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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia Testa e Collo
Master in vestibologia

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Uno dei primi sintomi che presentano il 30 - 40% dei pazienti affetti da Covid-19 è la diminuzione e poi la perdita dell’olfatto (iposmia ed anosmia).

L'infezione da Covid-19 (Sars-CoV-2) inizia con un periodo di incubazione che varia da 2 a 14 giorni, mediamente dura 5-6 giorni. In questo periodo il paziente non ha sintomi. E' proprio in questo periodo che occorre porre molta attenzione al gusto e all'olfatto.

 

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E’ questa una evidenza sottolineata nei primi mesi del 2020 da medici di alcuni stati (Corea del Sud, Cina e Italia), oggi da tutti. E’ noto che al deficit sensoriale olfattivo si associano alterazioni del gusto (disgeusia e ageusia). Ritengo che le alterazioni del gusto siano un segno un poco più tardivo e secondario rispetto alla diminuzione dell’olfatto.

Non è noto il meccanismo d’azione del Covid-19 (Coronavirus Sars-CoV-2) a carico delle mucose nasali, sappiamo che la porta di entrata del virus nel corpo umano è nella grande maggioranza dei casi il naso e la bocca. Può penetrare anche dagli occhi, ma questa via di contagio la considero più rara. E' quindi facile che penetri nelle cellule della mucosa nasale e nei recettori olfattivi. Il meccanismo più verosimile è che attraverso la via nervosa costituita dal primo nervo cranico il virus raggiunga i centri dell'olfatto; va a localizzarsi nei centri orbitali frontali e determina l'anosmia. Si tratta quindi di una anosmia di percezione. Vicino ai centri olfattivi ci sono anche quelli gustativi. Nelle infezioni da Covid-19 si osserva che i pazienti che riferiscono anosmia dicono anche di avere alterato il senso del gusto.

Tutte le volte che respiriamo noi introduciamo piccolissime goccioline emesse nell'aria dalle persone che ci stanno vicino. Se ci siamo avvicinati ad una persona portatore del nuovo Coronavirus (anche se privo di sintomi e ignaro di avere la malattia) esiste la possibilità che anche noi ci infettiamo. Queste invisibili goccioline si chiamano goccioline di Flügge. Sono state scoperte dal batteriologo Carl Flügge (1847 – 1923), egli ha individuato queste microscopiche goccioline che, quando un soggetto espira o quando parla, escono dal cavo orale e dal naso e sono il veicolo attraverso il quale un soggetto infetto trasmette l’infezione ad altre persone che stanno accanto a lui.

Oggi sono diversi gli otorinolaringoiatri nel mondo e anche in ITALIA che nella loro casistica personale riferiscono di persone affette da iposmia o anosmia e contemporaneamente sono Covid-19 positivi. I primi riscontri sono dati dai medici dei tre stati più colpiti: Cina, Corea del Sud, Italia (in particolare Italia settentrionale). Ci sono pubblicazioni su ENT UK della prof.ssa Claire Hopkins dove riferisce osservazioni personali di iposmia in Covid-19 positivi e si è consultata anche con otorinolaringoiatri francesi e nordamericani, i quali hanno avuto gli stessi riscontri (1;  2).

Secondo un virologo tedesco attivo nel distretto di Heisberg, il prof. Hendrick Streeck, l'anosmia e la disgeusia sono molto importanti (3). Egli ha interrogato molte persone Covid-19 positive in trattamento domiciliare e nella sua ricerca due terzi dei pazienti esaminati hanno riferito turbe olfattive e gustative. Mi è stato riferito che diverse persone della zona di Codogno, già nei primi mesi del 2020, hanno presentato questi sintomi.

 

La diminuzione dell’olfatto è un segno molto importante. Sono un otorinolaringoiatra che ha sempre avuto interesse verso la funzione olfattiva, ma prima della pandemia da Covid-19 le persone che si rivolgevano a me per un problema olfattivo erano molto poche e soprattutto i loro deficit erano esiti di traumi cranici. Penso che i sintomi dell'iposmia, dell'anosmia e della disgeusia, proprio perché sono molto rari nei soggetti che non hanno subito traumi, siano da tenere nella massima considerazione per sospettare questa infezione. 

RITENGO IMPORTANTE:

1 - LE PERSONE DEVONO FARE PERIODICHE AUTOVALUTAZIONI DELL'OLFATTO E SE RISCONTRATE UN DEFICIT RIFERITELO AL MEDICO.

2 - I MEDICI DEVONO INTERROGATE I PAZIENTI SULLE PERDITE OLFATTIVE e SULLE DISGEUSIE. PROVATE L'OLFATTO FACENDO RICONOSCERE SOSTANZE ODOROSE. SE C'E' IL SOSPETTO DI IPOSMIA E' BENE FARE UN TAMPONE NASALE PER COVID-19

E’ difficile fare una prova olfattiva seria senza farsi condizionare, comunque provare da soli il proprio olfatto in questo difficile momento lo ritengo importante. Le prove più semplici sono aprire il boccetto di un profumo e verificare se siamo in grado di percepirne la fragranza tenendolo a cm 30 di distanza, oppure fare lo stesso con un pacchetto di caffè macinato. Quando si fanno queste prove è bene che il locale sia stato precedentemente areato, ci sia assenza di odore ambientale e il soggetto non abbia malattie nasali tali da compromettere l'olfatto (per esempio la poliposi nasale). Il caffè lo ritengo più importante per fare una autodiagnosi, perché si può tenere il contenitore del caffè a distanza, per esempio a 30 cm dal naso, e capire se ne avvertiamo l’aroma. Questa prova dipende dalle dimensioni del pacchetto o della scatola nella quale conserviamo il caffè. Pertanto occorre che ciascuno cerchi di individuare la distanza dal contenitore al naso, che è necessaria per riconoscere uno sfumato odore del caffè.

I medici potrebbero preparare due o tre provette uguali con sostanze diluite odorose e aggiungere una o due, sempre uguali, e far riconoscere quelle con le sostanze odorose.

Io spero che l’idea di analizzare la funzione olfattiva si diffonda, perché sarà un contributo alla diagnosi precoce dei soggetti Covid-19 positivi.

E' importante che in fase di anamnesi tutti i medici facciano domande specifiche sulla capacità di sentire gli odori. Se il paziente dichiara una alterata percezione delle sostanze odorose una prova olfattometrica la vedo inutile. Sono dell’avviso che se c’è l’iposmia, senza arrivare all’anosmia, sia questa - da sola - una indicazione a fare il tampone naso-faringeo.

E' importante cercare di individuare precocemente i casi positivi per poterli isolare e per poter iniziare trattamenti quando l'infezione da nuovo coronavirus è nelle sue fasi iniziali.

Bibliografia

1 - Hopkins Claire: Loss of sense of smell as marker of Covid-19 infection. ENT UK 21 mar 2020

2 - Hopkins Claire: Management of New Onset Anosmia in the COVID Pandemic: BRS Consensus Guidelines. ENT UK, 19 may 2020.

3 - Streeck Hendrick: Bonn-based research team determined COVID-19 infection fatality rate. Universität Bonn, 05 may 2020.

 

 

 

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