L’equilibrio è una funzione fondamentale del corpo umano che coinvolge tre apparati principali: l’apparato vestibolare, quello visivo e quello propriocettivo.
Per comprendere l’interazione tra questi apparati è necessario fare riferimento a un sistema estremamente complesso, denominato sistema di orientamento spaziale (vedi nota 1).
Il vestibologo o otoneurologo è un medico che studia i meccanismi che regolano l'equilibrio e il sistema di orientamento spaziale. I due termini si possono considerare sinonimi. Questi professionisti provengono dall’otorinolaringoiatria o dalla neurologia. Si rivolgono ai pazienti che soffrono di vertigini ricorrenti o presentano difficoltà nel mantenere la posizione eretta.
Il sistema di orientamento spaziale
Il sistema di orientamento spaziale è un sistema sensoriale complesso che deriva dall’integrazione delle afferenze provenienti dai recettori visivi, propriocettivi e vestibolari (Figura 1).
Da questi organi originano vie nervose afferenti che trasportano le informazioni ai nuclei vestibolari, localizzati nel tronco encefalico, che rappresentano un punto cruciale dell’intero sistema.
L’orientamento nello spazio è un processo ancora più articolato, poiché integra anche informazioni elaborate dal cervelletto, dalla sostanza reticolare e dalla corteccia cerebrale.

Figura 1 - Il sistema di orientamento spaziale
Le principali funzioni di questo sistema sono il mantenimento della posizione eretta e la gestione di attività motorie complesse, come i movimenti di rotazione del corpo, i movimenti di flessione ed estensione, la deambulazione e la corsa. Quest’ultima rappresenta un’attività particolarmente impegnativa per il sistema dell’equilibrio: durante la corsa, infatti, l’uomo si trova continuamente in appoggio su un piede solo.
Un organo fondamentale per regolare l’equilibrio è il labirinto, situato nella parte posteriore dell’orecchio (Figura 2). Nella percezione soggettiva della posizione eretta, detta verticale soggettiva, le informazioni provenienti dal labirinto — e in particolare dal sistema otolitico (sacculo e utricolo) — risultano primarie rispetto alle afferenze visive e propriocettive.
I recettori periferici coinvolti sono numerosi e le loro afferenze vengono elaborate a livello dei nuclei vestibolari. Il sistema di orientamento spaziale consente, anche in condizioni particolari come l’improvvisa assenza di luce, di mantenere un buon controllo dell’equilibrio senza significativi disagi per il soggetto.
Vestibologia e otoneurologia
L’otoneurologia, o vestibologia, è una disciplina che comprende lo studio degli apparati cocleare e vestibolare, del sistema visivo e propriocettivo, nonché dei meccanismi riflessi che regolano la postura. Non esiste una specifica specializzazione dedicata a questa materia: i medici acquisiscono tali competenze attraverso studi personali, corsi di perfezionamento e master.
Il vestibologo deve possedere una solida conoscenza dell’anatomia e della fisiologia del sistema di orientamento spaziale. Le finalità principali di questo sistema sono il mantenimento della posizione eretta e la stabilità visiva dell’ambiente circostante. Grazie a esso, l’uomo è in grado di percepire immagini nitide e stabili anche in condizioni sfavorevoli, come durante il movimento o in presenza di brusche variazioni della luminosità ambientale.
Si tratta di un sistema caratterizzato da una notevole ridondanza informativa, che rappresenta un importante vantaggio funzionale.
Come già accennato, i vestibologi (o otoneurologi) provengono principalmente da due ambiti della medicina: neurologia e otorinolaringoiatria. L’impostazione clinica del medico riflette il percorso formativo: generalmente l’otorinolaringoiatra è più preparato nella gestione delle patologie dell’equilibrio di origine periferica, come quelle del labirinto e dei nervi vestibolari (Figura 2), mentre il neurologo affronta con maggiore competenza le patologie del sistema nervoso centrale.
Figura 2 - Il labirinto in azzurro e i nervi vestibolari in giallo
Le alterazioni patologiche del sistema di orientamento spaziale sono numerose e si manifestano con sintomi ben definiti, noti con i termini di vertigine, capogiro, instabilità, oscillopsia e disturbi della stabilità posturale. Le patologie responsabili di questi sintomi sono molteplici e oggi è possibile effettuare accertamenti clinici estremamente accurati, sia mediante strumenti propri dell’otoneurologia come la videonistagmografia e sia attraverso tecniche di imaging, in particolare la tomografia computerizzata (TC) e la risonanza magnetica nucleare (RMN).
Questi specialisti svolgono un ruolo specifico e fondamentale anche all’interno delle équipe ospedaliere e universitarie, dove è sempre presente una figura dedicata allo studio e alla gestione dei disturbi dell’equilibrio. I pazienti che presentano difficoltà nel mantenere la posizione eretta o una visione instabile dell’ambiente circostante devono sapere che possono rivolgersi a professionisti altamente qualificati in questo ambito così delicato.
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Diagnosi & Terapia - anno 2025 n.1

Diagnosi & Terapia - anno 2025 - n.1 - pag. 35
Articolo di Carlo Govoni sulle competenze del VESTIBOLOGO O OTONEUROLOGO
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