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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

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Testi

I tumori dell'orecchio sono una patologia estremamente rara; si dividono in base alla loro sede in tumori maligni dell'orecchio esterno e tumori maligni dell'orecchio medio. Sono spesso dei carcinomi basocellulari, a volte sono stati diagnosticati degli adenocarcinomi. Essendo neoformazioni rare e scarsamente sintomatiche nelle loro fasi iniziali è facile che il medico, e a volte anche lo specialista, nei mesi di esordio non riesca a fare una diagnosi corretta. Gli esami fondamentali per la diagnosi di sede sono la TAC delle rocche petrose e la RM finalizzata allo studio dell'orecchio.

Classificazione tumori del cavo orale
Per la classificazione dei tumori maligni si utilizza una codifica internazionale denominata TNM.
T - indica le dimensioni del tumore primitivo
N - indica le caratteristiche delle metastasi linfonodali
M - indica le metastasi a distanza

Nei tumori della bocca e della lingua T indica il tumore espresso in centimetri.
T is - Tumore molto piccolo, definito "in situ".
T1 - Tumore inferiore a due centrimetri di diametro
T2 - Tumore compreso tra 2 e 4 centimetri nel suo massimo diametro
T3 - Tumore superiore a cm 4 nel suo massimo diametro
T4a e T4b - Sono tumori molto invasivi. Possono interessare la corticale ossea, la muscolatura adiacente o il seno mascellare o avvolgere la carotide interna o seguire altre vie di diffusione.  

N0 - assenza di metastasi linfonodali
N1 - presenza di una metastasi inferiore a 3 cm di diametro in un linfonodo dallo stesso lato del tumore
N2 - presenza di una metastasi tra 3 cm e 6 cm di diametro in un linfonodo dallo stesso lato del tumore oppure in metastasi inferiori a 3 cm da entrambi i lati del collo.
N3 - presenza di almeno una metastasi linfonodale da qualsiasi parte del collo con massa superiore a cm 6 di diametro.

M0 - assenza di metastasi a distanza
M1 - presenza di metastasi a distanza

Sulla base di questi tre criteri si esegue la stadiazione del tumore.
Gli stadi sono 5.
STADIO 0 - Tumore in situ senza metastasi. Tis N0 M0
STADIO I° - Tumore di piccole dimensioni senza metastasi. T1 N0 M0
STADIO II° - Tumore di medie dimensioni senza metastasi. T2 N0 M0
STADIO III° - Tumore tipo T3 senza metastasi. T3 N0 M0 oppure tumore da T1 a T3 con una metastasi linfonodale  T1-T2-T3 N1 M0
STADIO IV° - Si suddivide in tre sottostadi: a, b e c. Si tratta di tumori ancora più estesi dei precedenti.

Questa stadiazione è importante per lo studio dei tumori, per i confronti tra i medici, per confrontare protocolli terapeutici e tecniche chirurgiche.

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Le tre foto sono del Columbus Clinic Center di Milano.
In questo centro è possibile trattare numerosi casi chirurgici.

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Il riflesso stapediale è un riflesso importante il cui studio è quasi esclusivo degli otorinolaringoiatri.
Nella cassa del timpano, cioè in quella parte dell’orecchio che si trova al di là della membrana timpanica, ci sono gli ossicini dell’udito: martello, incudine e staffa. Alla radice del manico del martello si inserisce il tendine del muscolo tensore del timpano. Sulla testa (o capitello) della staffa si inserisce il muscolo stapedio. Questi due muscoli hanno il compito di aumentare la rigidità del sistema timpano-ossiculare in risposta a suoni di elevata intensità.
Il più importante è il muscolo stapedio e la sua contrazione costituisce un riflesso di protezione per l’orecchio quando riceve suoni molto intensi. La contrazione è bilaterale, si muovono sia i muscoli di destra che di sinistra, indipendentemente dal lato da cui arriva il suono.
Per ottenere questo riflesso sono necessari suoni di almeno 70 dB.
Attraverso uno strumento denominato impedenzometro è possibile registrare il movimento della membrana timpanica in risposta alle contrazioni di questo muscolo. Il riflesso stapediale è quindi facilmente registrabile e costituisce una tecnica oggettiva per valutare la funzione uditiva. Lo studio di questo riflesso (reflessologia stapediale) fornisce elementi di certezza sul fatto che il paziente abbia percepito un suono.
Per il fatto che il rifllesso si evoca a 70 dB sopra la soglia questo test non serve per indagare sulla minima capacità uditiva del paziente. La ricerca del riflesso rientra nell'ambito dell'impedenzometria ed appartiene alle prove audiologiche sovraliminari. 

tympanometry and reflex

Nell'esempio qui riportato si ossserva a sinistra i tracciati timpnometrici (Tympanogram) 
e a destra la ricerca della soglia dei riflessi stapediali (Reflex).

 

Lo studio del riflesso stapediale è importante per eseguire la diagnosi di otosclerosi. Questa è una malattia di esclusivo interesse otorinolaringoiatrico: si conoscono due varianti: otosclerosi stapediale (la più frequente) e otosclerosi cocleare. Esistono anche delle forme miste ciè delle otosclerosi che in parte sono cocleari (quindi con deficit acustico neurosensoriale) e stapediali (con ipoacusia trasmissiva).

 

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Molte persone affette da poliposi nasale si chiedono se sia possibile prevenire la recidiva dopo un intervento chirurgico.
Occorre chiarire che i polipi nasali non sono la malattia, ma sono la manifestazione eclatante di un processo patologico che interessa la mucosa di rivestimento delle cavità nasali e paranasali. Indipendentemente dalla tecnica chirurgica utilizzata si ottiene una estirpazione più o meno completa dei polipi, ma la mucosa ammalata resta sempre. Per questo motivo il rischio di recidiva è inevitabile.
Vediamo ora quali consigli dare a coloro che sono affetti da poliposi, che sono stati operati e pertanto sono esposti al rischio di vedersi nuovamente affetti dalla malattia.

1 - Controlli ORL periodici - Ritengo che il punto più importante sia fare controlli otorinolaringoiatrici frequenti. La periodicità va concordata con lo specialista. I controlli sono importanti perchè oggi ci sono farmaci che riescono a frenare lo sviluppo della poliposi ed è compito del medico utilizzarli al momento opportuno.

2 - Nei soggetti allergici sottoporsi a specifiche terapie - Non tutte le forme di poliposi colpiscono i soggetti allergici, ma se si è allergici è doveroso anche fare valutazioni allergologiche. E' bene rivolgersi agli specialisti del settore. I farmaci utilizzabili sono parecchi e dovranno essere prescritti al momento opportuno.

3 - Evitare farmaci contenenti acido acetilsalicilico (ASA) - Alcune forme di poliposi nasale si inquadrano nelle sindromi da intolleranza all'ASA. In questi casi i farmaci che contengono acido acetilsalicilico non dovranno essere utilizzati. Nel dubbio è bene estendere questa raccomandazione. Faccio presente che in commercio esistono preparati di uso molto comune che contengono acido acetilsalicilico. Un esempio sono i digestivi e gli analgesici come l'Alka seltzer®. Persone che non leggono la composizione dei prodotti che assumono possono introdurre questo acido senza rendersene conto. Si raccomanda pertanto ai soggetti affetti da poliposi di leggere bene la composizione di quanto assumono.

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4 - Evitare il fumo di sigaretta - Non è chiaro come il fumo possa incidere sulla poliposi, verosimilmente agisce come sostanza irritante sulle mucose nasali e dei seni paranasali.

5 - Per i soggetti allergici evitare contatti con gli allergeni - Questo è abbastanza ovvio, se, per esempio, si è allergici alle graminacee occorrerà evitare ogni esposizione a queste sostanze.

6 - Stare attenti a proteggersi da polveri irritanti - Spesso l'esposizione a polveri avviene durante il lavoro, quindi uso assiduo di mascherine e l'utilizzo di aspiratori aiuta ad evitare queste irritazioni.

7 - Ridurre il consumo di alcool - Non c'è un rapporto chiaro tra polipi nasali ed assunzione di alcoolici, però ritengo giusto ridurre il consumo di queste bevande.

8 - Ridurre l'assunzione di acido arachidonico - Ritengo utile NON mangiare frutta secca ed in particolare gli arachidi. Evitare inoltre cibi cotti con olio di semi, in particolare olio di semi di arachidi. L'acido arachidonico è contenuto in molti alimenti e deve essere evitato. L'olio d'oliva è l'ideale. Si consiglia pertanto di usare olio di oliva anche nella preparazione dei cibi.

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I falegnami, i carpentieri, i lavoratori del legno e del cuoio sono esposti al rischio di tumore nasale.
I tumori del naso sono molto rari, ma non tra queste persone. Questo problema interessa non solo gli specialisti, ma anche i medici del lavoro e gli addetti ai servizi di prevenzione delle malattie professionali. Oggi è possibile fare qualcosa in più per chi lavora in questi settori. Una visita otorinolaringoiatrica con una rinofibroscopia (o fibrorinoscopia) risulta essere l’esame fondamentale.

Negli ultimi anni si è fatto molto negli ambienti di lavoro affinchè le macchine utensili siano dotate di aspiratori per raccogliere le polveri della lavorazione del legno, ma il rischio permane. Studi clinici hanno dimostrato che il vero rischio è nella lavorazione dei legni duri. Per fortuna siamo di fronte ad un numero piccolo di nuovi casi/anno per regione (circa da 10 a 30), ma data la rarità di questo tipo di tumore questi piccoli numeri sono da ritenersi importanti. E’ utile effettuare una semplice azione preventiva: la visita da parte di un otorinolaringoiatra con rinofibroscopia. E’ una procedura semplice, priva di rischio, che permette di esplorare bene le fosse nasali.

I tumori maligni del naso e dei seni paranasali sono inferiori all’1% di tutti i tumori che possono colpire un uomo. Sono però tumori che in alcuni casi sono di difficile diagnosi e di ancor più difficile trattamento. L’arma fondamentale è la diagnosi precoce. Poter diagnosticare uno di questi tumori quando è nelle fasi iniziali è il primo passo verso un successo terapeutico.

rinoscopia anteriore tumore setto nasale govoni 

Nella foto si osserva un tumore della narice destra, insorto sulla porzione anteriore del setto nasale.I tumori maligni del naso e dei seni paranasali possono avere una causa certa. E’ stato visto che le polveri, in particolare le polveri di legno duro e del cuoio possono essere la causa di questa malattia. Di conseguenza i lavoratori del legno, dell’industria tessile, del cuoio, dei pellami, i carpentieri sono esposti maggiormente a queste neoformazioni. Sono anche a rischio i lavoratori del nichel, coloro usano formaldeide ed anche coloro che sono addetti alla produzione di alcool isopropilico. Purtroppo questi tumori nascono in un distretto anfrattuoso e spesso manifestano i loro segni quando sono ad un III° o IV° stadio, quindi in fase avanzata.

La qualità della vita di coloro che sono affetti da questo tumore è spesso compromessa.
Il loro trattamento è difficile.

Il consiglio importante è la visita otorino con rinofibroscopia come arma di prevenzione. Il vero mezzo che abbiamo per poter trattare i tumori maligni del naso è poterli diagnosticare precocemente, e quindi poterli curare quando sono molto piccoli.

Nel settore della medicina del lavoro consiglio ai medici di fabbrica di industrie dove ci sono lavoratori a rischio tumore nasale di essere lungimiranti e di far visitare i loro assistiti ad un medico otorinolaringoiatra. L'esame di scelta è la rinofibroscopia o fibroscopia nasale.

Il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 10 giugno 2014 (pubblicato sulla G.U. del 12 settembre 2014 n. 212 nell'allegato delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia all'INAIL sono indicati nella lista 1 - gruppo 6 "Tumori professionali"
11 - COMPOSTI DEL NICHEL  - I.6.11  Tumori delle cavità nasali     I.1.08  Tumori dei seni paranasali.
40 - FORMALDEIDE  -  I.6.40 Tumori del nasofaringe
25 - POLVERI DI LEGNO  -  I.6.25  Tumori delle cavità nasali       I.6.25  Tumori dei seni paranasali   I.6.25  Tumori del nasofaringe
31 - PRODUZIONE DELL'ALCOOL ISOPROPILICO  (PROCESSO DELL'ACIDO FORTE)      I.6.31  Tumori delle cavità nasali   I.6.31  Tumori dei seni paranasali
50 - POLVERI DI CUOIO -   I.6.50  Tumori delle cavità nasali    I.6.50  Tumori dei seni paranasali 

 

Esiste anche un Registro Nazionale dei Tumori Naso-Sinusali ( ReNaTuNS ). Questo registro ha dimostrato che la frequenza dei tumori naso-sinusali è molto bassa, però questa percentuale s'innalza se facciamo riferimento solo a specifiche categorie. Per questi tumori chi è esposto alle polveri di legno e cuoio ha una percentuale elevata di manifestare tumori del naso, in particolare del rinofaringe, e tumori dei seni paranasali.

 

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nel numero di dicembre 2020
è stato pubblicato un articolo

scritto da Carlo Govoni 

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