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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

Prestazioni

La visita vestibologica è quella visita che comprende l'esame vestibolare o esame otovestibolare ed è finalizzata a curare i soggetti affetti da vertigine. La vertigine è l'alterazione del senso dell'equilibrio. E' noto che l'orecchio non è solo l’organo dell’udito, ma è anche l'organo dell’equilibrio. La parte posteriore dell’apparato uditivo si unisce ad un apparato molto complesso, dotato di recettori e di vie nervose proprie, denominato apparato vestibolare. L’apparato vestibolare comprende il labirinto, il sacculo e l'utricolo. Questo apparato, in modo coordinato con altri organi, ci permette di mantenere la posizione eretta e fornisce al cervello molte informazioni sulla nostra posizione nell'ambiente che ci circonda. Si parla di sistema di orientamento spaziale formato principalmente da apparato vestibolare, apparato uditivo, apparato visivo e apparato propriocettivo. Attraverso l'esame vestibolare si valuta solo l'equilibrio, mentre con l'esame cocleovestibolare si valutano entrambe le funzioni dell'orecchio: equilibrio e funzione uditiva.

orecchio esterno medio interno in sezione

Il labirinto si trova nell'orecchio interno (internal ear)
ed è indicato col numero 7.  Col n. 9 è indicato il nervo vestibolare.

Quando una persona per motivi di salute è impossibilitata a venire in studio sono disponibile per eseguire visite otorinolaringoiatriche a domicilio del paziente. Le visite a domicilio sono particolarmente indicate per bambini molto piccoli e persone anziane. A domicilio posso eseguire anche esami audiometrici, impedenzometriaesami vestibolari ed indagini fibroendoscopiche.

Per prenotare una visita domiciliare telefonate al   3358040811   La prenotazione dovrà essere fatta contattando per telefono il medico.
Eseguo visite soprattutto nelle zone di Milano - Reggio Emilia - Parma - Modena.  

La visita domiciliare è un servizio molto discusso, ma poco realizzato. Con questa possibilità si riescono a curare persone che per anzianità o per difficoltà fisiche hanno difficoltà a raggiungere l'ambulatorio. 

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Visita specialistica otorinolaringoiatrica

 

Esame audiometrico

 

Impdenzometria

 

 

 

L’olfattometria è una metodica che valuta la capacità di percepire gli odori utilizzando sostanze odorose di svariata natura che vengono presentate al paziente. Esiste una standardizzazione degli odori e nella registrazione ed elaborazione statistica delle risposte. Lo scopo è ottenere una valutazione della capacità olfattiva. I test olfattometrici sono sostanzialmente soggettivi, cioè si basano sulle risposte del paziente. Interessanti sono i test psicometrici che consentono una valutazione utile anche per scopi medico-legali. In questi casi è importante riuscire a stabilire se il paziente è o non è un simulatore. I recettori olfattivi sono raccolti nell’area olfattiva posta nella volta e sulle pareti laterali delle fosse nasali. Da quest’area si dipartono le vie olfattive che raggiungono l’area olfattoria centrale situata nell’encefalo. La funzione olfattiva può subire delle modificazioni qualitative e delle quantitative. Le alterazioni qualitative più note sono le parosmie e le cacosmie. Parosmia, il paziente percepisce un odore diverso da quello somministrato (le cause sono molteplici: tumori encefalici, influenza, gravidanza, diabete, ecc.). Cacosmia, il paziente riferisce di percepire un odore sgradevole. (Le cause sono tossiche, sinusiti croniche, corpi estranei nasali, tonsilliti caseose, bronchiti, affezioni gastriche ed epatiche). In alcuni casi la cacosmia è oggettiva, cioè la percepisce anche l’esaminatore. Qui spesso si nasconde una rinopatia importante.

Esistono anche modificazioni quantitative dell’olfatto. Iperosmia, cioè una esagerazione della sensibilità specifica olfattiva che può dar luogo a nausea, vomito, cefalea (per malattie del sistema nervoso centrale, gravidanza, menopausa, ipertiroidismo). Iposmia e anosmia, cioè una perdita parziale (iposmia) o completa (anosmia), transitoria o permanente, della capacità di percepire uno o più odori. Tale perdita può essere uni- o bilaterale e dipendere da numerose cause congenite (per deficiente o mancato sviluppo dei bulbi olfattivi o dei centri nervosi) o acquisite (come traumatiche, infettive, tossiche, disendocrine e processi morbosi del sistema nervoso centrale).

E' possibile ricercare il minimo odore identificabile (MIO). Questo test è poco utile nella pratica clinica in quanto non esiste un criterio standardizzato per la media delle persone.

olfattometria prova olfatto sniffin sticks

Nella fotografia un kit per prove olfattometriche.

 

Le iposmie e le anosmie sono le malattie più importanti per le quali è necessario ricorrere all’olfattometria. Ritengo che per ottenere una buona valutazione del paziente non si debba eseguire una olfattometria isolata, ma questa valutazione vada integrata nell'ambito di una visita otorino, con gli esami che sono già in possesso del paziente e con una accurata valutazione rinoscopica. Ritengo che si debba parlare di un esame clinico della capacità olfattiva e la prova olfattometrica si inserisce in questo contesto.

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L'olfattometria è la misura e la valutazione della capacità di percepire odori. Per informazioni 3358040811

 

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Visita specialistica otorinolaringoiatrica

 

- La diminuzione o la perdita dell'olfatto come sintomo iniziale dell'infezione da Covid-19

 

- La difficoltà respiratoria nasale

 

 

 

 

La consulenza tecnica giudiziaria è una fase fondamentale dei processi sia penali che civili, qui esporrò le mie idee in tema di Consulenza Tecnica in ambito Civile. E' in questa che viene spesso interpellato l'otorinolaringoiatra. Le circostanze più frequenti sono gli incidenti stradali, gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali, le violenze fisiche. 

Normalmente nei processi quando ci sono problemi di carattere tecnico che il Magistrato non si sente di affrontare da solo nomina un perito. Le parti in causa hanno il diritto di nominare a loro volta un Consulente per far valere le proprie ragioni in quella che si definisce: Consulenza Tecnica. 

Il mio consiglio è che per difendersi in ambito sanitario occorre farsi affiancare fin dai primi giorni da un medico che abbia competenza sui problemi clinici dell'infortunato. E' sbagliato nominare un Consulente quando si inizia la causa o peggio pochi giorni prima della consulenza predisposta dal Giudice. Molte persone sono abituate, dopo un infortunio, ad affidarsi ai medici del Pronto Soccorso e poi agli specialisti del SSN. Dopo alcuni mesi raccolgono numerosi certificati che spesso minimizzano i sintomi e i segni. Quando si accorgono che sarà difficile ottenere un risarcimento per il danno subito cercano uno specialista al di fuori dell'ospedale dove si sono sempre recati. In questo modo il medico che si cerca come consulente interviene tardi e difficilmente riesce a trovare elementi diagnostici per confermare un danno.   

Gli argomenti trattati con maggiore frequenza sono le sordità da causa professionale, gli eventi traumatici (fratture ossa nasali, fratture delle ossa della faccia), le riduzioni o perdite dell’udito, cicatrici deturpanti al viso e al collo.  Eventi traumatici molto frequenti che necessitano di valutazione otorinolaringoiatrica sono i traumi distorsivi cervicali, il colpo di frusta cervicale e le vertigini post-traumatiche. Traumi molto gravi sono le fratture della base cranica, in particolare le fratture della rocca petrosa che portano a sordità dall'orecchio colpito e in alcuni casi a paralisi del nervo faciale. La paralisi del nervo faciale comporta la perdita della mimica facciale dal lato leso. Questi traumatismi sono spesso la conseguenza di infortuni stradali o di infortuni sul lavoro.

Normalmente una relazione peritale si compone di cinque parti:

  1. Descrizione dell’evento traumatico.
  2. Descrizione dell'iter diagnostico e terapeutico
  3. Valutazione del paziente ed esami strumentali.
  4. Considerazioni tecniche. 
  5. Valutazione del danno.

Elemento fondamentale è la valutazione del danno. Questa dovrà essere fatta nel rispetto di disposizioni legislative o di accordi tra le parti o, in mancanza, si farà riferimento a precedenti valutazioni simili.

Quando una persona ha subito un infortunio che ha coinvolto la testa o il collo (trauma cranico, trauma facciale, colpo di frusta, trauma distorsivo cervicale, riduzione dell’udito, difficoltà masticatoria, riduzione dell’olfatto o della pervietà respiratoria nasale) una visita otorinolaringoiatrica è necessaria. Dopo sarà lo specialista a consigliare se saranno necessari esami o se sarà utile aggiungere alla visita una perizia, cioè scrivere una relazione di consulenza per la valutazione del danno. Le conseguenze di un infortunio si sintetizzano nell'inabilità temporanea e nel danno biologico.

Un particolare settore è costituito dalle malattie professionali. La malattia professionale per la quale spesso un otorinolaringoiatra è interpellato è l’ipoacusia professionale, cioè la diminuzione dell’udito per effetto del rumore percepito durante il lavoro. Ricordo che le ipoacusie costituiscono circa il 50% delle malattie professionali indenizzate dall’INAIL. 

Ritengo importante in ambito lavorativo che i medici legali o i medici del lavoro identifichino i casi più complessi e per questi venga richiesta una consulenza otorinolaringoiatrica quando il lavoratore manifesta i primi segni di ipoacusia. Una valutazione audiologica permette di riconoscere precocemente se una riduzione dell’udito è da causa professionale o non professionale. In quest’ultimo caso, se ben supportato da prove cliniche, non si dovrà fare la segnalazione all’INAIL. 

La legge 8 marzo 2017 articolo 15 "Nomina dei consulenti tecnici d'ufficio e dei periti nei giudizi di responsabilità sanitaria".  Nei procedimenti civili e nei procedimenti penali aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria, l'Autorità Giudiziaria affida l'espletamento della consulenza tecnica e della perizia a: a) un medico specializzato in medicina legale; b) e ad uno p più specialisti nella disciplina che abbiano specifica e pratica conoscenza di quanto oggetto del procedimento.

Sono disponibile per effettuare consulenze tecniche di parte solo per malattie di competenza otorinolaringoiatrica.

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Visita specialistica otorinolaringoiatrica

 

Rinofibroscopia e laringofibroscopia

Impedenzometria

 

 

 

 

 


 

La biopsia o prelievo bioptico è una tecnica semplice che viene utilizzata sia in ambulatorio che in corso d'intervento. Le finalità sono diverse.

Biopsia ambulatoriale.
Lo scopo della biopsia ambulatoriale è quello di togliere un pezzetto di tessuto e farlo analizzare allo scopo di capire la natura della malattia. Nell'ambito della testa e del collo le biopsie ambulatoriali si eseguono su ogni parte della pelle della testa e del collo, nella porzione anteriore delle fosse nasali, nel condotto uditivo esterno e nel cavo orale. Distinguiamo: biopsia incisionale e biopsia escissionale. Se si deve valutare una lesione molto piccola è indicato toglierla e farla analizzare (exeresi-biopsia o biopsia escissionale). Quando la lesione è più grande se ne toglie un frammento per farne l'esame istologico (biopsia incisionale)
L'analisi microscopica non viene eseguita dall'otorinolaringoiatra, ma da un medico specialista in anatomia patologica. Il frammento asportato viene fissato e studiato al microscopio. E' evidente che tutte le lesioni dove esiste il sospetto di malattia maligna devono essere biopsiate. Molte volte si eseguono biopsie e il risultato è quello di una patologia benigna. Lo scopo di una biopsia ambulatoriale è soprattutto diagnostico, cioè si tratta di un esame importante per capire la malattia che si dovrà affrontare.

Biopsia chirurgica.
Il concetto è lo stesso della biopsia ambulatoriale: prelevare un frammento di una lesione per poterla studiare al microscopio. La differenza è soprattutto nella sede. In corso d'intervento chirurgico è possibile aggredire organi interni (es. laringe, rinofaringe, base lingua, esofago cervicale, ecc.) che non si potrebbero raggiungere senza l'anestesia generale. Questo perchè sono organi dotati di spiccati riflessi e il paziente non riuscirebbe a stare fermo se fosse deciso di utilizzare una anestesia locale.

La biopsia è fondamentale in molte malattie, soprattutto per quelle tumorali. In questo caso una biopsia positiva per tumore maligno si rivela determinante per il successivo iter terapeutico.

Una variante della biopsia qui descritta è l'agobiopsia, cioè il prelievo di alcune cellule introducendo un ago nella massa che si vuole studiare. L'esame microscopico che si eseguirà prende il nome di esame citologico. Questa tecnica viene anche abbreviata con la sigla FNAB (Fine Needle Aspiration Biopsy).  L'agobiopsia è spesso utilizzata nelle malattie della tioride e delle ghiandole salivari.

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Nella provetta qui fotografata la freccia indica un prelievo bioptico. Come si può osservare si tratta di un frammento piccolissimo che viene consegnato all'anatomo patologo. Da qui si esegue un'analisi precisa (esame istologico), spesso fondamentale per fare una esatta diagnosi della malattia. 
Quando un otorinolaringoiatra propone una biopsia non si deve pensare che si è affetti da un tumore maligno. La biopsia e il successivo esame istopatologico sono procedure molto utili sotto il profilo diagnostico e vanno accettate di buon grado.

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Visita specialistica otorinolaringoiatrica

Chirurgia ambulatoriale 

La biopsia è utile anche per la diagnosi precoce e pertanto può essere considerata utile nella prevenzione. Leggi anche altri articoli in tema di prevenzione:
- prevenzione malattie della laringe

- prevenzione tumori del naso 

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