I tumori della parotide sono rari e come tutti i tumori si distinguono in benigni e maligni. La prevalenza è dei tumori benigni, oltre l'85% dei casi.
L'esordio è comune a molte neoplasie, si apprezza un piccolo nodulo, asintomatico, che col passare dei mesi aumenta di volume. Ingrossandosi determina fastidi sopportabili. Nelle fasi iniziali non c'è dolore e non ci sono nemmeno altri segni. Oggi le persone sono molto attente alle piccole tumefazioni presenti nel loro corpo e la maggior parte delle diagnosi la si esegue prima che questi tumori presentino dimensioni superiori ai due centimetri di diametro. Segni tardivi sono le paresi e poi la paralisi del nervo facciale.
La parotide è la più grande delle ghiandole salivari. Si trova davanti all'orecchio ed ha la caratteristica di essere attraversata dal nervo faciale. Il faciale (VII° nervo cranico) è un nervo prevalentemente motore che affianca il nervo vestibolo-cocleare (VIII°) all'interno del condotto uditivo interno. Compie un percorso molto complesso all'interno dell'osso temporale ed esce dal forame stiloideo. La sua uscita è in profondità, in vicinanza del condotto uditivo esterno. Il nervo esce con un unico tronco nervoso che poi nel suo progredire all'interno della ghiandola parotide si suddivide in numerosi piccoli rami. Esce dalla ghiandola e va ad innervare tutti i muscoli della faccia, dai muscoli della fronte, a quelli delle labbra. L'innervazione interessa i muscoli di mezza faccia. Per esempio il nervo facciale destro innerva muscoli solo del lato destro del volto.

Vediamo ora i tumori benigni di questa ghiandola. Il più diffuso è l'adenoma pleomorfo. Altro tumore relativamente frequente è l'adenoma di Warthin (o cisto adenoma papillifero linfomatoide o cistoadenolinfoma). Questi tumori si accrescono lentamente. Sotto il profilo clinico è più importante l'adenoma pleomorfo in quanto se non trattato potrebbe degenerare in un tumore maligno.
Che cosa occorre fare se c'è il sospetto di avere un tumore della parotide?
La visita presso un otorinolaringoiatra è importante, ma già il medico di famiglia può fare molto. L'esame diagnostico fondamentale è l'ecografia. Con questo esame è possibile vedere il tumore quando è piccolo ed è possibile localizzarlo con precisione.
Abbiamo detto che la parotide è attraversata dal nervo facciale e dai suoi rami. Questi si dispongono su un unico piano, pertanto distinguiamo una parotide esofacciale (cioè quella parte della ghiandola rivolta verso l'esterno) ed una paorzione più piccola, lobo profondo, rivolto medialmente rispetto al nervo. La maggioranza delle neoformazioni parotidee sono nella porzione superficiale (o esofaciale). Questa valutazione è importante per l'asportazione chirurgica.

Come abbiamo detto in premessa i tumori maligni sono rari. Tra questi ricordiamo il carcinoma adenoidocistico e il carcinoma mucoepidermoide.
Il tumore maligno adenoido-cistico ha un comportamento particolare. Si accresce in modo da formare una piccola massa, ma ha la tendenza ad accrescersi lungo le guaine dei rami del nervo faciale, quindi si diffonde all'interno della ghiandola parotide.
Il carcinoma mucoepidermoideha diversi gradi di malignità. Quelli a basso grado hanno un andamento simile ai tumori benigni. Insorgono come una masserella che si sviluppa all'interno della ghiandola senza presentare sintomi specifici. Quelli ad alto grado di malignità hanno una evoluzione più rapida.

L'esame diagnostico per eccellenza è l'ecografia che è sempre bene eseguire associandola all'agoaspirato (FNAB). Si tratta di un'aspirazione con ago sottile delle cellule della tumefazione, che poi saranno esaminate al microscopio (esame citologico).

Stabilita la diagnosi occorre valutare le condizioni generali del paziente. Se il paziente è in buone condizioni si propone l'intervento di asportazione. Nelle forme benigne è sufficiente proporre una parotidectomia esofaciale, cioè superficiale. Nelle forme maligne si dà la preferenza alla parotidectomia totale. 

E' evidente che si tratta di una chirurgia particolarmente delicata e rischiosa proprio perchè si deve evitare qualsiasi danneggiamento del nervo facciale. L'intervento lo si effettua con lentezza in quanto è importante avere il controllo visivo del nervo proprio per non danneggiarlo. Si devono evitare le trazioni incongure ed anche le causticazioni dovranno essere molto limitate. Altro problema èche si dovrà togliere il tumore, sia benigno che maligno, senza sezionarlo, proprio per evitare una disseminazione di cellule tumorali. 

E' chiaro che per fare questi interventi è indispensabile l'assoluta immobilità del paziente, pertanto si eseguono con anestesia generale ed è necessario il ricovero in clinica.

Una domanda frequente è se l'asportazione di una parotide o di un'altra ghiandola salivare comporterà problemi per la salivazione?. L'uomo possiede sei ghiandole salivari maggiori (tre a destra e tre a sinistra) e numerose ghiandole salivari minori, l'asportazione di una ghiandola maggiore normalmente non produce danni alla salivazione, le altre ghiandole compensano.

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- chirurgia della ghiandola parotide esofacciale