Ci sono persone che soffrono di ronzii in uno o in entrambe le orecchie, si sottopongono a diverse visite otorinolaringoiatriche, fanno test audiometrici e i medici gli dicono che il loro orecchio e la loro capacità uditiva sono perfetti.
Spesso questi pazienti che si sentono dire che non hanno nulla, rimangono perplessi perché pensano che il medico non creda alle loro parole. 
Ho illustrato in diverse occasioni che gli acufeni sono un argomento molto esteso e tra questi esistono anche quelli che non si accompagnano ad una malattia uditiva. Sono del parere che un medico prima di dire ad una persona che lamenta un acufene: "Lei non ha nulla", debba fare parecchie riflessioni. 

Ho sempre sostenuto che l'acufene è un sintomo che necessita, nelle prime fasi di studio, di una valutazione clinica otorinolaringoiatrica ed un esame audiometrico e impedenzometrico. Affermo questo perchè quasi sempre con questi esami si scopre qualcosa che non va nell'apparato uditivo e si giustifica il sintomo.
Quindi è importante che gli esami siano stati condotti con cura. Se avete dubbi sulla loro esecuzione il mio consiglio è di provare a ripeterli.

Se esami ben condotti oppure ripetuti hanno stabilito che l'apparato uditivo è normale e funziona perfettamente occorre prendere in considerazione altre possibili cause. Spesso ci sono cause generali che possono portare all'acufene, la più nota è l'ipertensione arteriosa. Altre cause che riguardono l'intero organismo sono il diabete, l'ipertiroidismo e altre malattie endocrino-metaboliche.
Un altro aspetto da non trascurare sono le articolazioni temporo-mandibolari e la masticazione. I movimenti articolari si trasmettono direttamente sulla porzione cartilaginea della tuba di Eustachio. Qualora si sospetti una disfunzione tubarica occorrerà rivalutare le prove audiometriche, perchè ritengo quasi impossibile che una disfunzione tubarica non dia segni all'impedenzometria.

Altre volte gli acufeni sono espressione di una patologia encefalica. In questi casi l'acufene si comporta in modo simile alla cefalea. In questi casi il soggetto spesso riferisce di avere un fischio nella testa o nel cervello. E' importante fare quelle valutazioni di carattere neurologico che possono evidenziare turbe a carico del nervo ottavo (nervo vestibolo-cocleare) e nervi adiacenti. Analoghe valutazioni vanno fatte per la vascolarizzazione. Molte volte difetti di circolo possono essere la causa di un acufene.

Ritengo meno importante lo studio con esame Doppler dei tronchi sovraortici. Questi studi riguardano i grossi vasi del collo mentre l'orecchio, in particolare l'orecchio interno, riceve sangue dalle arterie uditive che nella maggioranza dei casi sono rami dell'arteria cerebellare anteriore inferiore (AICA) di destra e di sinistra. L'AICA si stacca da una importante anastomosi intracranica (poligono di Willis), pertanto una eventuale stenosi di una carotide viene compensata dalla carotide controlaterale e dall'arteria vertebrale.

Ritengo che i pazienti che soffrono di un acufene ed hanno un udito perfetto sono quelli più difficili da affrontare in quanto vengono a mancare le indicazioni fornite dagli esami audiometrico ed impedenzometrico. Quando questi esami sono normali si dovranno valutare le componenti psicogene nella genesi degli acufeni. In particolare ritengo rilevanti gli acufeni da stress.
S
i devono anche tenere in considerazione acufeni extraotologici come quelli determinati da malattie generali come l'ipertensione arteriosa.
Pure importanti sono gli acufeni somato-sensoriali che derivano dal alterazioni dell'articolazione temporo-mandibolare e da disfunzioni cranio-cervico-mandibolari.

 

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