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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

Il nistagmo è un segno fondamentale nella diagnosi delle vertigini. Per nistagmo s'intende un movimento ritmico, tonico-clonico, coordinato, involontario di entrambi i globi oculari.
L'esistenza del nistagmo ci spiega perchè una persona soffre di capogiri, si sente instabile, pensa di non essere ferma sui piedi oppure pensa che sia la stanza a ruotare attorno a lei.
 occhiali vertigine nistagmo frenzel carlo govoni

Lo strumento più efficace e più semplice per studiare il nistagmo sono gli occhiali di Frenzel, che vediamo nella fotografia.
In questa pagina cercheremo di capire di più su questo strano fenomeno.

E' noto che l'apparato vestibolare è l'unico organo di senso del corpo umano dal quale devono partire sempre impulsi al cervello coordinati e simmetrici. Una asimmetria di qualsiasi tipo tra i labirinti si manifesta con un nistagmo.

Si riconoscono diversi caratteri del nistagmo.
1 - La forma e la velocità delle fasi del nistagmo
2 - Le modalità di presentazione del nistagmo
3 - La direzione del nistagmo
4 - L'ampiezza della scossa
5 - Il grado e l'intensità del nistagmo
6 - La frequenza
7 - Il ritmo
8 - La congruenza
9 - La velocità angolare della fase lenta e della fase rapida

1 - La forma e la velocità delle fasi del nistagmo. Riconosciamo due tipi di nistagmo: bifasico e pendolare. Il nistagmo bifasico si caratterizza per una fase lenta e una fase rapida. Il nistagmo bifasico e in particolare la sua fase lenta sono espressione del riflesso vestibolo-oculomotore. La fase rapida è più facilmente riconoscibile e viene utilizzata per indicare il movimento. Un nistagmo dove la fase lenta è verso destra e la fase rapida a sinistra viene definito come nistagmo che batte a sinistra.
Il nistagmo pendolare o anche ondulatorio si caratterizza per avere due fasi di uguale durata e ampiezza. E' di natura extravestibolare. Un esempio è costituito dal nistagmo congenito.

2 - Le modalità di presentazione del nistagmo. In riferimento al modo di presentazione del nistagmo riconosciamo tre modalità. a) Nistagmo spontaneo. E' un nistagmo chiaramente visibile senza utilizzare manovre cliniche o strumentali. b) Nistagmo rivelato. E' quel nistagmo che si osserva in seguito a manovre semplici come la chiusura degli occhi, della rotazione del capo o del posizionamento. c) Nistagmo provocato o strumentale. Quel nistagmo che si osserva dopo stimolazioni termiche o accelerazioni.

3 - La direzione del nistagmo. E' il piano sul quale si muovono gli occhi. Si può apprezzare un nistagmo orizzontale (verso destra o verso sinistra nei casi di nistagmo bifasico), un nistagmo verticale (verso l'alto o verso il basso sempre nei casi di nistagmo bifasico) e un nistagmo rotatorio (in senso orario o in senso antiorario). Distinguiamo un nistagmo semplice se si manifesta su uno dei suddetti piani; oppure complesso se il movimento è composto dall'associazione di due movimenti.

4 - L'ampiezza della scossa. L'ampiezza è il movimento compiuto dal globo oculare durante la fase lenta. Si definiscono scosse ampie, medie o piccole. L'ampiezza esprime il grado di eccitazione ampollare.

5 - Il grado e l'intensità del nistagmo. Il grado è importante ed è una caratteristica del nistagmo bifasico. Si deve osservare il nistagmo nelle tre posizioni primarie di sguardo, cioè occhi ruotati a destra, al centro e a sinistra.
Nistagmo di primo grado: si osserva solo quando gli occhi sono ruotati nella direzione della fase rapida. Per esempio un paziente guarda a destra e al centro e non ha nistagmo, mentre questo è presente quando guarda a sinistra. In questo caso la fase rapida sarà verso sinistra e diremo che si tratta di un nistagmo di primo grado a sinistra.
Nistagmo di secondo grado: si osserva solo quando gli occhi sono in posizione mediana e ruotati nella direzione della fase rapida. Per esempio un paziente guarda a destra e non ha nistagmo, mentre il nistagmo è presente quando guarda al centro e a sinistra. In questo caso la fase rapida sarà verso sinistra e diremo che si tratta di un nistagmo di secondo grado a sinistra.
Nistagmo di terzo grado: si osserva solo quando gli occhi sono ruotati nella direzione della fase lenta. Per esempio un paziente guarda a destra, al centro e a sinistra ed ha sempre nistagmo. Se la fase rapida sarà verso destra diremo che si tratta di un nistagmo di primo grado a destra.
Esiste una correlazione fra ampiezza e grado del nistagmo. In un nistagmo di secondo o terzo grado l'ampiezza aumenta se il paziente orienta gli occhi verso il lato della fase rapida.

6 - Frequenza del nistagmo. S'intende il numero delle scosse nell'unità di tempo.

7 - Ritmo del nistagmo. Il ritmo è importante e ci permette di riconoscere nistagmi ritmici, aritmici e completamente disordinati, ovvero anarchici.

8 - La congruenza del nistagmo. E' importante vedere se i due bulbi oculari si muovono nella medesima direzione, con la stessa frequenza ed ampiezza. In questo caso definiamo il nistagmo congruente. Se c'è diversità nei movimenti si ha un nistagmo dissociato o incongruente.

9 - La velocità angolare della fase lenta e della fase rapida del nistagmo. Questo parametro è leggibile se si esaminano le scosse attraverso il tracciato elettronistagmografico.

tracciato-elettronistagmografico

Nella figura si osservano due esempi di tracciato elettronistagmografico. Col n. 1 (colore nero) c'è un tipico nistagmo bifasico, dove si riconosce una fase lenta e poi una rapida.. La velocità con cui si registra è normalmente di un centimetro al secondo. L'angolo alfa indica la velocità angolare della fase lenta (VAFL o VFL). Quando, come nel caso indicato, abbiamo il tratto A (un secondo) maggiore del cateto B significa che l'angolo alfa è inferiore a 45°. Se A e B fossero uguali alfa sarebbe di 45°. In colore blu, col numero 2, è stato rappresentato un tracciato con velocità angolare superiore a 45°.

 

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ECCELLENZE ITALIANE

su ODEON TV
e sul canale 177 del digitale terrestre
il 5 marzo 2020 - ore 18:15
la giornalista Elena Tubertini ha intervistato il dott. Carlo Govoni
che ha parlato di vertigine
e di orientamento spaziale

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