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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

Il trattamento psicologico degli acufeni è un argomento che esula dalle competenze otorinolaringoiatriche però, a causa dell'ampia diffusione di questo problema ritengo giusto parlarne in questo sito. Oggi ci sono psicologi che si possono considerare specializzati nell'affrontare questi problemi e sono in prima linea per aiutare questi pazienti. 
Sul piano psicologico gli acufeni sono causa di stress, ansia e depressione.
Per ciascuno di questi argomenti troverete articoli specifici. 
Spesso chi è affetto da acufeni manifesta segni di depressione e gli specialisti del settore hanno consigliato ansiolitici ed antidepressivi. Il sostegno psicologico non è rivolto solo a questi pazienti ma ha una valenza più ampia.
Chi è affetto da acufene ha subìto un cambiamento nella sua vita. Ha un disagio persistente ed ecco che lo psicologo è importante per migliorare la qualità della vita. 
Lo psicologo interpreta i problemi del paziente con acufene da un punto di vista diverso rispetto all'otorinolaringoiatra. Con l'approccio psicologico non si cerca di eliminare l'acufene, bensì si vuole migliorare l'esistenza del paziente superando quei momenti di incertezza che gli impediscono di convivere con l'acufene. 

Si pone l'accento su due aspetti psicologici del problema: la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e la mindfullness.

La terapia cognitivo-comportamentale (CBT)
Questa terapia psicologica si basa sul concetto che esista una stretta relazione tra pensieri, emozioni e comportamento. Quando una persona si trova ad affrontare un evento imprevisto ha delle reazioni emotive che sono conseguenza del significato che noi diamo a quell'evento.
Una situazione tipica di chi soffre di acufene, in particolare mi riferisco a quegli acufeni che non sono localizzabili con precisione ad un orecchio, ma che vengono percepiti come rumori all'interno della testa. In questi casi il pensiero del paziente corre ad un tumore cerebrale o ad altra patologia grave endocranica. Ecco che il sostegno di uno psicologo, ovviamente previo un consulto con l'otorinolaringoiatra curante che dovrà escludere una patologia importante, si rivelerà fondamentale nel sostegno al paziente.

Mindfullness
La mindfullness è una evoluzione della terapia cognitivo-comportamentale. L'obiettivo è favorire il cambiamento e il benessere psicologico cercando di stimolare l'accettazione del disturbo "acufene" e contrastare la concentrazione dei pensieri su questo disturbo.
Per accettazione si deve intendere uno sforzo mentale rivolto a convivere con la realtà e non a subirla. 
Il decentramento dei pensieri è un'altra azione cognitiva importante dove il soggetto non dovrà essere sopraffatto dal pensiero acufene. 

Il concetto di mindfullness deriva dagli studi di meditazione buddista, Zen e Yoga. Il programma terapeutico è stato poi perfezionato dallo studioso americano John Kabat-Zinn il quale ha trattato numerosi pazienti con questa tecnica e le sue idee si sono diffuse tra gli psicologi di tutto il mondo. Alla base di questa teoria c'è la meditazione. L'uomo che si avvicina alla meditazione comprende presto come il nostro pensiero faccia fatica a mantenere un'attenzione consapevole su un concetto o su un atto fisico oltre i dieci secondi. Senza che il soggetto se ne accorga si ritrova con la mente orientata verso altri pensieri. La nostra mente tende a riperocorrere il passato, a valutare il presente e a fantasticare sul futuro; tutto questo si verifica senza una consapevolezza. Secondo Kabat-Zinn la meditazione aiuta ad essere svegli e consapevoli mentre viviamo.

La meditazione minfullness è uno strumento mentale che ci consente di valutare pensieri, emozioni e sensazioni per ciò che effettivamente sono, cioè stati della mente e non eventi reali. Praticando questa meditazione i pazienti imparano a valutre i pensieri come semplici eventi mentali, innocui, li mantengono in una dimensione di consapevolezza, senza sovraccaricarli con l'emotività.

La mindfullness si è rivelata importante per imparare a vivere l'esperienza dell'acufene in modo differente da come siamo abituati a fare. Si deve imparare a valutare l'acufene  come ad un fenomeno che accade dentro di noi, accettandolo per ciò che è, senza poterlo modificare. Nel paziente con acufene si crea un circolo vizioso tra attenzione selettiva, poi pensieri rivolti al disturbo acufene e aumento del disagio. Questa meditazione si pone l'obiettivo di interrompere questo ciclo.
La finalità è quella di arrivare a decentrare i pensieri e scoprire di poter convivere con l'acufene.

In conclusione con la terapia cognitivo comportamentale (CBT) si cerca di modificare i pensieri negativi che sono spesso presenti nella mente di chi è affetto da acufene. Il fine è superare lo stato di stress, l'ansia e la depressione. La mindfullness agisce migliorando le capacità soggettive di accettare il sintomo. 


Bibliografia
   John Kabat-Zinn. Dovunque tu vada ci sei già. Una guida alla meditazione. Tea pratica, Milano; 1997.
   John Kabat-Zinn. Vivere momento per momento. Sconfiggere lo stress, il dolore, l'ansia e la malattia con la saggezza di corpo e mente. Corbaccio, Milano; 2005.
 

   John Kabat-Zinn. Mindfulness based interventions in context: past, present and future. Clinical Psychology: Science and Practice 2003; 10: 144-156. 


 

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Acufene, ovvero uno strano ronzio nell'orecchio

La visita otorinolaringoiatrica per coloro che sono affetti da acufeni

Acufene nei soggetti con udito normale 


 

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ECCELLENZE ITALIANE

su ODEON TV
e sul canale 177 del digitale terrestre
il 5 marzo 2020 - ore 18:15
la giornalista Elena Tubertini ha intervistato il dott. Carlo Govoni
che ha parlato di vertigine
e di orientamento spaziale

DIAGNOSI & TERAPIA è una rivista sulla salute in distribuzione nelle farmacie
www.det.it

diagnosi e terapia rivista


nel numero di giugno 2019
c'è stato un articolo di rinologia

scritto da Carlo Govoni 

Lo potete trovare anche al sito
http://www.det.it

http://www.det.it/category/articoli/otorinolaringoiatria/

Attento a leggere un libro di medicina: potresti morire per un errore di stampa.

Mark Twain   1835 - 1910

Questa era una raccomandazione del XIX° secolo. Oggi i tempi sono cambiati, siamo evoluti, casualmente possiamo morire per un errore di stampa, ma si può anche morire per gli errori del WEB.


Ronzii nella testa o in un orecchio e uso eccessivo del WEB

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