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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

La protesi acustica è un apparecchio elettroacustico in grado di trasformare l'energia acustica in energia elettrica, amplificarla e poi trasformare l'energia elettrica amplificata in un suono.

I componenti fondamentali di una protesi acustica sono tre.
Microfono: trasforma il suono in energia elettrica.
Amplificatore: amplifica l'energia elettrica.
Ricevitore o altoparlante: trasforma l'energia elettrica amplificata in suono. 

 

In pratica un apparecchio acustico è del tutto uguale ad un sistema di amplificazione di una sala per conferenze, con la differenza che ha le dimensioni di un fagiolo.

Il microfono è quella parte della protesi in grado di captare le vibrazioni delle molecole indotte dal suono e le trasforma in un segnale elettrico analogico.

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L'amplificatore è quel componente che amplifica l'energia elettrica. In passato quando le protesi erano elettroniche l'amplificatore conteneva elementi attivi ( i transistors) e passivi (le resistenze, i condensatori e i diodi). Questi circuiti erano piuttosto voluminosi e vennero sostituiti dai circuiti integrati. Tutte queste funzioni potevano essere svolte all'interno di una piastrina di silicio monocristallino di pochi millimetri quadrati. Una evoluzione ulteriore dell'amplificazione è data dall'introduzione delle protesi digitali, dove l'apparato che amplifica il suono è un microprocessore.
Attualmente le protesi sono quasi tutte digitali, pertanto il segnale sonoro viene trasformato in numeri binari e questi sono elaborati dal microprocessore.

L'altoparlante o ricevitore è un dispositivo che svolge una funzione contraria a quella del microfono, cioè converte il segnale amplificato in un'onda sonora. 

Per poter funzionare un protesi acustica necessita di energia e questa viene fornita da una batteria.

I dispositivi sopra indicati possono essere tutti racchiusi in un piccolo contenitore oppure essere contenuti nella stanghetta di un occhiale. In base alla forma si riconoscono tre tipi di protesi.
Protesi endoauricolari - Sono le protesi più piccole. Hanno le dimensioni di un fagiolo e sono praticamente invisibili in quanto stanno all'interno del condotto uditivo esterno. Vengono anche indicate con l'acronimo ITE che significa "in the ear".
Protesi retroauricolari - Sono dispositivi più grandi dei precedenti. La scatoletta che contiene il microfono, l'amplificatore e l'altoparlante si trova dietro al padiglione. Il suono viene convogliato nel condotto e poi contro la membrana timpanica da un tubicino di plastica che termina con una chiocciola.

protesi acustica retroauricolare migliorare udito

Nella fotografia un apparecchio acustico di tipo retroauricolare.
Sulla sinistra c'è il corpo che contiene i componenti della protesi
(ricevitore, amplificatore e batteria).
Da qui parte un tubicino di plastica che porta il suono amplificato alla chiocciola.
Prima di acquistare un apparecchio acustico è indispensabile
una visita otorinolaringoiatrica con esame audiometrico. 


Protesi ad occhiale - Sono molto simili alle protesi retroauricolari. Tutti i dispositivi sono contenuti nella stanghetta dell'occhiale e da questa si stacca il tubicino di materiale plastico con la chiocciola. 

 

Bibliografia
Dillon H. Hearing aids. Thieme Editor, 2001
Cotrona U. e Livi W.: L'adattamento degli apparecchi acustici. Edizioni Oticon, 2006. 

 

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ECCELLENZE ITALIANE

su ODEON TV
e sul canale 177 del digitale terrestre
il 5 marzo 2020 - ore 18:15
la giornalista Elena Tubertini ha intervistato il dott. Carlo Govoni
che ha parlato di vertigine
e di orientamento spaziale

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