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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

Testi

La disfonia, cioè un cambiamento della voce, è il sintomo che caratterizza le malattie delle corde vocali come l’edema di Reinke, i noduli ed i polipi. Il soggetto si accorge di avere un calo della voce o la persistente percezione di un qualcosa localizzato nel profondo della gola che lo infastidisce (nodo alla gola). E’ istintivo cercare di schiarirsi la voce, perchè sembra di migliorare. Il giovamento che si ottiene si verifica solo per un attimo, subito dopo il fastidio resta invariato. Il fatto di non avere una voce normale preoccupa molte persone e soprattutto coloro che fumano o che per lavoro sono costretti a respirare sostanze irritanti.

Che cosa fare?
Il medico che può risolvere questi problemi è lo specialista otorinolaringoiatra. Egli riesce con i suoi strumenti a visualizzare le corde vocali ed è in grado di capire che cosa sta accadendo. Spesso si tratta di fenomeni di affaticamento. Si tende a parlare molto, a parlare in fretta, a volte con tono elevato e pertanto le corde vocali vanno in sofferenza. Definisco questo fenomeno col termine “ptosi delle corde vocali”. Si tratta di una semplice debolezza muscolare. Il quadro clinico è ben visibile alla laringoscopia ed è possibile trattarlo efficacemente.

fibrolaringoscopia

Nella foto è riportata la visione delle laringe alla fibroscopia. Anche nella semplice visione in laringoscopia indiretta, quell'esame che si esegue con uno specchietto riscaldato, il medico vede la stessa immagine.


Questo per sottolineare che con una visita lo specialista può vedere molte parti della laringe e soprattutto riesce a valutare i movimenti delle corde vocali e della laringe durante la fonazione. Il medico spesso riscontra segni di infiammazione, questa può essere acuta o cronica. Molto frequenti sono le laringiti croniche. Qui fattori ambientali come il freddo, la polvere ed anche l’inquinamento atmosferico hanno un ruolo importante nel determinare questa patologia. Altra causa frequente di infiammazione cronica delle corde vocali è il fumo di sigaretta. 

Colgo l’occasione per parlare di inquinamento atmosferico. Spesso attribuiamo molti dei nostri mali all’inquinamento e forse non sempre con ragione. Ritengo però che le laringiti siano effettivamente influenzate dall’inquinamento. Ricordo che il punto più stretto di tutto il nostro albero respiratorio è lo spazio compreso tra le corde vocali. Ecco che polveri che respiriamo, come PM 2.5 possano aggredire questa sede. In effetti quando respiriamo aria chiaramente inquinata abbiamo la sensazione di malattia imminente, ci sentiamo in difficoltà nella respirazione e subito dopo possiamo avere attacchi d’ansia.

A carico delle corde vocali si osservano ispessimenti dell’epitelio superficiale, aree iperemiche ed anche minimi aumenti di volume. 

La laringite cronica comporta una alterazione patologica che evolve in una iperemia ed un ispessimento delle corde vocali. La voce si fa roca ed è quasi impossibile emettere tonalità acute.

In molti casi il problema che si pone il medico è riconoscere la laringite cronica da un tumore maligno in fase iniziale. Questo è possibile: si procede con una accurata visione della laringe. Le tecniche di esplorazione sono due: la fibrolaringoscopia e la microlaringoscopia.

La prima si esegue in ambulatorio a paziente sveglio, la seconda tecnica necessita del paziente completamente addormentato e pertanto si esegue solo in sala operatoria.

Una variante della classica laringite cronica è la laringite nodulare (noduli delle corde vocali). Il nodulo è un semplice ispessimento del margine libero delle corde vocali. Occorre subito dire che non si tratta di malattia tumorale ma è una patologia benigna determinata dallo sforzo vocale o da un cattivo uso della voce. Sono solito paragonare il nodulo ad un callo. Se facciamo un lavoro manuale intenso ci vengono i calli sulle mani, se smettiamo i calli si riducono e poi spariscono senza assumere farmaci o fare asportazioni chirurgiche. Lo stesso fenomeno è applicabile ai noduli delle corde vocali. Chi presenta questa patologia deve soprattutto modificare le sue abitudini. Parlare con calma, respirare adeguatamente, non gridare, non alzare il tono della voce e fare anche periodi di riposo vocale. I farmaci aiutano, ma non sono determinanti se non c’è una volontà del paziente a cercare di migliorare.

laringe noduli corde vocali otorinico

 

La solitudine e l'isolamento sociale nelle persone anziane è stato oggetto di una conferenza organizzata dalla Fondazione Luigi Boni di Suzzara. L'incontro al quale hanno partecipato numerosi relatori si è svolto il 18 novembre 2018. Suzzara è una importante cittadina lombarda a sud del fiume Po. Si trova in provincia di Mantova e il suo monumento più noto è il castello che vediamo nella foto.

suzzara castello lombardia emilia otorina orl govoni

Suzzara (prov. di Mantova) - La torre del castello.

 

Per iperacusia s'intende un disturbo dell'udito dove la capacità di percepire i suoni è migliore rispetto alla media. E' un disturbo della sensibilità uditiva dove quasi sempre c'è una intolleranza a suoni intensi. Nel nostro apparato uditivo si riconoscono tre soglie: soglia minima uditiva, soglia del fastidio e soglia del solore. La soglia uditiva è quella che ricerchiamo con l'esame audiometrico tonale. Si tratta della minima sonorità che viene percepita dal soggetto. Nelle persone di 20 anni che non hanno malattie dell'orecchio (normoacusici) la soglia uditiva è tra 0 e 10 dB. Se il suono si eleva di molto, normalmente 90 - 100 dB, abbiamo la soglia del fastidio. Se si incrementa ulteriormente l'intensità sonora si raggiunge la soglia del dolore. Nelle persone normoacusiche la soglia del dolore si raggiunge a 120 - 130 dB.
Gli iperacusici sono persone giovani che sentono i suoni anche ad intensità inferiori a 0 dB come - 5 dB. Si definiscono iperacusici anche quelle persone che hanno 40 - 50 anni e percepiscono ancora i 10 dB. Se esaminate con la semplice audiometria tonale queste persone appaiono normali. Il disturbo lo si rileva aumentando l'intensità dei suoni e andando a ricercare la soglia del fastidio. Spesso accade che queste persone hanno una soglia del fastidio inferiore a 80 dB ed una soglia del dolore minore di 110 dB. Quindi suoni intensi però tollerati per la maggiorparte della popolazione, per queste persone diventano insopportabili.  

Il disturbo è un disturbo della percezione cerebrale acustica. L'orecchio inteso come apparato uditivo (membrana timpanica, ossicini dell'udito, coclea e nervo acustico) è normale. Si tratta di un disturbo nell'elaborazione dei suoni da parte della corteccia uditiva. I problemi si complicano perchè molte di queste persone soffrono di acufeni. In questo caso si tratta di acufeni di natura centrale.

 

Bibliografia.

- Richard S. Tyler et al. A Review of Hyperacusis and Future Directions: Part I. Definitions and Manifestaions. American Journal of Audiology (AJA) August 7, 2014, 1-18
- Martin Pienkowski et al. A Review of Hyperacusis and Future Directions: Part II. Mesaurement, Mechanisms and Treatment. American Journal of Audiology (AJA) August 7, 2014, 1-16

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Sono attinenti a questo argomento anche molti articoli che si trovano nel menù acufeni.  Gli acufeni, in alcuni casi, sono espressione di una aumentata sensibilità uditiva.

L'otomicosi è una infiammazione della pelle che riveste il condotto uditivo esterno provocata da miceti, o più semplicemente funghi. Si tratta quindi di una particolare forma di otite esterna.
I funghi sono ubiquitari ed è quindi relativamente facile che questi entrino nel condotto uditivo. Possono entrare quando con mani o con salviette poco pulite ci tocchiamo le orecchie. Però il veicolo d'infezione fungina più noto è l'acqua. I funghi si possono trovare in acque inquinate o che non hanno subito trattamenti adeguati. Sono da considerarsi a rischio le acque delle piscine, dei laghi e dei porti. E' chiaro che per le piscine se c'è una buona manutenzione il rischio è basso, lo stesso vale per i laghi. Se ci sono depuratori efficienti il rischio di contrarre una otomicosi è bassissimo. 
Le otomicosi si possono manifestare in qualsiasi momento, ma il periodo estivo è certamente il periodo di maggiore incidenza di questa patologia. I fattori favorenti sono il caldo e l'umidità. Il condotto uditivo si presta molto a questa situazione proprio perchè in estate l'aria è calda e nel condotto è facile che si trattenga l'acqua. Si crea così un ambiente caldo umido, favorevole allo sviluppo dei miceti. 
Una condizione che predispone alle otiti esterne ed anche alle micosi dell'orecchio sono i restringimenti del condotto uditivo, sia le semplici stenosi, oppure polipi o più spesso gli osteomi del condotto

otoscopio udito suono govoni otoneurolaringologo

Per fare diagnosi di otomicosi tante volte è sufficiente un otoscopio a batteria con una buona lente e un buon sistema di illuminazione; come quello qui illustrato.

Un problema che coinvolge molte persone è la rinite cronica ostruttiva, cioè una persistente difficoltà a respirare dal naso. Con questo termine s'intendono diverse patologie (le più frequenti sono l’ipertrofia dei turbinati, la deviazione del setto e la poliposi nasale) che determinano un vero e proprio blocco della respirazione nasale. In questi casi la sensazione di naso chiuso dura tutto il giorno, ed anche la notte. Queste malattie si differenziano dalle riniti acute (per es. il banale raffreddore) dove l’impossibilità a respirare dal naso dura qualche giorno.

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Pianura padana in inverno: un clima freddo-umido
favorisce l'instaurarsi di flogosi del distretto rino-sinusale.

 

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