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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

Testi

La vestibologia clinica è un argomento molto attuale ed è stato oggetto di un corso che si è tenuto a Pisa il 31 gennaio e primo febbraio 2019.

E' noto che la scuola pisana è una delle più importanti in tema di vestibologia. La patologia vertiginosa, cioè la vertigine labirintica, e l'otoneurologia sono gli argomenti più importanti di questo corso. Si parlerà di bedside examination, dei diversi tipi di nistagmo, della vertigine parossistica di posizione, della malattia di Meniére e dei deficit vestibolari acuti.

Contributi importanti alle diagnosi otoneurologiche provengono dalle tecniche di imaging. Una sindrome rara come la deiscenza del canale semicircolare superiore (sindrome di Minor) è ora possibile diagnosticarla grazie agli apparecchi ad alta risoluzione, sempre più diffusi sul territorio.

In questo corso molto spazio sarà dato alla riabilitazione vestibolare e alle manovre liberatorie, come la manovra di Semont e gli esercizi di Brandt Daroff.

ciclista equilibrio pedalare andare avanti vertigine otorino govoni milano

La paralisi del nervo facciale è un importante problema clinico, il suo trattamento è medico, ma in alcuni casi è necessario ricorrere all'intervento chirurgico.

Il farmaco di prima scelta è il cortisone. Sappiamo che esistono diversi preparati che contengono questo insostituibile prodotto. La preferenza va data al Prednisone da 60 a 80 mg al giorno per 6-7 giorni e poi si procede a scalare. Altro farmaco cortisonico che ritengo particolarmente utile è il Deflazacort. Questo è in commercio in compresse da 30 mg e ritengo che nella dose di attacco sia importante arrivare anche a 60 mg al giorno. Come per tutti i cortisonici il trattamento va fatto a scalare.

Alcuni autori propongono l'associazione con la pentossifillina. 

Altro farmaco che ritengo utile nei casi di paralisi del settimo nervo cranico è il complesso vitaminico B.

In alcuni specifici casi come la sezione del nervo facciale per un evento traumatico si deve ricorrere al più presto alla chirurgia. Gli eventi traumatici che portano a paralisi sono le lesioni della parotide (spesso provocate con oggetti taglienti) e i traumi cranici con frattura della rocca. Le possibili linee di frattura sono tre, come indicato nel disegno qui sotto. 

 nervo facciale fratture rocca govoni paini

La rimozione del cerume è un problema apparentemente banale che interessa le persone di qualsiasi età. 
Alcuni sostengono, forse per averlo letto nel WEB, che il cerume si deve togliere con l'aspiratore e non vogliono assolutamente che sia rimosso con l'acqua o con altre metodiche.

La rimozione del cerume è un problema tecnico di competenza otorinolaringoiatrica. Come in tutti i problemi biologici non esiste un sistema universale valido per ogni circostanza. Il medico deve tener presente le caratteristiche del paziente che ha di fronte, la storia clinica (es. esiti di miringoplastica), la situazione anatomica come una stenosi del condotto o la presenza di esostosi e il tipo di cerume. La scelta della tecnica da utilizzare dipenderà da tutte queste componenti.

Il paziente.
E' questa la prima valutazione. Se il paziente è un adulto, che non ha mai sofferto di otiti, che ci sente bene da entrambe le orecchie (quindi si presuppone che abbia le membrane integre), ha i condotti uditivi normali per diametro ed è collaborante si potranno usare diverse metodiche in relazione al tipo di cerume.
La tecnica più utilizzata nei secoli è il lavaggio con acqua tiepida. Ci sono medici che snobbano questa metodica perchè la ritengono antiquata e propongono aspiratori o altri strumenti simili. Invito chi legge a non dimenticare ciò che disse Alessandro Manzoni: "Non sempre ciò che è nuovo è progresso." Se una tecnica ha funzionato e continua a funzionare senza creare problemi prima di cambiarla occorre essere molto cauti. 
Diverso sarà il comportamento del medico quando il paziente presenta dei problemi. Qui dovrà adattarsi ai singoli problemi. Esempio: persona affetta da tremori che non riesce a tenere ferma la testa. Qui è fondamentale l'aiuto di un collaboratore. Casi difficili sono coloro che hanno un condotto uditivo stretto e angolato, o quelli che presentano osteomi del condotto uditivo, o coloro che riferiscono di aver avuto una perforazione di membrana.
In tutti questi casi è il medico che dovrà valutare il caso e scegliere la metodica più idonea. Per esempio se c'è il sospetto che la membrana non sia integra e bene non utilizzare l'acqua e fare una asportazione strumentale. In questi casi l'aspiratore sottile può essere uno strumento utile. L'asportazione strumentale del cerume si può anche eseguire con appositi strumenti. Si possono usare la curette di  Buck, diversi tipi di uncini, le pinze di Hartmann. Oggi alcuni di questi strumenti sono in plastica morbida e monouso. 

Molti pazienti chiedono: come si fa a lavarsi le orecchie?
Innanzitutto cerchiamo di capire perchè le orecchie si sporcano. Nella pelle che riveste i condotti uditivi sono presenti delle ghiandole che producono cerume. E' questa una sostanza naturale e, contrariamente a quello che molti pensano, è utile perchè ha un debole potere battericida. Pertanto ci difende dalle lievi infezioni dell'orecchio. Il cerume spesso si compatta nei condotti e forma un ammasso consistente denominato tappo di cerume. Provoca fastidio, sensazione di orecchio chiuso (fullness) e rimbombo della propria voce (autofonia). Il tappo si forma per motivi naturali, ma a volte il comportamento di alcune persone ne favorisce la sua formazione. Desidero qui elencare le situazioni che facilitano la formazione di tappi.

Molte persone producono notevoli quantità di cerume e vorrebbero poter ridurre le loro visite dall'otorinolaringoiatra. Tutti riconoscono alla medicina progressi che alcuni anni fa erano ininmmaginabili. Pensiamo alla sconfitta di molte malattie infettive, alla visione dettagliata di molti particolari del corpo umano sia con le fibre ottiche che con la radiologia, però ci sono problemi apparentemente banali che stentano a trovare una soluzione.
Uno di questi è il fastidioso tappo di cerume. 

Le persone affette da psoriasi possono avere localizzazioni anche auricolari di questa malattia. In queste persone si possono formare accumoli di squame cornee che si depositano nel condotto uditivo esterno e simulano il tappo di cerume.
Occorre precisare che non sempre la sensazione di orecchio chiuso si identifica con il tappo di cerume e già questa considerazione mette in crisi molte persone. Nessuno può sapere che cos'ha dentro all'orecchio, a meno che non si procuri uno strumentario abbastanza sofisticato che attraverso un sistema di fibre ottiche consenta di vedere dentro al proprio orecchio.
Quello che un paziente può sapere è se sente l'orecchio chiuso, se ha prurito, o, chi è molto preciso, riesce a riferire che i sintomi sono gli stessi di due o tre anni prima quando gli venne diagnosticato un tappo di cerume. Quindi è praticamente impossibile dare consigli per prevenire un problema che non si conosce esattamente. Da qui l'importanza della visita medica e di una manovra semplice denominata otoscopia.

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Supponiamo che chi legge sia perfettamente convinto di avere un tappo di cerume perchè lo ha già avuto in passato e voglia egualmente fare qualcosa per cercare di rimuoverlo.

Il primo consiglio è essere sicuri di avere la membrana timpanica integra. Non dovete aver subito traumi, in particolare barotraumi, e non dovete soffrire di otite media. Se ci sono queste condizioni potete instillare gocce nell'orecchio. Le gocce maggiormente in uso sono finalizzate a rendere più morbido il cerume. Se questo è in piccole quantità è possibile che si perda da solo. Questo può avvenire quando fate la doccia o quando nuotate.
Sono anche utili, sempre a scopo preventivo, prodotti a base di acqua marina che tendono a rendere più molle il cerume e quindi ne facilitano la perdita spontanea.

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 Alcuni prodotti per pulizia auricolare.
Ci sono prodotti spray per lavaggi auricolari (a sinistra), prodotti spray per ammorbidire il cerume (al centro)
e prodotti in gocce da instillare nell'orecchio (a destra).

 


Componenti più comuni presenti nei preparati in vendita nelle farmacie per ammorbidire e facilitare la rimozione del cerume.

• Olio di glicerina, perossido d'urea, estratto glicolico di camomilla.
• Dimetilbenzene (Xilene) e olio di mandorle. Questa associazione è molto utile perchè ha una azione diretta sul cerume favorendone la parziale solubilizzazione. L'azione avviene per contatto diretto, pertanto il cerume diventa più fluido ed è possibile che nel corso di una doccia o di un bagno esca dal condotto uditivo. 
• Sodio carbonato e glicerina.
• Condensato polipeptidico oleico.

• Soluzione salina ipertonica di acqua di mare. Questi prodotti sono spesso sotto forma di spray auricolari. 


 

Ritengo importante alcune cose da NON fare. Sconsiglio l'uso di bastoncini auricolari, sconsiglio l'uso di perette o siringhe per irrigare l'orecchio, sconsiglio l'uso di preparati in cera che si devono accendere per sfruttare un effetto camino. Sconsiglio di instillare periodicamente acqua ossigenata (o perossido di idrogeno) nelle orecchie. La rimozione del cerume è un atto medico ed è bene non fare da soli. Prendere una siringa senz'ago e iniettarsi acqua tiepida nelle orecchie è una procedura da evitare.

 

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