Un problema che coinvolge molte persone è la rinite cronica ostruttiva, cioè una persistente difficoltà a respirare dal naso. Con questo termine s'intendono diverse patologie (le più frequenti sono l’ipertrofia dei turbinati, la deviazione del setto e la poliposi nasale) che determinano un vero e proprio blocco della respirazione nasale. In questi casi la sensazione di naso chiuso dura tutto il giorno, ed anche la notte. Queste malattie si differenziano dalle riniti acute (per es. il banale raffreddore) dove l’impossibilità a respirare dal naso dura qualche giorno.

pianura padana reggio emilia parma modena

Pianura padana in inverno: un clima freddo-umido
favorisce l'instaurarsi di flogosi del distretto rino-sinusale.

 

reggio emilia chiesa san giorgio neve nevicata carlo govoni otorino

Le cause della rinite cronica ostruttiva sono numerose. Il clima è importante, in particolare il freddo umido della pianura padana predispone a queste forme di rinite. Ritengo importanti nel determinismo di queste malattie i traumi nasali. Questi comportano spesso deviazione del setto e ipertrofia dei turbinati.

Altre cause di ostruzione sono i polipi nasali, a volte di natura allergica. Sappiamo che contribuiscono a determinare una rinite cronica ostruttiva anche altre cause come l’inquinamento atmosferico, il fumo di sigaretta, i fumi e vapori che si possono respirare durante il lavoro. Particolare attenzione va rivolta ai lavoratori del cuoio, ai falegnami ed ai pavimentisti che utilizzano i legni duri. Questi lavoratori necessitano di una accurata rinofibroscopia. Altra causa di rinite cronica ostruttiva è costituita dall’abuso di decongestionanti nasali con vasocostrittori. Questi prodotti si trovano facilmente in farmacia e molti tendono ad usarli continuamente. In un primo tempo hanno benefici, poi questi si riducono fino ad arrivare ad una ipertrofia persistente dei turbinati.

La rinite cronica ostruttiva è anche una patologia che contribuisce a determinare la roncopatia, cioè il russamento (le ronflement dei francesi). La roncopatia è un problema oltremodo complicato che qui non affronto, in quanto merita una trattazione a sé.

La valutazione specialistica è semplice: una rinofibroscopia è sufficiente per osservare le cavità nasali e porre una corretta diagnosi.

Il vero problema è scegliere il trattamento più adeguato.
Schematicamente le proposte terapeutiche sono di quattro tipi.

  1 – Trattamento dell’ipertrofia dei turbinati con Laser
  2 – Trattamento dell’ipertrofia dei turbinati con Radiofrequenze
  3 - Trattamento della ipertrofia dei turbinati con Debrider
  4 – Trattamento completo delle diverse forme di Rinite cronica ostruttiva con intervento chirurgico mirato

1 – Trattamento dell’ipertrofia dei turbinati con Laserchirurgia.
Il raggio Laser esegue una vaporizzazione del turbinato in eccesso. Nella sua azione il Laser vaporizza e coagula e pertanto il sanguinamento è quasi inesistente. L’intervento lo si esegue in anestesia locale. Un teorico dell’uso del Laser è il Prof. Yves Victor Kamami di Parigi. Egli ha allargato l’uso del Laser alla roncopatia.
Nella riduzione del volume dei turbinati col Laser si riduce il volume degli stessi intervenendo al di sotto della mucosa.
Con la laserchirurgia il paziente non sente dolore. Il tamponamento finale è molto semplice e quando si stampona non c’è dolore.

2 – Trattamento dell’ipertrofia dei turbinati con Radiofrequenze
Lo ritengo uno dei trattamenti elettivi per la sola ipertrofia dei turbinati, senza complicanze. L'intervento si esegue in anestesia locale con degenza di alcune ore. Anche in questo caso si interviene con tecnica microinvasiva al di sotto della mucosa.
Con le RadioFrequenze non c’è dolore. Il paziente è sempre sveglio e cosciente, se sentirà un minimo di dolore si approfondirà l’anestesia locale. Le radiofrequenze sono onde elettromagnetiche ad elevata frequenza. Queste "vaporizzano" le cellule e i turbinati si riducono di volume. Con questa metodica il sanguinamento è minimo e non si formano croste sieroematiche.  Alla fine dell'intervento si collocano alcune garze grasse nelle narici, la loro rimozione avviene in modo semplice, senza dolore.

3 - Trattamento della ipertrofia dei turbinati con Debrider
Il Debrider (o microdebrider) è uno strumento d'acciaio delle dimensioni di un refil di una penna biro. Presenta nella sua estremità un congegno in grado di aspirare e triturare i tessuti. Nello specifico caso viene inserito al di sotto della mucosa nasale e la sua azione riduce il volume del turbinato dall'interno. Questa tecnica è piuttosto dolorosa e pertanto la si utilizza in anestesia generale. Normalmente si operano in questo modo pazienti che oltre all'ipertrofia dei turbinati hanno anche altre problematiche. E' facile il ricorso a questa tecnica nel caso si debba correggere una deviazione del setto e l'ipertrofia dei turbinati.

4 – Trattamento completo delle diverse forme di Rinite cronica ostruttiva con intervento chirurgico mirato
E’ questa la soluzione più completa. Il paziente deve essere ricoverato in Clinica e l’intervento verrà eseguito in narcosi. Le varianti chirurgiche sono molte. I vantaggi sono costituiti dal fatto che si riesce ad eseguire un intervento molto specifico per i problemi del paziente e non c'è la necessità di finire l'atto chirurgico in tempi brevi.
Molti temono lo stamponamento. Su questo punto mi sono già espresso e rimando a quell’articolo. Qui ribadisco che lo stamponamento non è doloroso se eseguito da un medico che prende specifici accorgimenti quando tampona e poi agisce con molta cautela nello stamponare.

 

Per prenotazioni on-line   https://www.miodottore.it/elenco-dei-dottori/carlo-govoni 

Ti potrebbe anche interessare:

http://www.cmsangiuseppe.com/articoli/45-difficolta-respiratorie-nasali

 

- Intervento con radiofrequenze per ridurre l'ipertrofia dei turbinati