L’otorinolaringoiatra, o più semplicemente otorino, è un medico che si occupa del distretto testa-collo sia dal punto di vista medico che chirurgico. E' competente nella valutazione di numerose funzioni dell’organismo, affronta diversi problemi clinici, in particolare studia gli organi di senso e l'emissione della voce. La parola evidenzia i tre principali campi d’interesse. Oto- è il prefisso che indica l’orecchio e l’apparato uditivo. Rino- indica il naso e il termine laringo- sta per gola e laringe.
Orecchio. Apparato uditivo e vestibolare
Oltre la metà di tutte le malattie di cui si occupa l’otorinolaringoiatra sono malattie dell’orecchio. L’orecchio è un organo complesso, molto delicato, in fisiologia viene indicato come organo dell’equilibrio e dell’udito. Infatti l’orecchio è scavato nell’osso temporale e nella sua parte anteriore (condotto uditivo, orecchio medio, coclea e nervo cocleare) è deputato alla funzione uditiva. Nella parte posteriore c’è il labirinto: formato da sacculo, utricolo e canali semicircolari. Da qui partono fibre nervose che si uniscono a formare il nervo vestibolare. Questo è l’apparato vestibolare che ha la funzione di mantenere l’equilibrio e la funzione eretta. L'apparato vestibolare è molto importante nel sistema di orientamento spaziale, cioè in quel complesso sistema che ci permette di stare in piedi, camminare, correre e saltare.
| apparato uditivo |
apparato vestibolare |
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Funzione uditiva |
Controllo della postura |
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Padiglione auricoalre, |
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| Coclea |
Labirinto (sacculo, utricolo |
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Nervo cocleare |
Nervo vestibolare |
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Nuclei vestibolari |
Nervo cocleare e nervo vestibolare formano un unico fascio nervoso, che prende il nome di nervo vestibolo-cocleare o ottavo nervo cranico. L’orecchio interno è anche percorso dal nervo faciale (settimo nervo cranico). Questo nervo innerva tutta la muscolatura mimica di metà faccia. Anche le malattie del nervo faciale rientrano nelle competenze dell’otorino.
Il nervo faciale. La motilità e la mimica della faccia
Quando parliamo e anche quando stiamo zitti spesso facciamo movimenti della bocca, delle labbra, delle palpebre e della faccia nel suo insieme. Si tratta di movimenti che nel loro complesso prendono il nome di “mimica facciale”. Sempre con i muscoli della faccia eseguiamo numerosi movimenti volontari e involontari che ci permettono di articolare i fonemi, fischiare, mangiare, contenere la saliva. Tutti questi muscoli sono innervati dal nervo faciale, ovvero settimo nervo cranico. Questo nervo esce dal tronco encefalico affiancato ai nervi vestibolare e cocleare. L’insieme di questi nervi è meglio conosciuta con le parole “pacchetto acustico-faciale”. Il nervo faciale prosegue il suo decorso nell’osso temporale, dove sono contenuti gli apparati uditivo e vestibolare. Come esce dall’osso temporale il settimo nervo penetra nella ghiandola salivare parotide, dove si dirama nei suoi rami terminali. Attraverso tutti i suoi rami questo nervo va ad innervare tutti i muscoli della faccia. Ovviamente il nervo faciale destro innerva la metà destra e il nervo di sinistra innerva l’altra metà.
Lo studio della funzione e delle malattie di questo nervo sono di competenza dell’otorinolaringoiatra, sia sotto l’aspetto medico che chirurgico.
Le ghiandole salivari. La produzione di saliva e la funzione gustativa.
E’ noto che la nostra bocca è sempre umida perché ci sono ghiandole che continuamente producono saliva. Queste ghiandole si dividono in maggiori e minori. Le ghiandole maggiori sono tre per lato: parotide, sottomandibolare e sottolinguale. Tutte queste ghiandole concorrono alla produzione della saliva. Sono importanti nelle fasi di masticazione e deglutizione perché il cibo che mangiamo deve essere triturato e ammorbidito dalla saliva. La saliva contribuisce a mantenere una normale funzione gustativa. Per poter apprezzare il gusto di cibi e bevande questi devono essere umidificati.
Dal punti di vista chimico la saliva contiene ptialina, un importante enzima che attacca gli amidi e li trasforma in maltosio e destrine (cioè in zuccheri). Si può affermare che la prima fase della digestione dei cibi avviene nella bocca grazie alle ghiandole salivari.
Il naso. La respirazione nasale e la funzione olfattiva.
Un’altra parte importante dell’otorinolaringoiatria è la rinologia. Questa materia comprende l’anatomia e la fisiologia del naso, la respirazione nasale e la capacità di percepire sostanze odorose.
Il naso è l’organo col quale eseguiamo la prima fase della respirazione. Il naso è collegato a diverse altre cavità che si trovano all’interno delle ossa che compongono la parte anteriore del cranio. Queste cavità sono i seni paranasali (mascellare, frontale, etmoidale e sfenoidale). In tutte queste cavità si formano delle secrezioni che, attraverso piccoli orifizi si scaricano nel naso. Nel naso si scarica anche un condotto proveniente dall’orecchio: la tuba di Eustachio. Questo condotto che collega naso con orecchio ha un ruolo importante nella funzione uditiva.
La bocca. La patologia orale.
E’ chiaro che tra gli organi di competenza di un otorinolaringoiatra c’è la bocca. Sono esclusi i denti che sono di competenza degli odontoiatri (chiamati anche dentisti). Nella bocca si aprono tutti i dotti delle ghiandole salivari. Interessanti sono le malattie di tutta la cavità orale. Le più note sono le tonsilliti e le adenoiditi perché tutti i bambini hanno sofferto per queste malattie. Poi con l’accrescimento questi organi si atrofizzano e queste malattie scompaiono lasciando il campo a malattie delle mucose della bocca. Nella grande maggioranza sono manifestazioni benigne però non si devono escludere i tumori maligni. Questi ultimi hanno tra i fattori predisponenti il fumo, l’alcool e l’infezione da papillomavirus. L’infezione da papilloma (HPV) è una malattia rara, ma insidiosa.
La laringe e il collo. La fonazione e la deglutizione.
Lo studio della laringe e del collo completa il campo d’azione dello specialista in otorinolaringoiatria. Faccio risalire la nascita dell’otorinolaringoiatria al 1855 quando un maestro di canto, Garcia, riuscì con uno specchietto e una lampada a petrolio a vedere le corde vocali, inventando la laringoscopia indiretta. E’ questa una manovra che venne fatta propria dai primi medici che si dedicarono allo studio della voce umana. Vedere le corde vocali quando non esisteva la lampadina era un’arte e solo dedicandosi assiduamente si potevano avere dei risultati. Pertanto questi medici riuscivano a fare indagini diagnostiche che gli altri medici non erano in grado di fare.
Lo studio della laringe attualmente viene svolto con tecniche endoscopiche utilizzando fibre ottiche e sistemi di illuminazione a luce fredda. L’organo da studiare è sempre lo stesso: la laringe. Organo fondamentale per la respirazione e la produzione della voce. Inoltre a livello laringeo avviene anche il passaggio del cibo in esofago: la deglutizione.
L’otorinolaringoiatra si occupa di tutta la chirurgia del collo. Qui si tratta di affrontare soprattutto malattie dei linfonodi e della tiroide. Inoltre lo studio del collo è importante perché costituisce il tramite per raggiungere la laringe. La tiroide è una ghiandola endocrina e dal punto di vista medico è competenza degli specialisti in endocrinologia.
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