Esistono situazioni di malessere indefinite - provocano ansia, incertezza nel camminare, giramento di testa, sensazione di stare per svenire e vertigine. Altri pazienti descrivono situazioni leggermente diverse: l'incertezza nel camminare diventa camminare su un materasso ad acqua o paura ad affrontare un percorso privo di appoggi. Il giramento di testa può essere sensazione di testa vuota, ondeggiare come se ci si trova su una barca oppure difficoltà di concentrazione. La vertigine è una sensazione rotatoria: può essere il soggetto che ruota oppure è l'ambiente attorno a lui che si muove. Queste sono tutte situazioni comuni che molte persone hanno avuto più di una volta nella loro vita, fanno fatica a descriverle ai medici e spesso hanno l'impressione di non essere capite.
Mantenere la posizione eretta e avere un preciso rapporto con l’ambiente che ci circonda sono facoltà importanti per ogni persona. Nella vita non dobbiamo solo stare in piedi, ma camminare, salire o scendere scale, correre, andare in bicicletta. Tutte queste attività le possiamo fare grazie ad un sistema molto complesso: il sistema di orientamento spaziale; al suo mantenimento concorrono tre apparati: propriocettivo, visivo e vestibolare.
Vediamo ora alcune situazioni frequenti dove si sospetta una disfunzione di questo sistema.
a - Ci troviamo all’interno di una grande stazione o in un terminal e ci sono scale mobili che salgono e che scendono. Siamo su una di queste e guardiamo altre persone che fanno un percorso contrario al nostro. Ci sentiamo strani, insicuri, abbiamo necessità di trovare un punto fermo. Prima o poi arriviamo al piano. Dentro di noi pensiamo: “finalmente!”
b - Un’altra situazione particolare si verifica quando la superficie sotto di noi si muove. L’esempio più classico è passare attraverso un ponte, soprattutto se senza sponde, ci fermiamo al centro e vediamo l’acqua sotto di noi che scorre. Anche qui l’insicurezza ci tormenta. Per continuare il percorso non abbassiamo la testa, guardiamo solo in avanti e cerchiamo punti fermi nella sponda che dobbiamo raggiungere.
c - Stiamo passeggiando in un piazzale e dobbiamo attraversarlo. E' sera e ci sono pochissime persone. L'illuminazione pubblica è buona e il selciato è in ottime condizioni. Non attraversiamo la piazza, ma percorriamo il suo perimetro. Faremo un percorso lungo il doppio, quindi raddopieremo il tempo. Questo comportamento ci fa capire che abbiamo messo in atto un nostro meccanismo di difesa. Abbiamo timore dei grandi spazi aperti, quelli senza nessuna possibilità di avere un appoggio e ci muoviamo con eccessiva prudenza.
d - Siamo in un supermercato e stiamo spingendo il carrello. Ovviamente il carrello si muove, perché siamo noi a spingerlo. Passiamo in mezzo agli scaffali e guardiamo oggetti sia a destra che a sinistra. Anche qui, dopo alcuni minuti, abbiamo una strana sensazione di nausea. Non siamo convinti che l’ambiente sia fermo, siamo instabili. Pensiamo che sia bene fermarci. Lo facciamo, ci stropicciamo gli occhi e presto la nausea scompare. Riprendiamo il percorso e dopo poco la strana sensazione ritorna. Sembra quasi che gli scaffali siano in movimento. Cerchiamo di rallentare, camminiamo a piccoli passi senza ruotare la testa e così arriviamo in fondo alla corsia.
e - Abbiamo lavorato tutto il giorno, siamo stanchi e prima di andare a letto andiamo in bagno accanto al lavello. Ci laviamo i denti e compare un capogiro violento, ci dobbiamo aggrappare al lavello. Abbiamo paura di cadere. Stiamo immobili e piano piano questa situazione si affievolisce. Il cambiamento di posizione della testa ha scatenato la crisi vertiginosa.
Queste che ho descritto sono situazioni abbastanza strane, ma credo che molti abbiano vissuto. Cosa sta succedendo?
Il sistema che regola la fissità dei nostri occhi quando siamo in movimento è il labirinto, cioè la parte posteriore dell’orecchio. Il labirinto è un organo poco conosciuto. La prima idea che ci viene quando abbiamo una chiara instabilità è: sarà colpa della labirintite?
L’idea è buona perché pensiamo a questo strano organo che è il labirinto o vestibolo, ma non si tratta di una malattia infiammatoria come farebbe pensare la parola che abbiamo usato.
Abbiamo una disfunzione labirintica o scompenso vestibolare, cioè abbiamo problemi a coordinare correttamente i movimenti degli occhi in relazione all’ambiente che si muove, o ai nostri movimenti.
Le malattie del labirinto sono tante, ma di fronte a fenomeni come quelli che ho appena descritto dobbiamo pensare ad una malattia che è stata identificata solo da alcuni anni. Si tratta della Vertigine Posturale Percettiva Persistente. Viene anche indicata come la sindrome delle tre P (oppure dall’acronimo inglese PPPD).
Di questa malattia non è chiara la patogenesi. Sappiamo che c’è un indebolimento totale dei labirinti. E’ molto rara nei giovani, mentre la si riscontra con maggiore frequenza nelle persone anziane. Può anche essere un postumo di un trauma cranico o di un colpo di frusta che hanno indebolito l’organo dell’equilibrio. Il vero problema è indicato dalla parola Persistente. Questa sta ad indicare che siamo di fronte ad una malattia cronica, che è presente da tempo. La situazione è curabile, ma con non poche difficoltà. Sul piano diagnostico è interessante l’osservazione di movimenti involontari degli occhi: il nistagmo. Esistono appositi occhiali che permettono di farlo agevolmente ed esiste anche la possibilità di videoregistrare questi movimenti.
Occhiali con telecamere, idonei per la registrazione video del nistagmo.
Per affrontare questa malattia si utilizzano spesso i vestibolosopressori, cioè farmaci molto diffusi la cui molecola più conosciuta è la Betaistina cloridrato. Ma i prodotti chimici non bastano, è molto meglio riservarli alle sole crisi vertiginose e consigliare cicli di Riabilitazione Vestibolare. Si tratta di un trattamento fisiatrico rivolto a contrastare queste disfunzioni. Il principio è quello di abituare il paziente ad affrontare tutte le situazioni di disagio in palestra, per poi riuscire a superarle nella realtà. Si tratta di una specie di allenamento ai cambiamenti di posizione. Il fisioterapista stimola il soggetto ad affrontare situazioni particolari, le più invalidanti per lui. I risultati saranno visibili dopo alcune sedute di Riabilitazione.
Strumenti presenti in una Palestra per Riabilitazione Vestibolare.
Questa foto è stata scattata al Bianalisi Medical Center di Reggio Emilia.
Palestra Riabilitativa del Bianalisi Medical Center
Nei centri come il Bianalisi Medical Center è possibile sfruttare apparecchiature che registrano la condizione di equilibrio sia statico che dinamico e ripetendo le registrazioni, si potranno confrontare e valutare in modo oggettivo i progressi terapeutici.
La Vertigine Posturale Percettiva Persistente è una patologia non rara, la dobbiamo considerare una espressione dell’indebolimento della reflettività labirintica (o vestibolare). La si cura soprattutto con una procedura fisioterapica personalizzata e, solo nei momenti di acuzie, con l’aiuto dei farmaci.
Questo articolo è stato scritto dal Dott. Carlo Govoni, specialista in Otorinolaringoiatria – master in Vestibologia e pubblicato sulla rivista Diagnosi & Terapia.
Visita otorino a Milano - Prenota

Un sentiero nel bosco d'autunno.
Anche questo è un luogo dove si possono manifestare vertigini posturali fobiche.
Il sentiero presenta ciotoli e irregolarità, la nostra posizione eretta non è sicura.
Il silenzio, interrotto solo dal fruscio delle foglie, può incutere paura.
L'ambiente è per noi insolito, quindi elevata insicurezza.






