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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

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Testi

La mononucleosi è una malattia infettiva relativamente frequente. L'agente eziologico è il virus di Epstein-Barr (EBV). Il virus infetta i linfociti B, ha un decorso rapido. Il contagio avviene quasi sempre attraverso il passaggio della saliva infetta (per questo motivo viene anche chiamata malattia del bacio o malattia dei fidanzati). Il passaggio di saliva può avvenire anche con modalità molto diverse dal bacio, spesso si verifica quando si beve dallo stesso bicchiere o dalla stessa bottiglia, quando ci si scambiano le posate o lo spazzolino da denti. Sono queste situazioni non frequenti, ma non certo eccezionali. La mononucleosi infettiva colpisce soprattutto gli adolescenti. Il decorso spesso si confonde con una faringite o una tonsillite. La caratteristica tipica è che non recede con gli antibiotici essendo una malattia virale. In alcuni casi si manifesta con una tonsillite acuta molto dolorosa e resistente. Superata la fase acuta segue un'astenia ed una cefalea che durano anche alcune settimane. 
A causa della faringotonsillite c'è difficoltà a mangiare e dolore alla deglutizione. Le tonsille palatine si presentano ipertrofiche, iperemiche e spesso ricoperte da pseudomembrane (placche) che simulano una infezione da Streptococco piogene.
Altra caratteristica della mononucleosi sono l'aumento di volume dei linfonodi del collo. Questi linfonodi sono dolenti alla palpazione. La malattia si completa con il convolgimento di fegato e milza, quest'ultima è quasi sempre aumentata di volume.

Quando un paziente presenta linfonodi del collo ingrossati la visita che occorre eseguire è la visita otorinolaringoiatrica. Alcune persone vengono mal consigliate e si recano da un chirurgo generale. Il collo è un organo molto particolare e richiede una valutazione sia dall'interno che dall'esterno e tutto questo avviene nel corso di una visita dall'otorino.

carlo govoni otorino luce frontale

 

Un esame complementare che spesso si rivela molto utile è l'ecografia del collo. Si vedono i linfonodi ingrossati di entrambi i lati del collo.

Nella diagnosi di mononucleosi è particolarmente importante la ricerca degli anticorpi nei confronti di questo virus. Gli anticorpi si distinguono in IgG e IgM. Se la positività è di entrambi gli anticorpi significa che la mononucleosi è recente. E' stata contratta nell'ultimo mese in cui è stato eseguito il prelievo. Se sono positivi solo gli anticorpi di tipo IgG significa che la mononucleosi non è recente, perlomeno il paziente è stato colpito prima di un mese rispetto alla data in cui è stato eseguito il prelievo di sangue.

 

 

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I lipomi sono tumori benigni del tessuto adiposo che raramente si manifestano nel collo, provocano deformazioni estetiche e il loro trattamento è esclusivamente chirurgico.

Il lipoma è un tumore mesenchimale, cioè un tumore che prende origine dai tessuti connettivali di sostegno del collo, nello specifico dal tessuto adiposo.

Questi tumori cervicali hanno dimensioni variabili, la maggioranza è contenuta entro i 3-4 cm di diametro. In alcuni casi raggiungono i 10 centimetri nel loro maggior asse. Quando superano i 10 centimetri si parla di lipoma gigante.

lipoma gigante 2022 pre operatorio carlo govoni otorinoFoto n. 1
Paziente affetto da lipoma gigante del lato destro del collo,
pronto per essere operato.

 

La diagnosi è semplice. In molti casi la visita medica è sufficiente per una esatta diagnosi. All’ispezione si apprezza una massa ovalare o tondeggiante. Alla palpazione si percepisce che la superficie è liscia e non ci sono aderenze con i piani profondi. Altro segno è la consistenza morbida e soffice. Raramente ci sono segni di compressione sui vasi e ancor meno sull’asse laringo-tracheale.

Per quanto attiene alla benignità i lipomi si possono considerare quasi tutti benigni. La loro variante maligna prende il nome di liposarcoma ed è, nel collo, un riscontro eccezionale. I liposarcomi si distinguono in quattro tipi istologici: ben differenziato, mixoide, pleomorfo e dedifferenziato (DDLS). Quest'ultimo è il più temibile.

 

L'otosclerosi, detta anche otospongiosi, è una malattia dell'orecchio che porta a fissità degli ossicini e quindi diminuzione dell'udito. Questa è una particolare malattia osteodistrofica che colpisce la sola capsula ossea del labirinto, senza interessare minimamente le altre ossa dell'organismo. E' di solito bilaterale, colpisce soggetti giovani (seconda, terza, quarta decade di vita) e in maggioranza donne. La malattia ha carattere ereditario e si aggrava con gravidanza e allattamento.

Riporto quanto scrissi nel 1992 in un articolo pubblicato sulla rivista Diagnosi & Terapia.

1992 marzo diagnosi terapia carlo govoni otosclerosi

Nei pazienti affetti da otosclerosi si osserva che il processo distrofico della capsula ossea porta alla formazione di focolai di osso neoformato che provocano fissità della staffa, il più piccolo ossicino della catena ossiculare.

Sotto il profilo anatomo-patologico la malattia evolve in tre fasi.

1) Fase della congestione osteoide.

2) Fase della spongiosi.

3) Fase della sclerosi.

1992 marzo otosclerosi 1 carlo govoni otosclerosi

 

1992 marzo otosclerosi 2 carlo govoni

 

La tecnica chirurgica prevede un accesso attraverso il condotto uditivo esterno. Il sollevamento della membrana timpanica, l'esposizione e la rimozione della sovrastruttura della staffa, il foro con microfresa della platina e la sistemazione della protesi che viene agganciata alla lunga apofisi dell'incudine.

L'intervento chirurgico non è scevro da rischi, però nella maggioranza dei casi può portare ad un buon miglioramento della perdita uditiva.

Si riconoscono tre forme di otosclerosi. La più nota è la fissità della staffa (o otosclerosi stapediale o otospongiosi). Secondo alcuni questa forma si riscontra nell'85% di tutti i casi di otosclerosi. Molto meno frequenti sono l'otosclerosi cocleare e l'otosclerosi mista.

 

 

 

 

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L'otosclerosi cocleare è una malattia molto rara, di difficile diagnosi, porta ad una sordità neurosensoriale che può migliorare esclusivamente con l'uso della protesi acustica e pertanto non è operabile. 

Come vedremo meglio in seguito con la parola otosclerosi si intendono tre malattie diverse tra loro. I primi casi di otosclerosi cocleare sono stati osservati come varianti dell'otosclerosi stapediale. L'otosclerosi stapediale è la forma classica di otosclerosi, la malattia si manifesta con la fissità della staffa. Più propriamente i primi casi di otosclerosi cocleare sono stati pazienti affetti da otosclerosi mista. Si trattava di persone che avevano una perdita uditiva di tipo trasmissivo, perchè la staffa non si muoveva, e presentavano anche un deficit neurosensoriale cocleare. Il quadro audiologico dei primi casi era quello di una ipoacusia mista (si definisce mista una ipoacusia di trasmissione con componente neurosensoriale). 

Occorre tener presente che la diagnosi di otosclerosi è stata definita alla fine dell'ottocento, quando le prove audiometriche si facevano solo con i diapason, non esisteva l'impedenzometria e nemmeno la radiologia dell'orecchio. Nel 1894 Adam Politzer è stato il primo a descrivere accuratamente l'otosclerosi stapediale. Negli anni successivi si comprese che non tutte le otosclerosi erano caratterizzate da ipoacusie di trasmissione pure (queste erano e sono le otosclerosi stapediali). Con l'avvento dell'impedenzometria si capì meglio il movimento della staffa, ma fu necessario l'arrivo della TAC per comprendere esattamente che esistevano delle otosclerosi con danno cocleare. Da qui il nome di otosclerosi cocleare.

Riconosciamo quindi tre forme di otosclerosi:
A) Otosclerosi stapediale - è la fissità della staffa, si caratterizza per una ipoacusia di trasmissione. E' la forma più frequente, circa l'80 / 90% di tutti i casi di otosclerosi.

B) Otosclerosi cocleare - è un danno a carico della coclea, si caratterizza per una ipoacusia neurosensoriale (o percettiva). E' un danno che colpisce le cellule nervose situate all'interno della coclea. E' molto rara. Secondo l'ospedale Humanitas di Milano le forme cocleari raggiungono il 5% di tutte le otosclerosi. Nella mia esperienza è molo più rara, ritengo che non superi l'1%di tutti i casi di otosclerosi.

C) Otosclerosi mista (stapediale e cocleare) - sono quei casi che presentano in uno stesso orecchio entrambe le forme di otosclerosi sopra descritte. C'è la fissità della staffa e il danno cocleare. L'ipoacusia è di tipo misto, cioè in parte trasmissiva e in parte cocleare. Nella maggioranza dei casi si tratta di otosclerosi prevalentemente cocleari.  

Queste tre forme di otosclerosi sono riconoscibili dall'esame audiometrico, confrontando via aerea e via ossea (vedi Fig. 1).

 otosclerosi stapediale cocleare mista audiogramma govoni otorinolaringoiatra audiologo

Fig. 1
Nell'otosclerosi stapediale la via ossea (>   >    >) è normale, solo la via aerea è abbassata.
Nell'otosclerosi cocleare la via ossea abbassata come la via aerea.
Nell'otosclerosi mista la via ossea è un poco abbassata, mentre lo è di più la via aerea.

 

Spesso le persone operate di otosclerosi vogliono sapere se possono o non possono sottoporsi ad indagini con Risonanza Magnetica Nucleare (RMN).

Per poter rispondere a questa domanda è necessario conoscere il tipo di protesi che è stata utilizzata per sostituire la staffa. Le protesi si classificano in tre gruppi:

A) protesi totalmente in materiale sintetico (più spesso teflon)

B) protesi miste, cioè in parte in materiale sintetico e in parte in materiale metallico.

C) protesi interamente di materiale metallico.

La risonanza non può essere eseguita quando la protesi è metallica, quindi sia nei casi indicati con B) e C) non si può eseguire la RMN.

E' importante che le persone operate di otosclerosi conoscano esattamente il tipo di protesi che è stata utilizzata e lo comunichino al radiologo prima di effettuare una risonanza. Questo è importante anche per aiutare il medico quando dovrà fare la descrizione dell'immagine.

L'otosclerosi è una malattia dove è possibile la terapia medica (oggi scarsamente usata) e la terapia micro-chirurgica e protesica.

 

collecchio poliambulatorio citta parma risonanza magnetica

 Qui sopra un apparecchio di risonanza magnetica molto ben ambientato;
è quello del Pacc di Collecchio, Parma.

 

 

milano columbus clinic center aree clinicheSale operatorie - Columbus Clinic Center - Milano

 

E' importante sapere che esistono tre forme di otosclerosi. Tutte si possono curare con terapia protesica (protesi acustica tradizionale) e in questi casi è sempre possibile eseguire una Risonanza Magnetica. Solo la forma di otosclerosi stapediale è curabile con microchirurgia. Le varianti di otosclerosi cocleare e otosclerosi mista non si devono operare e possono trovare un beneficio con l'utilizzo della protesi acustica. 

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nel numero di dicembre 2020
è stato pubblicato un articolo

scritto da Carlo Govoni 

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