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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

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Testi

La parotidectomia è un intervento con particolari difficoltà tecniche e consiste nell'asportazione della ghiandola salivare parotide in presenza di un tumore.

E' noto che la ghiandola parotide è attraversata dal nervo facciale. Il nervo emerge dalla regione pre-auricolare e si distribuisce all'interno della ghiandola dividendola in due parti: superficiale e profonda. 

Qui illustrerò l'asportazione di un tumore benigno della parotide di destra. Vediamo nello schema seguente dove si trova la parotide e il decorso dei suoi dotti.

 parotide sottomandibolare posizione govoni carlo otorinolaringoiatra

1 - Dotto parotideo di Stenone;  2 - dotto di Wharton;
3 - dente incisivo inferiore

 

Questi tumori sono localizzati nel lobo superficiale e quasi sempre si rimuovono attraverso un intervento che prende il nome di parotidectomia superficiale o esofacciale. Lo scopo di questo intervento è quello di asportare il tumore senza danneggiare il nervo facciale. Il nervo facciale attraversa la ghiandola in tutta la sua larghezza e conservarlo è la peculiare difficoltà di questo intervento.

nervo facciale rami govoni carlo disegno scientifico

 

Il facciale (o settimo nervo cranico) è un nervo motore che innerva tutta la muscolatura mimica della metà della facia corrispondente. All'interno della ghiandola parotide costituisce un vero e proprio plesso nervoso formato da numerosi rami.

 

Qui sotto vediamo il paziente prima dell'intervento mentre sta sorridendo.

parotidectomia RIB prima intervento sorriso

 

Sul lato destro del viso del paziente si vede un rigonfiamento provocato dalla neoformazione. Però possiamo vederlo meglio con due fotografie della regione parotidea. Si capisce bene quali erano le dimensioni pre-operatorie del tumore. 

parotidectomia RIB prima intervento

 

parotidectomia RIB prima intervento particolare

 

Prima di essere ricoverato il paziente ha fatto diversi accertamenti e tra questi una ecografia con ago aspirato. La diagnosi è stata di tumore di Warthin (detto anche cistoadenolinfoma).

 parotidectomia RIB ecografia preoperatoria agoaspirato

Ecografia della ghiandola parotide del caso qui presentato.
Con questo esame si vede bene la posizione della massa rispetto alla cute,
si vedono i limiti della neoformazione e soprattutto è possibile misurarla.
Il maggior diametro è rappresentato dalle due crocette arancioni (+  +) ed è di mm 39,5.

 

L’intervento inizia con una incisione davanti al padiglione e poi prosegue in basso dietro all’angolo della mandibola.

incisione cute intervento parotide 

La linea d'incisione è simile ad una esse molto allungata, come si può vedere dalla fotografia.

Importante è l'isolamento e lo scollamento della neoformazione, questo deve avvenire su tutti i suoi lati. E' necessario individuare il nervo facciale che viene eseguito alla sua emergenza dall’osso temporale, più precisamente va ricercato in una posizione anteriore rispetto al condotto uditivo.

Ulteriore passaggio fondamentale è isolare la neoformazione in modo da essere poi sicuri di poterla rimuoverla senza danni per il nervo facciale. Il mio parere è che la rimozione deve avvenire con particolare lentezza, proprio allo scopo di vedere e non danneggiare le fibre del nervo.

Qui sotto il tumore asportato.

parotidectomia RIB pezzo operatorio

 

Alla fine dell'intervento il paziente presentava i punti di sutura della ferita chirurgica.

parotidectomia RIB sutura

 

Vediamo ora come si presenta il paziente dopo l'intervento. Siamo al secondo giorno ed è stata rimossa la medicazione compressiva. Come potete vedere da questa imagine il paziente sta sorridendo e i muscoli si muovono perfettamente, in maniera simmetrica, come prima dell'intervento. Anche la motilità dei muscoli dell'occhio è stata conservata senza problemi. E' importante che il paziente segua le prescrizioni del chirurgo quando sarà al proprio domicilio.

 parotidectomia RIB secondo giorno sorriso

 

 

 Molti dei principi qui esposti si applicano anche alla chirurgia delle ghiandole sottomandibolari.

 

 

 

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 06   110422

 

Molti sperano che la chimica, prima o poi, arrivi a mettere in commercio un farmaco che elimini gli acufeni; a mio parere questo prodotto non esisterà mai.
E’ noto che le persone affette da acufeni sono molte; si ritiene che questo problema coinvolga l' 8% della popolazione. In Italia sono circa sei milioni le persone che sono afflitte da un fastidioso rumore persistente in uno o in entrambe le orecchie.

Come sempre le industrie farmaceutiche, essendo industrie private dove il loro obiettivo è perseguire il profitto sono molto interessate ai grandi numeri. Le ricerche farmacologiche su malattie molto diffuse sono la regola. Per esempio si fanno ricerche su diabete e ipertensione, quasi nessuna sulle malattie rare. Non fanno ricerche sugli acufeni: come mai? E’ evidente che gli acufeni destano molto interesse, però esiste un freno alle ricerche in questo settore. Un farmaco efficace per eliminare l’acufene fino ad oggi non c’è.  Un farmaco di questo tipo non esiste e ci sono ragionevoli certezze per affermare che non potrà mai esistere. Perchè non potrà esistere?

Non mi considero un uomo che ha delle conoscenze mediche superiori. Quello che so lo sanno anche i dirigenti dei programmi di ricerca scientifica delle case farmaceutiche. Pertanto non spendono molte risorse per fare ricerche per un farmaco che non si riuscirà mai a trovare. E’ possibile proporre un prodotto, per esempio XYZ, e pubblicizzarlo dicendo che migliorerà gli acufeni, però certamente non sarà efficace. Questo è successo, un paziente che soffre di acufeni ne acquista una scatola, può acquistarne una seconda, ma poi, vedendo che il suo acufene non si modifica, smetterà di acquistarlo. Altro elemento negativo è che in breve tempo si spargerà la voce tra pazienti e medici che il prodotto XYZ non fa nulla e le sue vendite precipiteranno drasticamente. Sarà la ditta stessa a smettere di produrlo.

Può accadere nella vita di sentire un sibilo o un ronzolio in un orecchio che va e viene, a volte dura nel tempo; non c’è dolore ma il fastidio è notevole. Pensiamo che ci sia un apparecchio acceso nella stanza, ma subito capiamo che il ronzio è nella nostra testa o in un orecchio. Se questa sensazione dura poco, al massimo un’ora, non dobbiamo preoccuparci. Se è continua e persiste per oltre un giorno allora è corretto non perdere tempo e affrontare seriamente il problema. 

Questo strano fenomeno in medicina si chiama “acufene”.
Preciso subito che l’acufene non è una malattia, ma un sintomo. Per sintomo si intende ciò che il paziente percepisce. Sono sintomi la diminuzione dell’udito, il dolore, la vertigine, ecc. Sono malattie l'otite media, la malattia di Meniére, la vertigine di posizione, il barotrauma, ecc. Sottolineo che l’acufene è uno dei sintomi più enigmatici che un uomo possa avere.

Se siamo tra coloro che sentono un acufene il primo passo da compiere è individuare il medico più idoneo ad aiutarci. L’acufene è un suono percepito in uno o in entrambe le orecchie che non esiste nell’ambiente. Un "suono fantasma" così lo definiscono alcuni pazienti. La causa è quasi sempre di natura uditiva e pertanto lo specialista otorino è il medico più preparato ad affrontare queste situazioni.

Oggi ci sono diverse figure professionali che si sentono in grado di affrontare e guarire un paziente con acufene, in particolare faccio riferimento agli osteopati e ai gnatologi. E’ indubbio che ci possono essere degli acufeni che questi sanitari possono affrontare e anche risolvere, però ritengo che siano solo quegli acufeni correlati a turbe dell’apparato masticatorio o conseguenti a disfunzioni del rachide cervicale o a vasculopatie correlate. Ritengo che questi siano solo una parte degli acufeni.

Perché è molto difficile curare pazienti con acufeni?  Perché l'acufene è un sintomo che accompagna la quasi totalità delle malattie dell’orecchio e si manifesta anche in alcune malattie extraotologiche. Quindi bisogna conoscere tutte le malattie dell’orecchio e non solo. E’ importante rendersi conto che l’acufene è un sintomo, pertanto l’ulteriore passo che il medico dovrà compiere è rispondere alla domanda: “in quale parte dell’orecchio si forma l’acufene?”
Se l’orecchio si presenterà sano, oppure se ci sono semplici danni legati all’invecchiamento sarà logico pensare ad una causa al di fuori della via uditiva. Secondo diversi studi circa il 20% di coloro che soffrono di acufene hanno un udito normale o una ipoacusia proporzionata all'età anagrafica. Se è presente una diminuzione dell’udito in un orecchio allora è importante cercarne la causa e partire proprio dall’ipoacusia per studiare l’acufene.

 

Sono fermamente convinto che il primo esame a cui sottoporre il paziente con un acufene debba essere l’esame audiometrico. Ecco perché ritengo che lo specialista in otorinolaringoiatria sia il medico più adatto per affrontare in prima istanza il problema. A volte i medici di famiglia cercano di anticipare la visita dell’otorino chiedendo esami come i Rx del rachide cervicale o il doppler dei tronchi sopraortici. Questi esami li ritengo poco utili.

audiometria trauma acustico acuto

 

Alitosi significa alito cattivo; si tratta pertanto di un odore sgradevole dell’aria emessa durante l’espirazione. Non si tratta di una malattia, ma di un sintomo. Tante sono le cause che possono portare a questo problema. Per molte persone è questo un motivo di preoccupazione.

Le cause che portano ad alitosi si possono riassumere in due gruppi: quelle localizzate nella bocca e quelle che dipendono da fattori esterni.

Cause di alitosi localizzate nel cavo orale.

La causa più frequente è la scarsa produzione di saliva. Questo sintomo si chiama xerostomia e dipende da un cattivo funzionamento delle ghiandole salivari. Producono saliva sei ghiandole salivari maggiori ed altre minori. Una malattia caratterizzata da una secchezza cronica è la sindrome di Sjogren. Si tratta di una malattia autoimmune (l’organismo produce anticopri contro le proprie ghiandole salivari e lacrimali). La malattia si caratterizza per un rigonfiamento delle ghiandole salivari e per una secchezza degli occhi e del cavo orale (xerostomia e xerofltalmia).
Gli interventi sulle ghiandole salivari maggiori consistono nell'asportazione di una ghiandola. Togliere una ghiandola, anche se si toglie la più grande (asportazione della parotide) non si provoca una secchezza della bocca. Le altre ghiandole sono sufficienti per garantire una buona salivazione.

Altra causa frequente è la cattiva igiene orale. E’ importante una frequente pulizia dei denti per allontanare residui alimentari e per evitare l’accumulo di residui alimentari e germi. E’ noto che sulla superficie dei denti e delle gengive si forma la placca batterica e i germi ivi presenti producono sostanze chimiche che sono causa di cattivi odori. Migliorare l’igiene orale è un problema di competenza odontoiatrica.

Altra causa di alitosi sono le malattie del cavo orale. Queste malattie sono di competenza otorinolaringoiatrica. Qui ricordiamo le malattie neoplastiche della lingua, della mucosa orale, del palato e delle tonsille. Si tratta di tumori maligni non eccezionali. Un'altra causa sono le tonsilliti croniche. Oggi si fanno meno interventi di tonsillectomia ed è facile trovare pazienti di 30 / 40 anni che hanno tonsille ipertrofiche, criptiche, che producono caseum o che contengono residui alimentari. Sono quindi le tonsille che diventano causa di alitosi. 

lingua bocca iperemia punta fissurazione mediana dolore bruciore
Altre malattie del cavo orale sono le malattie odontoiatriche come gengiviti, parodontiti e carie dentarie estese. In altri casi sono gli apparecchi ortodontici e le protesi dentarie che favoriscono la formazione della placca batterica e determinano un cattivo odore dell’alito.

Vediamo ora le alitosi la cui causa va ricercata fuori dal cavo orale.

L'alimentazione è fondamentale per avere un alito fresco. Tutti sanno che l’assunzione di aglio, porri, mostarda, cipolla, spezie, salumi, ecc. possono produrre odori sgradevoli per parecchie ore. Un’alitosi è presente nei bevitori di alcolici e nei forti fumatori. Anche alcuni farmaci, soprattutto quelli che producono secchezza delle fauci, determinano un cattivo odore dell’alito.

Una causa di cattivi odori nel respiro ed indirettamente anche nell'alito sono le malattie naso-sinusali. Ricordiamo malattie croniche come le riniti e le rinosinusiti croniche ozenatose, queste producono cattivi odori molto fastidiosi. Ricordo che ai tempi della leva militare obbligatoria una rinite cronica ozenatosa era motivo di esonero dal servizio militare. Questo per far capire quanto sia importante il problema del cattivo odore per chi deve vivere in comunità.
Sono causa di cattivo odore le infezioni croniche soprattutto dei seni mascellari.  Anche i tumori maligni del naso e dei seni paranasali possono determinare pessimi odori.

baveno stresa verbano cusio ossola govoni otorino verbania

Cinque consigli pratici per evitare l’alitosi.

1 - Mantenere una buona igiene orale spazzolando bene i denti  ed usare regolarmente il filo interdentale.

2 - Evitare di mangiare i cibi che causano un cattivo odore dell’alito.

3 - Non fumare 

4 - Non bere alcolici.

5 - Se a questo punto l’alitosi persiste si consiglia di rivolgersi ad uno specialista ORL. L'otorinolaringoiatra lo ritengo lo specialista più adatto per una prima valutazione.  Le procedure endoscopiche per naso, cavo orale e laringe sono importanti per affrontare questo problema.

 

 

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ECCELLENZE ITALIANE è un programma televisivo che affronta temi legati alla salute di tutti e si parla anche di otorinolaringoiatria. In più di una occasione il dott. Carlo Govoni è stato intervistato dalle conduttrici di questa emittente. 

logo odeon TV televisione govoni

Il programma Eccellenze Italiane va in onda su ODEON 24 (ex ODEON TV) - Canale 177 del Digitale Terrestre Nazionale. Oggi è possibile vedere le interviste anche sul portale medicina365 e su youtube.com   

https://medicina365.it/category/dott-carlo-govoni/

 

eccellenze italiane Carlo Govoni intervistato da Elena Tubertini

VERTIGINI E DISTURBI DELL'EQUILIBRIO  intervista di Elena Tubertini

 3 aprile 2020    

https://www.youtube.com/watch?v=snqG2HWmmBw&list=TLGGhY7h3KIZ49kyNDAzMjAyMQ

Nel corso di questa intervista il dott. Carlo Govoni ha parlato di vertigini e del sistema di orientamento spaziale, cioè di quel sistema che regola la stabilità e la posizione eretta. Poi si è soffermato sulle malattie più diffuse che portano a vertigine e sul loro trattamento. Pochi sanno che alcune rare forme di vertigine si possono curare non solo con i farmaci e gli esercizi posturali, ma anche con specifici interventi chirurgici.

Anche sul portale  medicina365.it
Un riassunto dell'intervista e alcune immagini sono presenti su questo sito.

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nel numero di dicembre 2020
è stato pubblicato un articolo

scritto da Carlo Govoni 

www det.it  category/articoli/otorinolaringoiatria/

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