NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

Molti temono che le radiazioni emesse dai cellulari siano dannose per il nostro corpo e in particolare per il nostro cervello; per ora non sono stati dimostrati danni, ma la prudenza non è mai troppa.

Il contenuto di questo articolo fa riferimento alla scheda n. 193 “Electromagnetic fields and public health: mobile phones” dell’ottobre 2014 predisposta dallaWhorld Health Organization (WHO).

 

E’ noto a tutti che la diffusione dei telefoni cellulari è l’innovazione più importante degli ulti mi anni. Si ritiene che sette miliardi di persone ne facciano abitualmente uso.
I campi elettromagnetici prodotti dai telefoni cellulari sono stati classificati dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come potenzialmente cancerogeni per l'uomo. Col termine “potenzialmente” (dall’inglese “possibly”) si deve intendere che non è stata dimostrata la cancerogenicità, ma questa è ritenuta possibile.
Per questo motivo i campi elettromagnetici dei telefoni cellulari sono oggetto di numerosi studi scientifici.

La comunicazione attraverso i telefoni cellulari avviene trasmettendo onde radio attraverso una rete di antenne fisse chiamate stazioni base. Le onde a radiofrequenze sono campi elettromagnetici e, a differenza delle radiazioni ionizzanti come i raggi X o i raggi gamma, non sono in grado di rompere i legami chimici né causare la ionizzazione (1) nel corpo umano. Per questo motivo le onde a radiofrequenze emesse dai cellulari vengono anche definite radiazioni non ionizzanti (NIR).

I telefoni cellulari sono dei trasmettitori a radiofrequenza a bassa potenza. Questi dispositivi operano a frequenze comprese tra 450 e 2700 MHz con potenze di picco nell'intervallo da 0,1 a 2,0 watt. Il telefono portatile trasmette onde a radiofrequenza solo quando è acceso. L'esposizione alle radiofrequenze dell’utente scende rapidamente aumentando la distanza dal ricevitore. Una persona che utilizza un telefono cellulare a distanza di 30-40 cm dal proprio corpo - per esempio quando scrive un messaggio o accede a Internet o utilizza un dispositivo a mani libere ("hands free"), avrà quindi un'esposizione alle radiofrequenze di gran lunga inferiore rispetto a chi tiene il telefono portatile contro l’orecchio.

E’ ovvio che l’esposizione alle radiofrequenze si riduce se le telefonate sono poche e se sono molto brevi. Purtroppo molte persone sembrano incapaci di fare telefonate brevi.

alta tensione campi elettromagnetici traliccio bassissime frequenze magnetiche govoni esperto orecchio naso laringe

Anche il passaggio di cavi ad alta tensione
sono una sorgente di campi elettromagnetici.

 

 

Esiste la possibilità che i segnali di radiofrequenza dei telefoni cellulari possano interferire con determinati dispositivi elettromedicali e sistemi di navigazione aerea. Per questo motivo devono essere spenti quando si entra in un ospedale o si sale su un velivolo.

Nel periodo 1994/2014 sono stati eseguiti numerosi studi per valutare se i telefoni cellulari rappresentano un rischio potenziale per la salute. Fino ad oggi (2017) non sono stati riscontrati effetti negativi sulla salute derivanti dall'utilizzo di telefoni cellulari.

Il principale meccanismo col quale l'energia prodotta dal telefonino (cioè l’energia della radiofrequenza) interferisce con il corpo umano è il riscaldamento del corpo. Come ho detto i cellulari sono trasmettitori a radiofrequenza a bassa potenza. Pertanto alle frequenze di comune utilizzo la maggior parte dell'energia viene assorbita dalla pelle e dai muscoli. Ne consegue che l’aumento della temperatura nel cervello è trascurabile.

Sono stati eseguiti studi per valutare gli effetti dei campi di radiofrequenza sull'attività elettrica del cervello, sulla funzione cognitiva, sul sonno, sulla frequenza cardiaca e sulla pressione sanguigna in soggetti volontari. Le ricerche non suggeriscono alcuna prova sicura di effetti negativi sulla salute derivanti dall'esposizione ai campi di radiofrequenza nel breve termine.

Il problema assume un diverso aspetto quando si cerca di valutare gli effetti a lungo termine dei campi di radiofrequenza.

La ricerca epidemiologica è proprio orientata a ricercare i possibili rischi dell’esposizione alle radiofrequenze nel lungo periodo. Molte ricerche sono finalizzate a valutare se esiste una relazione tra i tumori del cervello e l'uso di telefoni cellulari.

Occorre tenere presente che i tumori cerebrali sono a lento accrescimento. Poiché i telefoni cellulari sono stati ampiamente utilizzati solo a partire dalla metà degli anni '90, gli studi epidemiologici possono valutare solo i tumori che si manifestano in tempi brevi. Nelle ricerche effettuate sugli animali non è dimostrato un aumento del rischio di cancro per un'esposizione a lungo termine ai campi di radiofrequenza.

Sono in corso numerosi studi multidisciplinari epidemiologici, uno di questi è coordinato dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ed è stato progettato per determinare se esistono legami tra l'utilizzo di telefoni cellulari e tumori della testa e del collo negli adulti. A tutt’oggi (2017) non ci sono prove certe per ritenere le onde elettromagnetiche emesse dai cellulari come cancerogene, ma vengono indicate come “possibilmente” cancerogene. Nella classificazione proposta dalla WHO (Whorld Health Organization) le onde dei telefonini sono inquadrate nel gruppo 2B (2), cioè tra gli agenti che possono indurre mutazioni in senso neoplastico, ma non c’è certezza clinica.

NOTE
1 - Per ionizzazione si intende la possibilità di trasformare una molecola neutra in una molecola con una carica elettrica (positiva o negativa).
2 - L'organizzazione mondiale per la sanità (WHO) classifica le sostanze in rapporto alla loro capacità di sviluppare un tumore in quattro gruppi. Gruppo 1 - sostanze certamente cancerogene per l'uomo. Gruppo 2A - sostanze probabilmente cancerogene. Gruppo 2B - sostanze possibilmente cancerogene. Gruppo 3 - sostanze probabilmente non cancerogene. La differenza tra gruppo 2A e 2B è piuttosto sottile ma importante. Per le sostanze 2A è probabile che siano cancerogene, ma allo stato attuale non è dimostrato [se fosse dimostrato sarebbero inserite nel gruppo 1]. Per le sostanze o gli agenti del gruppo 2B esiste la teorica possibilità che possano indurre tumori e per questo motivo sono in corso numerosi studi rivolti a comprendere meglio i loro effetti.

 O        O        o        O        O

Sullo stesso argomento si è pronunciato il National Health and Medical Research Council australiano. Analisi di Ken Karipidis dell'Australian Radiation and Nuclear Safety Agency (ARPANSA) ha esaminato 16.800 casi di neoplasie del sistema nervoso centrale dal 1982 al 2013 e non vede alcuna correlazione con l'uso del telefono cellulare. Il lavoro è stato anche pubblicato nel dicembre 2018 sul British Medical Journal. Ricordo anche articolo di Petrone P. "Cellulari e tumori: nessuna connessione - E' il risultato di uno studio australiano che ha esaminato più di 16mila casi di tumori cerebrali negli ultimi 30 anni" L'audioprotesista 48, aprile 2019, pagg. 40-41.

Ti potrebbe anche interessare:

Il telefono cellulare crea danni alla salute?

Il neurinoma dell'acustico

Anatomia e fisiologia del cervello

San Biagio

è il Santo protettore degli otorinolaringoiatri.
Il suo anniversario è il
3 febbraio

rubiera reggio emilia modena san biagio donnino concordia altare maggiore chiesa parrochiale geminiano vincenzi carlo govoni

 

If you don't understand italian language,
select a translation in the top right.

ECCELLENZE ITALIANE

su ODEON TV
e sul canale 177 del digitale terrestre
il 5 marzo 2020 - ore 18:15
la giornalista Elena Tubertini ha intervistato il dott. Carlo Govoni
che ha parlato di vertigine
e di orientamento spaziale

DIAGNOSI & TERAPIA è una rivista sulla salute in distribuzione nelle farmacie
www.det.it

diagnosi e terapia rivista


nel numero di giugno 2019
c'è stato un articolo di rinologia

scritto da Carlo Govoni 

Lo potete trovare anche al sito
http://www.det.it

http://www.det.it/category/articoli/otorinolaringoiatria/

esame-corde-vocali-bambinoI bambini, soprattutto i maschi, vanno incontro a problemi di voce bassa e non sempre pediatri e genitori si rendono conto che questo è un problema specialistico che merita di essere affrontato correttamente. L'abbassamento di voce o qualsiasi altra alterazione vocale prende il nome di disfonia. La causa più frequente di disfonia nei soggetti in età pediatrica sono gli sforzi vocali. I bimbi, soprattutto i maschietti, per imporsi...
Letto da 3339 visitatori
otorino-visita-otorinolaringoiatricaLa visita otorinolaringoiatrica - visita ORL - è una visita medica specialistica che valuta il distretto testa-collo con l'eccezione dei denti, degli occhi e del cervello. Appartengono all'otorinolaringoiatria anche lo studio di quattro funzioni sensoriali importanti: udito, equilibrio, olfatto e gusto. Le possibili malattie sono molte. Si ritiene che ogni persona che gode di buona salute dovrebbe affrontare nella sua vita questa visita ogni...
Letto da 26838 visitatori
olfattometria-govoniL’olfattometria è una metodica che valuta la capacità di percepire gli odori utilizzando sostanze odorose di svariata natura che vengono presentate al paziente. Esiste una standardizzazione degli odori e nella registrazione ed elaborazione statistica delle risposte. Lo scopo è ottenere una valutazione della capacità olfattiva. I test olfattometrici sono sostanzialmente soggettivi, cioè si basano sulle risposte...
Letto da 33836 visitatori
visita-specialistica-otorinolaringoiatricaLa visita otorinolaringoiatrica è rivolta a pazienti di ogni età: dal neonato di un giorno al anziano ultracentenario; le manovre che lo specialista utilizza non provocano dolore.Attraverso la visita si valutano le orecchie (otoscopia o se eseguita al microscopio: otomicroscopia), le fosse nasali (rinoscopia anteriore e posteriore) e la laringe (laringoscopia indiretta). La visita si completa con la palpazione del collo, la...
Letto da 74238 visitatori
fibrorinoscopia-laringofibroscopiaLa fibroendoscopia laringea e la fibroendoscopia nasale sono esami clinici finalizzati all'osservazione della laringe e delle cavità interne del naso. Altri sinonimi sono laringofibroscopia e rinofibroscopia o nasofibroscopia o videorinoscopia. Non sempre la rinoscopia e la laringoscopia descritte nella visita otorinolaringoiatrica permettono di inquadrare perfettamente il paziente. In questi soggetti e nei pazienti in cui si vuole...
Letto da 100164 visitatori
crenoterapia-dolomia-govoniLe cure inalatorie sono le cure dove l'acqua termale per l'effetto di apposite apparecchiature viene frammentata e nebulizzata per trasformarsi in un efficace trattamento per le vie respiratorie superiori. Le principali cure di carattere otorinolaringoiatrico sono indicate per le malattie rino-sinusali e per alcune forme di otite.  Le principali cure d'interesse otorinolaringoiatrico sono:Inalazioni a getto di vapore - L'acqua termale...
Letto da 12557 visitatori
valutazione-vestibolareValutazione vestibolare o esame vestibolare, detto anche esame cocleovestibolare o otovestibolare, è un insieme di manovre semeiologiche rivolte a valutare il senso dell'equilibrio. E' noto che l'orecchio non è solo l’organo dell’udito, ma anche l'organo dell’equilibrio. La parte posteriore dell’apparato uditivo si unisce ad un apparato molto complesso, dotato di recettori e di vie nervose proprie,...
Letto da 69946 visitatori
libera-professione-otorinoL’attività libero professionale dei medici è una parte fondamentale e insostituibile nell’assistenza sanitaria di tutti gli italiani. L’assistenza, come è noto, è fornita dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che risponde al dettato dell’articolo 32 della Costituzione “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce...
Letto da 2643 visitatori
chirurgia-videoendoscopicaLa chirurgia videoendscopica è una branca della chirurgia che si realizza per mezzo di strumenti a fibre ottiche che permettono di vedere il campo operatorio su un video. Questa chirurgia trova la sua massima applicazione negli interventi sul naso e sui seni paranasali. Questi interventi si fanno esclusivamente col paziente addormentato: "in narcosi". Per poter operare è necessaria l'immobilizzazione e l'assenza di riflessi. Si...
Letto da 13110 visitatori
JSN Epic template designed by JoomlaShine.com