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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

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Testi

San Biagio di Sebaste (o Sebastea) è stato un medico e vescovo armeno e martire cristiano venerato dalla Chiesa cattolica e anche dalla Chiesa ortodossa.

Biagio nacque a Sebaste (Armenia – Asia minore) nel terzo secolo dopo Cristo e morì nella stessa città il 3 febbraio del 316.

Le notizie che si sono tramandate lo descrivono come un eremita e taumaturgo, altre notizie lo descrivono come un medico ed anche particolarmente bravo. Nel 300 d.C. la distinzione tra taumaturgo (persona che compie miracoli) e medico non era mai molto precisa. Biagio si distinse nella cura delle malattie della gola. Diventò famoso perchè riuscì a guarire un bambino che aveva ingerito una lisca di pesce e stava soffocando. Questo fatto si tramanda come il primo miracolo di San Biagio. La più antica citazione di Biagio come medico la si trova nei Medicinales scritti da Ezio (o Aezio) di Amida (IV° secolo).

Le notizie su San Biagio sono incerte. E’ sicuro che nel corso di una persecuzione contro i cristiani venne fatto prigioniero. Gli venne chiesto di rinnegare la sua fede, ma si rifiutò. Si tramanda che in un primo tempo venne condannato a morte per annegamento, ma egli si salvò camminando sulle acque. Venne poi torturato con pettini di ferro per cardare la lana e morì decapitato nella città di Sebaste il 3 febbraio 316. Per questo motivo il 3 febbraio è il giorno a Lui dedicato.

Si ricorda che nel 313 l'Imperatore Costantino I° deliberò l'editto noto col suo nome che tollerò la libertà di culto ai cristiani. Questo editto venne anche accettato dall'Imperatore d'Oriente Licinio. Nonostante vi fosse una maggiore tolleranza per i seguaci di Cristo, in Asia Minore vi furono ancora persecuzioni, e Biagio di Sebaste morì proprio in seguito ad un evento persecutorio nei confronti dei cristiani. 

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Il Trauma Acustico Acuto (TAA) è una malattia difficile da far comprendere, sembra quasi che nessuno creda alla sua esistenza.
Può sembrare strano ma tutti pensano che un rumore, per provocare un danno sensoriale acustico, debba agire per molto tempo, anche per anni. La realtà è diversa.
Per trauma acustico s'intende il danno provocato da rumori ad elevata intensità sull'apparato uditivo. Per elevata intensità si devono intendere rumori superiori a 85 dB. Ovviamente oltre all'intensità si deve tenere in considerazione la durata dell'esposizione. Ambienti con rumorosità di poco superiore agli 85 dB possono provocare ipoacusia solo dopo anni di esposizone; in questi casi si parla di Trauma Acustico Cronico (TAC). La durata dell'esposizione è importante per tutti i tipi di rumore, ma più si aumenta l'intensità, per esempio per rumori di 140-160 dB è sufficiente un tempo molto breve, come quello di un'esplosione, per determinare un danno uditivo; questo è il Trauma Acustico Acuto (TAA). Altro elemento importante nel determinare questo tipo di danno è l'otosensibilità del soggetto. 
Nei libri di audiologia si parla molto di trauma acustico cronico e molto meno di trauma acustico acuto. Se leggiamo diversi testi avremo l'impressione che si tratti di entità nosologiche diverse. Nulla di più falso. La malattia è una sola, il trauma acustico è il danno all'apparto uditivo determinato dal rumore. E' evidente che se il rumore sarà non eccessivo (es. 80-85-90 dB) impiegherà degli anni per danneggiare l'udito di una persona.
Se il rumore è una esplosione terribile o uno scoppio (es. 160 dB) possono bastare pochi secondi per danneggiare irrimediabilmente la capacità sensoriale acustica di un uomo. Questi sono due esempi estremi. Siamo abituati a definire il primo come trauma acustico cronico e il secondo come trauma acustico acuto (TAA). 

Nella realtà la causa è il rumore, quindi la malattia è la stessa. Cambia solo l'intensità sonora. Per cercare di rendere più evidente le differenze tra intensità sonore ho fatto questa tabella.

 

Decibel         Rumore              Caratteristiche
85 dBA Rumore di molte attività

Si considera il rumore di 85 dBA come otolesivo nella maggioranza delle persone.

 100 dBA  Rumore di molte fabbriche,
Rumorosità delle discoteche che rispettano i limiti di legge
 A 100 dBA il rumore è intenso, sicuramente otolesivo. Per danneggiare l'udito di un uomo è necessario che sia percepito per diverse ore al giorno e per parecchi mesi, anche per anni. In questi casi questa esposizione comporta un danno acustico permanente. 
 110 dBA  Rumore di martello pneumatico, flessibile, sega circolare.
Discoteche non a norma
 
 120 dBA  Sirene di allarme di auto e edifici.  A 120 dBA si può iniziare a parlare di trauma acustico acuto (TAA), cioè il rumore percepito, nei soggetti sensibili, causa dolore alle orecchie e perdita uditiva. Quest'ultima quasi mai è permanente.

 125 dBA  Aereo al decollo percepito ad una distanza di 50 metri  A 125 dBA siamo chiaramente di fronte ad un suono che, anche se dura pochi secondi, determina dolore alle orecchie. Raramente c'è una ipoacusia permanente.

 130 dBA    C'è sempre dolore auricolare. Anche con esposizioni di breve durata può esserci, per persone otosensibili, un danno acustico permanente.

 140 dBA Colpo di pistola sparato alla distanza di un metro o scoppio di petardo percepito a distanza ravvicinata.

 C'è sempre dolore auricolare. Anche con esposizioni di breve durata può esserci, per persone otosensibili, un danno acustico permanente.
Hanno questa intensità (o intensità superiore) i rumori esplosivi.

160 dbA Colpo di fucile.  [per esempio tiratore al piattello senza otoprotezioni] C'è sempre dolore auricolare. C'è sicuramente un danno acustico permanente. 

 

 

 

Occorre tener presente che cos'è il rumore. Il rumore è una percezione sonora aperiodica, dove si alternano suoni molto variabili tra loro. Una caratteristica fondamentale dei rumori ambientali è che la loro intensità è variabilissima. Quando si legge una fonometria ambientale e si vede che la posizione di lavoro X c'è una intensità sonora di 86 dB(A) uno è tentato a pensare che il rumore è sempre vicino a 86 dB e se supera questa intensità lo è di poco. Non è così, i valori espressi nelle fonometrie sono un valore medio. Il rumore è molto variabile e un ambiente di lavoro giudicato con una intensità di 86 dB(A) può facilmente essere caratterizzato da picchi di 100 -120 dB.
Il Trauma Acustico Acuto (TAA) è un rumore molto intenso che provoca una perdita uditiva. L'azione del rumore è anche diversa da soggetto a soggetto. Esistono persone molto sensibili al rumore, che vengono danneggiate più facilmente. Ulteriori notizie le troverete nel paragrafo sul più diffuso trauma acustico cronico.

Un suono, e in particolare un suono acuto, è una rapidissima successione di onde di compressione e di rarefazione dell'aria, che colpiscono l'apparato uditivo. La pirma struttura colpita è la membrana timpanica. E' possibile, se la visita avviene dopo poche ore dall'esposizione, una iperemia (arrossamento) della membrana. Se il trauma acustico è stato molto violento ci può essere una perforazione della membrana.

membrana perforazione trauma

Nella figura si osserva una membrana fortemente iperemica con una perforazione che interessa i quadranti inferiori. Questo può essere il segno di un importante Trauma Acustico Acuto recentissimo.

Più infido e più frequente è il paziente con trauma acustico acuto che si presenta dopo alcuni giorni dall'evento e non si osserva alcun segno otoscopico. La membrana timpanica è normale. All'esame audiometrico si osserva una ipoacusia limitata alle frequenze acute.

audiometria trauma acustico acuto

Nell'audiogramma qui sopra riportato è il caso di un paziente che ha riportato un trauma acustico acuto che ha colpito il solo orecchio destro. Per esempio l'orecchio sinistro era protetto da un dispositivo di otoprotezione. 

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Nell'anno accademico 2017 / 2018 presso l'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma si è tenuto il primo Master di secondo livello di Vestibologia. Al master hanno partecipato alcuni specialisti in otorinolaringoiatria che si dedicano con particolare passione alle malattie dell'equilibrio. La soddisfazione dei discenti è stata unanime. Si è anche creato un gruppo di studio che si incontrerà di nuovo a Roma. Il corso è stato magistralmente organizzato e diretto dal prof. Giovanni Ralli del dipartimento Organi di Senso del Policlinico Umberto I°.

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 Il dott. Carlo Govoni ha frequentato questo Master ed ha conseguito il titolo.

Il 21 febbraio 2020 si è tenuto a Roma un incontro di studio al quale hanno partecipato molti specialisti che hanno conseguito questo Master. Tra questi anche il dott. Carlo Govoni.

 

 

 



Un problema sociale e clinico interessante è la perdita dell'olfatto nei lavoratori che hanno contratto il Covid-19 a causa della loro attività lavorativa. Ecco il contenuto di una intervista fatta dalla giornalista Nina Sicilia al dott. Carlo Govoni che è andata in onda su Odeon TV (Odeon 24) e sul canale 177 del digitale terrestre il giorno 12 maggio 2021 alle ore 19:00.

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Che rapporto c'è tra  Covid-19 e perdita dell'olfatto?

Il virus Covid-19 si trasmette principalmente con l'aria. Tramite le goccioline di Flügge.

Raggiunge il naso e si localizza nella sua porzione superiore.

2021 02 covid 19 aree olfattive orl govoniFigura 2 - Localizzazione dei recettori (in rosso) e del bulbo olfattorio (in giallo).

L'infezione dal naso raggiunge facilmente le vie respiratorie inferiori: trachea, bronchi e polmoni. Il virus Covid-19 può aggredire anche il naso e restare localizzato nella parte più alta, dove ci sono i recettori olfattivi, e manifestare in quella sede i suoi effetti.

Il virus Covid-19 ha carattere neurotropo, cioè va a localizzarsi nelle cellule nervose e può percorrere il nostro organismo seguendo i nervi.

Nella parte più alta delle fosse nasali c'è un osso molto importante, si chiama etmoide e si trova in mezzo agli occhi. I recettori sono localizzati nelle aree indicate in rosso nella figura 2. Dai recettori si staccano fibre molto sottili che attraversano due lamine finemente perforate dette lamine cribre. Raggiungono così il bulbo olfattorio. Da lì percorrono tutta la via olfattiva, raggiungono la corteccia cerebrale frontale dove ci sono le aree specifiche per il riconoscimento delle sostanze odorose e la memoria olfattiva.

Tra il 26 e il 29 settembre del 2021 si è tenuto a Roma ORLIAC 2021, uno dei più importanti convegni mondiali di otorinolaringoiatria. Lo scopo è quello di offrire un aggiornamento su tutte le innovazioni introdotte nell'ultimo biennio in tema di rinologia, otologia, vestibologia, laringologia e faringologia. La sede è l'Auditorium Antoniano di viale Manzoni a Roma. Presidente del convegno il prof. Maurizio Barbara. La sede del convegno è facilmente raggiungibile con la metropolitana linea A - direzione Ananigna - fermata Manzoni.

Ci sarà un corso preliminare tenuto dal prof. I. Gerlinger che sarà dedicato alla dissezione dell'osso temporale. E' noto a tutti che l'osso temporale è l'osso che contiene l'orecchio ed è l'osso dall'anatomia più complicata del corpo umano. La dissezione del temporale e le vie d'accesso attraverso quest'osso hanno sempre affascinato gli otologi. 

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nel numero di dicembre 2020
è stato pubblicato un articolo

scritto da Carlo Govoni 

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