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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

Uno dei primi sintomi che presentano il 30/40% dei pazienti affetti da Covid-19 è la diminuzione e poi la perdita dell’olfatto (iposmia ed anosmia).

L'infezione da Covid-19 inizia con un periodo di incubazione che varia da 2 a 14 giorni, mediamente dura 5-6 giorni. In questo periodo il paziente non ha sintomi. E' proprio in questo periodo che occorre porre molta attenzione al gusto e all'olfatto.

E’ questa una evidenza sottolineata da medici di diversi stati (Corea del Sud, Cina e Italia). E’ noto che al deficit sensoriale olfattivo si associano alterazioni del gusto (disgeusia e ageusia). Ritengo che le alterazioni del gusto siano un segno un poco più tardivo e secondario rispetto alla diminuzione dell’olfatto.

Non è noto il meccanismo d’azione del Covid-19 a carico delle mucose nasali, sappiamo però che la porta di entrata del virus nel corpo umano è nella grande maggioranza dei casi il naso e la bocca. Può penetrare anche dagli occhi, ma questa via di contagio la considero più rara. E' quindi facile che penetri nelle cellule della mucosa nasale e lì porti ad alterazioni dei recettori olfattivi.

Tutte le volte che respiriamo noi introduciamo piccolissime goccioline emesse nell'aria dalle persone che ci stanno vicino. Se ci siamo avvicinati ad una persona portatore del nuovo Coronavirus (anche se privo di sintomi e ignaro di avere la malattia) esiste la possibilità che anche noi ci infettiamo. Queste invisibili goccioline si chiamano goccioline di Flügge. Sono state scoperte dal batteriologo Carl Flügge (1847 – 1923), egli ha individuato queste microscopiche goccioline che, quando un soggetto espira o quando parla, escono dal cavo orale e dal naso e sono il veicolo attraverso il quale un soggetto infetto trasmette l’infezione ad altre persone che stanno accanto a lui.

Oggi sono diversi gli otorinolaringoiatri nel mondo e anche in ITALIA che nella loro casistica personale riferiscono di persone affette da iposmia o anosmia e contemporaneamente sono Covid-19 positivi. I riscontri sono dati dai medici dei tre stati più colpiti: Cina, Corea del Sud, Italia (in particolare Italia settentrionale). C’è una pubblicazione su ENT UK del prof. Claire Hopkins dove riferisce osservazioni personali di iposmia in Covid-19 positivi e si è consultato anche con otorinolaringoiatri francesi e nordamericani, i quali hanno avuto gli stessi riscontri.

Secondo un virologo tedesco attivo nel distretto di Heisberg, il prof. Hendrick Streeck, l'anosmia e la disgeusia sono molto importanti. Egli ha interrogato molte persone Covid-19 positive in trattamento domiciliare e nella sua ricerca due terzi dei pazienti esaminati hanno riferito turbe olfattive e gustative. Mi è stato riferito che diverse persone della zona di Codogno hanno presentato questo segno.

La diminuzione dell’olfatto è un segno molto importante. Sono un otorinolaringoiatra che ha sempre avuto interesse verso la funzione olfattiva, ma prima della pandemia da Covid-19 le persone che si rivolgevano a me per un problema olfattivo erano molto poche. Penso che i sintomi dell'iposmia, dell'anosmia e della disgeusia, proprio perché sono molto rari, siano da tenere nella massima considerazione. 
Ritengo IMPORTANTE:
1 - FATE AUTOVALUTAZIONI DELL'OLFATTO E SE RISCONTRATE UN DEFICIT RIFERITELO AL MEDICO.
2 - AI MEDICI: INTERROGATE I PAZIENTI SULLE PERDITE OLFATTIVE. PROVATE L'OLFATTO. SE C'E' IL SOSPETTO E' BENE FARE UN TAMPONE

E’ difficile fare una prova olfattiva seria senza farsi condizionare, comunque provare da soli il proprio olfatto in questo difficile momento lo ritengo importante. Le prove più semplici sono aprire il boccetto di un profumo e verificare se siamo in grado di percepirne la fragranza, oppure fare lo stesso con un pacchetto di caffè macinato. Quando si fanno queste prove è bene che il locale sia stato precedentemente areato, ci sia assenza di odore ambientale e il soggetto non abbia malattie nasali tali da compromettere l'olfatto (per esempio la poliposi nasale). Il caffè lo ritengo più importante per fare una autodiagnosi, perché si può tenere il contenitore del caffè a distanza, per esempio a 30 cm dal naso, e capire se ne avvertiamo l’aroma. Questa prova dipende dalle dimensioni del pacchetto o della scatola nella quale conserviamo il caffè. Pertanto occorre che ciascuno cerchi di individuare la distanza dal contenitore al naso, che è necessaria per riconoscere uno sfumato odore del caffè.

I medici potrebbero preparare due o tre provette uguali con sostanze diluite odorose e aggiungere una o due, sempre uguali, e far riconoscere quelle con le sostanze odorose.

 

Io spero che l’idea di analizzare la funzione olfattiva si diffonda, perché potrebbe essere un contributo alla diagnosi precoce dei soggetti Covid-19 positivi.

E' importante che in fase di anamnesi tutti i medici facciano domande specifiche sulla capacità di sentire gli odori. Se il paziente dichiara una alterata percezione delle sostanze odorose una prova olfattometrica la vedo inutile. Sono dell’avviso che se c’è l’iposmia, senza arrivare all’anosmia, sia questa - da sola - una indicazione a fare il tampone naso-faringeo.

E' importante cercare di individuare precocemente i casi positivi per poterli isolare e per poter iniziare trattamenti quando l'infezione da nuovo coronavirus è nelle sue fasi iniziali.

 

 

 

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San Biagio

è il Santo protettore degli otorinolaringoiatri.
Il suo anniversario è il
3 febbraio

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ECCELLENZE ITALIANE

su ODEON TV
e sul canale 177 del digitale terrestre
il 5 marzo 2020 - ore 18:15
la giornalista Elena Tubertini ha intervistato il dott. Carlo Govoni
che ha parlato di vertigine
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