Per inquinamento acustico s'intende l'esposizione a rumori di qualsiasi origine e di intensità media o elevata. Come tutti i fenomeni acustici se l'intensità è lieve i danni alla salute sono inesistenti. Se i suoni hanno una intensità tra 70 e 80 dB possono essere fastidiosi. Se l'intensità è superiore a 80 dB si inizia a considerarli potenzialmente otolesivi per soggetti sensibili. Per poter parlare di potenziale otolesività per la maggior parte delle persone si devono superare 85 dB. Per determinare un danno all'apparato uditivo sono fondamentali l'intensità dei rumori e la durata dell'esposizione.
E' irrilevante l'intensità media di un rumore. Sono fondamentali i picchi che il rumore raggiunge. Se per 50 minuti un lavoratore è esposto ad un rumore di 60 dB e per 10 minuti ad un rumore di 100 dB non si può dire che la sua esposizione media è di 66,6 dB e pertanto quella esposizione non è otolesiva. Il danno è costituito dall'esposizione a 100 dB per 10 minuti ogni ora, ovviamente ci vorrà un tempo prolungato ma questa esposizione produrrà un danno al lavoratore.

Se in alcuni momenti un suono ha le caratteristiche di rumore esplosivo (per esempio 120 - 130 dB) è chiaro che sarà sufficiente una breve esposizione per determinare un danno. In questi casi non si parla di trauma acustico cronico (TAC), ma di trauma acustico acuto (TAA)

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Altro elemento importante per valutare l'inquinamento acustico è il luogo e il momento della giornata in cui il rumore è presente.
Per esempio un rumore di 60 dB all'interno di un ambiente di lavoro è sopportabilissimo e sarebbe ridicolo definire quell'ambiente rumoroso. Il problema cambia totalmente se quel rumore fosse presente in una camera da letto. Chi dovrà dormire in quella stanza avrà seri problemi per addormentarsi.
Ricordo il caso di un paziente che vive in un condominio e per decisione assembleare sono state montate delle valvole ad ogni termosifone per misurare il consumo di calore. Queste valvole fanno un rumore minimo e questo signore non riesce a prendere sonno.

Per inquinamento acustico indichiamo un rumore ambientale che, per generare fastidi o danni all'apparato uditivo, dovrà essere valutato in intensità e durata e soprattutto si dovrà tener conto in quali ore della giornata è presente e in quali luoghi.

Per valutare la rumorosità di un ambiente si utilizza un particolare strumento denominato fonometro

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Gli stabilimenti industriali sono oggi una delle sedi più importanti dove l'uomo vive per parecchie ore immerso nel rumore. E' importante fronteggiare adeguatamente il rumore in questi ambienti. I medici possono solo segnalare il problema, la soluzione va però trovata a livello politico, legislativo ed economico.

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