Carlo Govoni
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La visita medica è un atto semplice, che può essere anche molto importante.
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Un mendicante sano è più felice di un re ammalato. Arthur Shopenhauer.
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Ascoltare suoni e parole. E' questa la funzione dell'apparato uditivo.
L'orecchio è l'organo dell'equilibrio e dell'udito, è fondamentale per lo sviluppo del linguaggio e del pensiero, perché io sono le mie parole.
Il dott. Carlo Govoni riceve ed opera presso il Columbus Clinic Center di Milano. Per contatti 3358040811.
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Le funzioni uditiva, cognitiva e fonatoria si integrano per formare il sistema otoneurolaringologico. Tutto questo è alla base della nostra capacità di pensare.
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Dott. Carlo Govoni
Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia Testa e Collo
Master in vestibologia
Tel. 3358040811 - NO SMS - NO WhatsApp
La medicina è una disciplina che si sviluppa sia in senso scientifico che in senso artistico; queste considerazioni sono perfettamente applicabili all'otorinolaringoiatria. Ritengo che uno dei più grandi uomini che hanno saputo coniugare arte e scienza sia stato Leonardo da Vinci (1452 - 1519). Il 2 maggio 2019 è stato il 500° anniversario della sua morte ed ho scritto questo articolo per ricordare il grande scienziato ed artista toscano.
L’uomo vitruviano è uno dei più noti disegni di Leonardo da Vinci.
Molti si chiedono che cosa raffigura questo enigmatico disegno. Per comprenderlo occorre fare riferimento al trattato “De Architectura” di Vitruvio (I° sec. a.C.). Un problema che ha interessato gli scultori e gli architetti dell’antichità è stato quello di codificare le proporzioni del corpo umano. I primi a porsi questo problema furono gli scultori greci del V° secolo a.C. Gli scutori realizzarono statue di uomini, spesso atleti, rappresentando così il loro concetto di proprozioni ideali. Vitruvio affrontò il medesimo problema descrivendolo.
Il problema delle proporzioni del corpo umano ha sempre interessato gli artisti per diverse ragioni.
a) per avere un ideale di uomo (o di donna) a cui fare riferimento. La ricerca della bellezza ideale è propria dell'arte classica greca.
b) per dare le giuste proporzioni agli spazi architettonici. Questo è stato il problema che si pose Vitruvio.
Leonardo da vinci nel 1490 cercò di rappresentare gli ideali di Vitruvio con questo disegno. Al di sopra del disegno Leonardo ha scritto:
Vetruvio architetto mette nella sua opera d’architettura che lle misure dell’homo sono della natura disstribuite in quessto modo.
Cioè, che 4 diti fa un palmo e 4 palmi fa un piè; 6 palmi fa un cubito, 4 cubiti fa un homo, e 4 cubiti fa un passo, e 24 palmi fa un homo; e cqueste misura son ne’ sua edifizi.
Se ttu apri tanto le gambe che ttu chali da chapo 1/14 di tua alteza, e apri e alza tanto li bracci che colli lunghi diti tu tochi la linia della sommità del chapo, sappi che ’l cientro delle stremita delle aperte membra fia il bellicho.
E llo spatio che ssi truova infra lle gambe fia triangolo equilatero.
Leggi tutto: La medicina: una scienza ed un'arte che ha al centro l'uomo
L'irrigazione nasale (o più semplicemente lavaggio nasale) è una pratica terapeutica utilizzata da molti anni in tutto il mondo e in tempi recenti la medicina occidentale ha preso in considerazione il problema. Le indicazioni sono le infiammazioni croniche e allergiche delle alte vie respiratorie, in particolare riniti e sinusiti.
Il concetto di irrigazione nasale è molto semplice, si va dalla semplice aspirazione col naso di acqua, all'utilizzo di siringhe, contenitori appositi e prodotti spray.
Desidero subito chiarire quando possono dare risultati utili e quando è bene non utilizzare questi lavaggi. L'indicazione principale è data dalle forme croniche, cioè riniti e sinusiti fastidiose che durano nel tempo e spesso si riacutizzano nella stagione fredda. Possono trovare giovamento anche le riniti allergiche.
Gli obiettivi che si prefigge di raggiungere una buona irrigazione nasale sono:
- migliorare la respirazione nasale,
- riduzione degli starnuti e delle difficoltà respiratorie nelle persone con malattie allergiche,
- una diminuzione nell'uso o nel dosaggio dei farmaci rinologici locali o anche nei farmaci sistemici, tra questi ultimi poter ridurre l'uso di cortisonici costituisce senz'altro un vantaggio,
- coadiuvante nel periodo post operatorio negli interventi si rinosettoplastica, settoplastica e devascolarizzazione turbinati.
- rendere più sopportabili i disagi nelle riniti e rinosinusiti sub-acute e croniche.
I liquidi per l'irrigazione nasale si dividono in isotonici ed ipertonici.
Soluzioni isotoniche = sono soluzioni saline con concentrazioni di sale uguale a quella dei liquidi del corpo umano.
Soluzioni ipertoniche = soluzioni saline con concetrazioni superiori a quelle dei liquidi umani.
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Il giorno 15 novembre 2025 si è tenuta una importante giornata dedicata all'etica, al diritto e alla dignità del soggetto che decide di finire la propria vita affidandosi al suicidio medicalmente assistito. A questa discussione hanno partecipato medici, infermieri, avvocati e psicologi. La manifestazione si è svolta presso il centro Loris Malaguzzi (vedi Nota 1) in viale Ramazzini 72/a a Reggio Emilia. Da anni si parla di questo argomento per cercare di regolamentare e chiarire quali sono i diritti degli ammalati in fase terminale. Ritengo che tutti i medici siano coinvolti in questo argomento, in quanto l'approssimarsi della fine della vita coinvolge tutti i sanitari e quando questo momento si caratterizza per un dolore considerato dal paziente insopportabile si apre la possibilità del suicidio medicalmente assistito. Le problematiche sono notevoli, ma ritengo che alla base di tutto ci siano due temi che pochi vogliono affrontare e anche nel convegno di Reggio Emilia non sono stati approfonditi.

Un paziente chiede il suicidio quando qualcuno (un medico) gli ha detto che la sua condizione è incurabile e non ci sono possibilità di eliminare il dolore. La domanda che mi pongo: è proprio indispensabile dire ad un paziente che è affetto da una malattia incurabile e che le sue sofferenze lo accompagneranno fino alla fine dei suoi giorni?
Per poter parlare di quello che accadrà il medico dovrebbe avere due certezze: 1°) essere sicuro della diagnosi di malattia incurabile; 2°) essere certo che il dolore accompagnerà il soggetto fino alla morte. Se volessimo essere precisi il medico dovrebbe anche avere anche una ulteriore certezza sulla durata della vita.
Sulla durata della vita (prognosi) posso dire che da parte dei medici è molto facile sbagliare. Se il destino ha riservato al soggetto pochi giorni di vita ho molti dubbi che sia utile dire al paziente che non ha nessuna speranza di guarire.
Altro argomento che ritengo fondamentale è la ragionevole certezza della diagnosi. La certezza assoluta non esiste in medicina, si possono formulare solo diagnosi probabili. Qui si apre un problema notevole. La vita umana si caratterizza per numerose incognite, soprattutto sul futuro. Nulla sappiamo di ciò che accadrà domani, non conosciamo quando moriremo, nulla sappiamo delle sofferenze che ci attenderanno, nulla sappiamo se arriveremo alla fine dei nostri giorni mentalmente lucidi e quali saranno le nostre condizioni fisiche. Si può morire improvvisamente o dopo una lunga agonia; questo non possiamo saperlo.
NELLA VITA, E A MAGGIOR RAGIONE NELLA BIOLOGIA E NELLA MEDICINA, NON CI SONO CERTEZZE
Dato che i medici, dal punto di vista prognostico, non hanno certezze ritengo che predire ai malati terminali il loro futuro sia un segno di presunzione. Chiaramente non esistono nemmeno certezze sul dolore che si manifesterà fino all'exitus. Il dolore potrebbe essere intermittente e nessuno può predirlo. Come pure nessuno può sapere se il dolore potrebbe diventare sopportabile o anche cessare.

Un relatore al convegno.
Altro argomento completamente sconosciuto a tutti è "che cosa ci sarà dopo la morte?" Su quest'ultimo argomento intervengono i religiosi che spesso hanno precise convinzioni sul post-mortem e descrivono con precisione la vita ultraterrena. Questo è un problema enorme. Oggi, fine 2025, si stima che al mondo ci siano 8,2 miliardi di persone, si pensa che il 75% sia costituito da maggiorenni. Pertanto la popolazione mondiale di persone in grado di pensare razionalmente si stimano in 6.150.000.000. Sempre secondo stime consolidate si ritiene che le persone che non credono in nessuna religione sono 1.200.000.000. Nè deriva che quasi cinque miliardi (più rigorosamente 4.950.000.000) sono adulti e credenti. A questo punto rimando ad un libro poco noto, ma fondamentale per capire la nostra esistenza. Il testo si intitola "O si pensa O si crede", non ci sono vie di mezzo. L'autore è Arthur Shopenhauer.
Il problema del fine-vita pone pertanto un altro problema NESSUNO SA IL FUTURO E NESSUNO SA CHE COSA CI SARA' DOPO LA MORTE. Indipendente dal fatto che l'individuo sia un pensante o un credente, ciascun uomo non sa che cosa ci sarà dopo la morte. Esiste un motivo logico per anticipare un passo verso l'ignoto? Non credo che esista. (Vedi Nota 2)
Il fine vita apre le porte all'IGNOTO. Tutti sappiamo come viviamo oggi e sappiamo, questa è l'unica certezza, che dovremo morire. Allora la paura di vivere nel dolore o nella sofferenza diventa un altro elemento che spinge le persone al suicidio. C'è stato il 17 novembre 2025 il suicidio medicalmente assistito di Alice ed Ellen Kessler che è stato riportato da tutti gli organi d'informazione. E' difficile dire che cosa ha spinto le gemelle a questo insolito comportamento. Può essere che abbiano voluto far parlare di loro e ritornare ancora una volta alla ribalta della cronaca, ma a mio parere l'elemento più importante che le ha spinte al suicidio contemporaneo è stata la paura dell'ignoto. Queste donne hanno sempre lavorato e vissuto assieme. Il pensiero di vivere e sapere che la sorella non sarà più con te, ma puoi andarla a trovare solo al camposanto è un pensiero che tormenta. Si legge anche che Alice era ammalata e depressa, mentre Ellen era in salute, però "non voleva che la sorella morisse da sola" (Vanity Fair Italia). Quando esistono dei figli o dei nipoti è chiaro che la vita deve continuare. Ma quando si è soli e la vita è stata per anni una vita di coppia il pensiero di sopravvivere all'altro diventa una preoccupazione. Il problema lo vedo in questi termini: la paura di un futuro da ricostruire spaventa più della morte. Nel caso delle Kessler il passaggio dal vivere in coppia alla vita da sole le ha spaventate ed hanno preso la decisione di morire assieme.
Il suicidio medicalmente assistito come scelta di libertà e dignità. Queste sono le argomentazioni di chi è favorevole al suicidio medicalmente assistito. I due concetti a sostegno della possibilità di poter porre fine all'esistenza come l'individuo vuole sono la libertà e la dignità. La natura mette tutti gli individui nella situazione di non conoscere quando e come moriremo. Il poter scegliere il giorno e la modalità con la quale morire non mi sembra che si possa considerare un atto di libertà. L'altro concetto ricorrente è la parola "dignità". Parola che ritengo difficile da spiegare; questo termine lo interpreto come la differenza tra morire nel proprio letto con un farmaco (quindi morte dignitosa) e morire con atto violento (colpo di pistola, precipitazione, impiccagione, ecc.). Le sofferenze fisiche che in alcuni casi accompagnano la morte possono essere interpretate come una morte non dignitosa, ma nei casi che ho visto spesso nel fine vita naturale intervengono fattori come il coma o il precipitare della situazione clinica che portano il soggetto al passaggio tra vita e morte in un modo imprevedibile e non credo di estrema sofferenza.
Non credo che la legge tedesca del 2020 che disciplina il fine vita sia una vera legge innovativa. Non credo che la Germania sia da ritenere uno stato evoluto e non credo nemmeno utile che tra i vari problemi che deve affrontare chi governa una collettività ci sia il disciplinare il fine vita. Il mio pensiero va ad Alessandro Manzoni: "non sempre ciò che è nuovo è progresso."
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Nota 1 - Loris Malaguzzi (1920 - 1994) è stato un importante pedagogista italiano. Si è dedicato soprattutto all'insegnamento dei bambini fino a sei anni. E' stato il creatore del modello educativo Reggio Emilia. Un modello seguito in moltissime scuole per l'infanzia italiane ed europee.
Nota 2 - Il problema è il grande effetto massa esistente tra credenti e pensanti. Secondo i dati che ho riportato il credenti sfiorano i cinque miliardi di individui. I pensanti sono compresi nei non credenti. Non è sicuro che i non credenti siano tutti pensanti, anzi penso che siano una sparuta minoranza. Qui non esistono statistiche ma vado per intuito. Il non credente spesso è un sempliciotto che non crede perché non vuole crearsi dei problemi e insegue una sua libertà di pensiero. Aderire ad una religione comporta dei sacrifici e la maggioranza di chi non crede non vuole sacrificarsi, non cerca regole. Il non credente pensante è una rarità. Ipotizzo l'uno per cento. Se l'ipotesi fosse vera corrisponderebbe a 12 milioni di persone. Mi sembra già un numero molto alto. Il risultato è che i pensanti (12 milioni) si contrappongono ai credenti (5 miliardi) in una società dove i concetti dominanti sono che la maggioranza ha ragione. Nella nostra società le decisioni e le scelte si fanno a maggioranza, questa condiziona tutta la nostra vita. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il credente vince e il pensante perde. Che cosa fanno le religioni? Danno risposte semplici ai problemi più importanti dell'esistenza umana. Esiste una importante disuguagliaza tra gli uomini nella cultura. I religiosi trovano nei loro testi sacri una risposta a tutte le domande. Poi, usano come forza, l'effetto massa. Ogni religione ha i suoi mezzi per incrementare il numero dei devoti e dimostrare al pubblico che quella credenza è sostenuta da milioni di persone. Il punto fondamentale è: una somma di ignoranze non fa un sapere. La frase, utilizzo i miei ricordi, venne utilizzata da Montesquieu per contenstare il sistema elettivo dove la maggioranza vince e la minoranza perde. Se si utilizza IA questo concetto risale a Socrate. Trovo irrilevante che sia stato Montesquieu o Socrate, il punto fondamentale è che la maggioranza non è sinonimo di verità o di ragione. Per la gente comune l'effetto massa è importante. Se in un'area sono tutti cattolici o mussulmani io, se non voglio essere messo al bando della società, devo adeguarmi al pensiero dominante. Questo per me è il vero motivo per il quale gli esseri pensanti, se ci sono, si nascondono. "Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune" così scriveva Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi. Sostituiamo alcune parole e otterremo una mia frase che dovrebbe rispecchiare il pensiero di Shopenhauer. E' questa una affermazione che ritengo fondamentale per capire il problema della vita: "I pensanti c'erano, ma erano costretti a stare nascosti per paura dei credenti e del senso comune."
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L'agenzia europea dell'ambiente (EEA) ha redatto un rapporto sull'esposizione a rumore dei cittadini, emerge che molte persone vivono in zone dove il rumore ambientale supera i limiti consentiti. Sono particolarmente esposte le persone che abitano vicino agli aeroporti, alle ferrovie e in zone cittadine con alta densità di traffico. I mezzi di trasporto sono visti come una causa importante di danno uditivo. Una ulteriore esposizione a rumore riguarda soprattutto i giovani che ascoltano musica ad alto volume. Per questo motivo il giorno 04 settembre 2025 Carlo Govoni è stato intervistato da Vicky Mangone ai microfoni di GIORNALE RADIO.
Vicky dirige una trasmissione radiofonica "TUTTI NE PARLANO" dove ogni mattina tratta diversi temi come la salute e il benessere e tra un'intervista e l'altra ci sono selezionati intervalli musciali. Vicky offre un programma dove vengono affrontati temi importanti stando dalla parte del consumatore e dei cittadini che cercano di avere una visione completa dei fatti. Nell'intervista di giovedì con Carlo Govoni si è parlato del rumore.
oltre agli argomenti e approfondimenti, puoi trovare informazioni importanti sulle prestazioni offerte nelle sezioni:
Nel sito sono inoltre disponibilil'elenco degli studi medici, delle cliniche e varie altre sezioni.
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a Milano
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Centro Medico CLINICA ARISTOTELE - corso Magenta, 64
Studio medico via privata Pietro Ogliari, 3
COLUMBUS CLINIC CENTER è una prestigiosa casa di cura privata di Milano. Si trova in via Michelangelo Buonarroti, 48 - zona CITY-LIFE. Qui il dott. Carlo Govoni esegue visite specialistiche e interventi chirurgici. Il Centro è convenzionato con le più importanti assicurazioni private.
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DIAGNOSI & TERAPIA è una rivista sulla salute in distribuzione nelle farmacie
Potete trovare articoli scritti da Carlo Govoni

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