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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia Testa e Collo
Master in vestibologia

Tel. 3358040811  -  NO SMS  -  NO WhatsApp     

La perdita uditiva in un solo orecchio, che si manifesta in pochi minuti o anche in uno o due giorni, è un serio problema, è una vera urgenza e necessita di un trattamento tempestivo. Si tratta di un problema clinico che deve essere sempre riferito al medico. Il paziente che pensa di avere una perdita uditiva improvvisa deve rivolgersi al medico di famiglia (medico di Medicina Generale), credo che possa risolvere i casi più semplici dove non sono necessari esami specialistici. Il medico dovrà capire se siamo di fronte ad un caso che, per esperienza, si sentirà sicuro di risolvere. Se il caso si presenta insolito, soprattutto se all'otoscopia non vede alcun segno di malattia, allora il medico dovrà chiedere una VISITA OTORINOLARINGOIATRICA URGENTE. Nell'ipoacusia improvvisa neurosensoriale idiopatica l'otoscopia e l'otomicroscopia sono normali. In rari casi sono presenti piccoli segni che per lo specialista costituiscono solo un sospetto diagnostico.

 otomicroscopia ambulatoriale govoni reggio emilia columbus milanoOtomicroscopio da ambulatorio

 

Se il problema non si risolve e l'ipoacusia persiste è necessario che il paziente si sottoponga ad una visita otorinolaringoiatrica in tempi brevi. Il problema può essere banale come un tappo di cerume, ma in alcuni casi il problema è serio. Il paziente che ha già sofferto per tappi di cerume sa riconoscere di avere qualcosa nell'orecchio che è aumentato di volume. Più preoccupante è il caso di chi lamenta una perdita uditiva monolaterale per la prima volta e insorta in brevissimo tempo.

Occorre tener presente che prima del 2020 questi fenomeni erano molto rari. Dopo la diffusione del virus Covid-19 tutto è cambiato. Il fenomeno delle ipoacusie improvvise è in crescita ed è anche aumentata la base di diffusione. Prima del 2020 erano colpite pochissime persone, quasi tutte di età superiore a 50 / 60 anni. Ora non è infrequente osservare questo fenomeno anche in giovani con meno di trent'anni. 

Il primo atto che uno specialista deve fare è una accurata pulizia delle orecchie e poi un esame audiometrico. L'ipoacusia improvvisa si presenta con un deficit acustico più o meno importante, ma ad essere colpito è sempre un solo orecchio. La dizione più utilizzata per questa malattia è "Ipoacusia Improvvisa Neurosensoriale Idiopatica". La parola idiopatica significa che non si conosce la causa; su questa interpretazione non sono d'accordo.  Esistono anche casi di ipoacusia improvvisa bilaterale, ma sono situazioni eccezionali, da presentare ai congressi medici.

audio ipoacusia improvvisa govoni

Tracciato audiometrico di una persona normale
che soffre per una ipoacusia improvvisa destra.

 

Con l'esame dell'udito se si osserva un tracciato simile a quello qui riportato, la diagnosi è semplice. Il quesito che lo specialista deve porsi è perché un uomo in poche ore, a volte al massimo in due giorni, ha perso l'udito da un lato. Alcuni ritengono che la causa sia idiopatica (sconosciuta), mentre credo che si possano fare affermazioni diverse. La causa è spesso un deficit di circolazione a carico della coclea. Si tratta di una alterazione del sangue, un fenomeno di trombosi, che impedisce a tutta la coclea o più spesso a una parte della coclea di assolvere alla sua funzione di compiere la trasduzione meccano-elettrica [trasformazione del suono in un segnale elettrico; unico segnale che può essere veicolato dalle nostre cellule nervose.]
Questa alterazione della coagulazione è spesso sostenuta da virus. Su questo argomento mi sento di affermare che esistono due situazioni completamente diverse. Fino al febbraio 2020 le ipoacusie improvvise erano un fenomeno rarissimo, si parla di 10 casi/anno ogni centomila persone. Dal marzo 2020 il fenomeno è aumentato in modo vertiginoso. Nella pratica di uno specialista otorinolaringoiatra si vedono tre o quattro casi al mese.

Proprio nel 2020 è stato pubblicato il primo articolo che ha messo in relazione la perdita uditiva e l'infezione virale da COVID-19 (Sriwijitalai W e Wiwanitkit V. 2020). Dopo nell'arco di 28 mesi, dall'aprile 2020 all'agosto 2022 sono stati pubblicati 329 articoli che riportano casistiche di specialisti o di reparti ospedalieri sulle ipoacusie improvvise e attribuite al COVID-19. Ovviamente si tratta di casistiche, pertanto il numero dei casi per anno è aumentato in modo talmente elevato che oggi è impossibile calcolarne con precisione l'incidenza percentuale. 

 

Che cosa è necessario fare se si perde improvvisamente l'udito da un orecchio?

Il consiglio è uno solo: sottoporsi nell'arco di pochi giorni a visita otorinolaringoiatrica (ORL) e fare contestualmente un esame audiometrico tonale.
Molte persone vanno dal loro medico di famiglia, si prenotano per una visita ORL, che viene fissata un mese dopo o più. Una visita di questo tipo è inutile. Altri capiscono che in loro è successo qualcosa di strano e si rivolgono ad un Pronto Soccorso. Occorre distinguere tra Pronto Soccorso di Ospedale importante dove è possibile ottenere una consulenza otorinolaringoiatrica e Pronto Soccorso di Ospedale dove non viene richiesta la consulenza ORL. I medici che lavorano all'interno di un Pronto Soccorso devono essere in grado di far avere al paziente che lamenta una consulenza otorinolaringoiatrica urgente nell'arco massimo di tre giorni. La visita che un medico non specialista esegue con l'otoscopio consente di fare le valutazioni più grossolane come tappo di cerume, otomicosi, otite esterna e media. Quando siamo di fronte ad una ipoacusia neurosensoriale, cioè a carico dell'orecchio interno, la visita e l'esame otoscopico sono normali.

 

Che cosa è successo a partire dal 2020?

Con la pandemia da virus Sars COV-2 è successe un fenomeno strano, tutte le malattie caratterizzate da alteranzioni e deficit di circolazione a carico dei capillari sono peggiorate. Il fenomeno delle ipoacusie improvvise fino al 2019 era rarissimo e colpiva soprattutto le persone di età superiore a 50 anni. Dal 2020 l'età si è abbassata. Non è raro trovare persone che hanno 30 anni ed hanno sofferto per una ipoacusia improvvisa. Altro aspetto importante è che prima del Covid-19 le perdite uditive improvvise erano rarissime. In un anno uno specialista poteva non fare nemmeno una diagnosi di ipoacusia improvvisa. Oggi si osservano almeno 3 - 4 nuovi casi al mese. 

Covid 19 Govoni Carlo otorinolaringoiatra Milano Parma Reggio Emilia

 

 Si è verificato all'interno della coclea una piccola trombosi. La coclea è un organo a circolazione terminale, tutto il sangue proviene dall'arteria uditiva interna. All'interno della coclea l'arteria si divide in numerosi rami che si distribuiscono ai tre giri della coclea. E' noto dall'anatomia che la coclea è simile ad un guscio di lumaca e si osservano tre giri: basale, medio e apicale. Il giro basale è il più ampio e poi per penetrare in questo giro le arterie devono compiere una maggiore angolazione. Il risultato è che la zona più colpita da fenomeni di trombosi è il giro basale della coclea. Su questa parte c'è la percezione delle frequenze acute. Sappiamo, per esempio negli studi sui traumi acustici cronici, che i primi danneggiamenti avvengono proprio sulle frequenze da 3000 a 8000 Hz. L'ipoacusia improvvisa quasi sempre si manifesta con un deficit per le frequenze acute, come indicato per l'orecchio destro nel grafico audiometrico sopra riportato.

 

Che cosa fare?

L'ipoacusia improvvisa è una urgenza. Se il paziente può sopportare una terapia cortisonica è bene iniziare subito con cortisone a dosi elevate. Tra i cortisonici quello che offre migliori garanzie di risultato è il Deflazacort.
Alla terapia cortisonica si deve associare l'ossigenoterapia iperbarica. Non tutti sono in grado di sopportare questo trattamento, non ci riescono i claustrofobici e pochi altri. Se però il paziente è collaborante è bene spingerlo a rivolgersi ad un centro iperbarico. Purtroppo non sono molti e facilmente il paziente dovrà fare diversi chilometri per raggiungerlo, ma ne vale la pena. E' di capitale importanza iniziare al più presto l'ossigenoterapia iperbarica.

 

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 Interno di una camera iperbarica. 

 

Indirizzi di alcuni Centri Iperbarici
Ambulatorio di Medicina Iperbarica, viale Premuda, 34  - MILANO   tel.  0276022511 - 0354815515
Istituto Iperbarico Galeazzi, via Cristina Belgioioso, 173 - MILANO  tel. 0283500010
Centro Iperbarico Ospedale Niguarda,  piazza Ospedale Maggiore, 3  - MILANO   tel. 0264444447

Casa di Cura Habilita - via Bologna, 1 -  Zingonia (BG)  tel. 0354815515
Società Iperbarica Piemontese presso "I cedri" - largo Don Guanella, 1 -  Fara Novarese (NO)  tel. 0321818519  0321818511
Centro Iperbarico Ospedale San Martino - GENOVA  tel. 0105552071   0105552088

Ospedale di Vaio  via Don E. Tincati, 5  - Fidenza (PR)  0524515239
Centro Iperbarico Bologna  via San Donato, 63  - Quarto Inferiore (BO)   tel. 0516061240

Per conoscere i centri di Medicina Iperbarica di tutta Italia   andare al sito  immersinelblu  .com

 

 

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 Nota

Sriwijitalai W, Wiwanitkit V. Hearing loss and COVID-19; a note. Am J Otolaryngol. 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

Come prenotare

Acufeni

sono un importante problema di difficile soluzione. Chi soffre perchè percepisce rumori in uno o entrambe le orecchie pensa che non ci sia alcun rimedio. Non sempre è così. L'acufene è un sintomo di molte malattie. Importante è riuscire a trovare la causa. Gli acufeni possono dipendere da cause otologiche, ma anche extraotologiche.
Una visita otorinolaringoiatrica con esame audiometrico sono il primo passo per affrontare questo problema.
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