Pertanto sono dell'opinione che le risposte alle domande  8 e 22 non andrebbero considerate. Se tolgo due domande modifico la valutazione finale nel seguente modo.

ACUFENE LIEVISSIMO (fino a 12). E' un acufene che si avverte solo nel silenzio.
ACUFENE LIEVE (da 14 a 32). Provoca occasionali turbe del sonno.
ACUFENE MODERATO (da 34 a 52). Acufene che si avverte anche nel rumore.
ACUFENE SEVERO (da 54 a 70).  Acufene che interferisce col sonno e con le normali attività quotidiane.
ACUFENE CATASTROFICO (da 72 a 88).  Acufene che impedisce lo svolgimento delle normali attività.

La rsiposta alla domanda 8 la ritengo espressione del carattere pessimista o ottimista del soggetto esaminato. La risposta alla domanda 22 non è da prendere in considerazione per capire il tipo di acufene, ma la considero interessante qualora la risposta sia stata SI'. Questa risposta esprime un concetto importante: il paziente è convinto che l'acufene sia il segno che è affetto da una malattia grave, che lo condurrà a morte, e i medici non sono in grado di comprendere il problema.
Purtroppo nella medicina non ci sono mai concetti assoluti, ma questa interpretazione è del tutto fuori luogo. Esistono delle malattie importanti che si caratterizzano per la comparsa di un acufene, ma oggi abbiamo mezzi tecnici, in particolare la TAC e la RMN, che consentono di escludere queste situazioni.

L'errore che commettono molti è concentrarsi sui tentativi per convivere con l'acufene e non cercarne le cause. Il passo veramente importante che le persone affette da acufene devono fare è affidarsi ad un medico competente. Ho spiegato che trattandosi di un fenomeno acustico lo specialista più idoneo è l'otorinolaringoiatra.

Trovo del tutto errato andare dall'agopuntore, dall'osteopata, acquistare in un negozio di audioprotesi un mascheratore per acufeni, andare da uno gnatologo, sottoporsi ad un trattamento laser o sottoporsi a diete particolari. La prima cosa da fare è rivolgersi ad un otorinolaringoiatra e fare prove audiologiche. Se sulla base di queste prove e delle prime indicazioni terapeutiche è bene che il paziente ritorni dallo specialista otorino, in questa seconda occasione si prenderanno in considerazione eventuali accertamenti radiologici.

Riprendendo le risposte al test ritengo che siano molto importanti le risposte alle domande 1, 2, 7, 9, 12 e 13. Fate la somma delle vostre risposte a queste sei domande. Se il risultato sarà inferiore o uguale a 6 ritengo che l'acufene sia poco invalidante, se il risultato è da 8 a 14 sicuramente siamo di fronte ad un acufene che modifica la qualità della vita. Se il risultato sarà compreso tra 16 e 24 significa che l'acufene è invalidante, costituisce un problema importante e modifica notevolmente la vostra vita.

Sulle risposte alle restanti domande dò un po' meno valore in quanto esprimono interpretazioni soggettive. Per esempio la domanda 3 - L'acufene la rende infelice? comporta una valutazione che non ha alcun rapporto con il problema clinico. Una persona può avere un acufene che gli consente di svolgere una vita normale e sentirsi infelice semplicemente perchè quello è l'unico problema della sua vita. Una persona può avere parecchi problemi di salute, per esempio può fare terapie importanti, avere un acufene intenso e invalidante, ma non sentirsi infelice a causa dell'acufene.

Il mio consiglio è quindi di utilizzare questo test eliminando le risposte alle domande 8 e 22. Poi fare la somma delle risposte alle domande 1, 2, 7, 9, 12 e 13 per capire la gravità del vostro problema. Infine fare la valutazione di tutte le domande (escluso 8 e 22).


 Il Tinnitus Handicap Inventory è stato proposto nel 1996 da Newmann  CW, Jacobson GP and Spitzer JP.

Nella sezione acufeni troverai altri articoli che potrebbero interessarti

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Per disfagia si intende la difficoltà a far passare i cibi e le bevande dalla bocca all'esofago. La disfagia per i solidi è più frequente rispetto a quella per i liquidi. Le cause sono numerose e vanno distinte in ostruttive/compressive e motorie.

A - Disfagie ostruttive / compressive - Una delle cause ostruttive più tipiche sono i corpi estranei esofagei. Più spesso si tratta di boli alimentari mal masticati, soprattutto negli anziani o nei bambini piccoli che non sono in grado di avere una corretta masticazione. In altri casi si tratta di corpi estranei accidentali come il nocciolo di un frutto o un ossicino o un frammento di protesi dentaria. Tra le cause ostruttive e compressive occorre ricordare i tumori, sia benigni che maligni. Questi possono crescere in ipofaringe o in esofago ma possono anche essere tumori che si accrescono all'esterno e comprimono la porzione inferiore del faringe o l'esofago.

B - Disfagie motorie

In base alla sede distinguiamo disfagie orofaringee (disfagie alte) e disfagie esofagee (disfagie basse).

Cause di disfagia orofaringea.
Danni alle funzioni nervose che muovono e coordinano l'attività dei muscoli della deglutizione. Questi danni sono da ricercarsi a livello encefalico o lungo la via nervosa fino agli effettori muscolari. Per le vie nervose specifiche della deglutizione vedi specifico articolo.
Danni ai muscoli della deglutizione.
Reflusso gastro-esofageo.
Esiti di interventi sulle vie aereo-digestive superiori. 

Cause di disfagia esofagea
Cause meccaniche che determinano una compressione estrinseca dell'esofago.
Cause intrinseche: processi espansivi o cicatriziali
Cause neuromuscolari. 

La deglutizione è un fenomeno complesso dove si riconoscono cinque diverse fasi. E' sufficiente che una fase sia alterata per avere una disfagia. Il cibo ovviamente viene introdotto in piccoli quantitativi. Ogni boccone costituisce un bolo alimentare. Le fasi sono indicate in uno specifico articolo che qui citiamo brevemente

Fase 0 - E' una fase extraorale, si tratta della preparazione alla deglutizione. In questa fase sono importanti gli stimoli sensoriali: olfatto, vista e tatto. 

Fase 1 - La seconda fase è orale. E' questa la prima fase della deglutizione propriamente detta. Si introduce il cibo in bocca e in virtù dell'apparato masticatorio e della saliva questo viene triturato e trasformato in un bolo, cioè in una massa tondeggiante in grado di poter agevolmente percorrere la via digestiva.

Fase 2 - Fase orale propulsiva. E' un'azione volontaria che consente al bolo di passare dalla cavità orale alla faringe (o meglio ipofaringe). Questa fase si svolge in bocca. 

Fase 3 - Fase ipofaringea. Si tratta di un movimento volontario e involontario col quale si chiude la laringe (il bolo non deve assolutamente percorrere la via respiratoria) e si allarga lo sfintere esofageo superiore. In questo modo il bolo alimentare raggiunge l'inizio dell'esofago. Contrazioni della muscolatura ipofaringea contribuiscono a far scendere il bolo nella giusta direzione.

Fase 4 - Fase esofagea. E' questa una fase del tutto involontaria; il bolo che raggiunge l'esofago lo percorre in tutta la sua lunghezza fino all'apertura dello sfintere esofageo inferiore. Così il bolo alimentare raggiunge lo stomaco. 


Sullo stesso argomento vedi anche:
Fasi della deglutizione 

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