L'acufenometria è un esame specialistico otorinolaringoiatrico da eseguirsi dopo un esame audiometrico tonale ed è utile per comprendere meglio i pazienti che soffrono di acufeni. Queste persone percepiscono ronzii, rumori, fischi o fruscii in assenza di una fonte sonora esterna.
L’esame audiometrico è indispensabile per individuare la minima capacità di sentire i suoni che ognuno è in grado di ascoltare, mentre l'acufenometria serve a comprendere un disturbo percepito solo da pochi pazienti. L'obiettivo è trasformare una sensazione soggettiva in dati oggettivi per memorizzarli e per poi rendere migliore il trattamento terapeutico. L'acufene è una sensazione soggettiva. L'acufene è un sintomo soggettivo.
Esempio di esame audiometrico tonale.
Questo esame dovrà sempre precedere l'acufenometria.
Come funziona l'esame?
L'esame può essere eseguito in cabina silente o in campo libero. In quest'ultimo caso si dovrà sempre evitare la sovrapposizione di rumori. Si compone di quattro fasi principali:
* Ricerca della frequenza. Si mandano al paziente diversi suoni a varie altezze (da 125 a 8000 Hz). Il soggetto dovrà indicare quale assomiglia di più al suo acufene.
* Misura dell'intensità. Dopo aver individuato la frequenza si regola il volume del suono scelto finché non raggiunge lo stesso livello di quello percepito dal paziente.
* Mascheramento. Si cerca, utilizzando un rumore bianco, quel suono che è in grado di mascherare, cioè di rendere non udibile l’acufene.
* Inibizione residua. Dopo aver inviato un suono mascherante per un certo periodo si valuta se l'acufene scompare o si attenua per qualche istante. Quest’ultimo test è un dato prezioso soprattutto per capire se le terapie sonore (Sound Therapy) potranno essere efficaci.
Le terapie sonore sono fatte con strumenti (generatori di rumore) che si possono acquistare nei negozi di audioprotesi e che servono per “coprire” l’acufene con un suono più gradevole e, nel lungo periodo, i pazienti potrebbero non percepire più il loro acufene.
L’importanza dell’acufenometria
Oltre a confermare le caratteristiche del disturbo, l'acufenometria permette di:
1. Monitorare l'acufene nel tempo. In questo modo è possibile capire, anche con dati numerici, se il paziente sta migliorando o peggiorando.
2. Personalizzare i dispositivi per convivere con gli acufeni. Si possono tarare in modo personalizzato gli apparecchi acustici. Si definiscono parametri precisi per i generatori di rumore per la riabilitazione.
L'esame dura in genere pochi minuti, è indolore e non richiede alcuna preparazione specifica. E’ un esame complementare all’esame audiometrico tonale, cioè all’esame base per valutare la capacità uditiva. Sono del parere che il medico che fa l'esame audiometrico debba essere lo stesso che esegue l'acufenometria. Questo perché molte prove audiologiche non sono impersonali, ma comportano valutazioni soggettive, pertanto se sono eseguite dalla stessa persona si riducono gli aspetti che derivano dalla soggettività.
Non si deve pensare che l’acufenometria possa essere la chiave per far guarire le persone dagli acufeni. Chi soffre di questi problemi sa benissimo quanto sia difficile eliminarli. L’acufenometria è un esame che si esegue dopo il classico esame audiometrico. Si allungano un poco i tempi della visita, però lo ritengo un valido aiuto per comprendere un problema clinico così arduo.
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