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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

Testi

Da diversi anni si parla molto di manovre per curare la vertigine, sembra che sia possibile far fare alcuni movimenti al paziente che non riesce a reggersi in piedi e in pochi secondi riacquisterà il suo equilibrio. 
Come sempre la realtà, in particolare la guarigione da una malattia, non è un evento così semplice. Ritengo corretto fare diverse puntualizzazioni.

E' razionale pensare che con una manovra fisica si possa guarire da una vertigine?
Le manovre, denominate manovre liberatorie, trovano il loro razionale solo per la cupololitiasi ( o labirintolitiasi o canalolitiasi o vertigine parossistica di posizione) cioè per quelle vertigini caratterizzate dalla fuorisucita dal sacculo e dall'utricolo di uno o più otoliti. Lo scopo di queste manovre è, dopo un'accurata diagnosi sul lato e sul canale semicircolare colpito, cercare di far rientrare nella sede originaria l'otolita (o gli otoliti) responsabili della vertigine. E' questa una diagnosi molto difficile che solo un medico con esperienza in vestibologia riesce a fare. Ancor più difficile è selezionare tra le manovre possibili quella che potrebbe rivelarsi terapeutica.  
Preciso che per tutte le altre forme di vertigine come la malattia di Ménière, la neuronite vestibolare, il neurinoma dell'acustico, le idropi endolinfatiche, ecc. le manovre non servono a nulla. 

Su YouTube sono presenti diversi filmati con le manovre da fare per la terapia della vertigine; possono essere utili per un paziente?
Questi filmati hanno una utilità limitatissima, servono semplicemente a far capire alla persona quali manovre li potrebbe sottoporre uno specialista ORL nel corso della visita. Purtroppo alcuni operatori li propongono come metodi per un'autoguarigione. Su questo punto sono decisamente contrario. E' fondamentale affinchè una manovra funzioni che la diagnosi sia corretta. Un'autodiagnosi precisa nel settore delle vertigini la ritengo molto difficile da farsi.
Pur ammettendo che il paziente soffra di vertigine posizionale (VPPB), cioè della forma di vertigine che può migliorare con le manovre, esiste il problema di saper scegliere la manovra più idonea. Questo è un problema molto arduo che ritengo praticamente impossibile da affrontare per chiunque non abbia precise conoscenze specialistiche. 

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Cosa può fare il paziente sul piano fisico?
Ritengo che il paziente che soffre di vertigine può fare poco senza che ci sia una diagnosi specialistica precisa. Il paziente può cercare di fare una ginnastica generica per tenere in movimento il collo. Può alternare movimenti di estensione, flessione e lateralità del collo, ma questi movimenti attenueranno i sintomi, ma non porteranno ad una soluzione del problema vertigine.
Più utili sono gli esercizi di Brandt - Daroff, ma questi si potranno fare solo se c'è una precisa diagnosi di vertigine di posizione.
In definitiva è bene che il paziente vertiginoso cerchi di arrivare presto ad una diagnosi con l'aiuto di uno specialista e poi faccia solo quelle manovre che gli ha consigliato lo specialista.

Se uno fa manovre sbagliate potrebbero esserci dei danni?
Ritengo che danni importanti difficilmente si potranno verificare. Gli inconvenienti più importanti sono due.
1 - manovre errate o eccessive potrebbero comportare un aggravamento della vertigine.
2 - Un altro problema che ritengo ancor più importante è che i movimenti fisici possono portare ad un beneficio in molti casi e questo illusorio vantaggio potrebbe ritardare la diagnosi della vera malattia vertiginosa quando questa è diversa dalla vertigine parossistica di posizione benigna.

La visita otorinolaringoiatrica per un paziente affetto da vertigine si fonda soprattutto sull'esame vestibolare. Spesso si tratta di una valutazione clinica.

 

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Presbistasia, ovvero la vertigine nelle persone anziane.

- Esercizi di Brandt-Daroff per la vertigine

- Qual'è lo specialista migliore?

La chirurgia della vertigine è indicata esclusivamente nelle vertigini periferiche. Nonostante sia molto diffusa la patologia vestibolare i pazienti che possono beneficiare di un trattamento chirugico sono molto pochi.
Questa chirurgia si divide in due gruppi di interventi: interventi funzionali e interventi distruttivi.
Per interventi funzionali s'intendono quelli che conservano la funzione uditiva. Appartengono a questo gruppo gli interventi sul sacco endolinfatico e gli interventi di neurectomia vestibolare selettiva.
Per interventi distruttivi (o demolitivi) s'intendono quegli interventi che distruggono la funzione uditiva.

La dieta iposodica trova un suo razionale nella malattia di Ménière (o idrope endolinfatica) ed è noto che si tratta di una malattia molto rara. Ritengo che da parte di alcuni colleghi ci sia una facile tendenza a diagnosticare questa malattia e di conseguenza molti prescrivono diete povere in sodio.
Sappiamo che una dieta iposodica è utile anche nella terapia di malattie nefrologiche e cardiovascolari, quindi prescriverla, anche se non c'è una stretta necessità di seguirla, non comporta danni al paziente. Il problema non è fisico, ma lo vedo soprattutto di tipo psicologico. Se una persona segue col massimo impegno una dieta con lo scopo di guarire da una vertigine e poi non migliora si creano importanti problemi psicologici e comportamentali. Il paziente perde fiducia nel medico e spesso pensa che la diagnosi sia errata. Qui scatta una ricerca molto estenuante di possibili altre cause, il soggetto si sofferma su patologie gravi e la qualità della sua vita peggiora di giorno in giorno.

Occorre quindi stare attenti quando viene prescritta una dieta iposodica. Un problema a cui rimando sono i criteri di certezza di malattia di Ménière. Se c'è la certezza di questa patologia allora seguire una dieta iposodica è importante.

Cibi consenti nelle diete rigorosamente iposodiche.
Pane azimo e pane senza sale.
Biscotti senza sale.
Dolci iposodici senza lievito
Latte e yogurt senza sale.
Farina e fecola.
Riso, pasta di semola, tapioca e semolino. 
Frutta fresca e frullati di frutta.
Castagne
Sale senza sodio
Olio d'oliva e burro
Aceto

La vertigine è una patologia complessa dove si fa fatica ad individuare esattamente le cause, quindi diventa difficile una terapia. Ricordo che una causa molto frequente è la vertigine parossisitica di posizione, questa è un disturbo degli otoliti, pertanto è un problema di tipo fisico e non risente della dieta seguita dal paziente.

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La malattia di Menière è una patologia rara, per molti aspetti difficile da comprende e, da sempre, stimola gli interessi degli otoneurologi. Il 3 e 4 dicembre 2012 si è tenuto a Milano un corso di aggiornamento per specialisti su questa particolare forma di vertigine.
Nel corso si è parlato di idrope endolinfatica, vertigine, ipoacusia percettiva e acufeni

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La Vertigine Parossistica Posizionale Benigna (VPPB) o più semplicemente Vertigine Parossistica di Posizione (VPP) viene anche definita cupololitiasi o canalolitiasi o anche labirintolitiasi o impropriamente “labirintitie” è la vertigine più frequente. Questa vertigine si caratterizza per un nistagmo (Ny) tipico in fase attiva, ad origine otolitica, ed è provocata da numerose cause.
La prima rilevazione clinica della VPP fu compiuta da Barany nel 1921 (1). Le successive segnalazioni tuttavia mancarono di continuità e di precisione sia patogenetica che eziologica. Sul piano clinico questa sindrome è stata correttamente definita nel 1952 dagli studi di Dix e Hallpike (2).

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Nel sito sono inoltre disponibilil'elenco degli studi medici, delle cliniche e varie altre sezioni.

 

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ECCELLENZE ITALIANE

su ODEON TV
e sul canale 177 del digitale terrestre
il 5 marzo 2020 - ore 18:15
la giornalista Elena Tubertini ha intervistato il dott. Carlo Govoni
che ha parlato di vertigine
e di orientamento spaziale

DIAGNOSI & TERAPIA è una rivista sulla salute in distribuzione nelle farmacie
www.det.it

diagnosi e terapia rivista


nel numero di giugno 2019
c'è stato un articolo di rinologia

scritto da Carlo Govoni 

Lo potete trovare anche al sito
http://www.det.it

http://www.det.it/category/articoli/otorinolaringoiatria/

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