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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale 

Tel. 3358040811

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Uno dei problemi della società industriale è il rumore. Il rumore è una caratteristica costante di molti ambienti di lavoro ed è anche presente nella quotidianità della vita. Passiamo molte ore in auto e quando camminiamo per le nostre città siamo sempre immersi nel rumore. Anche nei locali che frequentiamo c'è spesso rumore. Nei negozi e nei luoghi ricreativi c'è quasi sempre musica di sottofondo e voci di persone. Nelle abitazioni quasi sempre gli apparecchi elettroacustici sono inseriti e spesso vengono utilizzati apparecchi domestici rumorosi. E' ovvio che se non siamo ipersensibili (vedi iperacusia) questi rumori sono tollerati dagli uomini.

Sono stati individuati tre livelli di rumorosità ambientale importanti.
1 - Fino a 80 dB - Questa rumorosità non è considerata otolesiva.

2 - Tra 80 e 85 dB - Soggetti molto sensibili possono subire danni da esposizione a rumore.

3 - Oltre 85 dB - Questa rumorosità è importante ed è potenzialmente otolesiva.

Se l'ambiente in cui viviamo ha una rumorosità inferiore a 80 dB non sono necessarie protezioni individuali. Queste ultime sono importanti quando il rumore supera questa soglia.

Fondamentalmente si usano due tipi di presidi protettivi: le cuffie insonorizzanti ed i tappi.

Le cuffie insonorizzanti o cuffie antirumore sono dispositivi che comprimono le orecchie e riducono l'intensità dei suoni che raggiungono l'orecchio. Sono molto utili perchè si possono mettere e togliere con rapidità. Sono particolarmente indicate per quelle attività dove il rumore è conseguenza di un apparecchio che si utilizza saltuariamente. Per esempio un trapano a percussione, o una sega circolare. Quando si deve fare il foro o il taglio la persona si mette le cuffie, quando fa altre lavorazioni meno rumorose può toglierle. Tenere le cuffie per lunghi periodi, per esempio per una intera giornata lavorativa può essere fastidioso perchè queste comprimono i padiglioni e possono risultare dolorose. Le cuffie hanno anche un altro vantaggio. Coloro che devono fare lavorazioni rumorose ma devono anche comunicare o ricevere telefonate, con le cuffie, è facile toglierle e rispondere al telefono.

I tappi auricolari insonorizzanti o inserti sono un altro presidio importante per proteggere dal rumore. Vengono anche indicati col nome di dispositivi per protezione individuale (dpi). Se si svolge un lavoro ad elevatà rumorosità, per esempio piloti di auto da competizione, i tappi sono praticamente indispensabili. Ne esistono di diversi tipi. Molto utili sono quelli di materiale plastico antiallergico. Questi possono anche essere realizzati su misura per ciascun lavoratore. La loro capacità di ridurre la percezione dei rumori è ottima. 
Un altro utilizzo dei tappi al silicone insonorizzanti è per chi si lamenta di rumori di discoteche o di mezzi urbani su ferro (metropolitane, tram o treni). Queste persone fanno fatica ad addormentarsi e, in questi particolari casi, l'uso di tappi protettivi può rappresentare una valida soluzione. 
Come tutto ciò che non è naturale può avere controindicazioni o può facilitare l'insorgenza di altri problemi. I problemi conseguenti all'uso dei tappi sono molto simili ai problemi determinati dall'uso di protesi acustiche, pertanto si rimanda ad un articolo sulle precauzioni da assumere per coloro che indossano apparecchi acustici

Per una maggiore comprensione del concetto di rumore riporto un elenco dei principali rumori a cui siamo facilmente esposti nella vita quotidiana. Preciso fin da subito che sono elementi importanti per capire se un rumore è o non è otolesivo: l'intensità e la distanza dalla sorgente sonora.

10 - 20 dB - soglia di percezione dei minimi rumori
30 dB - voce sussurrata
40 - 50 dB - voce di conversazione
60 dB - uffici, negozi con scarsa rumorosità come farmacie, profumerie, gioiellerie, ecc.
70 dB - bar, mense aziendali, centri commerciali
80 dB - traffico intenso, bar e ristoranti affollati
90 dB - molti stabilimenti industriali meccanici, uso di strumenti con motore a scoppio come decespugliatori, falciatrici, motoseghe. Suoni di intensità di 90-100 dB vengono considerati molto fastidiosi dalla maggioranza delle persone.
100 dB - uso di martelli pneumatici, flessibili per taglio ceramiche o metalli
110 dB - discoteche, concerti rock, motori di auto o moto a scarico libero, pistole sparachiodi
120 dB - armi da fuoco
130 - 140 dB - rumore di motori a reazione. Si ricorda che rumori ad intensità uguale o superiore a 130 dB raggiungono la soglia del dolore per molte persone.

Il danno da rumore intenso e ripetuto è il Trauma Acustico Cronico (TAC).

L'irrigazione nasale (o più semplicemente lavaggio nasale) è una pratica terapeutica utilizzata da molti anni in tutto il mondo e in tempi recenti la medicina occidentale ha preso in considerazione il problema. Le indicazioni sono le infiammazioni croniche e allergiche delle alte vie respiratorie, in particolare riniti e sinusiti. 
Il concetto di irrigazione nasale è molto semplice, si va dalla semplice aspirazione col naso di acqua, all'utilizzo di siringhe, contenitori appositi e prodotti spray.

Desidero subito chiarire quando possono dare risultati utili e quando è bene non utilizzare questi lavaggi. L'indicazione principale è data dalle forme croniche, cioè riniti e sinusiti fastidiose che durano nel tempo e spesso si riacutizzano nella stagione fredda. Possono trovare giovamento anche le riniti allergiche. 
Gli obiettivi che si prefigge di raggiungere una buona irrigazione nasale sono:
- migliorare la respirazione nasale,
- riduzione degli starnuti e delle difficoltà respiratorie nelle persone con malattie allergiche,
- una diminuzione nell'uso o nel dosaggio dei farmaci rinologici locali o anche nei farmaci sistemici, tra questi ultimi poter ridurre l'uso di cortisonici costituisce senz'altro un vantaggio,
- coadiuvante nel periodo post operatorio negli interventi si rinosettoplastica, settoplastica e devascolarizzazione turbinati.
- rendere più sopportabili i disagi nelle riniti e rinosinusiti sub-acute e croniche

I liquidi per l'irrigazione nasale si dividono in isotonici ed ipertonici.
Soluzioni isotoniche = sono soluzioni saline con concentrazioni di sale uguale a quella dei liquidi del corpo umano.
Soluzioni ipertoniche = soluzioni saline con concetrazioni superiori a quelle dei liquidi umani. 

L'uso delle armi da fuoco danneggia l'udito. E' questa una considerazione certa. Le armi più diffuse sono senza dubbio le pistole ed i fucili. Occorre distinguere l'uso ai fini sportivi che si effettua all'interno dei poligoni di tiro rispetto all'uso all'aperto nelle battute di caccia.
Chi utilizza le armi all'interno dei poligoni e usa sistemi di otoprotezione difficilmente subisce traumi acustici. Per esempio molti militari utilizzano le armi solo all'interno dei poligoni e non hanno deficit uditivi.

La dieta iposodica trova un suo razionale nella malattia di Ménière (o idrope endolinfatica) ed è noto che si tratta di una malattia molto rara. Ritengo che da parte di alcuni colleghi ci sia una facile tendenza a diagnosticare questa malattia e di conseguenza molti prescrivono diete povere in sodio.
Sappiamo che una dieta iposodica è utile anche nella terapia di malattie nefrologiche e cardiovascolari, quindi prescriverla, anche se non c'è una stretta necessità di seguirla, non comporta danni al paziente. Il problema non è fisico, ma lo vedo soprattutto di tipo psicologico. Se una persona segue col massimo impegno una dieta con lo scopo di guarire da una vertigine e poi non migliora si creano importanti problemi psicologici e comportamentali. Il paziente perde fiducia nel medico e spesso pensa che la diagnosi sia errata. Qui scatta una ricerca molto estenuante di possibili altre cause, il soggetto si sofferma su patologie gravi e la qualità della sua vita peggiora di giorno in giorno.

Occorre quindi stare attenti quando viene prescritta una dieta iposodica. Un problema a cui rimando sono i criteri di certezza di malattia di Ménière. Se c'è la certezza di questa patologia allora seguire una dieta iposodica è importante.

Cibi consenti nelle diete rigorosamente iposodiche.
Pane azimo e pane senza sale.
Biscotti senza sale.
Dolci iposodici senza lievito
Latte e yogurt senza sale.
Farina e fecola.
Riso, pasta di semola, tapioca e semolino. 
Frutta fresca e frullati di frutta.
Castagne
Sale senza sodio
Olio d'oliva e burro
Aceto

La vertigine è una patologia complessa dove si fa fatica ad individuare esattamente le cause, quindi diventa difficile una terapia. Ricordo che una causa molto frequente è la vertigine parossisitica di posizione, questa è un disturbo degli otoliti, pertanto è un problema di tipo fisico e non risente della dieta seguita dal paziente.

 

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I tumori maligni del naso sono molto rari nella popolazione generale, circa un caso ogni centomila abitanti, però sono molto più frequenti tra i lavoratori del legno e del cuoio. In queste categorie le possibilità di ammalarsi di tumore maligno sono quasi cento volte superiori. Le statistiche riferiscono da 5 a 9 casi ogni diecimila abitanti.
I primi studi che hanno riconosciuto le polveri di legno come causa dei tumori del naso risalgono al 1965. Sono stati riscontrati adenocarcinomi con frequenza superiore all'attesa nei lavoratori del legno di High Wycombe (1 - 2 - 3).

Il potere cancerogeno è delle polveri fini prodotte dalla lavorazione del legno. Il rischio di malattia è molto superiore per i falegnami rispetto ai boscaioli. Sono più a rischio i falegnami che lavorano legni duri rispetto ai legni più teneri. Questo anche perchè nella lavorazione dei legni duri le polveri sono spesso fini e impalpabili.

Negli studi di medicina preventiva l'esposizione a polveri di legno duro si affianca all'esposizione a polvere di cuoio. Per entrambe le categorie di lavoratori il rischio è costituito dalle malattie neoplastiche delle cavità nasali e dei seni paranasali. Per la diagnosi è fondamentale la visita otorinolaringoiatrica con rinofibroscopia.

Nel periodo dal 1996 al 2012 nella regione Piemonte sono stati denunciati 163 casi di tumore maligno del naso e dei seni paranasali (4). Tra tutti i casi denunciati 39 si sono poi rivelati negativi, quindi le reali neoplasie sono stati 124. Di questi 120 hanno colpito lavoratori esposti alle polveri di legno duro e 4 esposti alla polvere di cuoio. 

Questi 124 lavoratori sono quasi tutti di sesso maschile e, dal punto di vista istologico, sono stati adenocarcinomi.

L'inalazione di polvere di legno (e analogamente per la polvere del cuoio) comporta un danno della clearance mucociliare degli epiteli delle fosse nasali e dei seni paranasali (5 - 6). I lavoratori esposti a polvere di legno duro presentano un incremento di quadri metaplastici e displastici a carico della mucosa rinosinusale (7). 

 

 

Bibliografia
1 - Macbeth R. Malignant disease of paranasal sinuses. J. Laryngol, 1965; 79: 592-612.
2 - Acheson E, Hadfield E, Macbeth R.  Carcinoma of the nasal cavity and accessory sinuses in wood workers. Lancet 1967; i: 311-312
3 - Acheson E, Cowdell R, Hadfield E, Macbeth R.  Nasal cancer in wood worker in the furniture industry. Br. Med. J 1968; 2: 587-592.
4 - I dati INAIL della Regione Piemonte, Torino, 24 maggio 2013.
5 - Black A. et al.  Impairment of nasal mucociliary clearance in woodworkers in the forniture industry. Br. J. Ind. Med. 1974; 31: 10-17
6 - Andersen H. et al. Nasal cancers, symptoms and upper airway function in woodworkers.  Br. J. Ind. Med. 1977; 34: 201-207.
7 - Boysen M, Solberg L.  Changes in the nasal mucosa of furniture workers.  Scand. J. Work Environ. Health  1982; 8: 273-282.

 

 

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