La chirurgia mini-invasiva dei turbinati si è molto sviluppata negli ultimi anni; una delle più importanti innovazioni è l'utilizzo delle radiofrequenze. Si tratta di una tecnica che sfrutta il calore prodotto da corrente elettrica bipolare. Questa strumentazione - CelonLab ENT - ha diverse applicazioni nella chirurgia della testa e del collo. Qui l'applicazione per ridurre il volume dei turbinati nasali ha assunto una importanza notevole. 

devascolarizzazione turbinati radiofrequenze govoni

Lo strumentario per le radiofrequenze è ritenuto molto sicuro in sala operatoria. L'operatore lo controlla perfettamente. Altra caratteristica importante è che questo strumento è di notevole aiuto nel controllo del sanguinamento. Le perdite ematiche sono scarse durante l'intervento e praticamente nulle quando la procedura è terminata. Lo scarso sanguinamento è importante perché in tal modo si vede sempre bene il campo operatorio e si evita di incorrere nell'errore di introdurre lo strumento in una sede inappropriata.
Proprio grazie al limitato sanguinamento il collocare i tamponi, una procedura che viene vista da molti pazienti con timore, non è necessaria.  
Occorre tener presente che solo chi ha una ipertrofia dei turbinati trova beneficio da questo intervento. Nella realtà clinica chi ha i turbinati ipertrofici spesso può avere altri problemi, il più frequente è l'associazione con la deviazione del setto.

ipertrofia turbinati assiale risonanza magnetica nucleare

Risonanza Magnetica dove si osserva una deviazione destro convessa del setto,
associata ad una ipertrofia dei turbinati..
La R indica il lato destro.

 

Nei casi come quello dell'immagine sopra riportata è necessario discutere preventivamente col paziente la tecnica da applicare. In questo caso l'intervento teorico consigliato è la resezione sottomucosa del setto e la devascolarizzazione dei turbinati inferiori. Questo è un intervento che si esegue in anestesia generale e non tutti sono in grado di accettarlo. Per esempio in un soggetto anziano oppure affetto da qualche malattia importante l'intervento di setto e turbinati lo esporrebbe a dei rischi. In queste eventualità sono abituato a consigliare il solo intervento sui turbinati. Non si otterrà un risultato ottimale, ma sicuramente il paziente avrà un miglioramento nella respirazione nasale.

Ribadisco che l'intervento maggiormente consigliato nel caso dell'immagine RMN è la resezione sottomucosa del setto e la devascolarizzazione dei turbinati.  

Altri problemi determinati dalla sola ipertrofia dei turbinati e che possono trovare un beneficio dalle radiofrequenze sono la sindrome da apnea del sonno e la roncopatia cronica (russamento). Questi problemi sono frequenti soprattutto nella popolazione maschile.

Ritengo che le radiofrequenze siano una metodica sostanzialmente priva di effetti collaterali e la ritengo preferibile rispetto al laser nella chirurgia dei turibinati inferiori. 

Il dott. Carlo Govoni esegue interventi chirurgici utilizzando le radiofrequenze presso l'Hesperia Hospital di Modena e il Columbus Clinic Center di Milano ( www.columbus3c.com )

Sul sito del Columbus Clinic Center c'è un articolo sulle difficoltà respiratorie nasali e comprende anche l'intervento sui turbinati con radiofrequenze: https://www.columbus3c.com/difficolta-respiratorie-nasali/

Risposta ad un paziente sull'intervento di devascolarizzazione dei turbinati con radiofrequenze: https://www.miodottore.it/domande-risposte/ipertrofia-dei-turbinati-3 

 

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