L'acufene è un problema difficile da risolvere e alcuni autori propongono di eseguire iniezioni intrampaniche (o transtimpaniche) di farmaci allo scopo di alleviare o eliminare questo sintomo.
La tecnica dell'iniezione intratimpanica è molto semplice, sotto controllo microscopico si esegue con ago molto sottile la perforazione della membrana e successivamente si inietta il farmaco. Il medicamento resta nella cassa del timpano. Le malattie che potrebbero trarre beneficio da questo trattamento sono patologie cocleari o cocleo-labirintiche, pertanto sono malattie dell'orecchio interno.
Il primo problema è che all'interno della cassa del timpano c'è una barriera che impedisce ai liquidi di penetrare nell'orecchio interno. Questa barriera è costituita dalle membrane delle finestre rotonda ed ovale (indicate in rosso nel disegno). Conosciamo poco sulla permeabilità di queste due membrane, sappiamo però che sono resistenti. Per esempio malattie infettive come le otiti medie non si estendono quasi mai all'orecchio interno, proprio grazie alla resistenza di queste due membrane. Se ci fosse il passaggio di materiale infetto come pus verso l'orecchio interno si avrebbe il quadro della labirintite purulenta, cioè una situazione clinica molto grave ma per fortuna praticamente scomparsa. 

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Iniezione transtimpanica.    L'ago è di colore verde.
1 - condotto uditivo esterno;  2 - martello;  3 - incudine;  4 - staffa;  5 - labirinto;
6 - coclea;  7 -  tuba di Eustachio;  8 - membrana timpanica.
OV - Finestra ovale (è un anello attorno alla platina della staffa)
RV - Finestra rotonda

Come si può vedere dal disegno il liquido iniettato attraverso la membrana (8) raggiunge l'orecchio medio e si diffonde. Dall'orecchio medio c'è un drenaggio naturale che è la tuba di Eustachio (7); quindi è facile che farmaci liquidi dall'orecchio medio percorrano la tuba e raggiungano la parte più profonda del naso. In questi casi si avrebbe una dispersione del prodotto. Il quantitativo di farmaco che può passare attraverso le due membrane delle finestre rotonda ed ovale e raggiungere la coclea è sicuramente scarso e non è noto. 

I farmaci più utilizzati nel trattamento degli acufeni con questa tecnica sono i cortisonici e la lidocaina.

Tra i cortisonici sono stati utilizzati il desametazone (1) e il metilprednisolone (2). Entrambi sono stati iniettati attraverso la membrana timpanica, i risultati non sono stati soddisfacenti. In alcuni casi è stato riscontrato anche il peggioramento dell'acufene. 

La lidocaina è un anestetico locale e venne utilizzato già nel 1978 da Shea e coll (3). Nei loro studi era stato anche messo a punto un test per verificare la sensibilità del paziente al farmaco. Si praticava una iniezione endovena di lidocaina e si valutava la risposta del paziente (test alla Lidocaina). Il test alla Lidocaina si ritiene positivo quando il paziente riferisce che l'acufene è migliorato o scomparso, ma non peggiorato. Il trattamento successivo consisteva in iniezioni endovenose di Lidocaina, però tale trattamento non poteva essere ripetuto spesso. Venne proposto un farmaco analogo alla Lidocaina, la Tocainide Cloridrato. Il vantaggio è che la Tocainide è in compresse e si assume per via orale (4). Questi trattamenti farmacologici hanno avuto risultati molto limitati e poi sono stati abbandonati.
Negli anni novanta vi fu una ripresa di questi studi con l'iniezione transtimpanica di lidocaina (5 e 6).  Anche attraverso questa nuova via di somministrazione i risultati furono scarsi. Inoltre l'intratimpanica di lidocaina presentò anche effetti collaterali come nausea, vomito e vertigine

Ritengo che allo sato attuale l'iniezione intratimpanica di un farmaco per cercare di ridurre l'intensità di un acufene sia una metodica da evitare, perchè i pochi risultati che sono stati descritti li ritengo dei miglioramenti occasionali. Per mia scelta non eseguo queste iniezioni. Penso che sarebbe importante riuscire ad individuare una prova selettiva per poter identificare quei pazienti che potrebbero trarre beneficio da un trattamento iniettivo intratimpanico. 

 

Bibliografia

1 - Araújo MF, Oliveira CA, Bahmad FM Jr. Intratympanic dexamethasone injections as a treatment for severe, disabling tinnitus: does it work? Arch Otolaryngol Head Neck Surg. 2005;131:113-117.

2 - Topak M, Sahin-Yilmaz A, Ozdoganoglu T, Yilmaz HB, Ozbay M, Kulekci M. Intratympanic methylprednisolone injections for subjective tinnitus. J Laryngol Otol. 2009;123:1221-1225.

3 - Shea JJ, Harell M. Management of Tinnitus Aurium with Lidocaine and Carbamazepine. Laryngoscope, 1978; 88: 1477-1484.

4 - Procaccini A, Govoni C. et al. Dati preliminari sull'impiego della Tocainide Cloridrato nella terapia degli acufeni. La nuova Audiométrie, 1986, 2: 4-8.

5 - Coles RRA, Lutman ME, Axelsson A, et al. Tinnitus severity gradings: cross sectional studies. In: Aran JM, Dauman R, eds. Proceedings of Fourth International Tinnitus Seminar. New York/Amsterdam/Bordeaux: Kuglar; 1992:453-455.

6 - Podoshin L, Fradis M, David YB. Treatment of tinnitus by intratympanic instillation of lignocaine (lidocaine) 2 per cent through ventilation tubes. J Laryngol Otol. 1992;106:603-606.

 Dott. Carlo Govoni - Medico Chirurgo
specialista in Otorinolaringoiatria
master di secondo livello in Vestibologia

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