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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

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Capire con quale parte del corpo noi ci identifichiamo lo ritengo un punto fondamentale per capire noi e gli altri.

Tre domande sono prioritarie e a queste cercherò di dare una risposta.
-  E’ il cervello l’essenza di un uomo? 
-  Io m'identifico col mio cervello?
-  Che cosa sono io?   

L’essenza di un essere umano è costituita da due relazioni: 1 – la relazione con sé stesso (o coscienza di sé) e 2 – la relazione con gli altri. Quest’ultima si è rivelata fondamentale per l’evoluzione della specie. Senza le interazioni col prossimo l’uomo sarebbe molto simile agli altri viventi.
Quando parliamo di essenza di un uomo siamo soliti pensare al suo cervello.

Il cervello di ogni essere umano consuma la maggior parte dell’energia prodotta dal corpo. Se noi osserviamo l’apporto di sangue vediamo che il nostro apparato circolatorio è strutturato in modo tale da garantire al massimo l’irrorazione cerebrale. Se a causa di una emorragia la massa di sangue circolante si riduce l’organismo diminuirà il flusso di sangue che va in periferia proprio per mantenere un buon apporto ematico al cervello. Il nostro encefalo costituisce come massa circa il 2% dell’intero organismo, ma utilizza la maggior parte dell’energia che un uomo produce.
Non è il rapporto tra massa corporea e massa del cervello che differenzia i viventi tra loro.
Un uomo di 70-75 Kg ha un cervello che pesa circa 1.300 /1.350 grammi. Nei piccoli animali, per esempio i topi il peso del cervello è proporzionalmente maggiore. Un topo ha un cervello che è circa un venticinquesimo del suo peso corporeo. Nell’uomo è un cinquantesimo. Però non possiamo certo ritenere che i topi siano più intelligenti degli uomini. E’ chiaro che la massa cerebrale non ha alcun rapporto con le capacità cognitive di un essere umano.
Importante è l’energia che il cervello consuma. Gli animali hanno un cervello che consuma meno energia del nostro. Ci sono degli animali che hanno una massa cerebrale maggiore di quella umana, però consumano meno energia e non sono evoluti quanto l’uomo. L’uomo è quindi un essere vivente con una massa cerebrale non imponente, ma che lavora quasi incessantemente. Il lavoro cerebrale è ricevere stimolazioni attraverso gli organi di senso, selezionare le informazioni importanti, memorizzarle, elaborarle. Nell'elaborazione delle informazioni inserisco anche lo sviluppo del linguaggio. Ricordo un concetto importantissimo e spesso sottovalutato: l'uomo pensa nella lingua in cui è abituato a parlare. In ultima analisi il lavoro del cervello è utilizzare alcune delle tante informazioni che riceve e formulare pensieri.

Si è soliti definire con la parola – mente - il complesso delle facoltà umane che portano alla formazione del pensiero. Queste facoltà sono tutte le forme di percezione, la memoria, l’intuizione, la coscienza di sé e la volontà. Alcuni mettono su questo piano anche l’intelligenza (o intelletto). Ritengo che questa sia una facoltà superiore che sfrutta percezione, memoria e intuizione. L’intelligenza è l’elaborazione delle percezioni, di quanto viene memorizzato o intuito e di cui si è preso coscienza.
Vedo la mente di un uomo come un meccanismo in continua elaborazione. Questo giustifica l’elevato consumo di energia del nostro encefalo. L’uomo attraverso la percezione sensoriale, la memoria, l’intuizione, la coscienza di sé e la sua volontà arriva a formulare un pensiero. L’uomo non si ferma qui ma va molto oltre. Egli espone i suoi pensieri, li confronta con quelli di altri uomini, e infine trova conferme che lo rafforzano o critiche che lo costringono a ripensamenti. Il lavoro cerebrale è continuo.

Ricordo che l’uomo è un interazionista, quindi la mente umana e la formazione del pensiero sono in continua evoluzione.
L’uomo analizza e tiene in considerazione tutte le informazioni che riceve sia da solo che nell’interazione con gli atri uomini?
La risposta è NO. 
L’uomo esegue una selezione delle informazioni.
Le informazioni più importanti, che incidono maggiormente sulla memoria, sono quelle acustiche e visive.
Il mezzo con il quale l’uomo esprime il suo pensiero è il linguaggio scritto e parlato. E’ ovvio che il linguaggio parlato è più utile in quanto consente una interazione rapida con domande e risposte.
Il linguaggio è il mezzo che l’uomo utilizza per interagire. Questo gli serve soprattutto per trovare conferme o per correggere il pensiero da lui elaborato. Il meccanismo delle correzioni è stato ed è importantissimo per lo sviluppo della specie umana. L’uomo sviluppa il linguaggio attraverso due feed-back. Il primo è il feed-back verbo-acustico. Il bambino inizia a produrre suoni e ascoltando i suoni che ha prodotto rinforza il suo desiderio di ripeterli. Col passare dei mesi inizia ad attribuire ai suoni dei significati. Per fasi successive arriva a pronunciare parole, poi frasi. Arriva ad esporre i suoi pensieri.
Esiste un secondo feed-back: il confronto verbale con gli altri uomini. Nell’infanzia prevale la modalità espressiva verbo-acustica e pertanto il confronto (cioè le conferme e le correzioni) avvengono attraverso il dialogo con le persone che gli stanno accanto.


Dopo i sei/sette anni, con l’apprendimento della scrittura, l’apprendimento in generale e il confronto con gli altri diventa molto più esteso.
Il cervello umano esegue una selezione delle numerose percezioni che riceve. 

Ci sono percezioni più importanti di altre nella formazione del pensiero?
Certamente. Sono le percezioni visive e uditive. Tra queste dobbiamo tener presente che l’udito è l’organo fondamentale per lo sviluppo del linguaggio. Il linguaggio è indispensabile all’uomo per interagire. Le interazioni avvengono principalmente con la modalità uditivo-verbale. E’ logico ritenere che tra le percezioni quelle fondamentali per lo sviluppo del pensiero sono le percezioni uditive.

A questo punto che cos’è l’essenza di un uomo?
L’essenza di un uomo non è il solo cervello, ma è il cervello con i suoi apparati interattivi.
Per apparati interattivi intendo gli organi di senso e i meccanismi di esteriorizzazione di ciò che ha elaborato.
Tra gli organi di senso, sopra ogni altro, c’è l’udito che ci permette di ricevere costantemente informazioni e di sviluppare il linguaggio verbale. E’ stato visto che tra linguaggio scritto e orale è di gran lunga più importante il secondo.
Tra i meccanismi di esteriorizzazione uno è di gran lunga superiore agli altri: il linguaggio verbale. Quindi gli organi della fonazione e in particolare la laringe sono fondamentali per dare al cervello la possibilità di esprimersi.
L’insieme di cervello, apparati uditivo e fonatorio li ho definiti come apparato otoneurolaringologico.
E’ questa l’essenza dell’uomo.

Rispondo ora alla domanda: che cosa sono io?   Io sono il mio apparato otoneurolangologico.

 sviluppo pensiero umano

 

Questo è l'apparato otoneurolaringologico.
In nero il feed back verbo acustico.
In rosso il feed back costituito dal confronto verbale con gli altri uomini

L’uomo è un interazionista.
L'apparato otoneurolaringologico è il fulcro della vita di relazione;
perché consente lo sviluppo del pensiero.
L'essenza di un uomo si identifica col suo apparato otoneurolaringologico.

 

Sullo stesso argomento vedi anche:

cervello e mente

- apparato otoneurolaringologico

La mente si identifica con quanto elaborato dal cervello umano? 

- Alcuni pensano "io sono il mio connettoma": non condivido questa tesi e io non sono il mio connettoma.

 

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