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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale
Master in vestibologia

Tel. 3358040811   NO SMS

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Orecchio

La paralisi del nervo facciale è un importante problema clinico, il suo trattamento è medico, ma in alcuni rari casi è necessario ricorrere all'intervento chirurgico.

Il farmaco di prima scelta è il cortisone. Sappiamo che esistono diversi preparati che contengono questo insostituibile prodotto. La preferenza va data al Prednisone da 60 a 80 mg al giorno per 6-7 giorni e poi si procede a scalare. Altro farmaco cortisonico che ritengo particolarmente utile è il Deflazacort. Questo è in commercio in compresse da 30 mg e ritengo che nella dose di attacco sia importante arrivare anche a 60 mg al giorno. Come per tutti i cortisonici il trattamento va fatto a scalare.

Alcuni autori propongono l'associazione con la pentossifillina. 

Altro farmaco che ritengo utile nei casi di paralisi del settimo nervo cranico è il complesso vitaminico B.

In alcuni specifici casi come la sezione del nervo facciale per un evento traumatico si deve ricorrere al più presto alla chirurgia. Gli eventi traumatici che portano a paralisi sono le lesioni della parotide (spesso provocate con oggetti taglienti) e i traumi cranici con frattura della rocca. Le possibili linee di frattura sono tre, come indicato nel disegno qui sotto. 

 nervo facciale fratture rocca govoni paini

L'otoneurologia o vestibologia è quella parte dell'otorinolaringoiatria che studia l'apparato uditivo e vestibolare e i suoi rapporti col sistema nervoso centrale. Studia quindi coclea e labirinto, vie nervose periferiche (nervi cocleare, vestibolare e faciale) e vie nervose centrali riferite ai suddetti nervi. Inoltre la materia si allarga a numerose interazioni con altri apparati. E' noto che il sistema che regola l'equilibrio è molto complesso ed ha numerose integrazioni con il sistema propriocettivo e l'apparato visivo.

L’otoneurochirurgia è quella parte dell’otorinolaringoiatria che comprende gli interventi di chirurgia dell’orecchio (otochirurgia o cofochirurgia) che si estendono fino alle meningi e le superano.  Questa disciplina comprende la chirurgia della coclea, la chirurgia del labirinto e la chirurgia dei nervi vestibolare, cocleare e facciale. Gli argomenti che vengono affrontati nell’ambito dell’otoneurochirurgia sono:

-       Chirurgia della vertigine (chirurgia del sacco endolinfatico, chirurgia distruttiva del labirinto e del nervo vestibolare, chirurgia funzionale della vertiginechirurgia della malattia di Ménière.)

-       Chirurgia delle paralisi del nervo facciale endotemporale ed endocranico

-       Chirurgia del neurinoma dell’acustico e dell’angolo ponto-cerebellare (clinca neurinoma dell'acustico)

-       Chirurgia dei tumori glomici

-       Impianti cocleari

Carlo Govoni è co-autore dei quattro capitoli del Trattato di Tecnica Chirurgica – volume XII – Chirurgia otorinolaringoiatrica UTET, Torino, dedicati all'otoneurochirurgia. I capitoli sono: Chirurgia della Vertigine, Chirurgia delle paralisi del nervo facciale: endotemporale ed endocranico, Chirurgia del neurinoma dell’acustico e Chirurgia dei tumori glomici timpanici e giugulari.

sordita schema via uditiva carlo govoni otorino

Questa figura è tratta dal libro "La sordità infantile" di Carlo Govoni.
1 - coclea       2 - nervo cocleare       3 - nucleo cocleare del ponte
4 - area corticale uditiva        5 - aree di memoria e associazione

 


 

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L'otoscopia o esame otoscopico è la manovra diagnostica più utilizzata dall'otorino; serve per vedere il condotto uditivo e la membrana timpanica. Questo esame deve essere sempre preceduto da un’accurata anamnesi (cioè la storia clinica del paziente) e dopo si esegue l’otoscopia propriamente detta.
Le metodiche sono diverse, tutte necessitano di una illuminazione adeguata.  Lo strumento più diffuso e più pratico è l’otoscopio a batteria. Un esempio lo potete vedere nella fotografia seguente. Questo tipo di otoscopio è semplice, permette un’ottima visione. Con apposite lenti si arriva ad un ingrandimento non elevato (x2, x3), ma più che sufficiente per fare una buona valutazione. E' uno strumento che può essere agevolmente utilizzato nei bambini ed anche nei neonati. Lo si può utilizzare anche al letto del paziente.
otoscopio udito suono govoni otoneurolaringologo

La sordità infantile ha molte implicazioni sullo sviluppo mentale e cognitivo del bambino.
La diagnosi precoce è importante, è auspicabile poterla effettuare almeno nei primi 12-18 mesi di vita.
Un altro problema che suscita interesse è la vicarietà sensoriale nei bambini affetti da una grave perdita uditiva.
Si riporta l’introduzione tratta dal libro “La sordità infantile”, Edizioni Scientifiche Oppici, Parma, 1994, pagg. 240.

 libro sordita infantile copertina

Il cerume è il prodotto di secrezione di specifiche ghiandole presenti nella pelle che riveste il condotto uditivo esterno. Viene prodotto molto lentamente ed ha la funzione di proteggere l’orecchio, perchè possiede un debole potere battericida.
Spesso accade che il cerume si accumula in eccesso nel condotto e forma  il tappo.  Quando il materiale ceruminoso arriva a chiudere il condotto uditivo c’è riduzione dell’udito, rimbombo della propria voce e notevole fastidio. In alcuni casi il paziente lamenta acufeni , vertiginidolore alle tempie, pensa di avere una malattia importante, e invece ha semplicemente un accumulo di cerume nell'orecchio. Il cerume facilmente si espande dopo un bagno o una doccia.
Se si cerca questo argomento in Internet si trovano parecchie persone che si prodigano in consigli per togliere il cerume. Vi suggerisco di lasciar perdere tutti questi consigli e vi spiego i motivi.
Occorre subito precisare che la rimozione del tappo di cerume è una manovra che, se si vuole farla bene, una persona non può fare su sé stessa.
Il primo passo da compiere è guardare se il cerume è presente nell'orecchio. La manovra per vedere dentro al condotto uditivo si chiama otoscopia e deve essere fatta da un medico abituato a guardare in un orecchio. Non è fondamentale che sia uno specialista; l’importante è che sia un medico e che utilizzi un buon otoscopio.
Un luogo comune da sfatare è la percezione uditiva. Per molti il sentire poco è sinonimo di presenza di cerume nell'orecchio. Non è affatto vero. E' possibile che ci sia del cerume ma è anche possibile una iniziale ipoacusia. Le cause di diminuzione dell'udito sono moltissime. Una perdita uditiva in un solo orecchio non deve essere trascurata pensando che sia il solito tappo. Se si avverte di non sentire bene da un orecchio per prima cosa dovete farvi vedere da un medico. Spesso è il medico di famiglia a dirvi che avete un tappo di cerume. Se il tappo non fosse presente e sentite poco è utile rivolgersi ad un otorinolaringoiatria per una visita con esame audiometrico.

Se il medico ha accertato la presenza del tappo di cerume, occorre toglierlo. Per l'estrazione è preferibile affidarsi ad uno specialista. Le tecniche di rimozione sono più di una. E' compito dello specialista cercare la tecnica più idonea per quel tipo di cerume.
Per esempio il cerume molto cremoso può essere rimosso con l’aspiratore o col lavaggio con acqua tiepida.

movimento che compie acqua lavaggio cerume orecchio esterno

Esempio del percorso che esegue l'acqua per rimmuovere il cerume (EARWAX). 
L'acqua entra nel condotto uditivo esterno contro la parete superiore. 

Un tappo di cerume secco e duro è bene che venga ammorbidito con apposite gocce che si acquistano in farmacia (di solito contengono olio di mandorle, glicerina, dimetilbenzene). Se si riesce ad ammorbidire bene il cerume il medico potrà procedere col lavaggio oppure si può cercare di mobilizzarlo con uncini o strumenti ad ansa. Un tappo formato da squame cornee può essere indicativo di una dermatite o di una malattia generale. In altri casi al tappo si uniscono dei miceti e si ha il quadro dell'otomicosi.

Si ribadisce l'importanza del medico nell'osservare il caso e procedere alla rimozione. In rarissimi casi è consigliato procedere con una biopsia. Sono molto rari ma esistono anche i tumori benigni e maligni del condotto uditivo. Il cerume può mascherare malattie gravi come il colesteatoma del condotto o tumori. Anche questo è un ulteriore motivo per sconsigliare il fai da te con bastoncini o perette di gomma.

La pulizia di un orecchio è un atto alla portata di molti medici, non necessariamente specialisti in otorinolaringoiatria. Quando ci sono anomalie nel tipo di cerume (per esempio c'è secrezione purulenta), o si osserva un condotto uditivo molto stretto, oppure il paziente è un bambino o un anziano che può fare movimenti imprevedibili è bene che la pulizia sia eseguita da uno specialista. Colgo l'occasione per sottolineare l'importanza dell'otorinolaringoiatra nel verificare se c'è un tappo di cerume ed eventualmente rimuoverlo nel bambino. I bambini, in particolare quelli fino a sei anni, hanno il condotto uditivo piccolo e pertanto il cerume occlude facilmente il condotto, dando l'impressione di non sentire. Proprio per la naturale irrequietezza e per le dimensioni limitate del condotto l'otorinolaringoiatra è il medico più idoneo a svolgere questa attività. Le procedure che si usano per la rimozione del cerume nei bambini sono le stesse che si utilizzano per gli adulti, semplicemente si dovrà agire con più calma e spiegare al piccolo paziente cosa si farà. Ulteriori informazioni le troverete nella visita otorinolaringoiatrica pediatrica.
C'è anche un'altra ragione per rivolgersi ad uno specialista otorino. L'adulto che ha un tappo di cerume avverte un calo dell'udito, ed è possibile che dopo la rimozione del tappo fatta dal medico di base, ottenga un miglioramento dell'udito. Il problema è risolto solo in apparenza. Esistono casi dove la perdita uditiva è espressione di una malattia dell'orecchio e se non si eseguono prove audiologiche la malattia non può essere diagnosticata. Il paziente ha avvertito solo un miglioramento. Ecco perchè una visita specialistica anche per la semplice rimozione del cerume può rivelarsi molto utile. 

Che cosa NON fare per pulirsi le orecchie?
E’ importante evitare l’uso di bastoncini auricolari, soprattutto se usati in direzione orizzontale, dall’esterno verso l’interno. Così facendo si spinge il cerume all’interno, lo si comprime bene e, anziché una buona pulizia, si ottiene l’effetto opposto, si facilita la formazione del tappo. Un altro pericolo è la perforazione della membrana timpanica. In questi casi il cotone si ferma contro un rilievo del condotto e il solo bastoncino va avanti e provoca una ferita sulla membrana. E' un evento raro, ma credo che tutti gli otorinolaringoiatri abbiano visto lesioni di questo tipo.
Il concetto che il fai da te può essere dannoso è perfettamente applicabile alla rimozione del cerume.

come usare il cotton fiocNel disegno si vede a sinistra un uso corretto del bastoncino auricolare: cioè diretto verso l'esterno.
L'uso più usuale è premere o sfregare verso l'interno (disegno di destra).
Quest'ultima manovra utilizzata molto per prurito auricolare o per "pulizia dell'orecchio"
andrebbe sempre evitata.

Il mio consiglio è quello di rivolgersi al medico curante per una semplice otoscopia e poi, se vede del cerume o se ha sospetti per una malattia, diventa fondamentale farsi visitare da uno specialista. La presenza di cerume è un problema semplice che può essere risolto nel corso di una visita medica

Che cosa fare se si è costretti ad andare spesso dal medico per farsi rimuovere il cerume?
Ci sono persone che ogni 5-6 mesi si sentono le orecchie chiuse, vanno dal medico, e questo toglie loro degli abbondanti tappi di cerume. Molte di queste persone sono semplicemente dei forti produttori di cerume. Non è un problema grave, devono rivolgersi più speso degli altri ad uno specialista in otorinolaringoiatria per risolvere il problema. In questi casi non possiamo parlare di malattia; è semplicemente una iperproduzione ceruminosa senza che vi siano altri problemi. Ci sono però delle situazioni predisponenti alla formazione dei tappi e alla loro ritenuta all'interno dei condotti uditivi. Tra queste situazioni ricordo le anomalie del condotto uditivo come condotti molto stretti o particolarmente angolati. Un'altra anomalia abbastanza frequente che può essere sia congenita che acquisita sono le esostosi. Per esostosi o osteoma del condotto uditivo s'intende un anomalo restringimento del condotto e, se siete interessati all'argomento, rimando allo specifico articolo presente in questo sito.
Se siete persone che hanno la necessità di farsi togliere il cerume spesso è bene che vi sottoponiate ad una visita specialistica e verificate che non vi siano esostosi o anomali restringimenti. In questa ipotesi potreste beneficiare di un intervento, la canalplastica, che vi permetterebbe di stare meglio, ma soprattutto di evitare che frequenti tappi ceruminosi arrivino a determinare delle otiti esterne.

Per prenotare una visita col dott. Carlo Govoni  tel. 3358040811 

 

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L'orecchio è un organo importantissimo ed è fondamentale per la vita di relazione

 

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Lo studio di un otorinolaringoiatra è il posto più idoneo per la rimozione del cerume.
Questo è uno studio del dott. Carlo Govoni, reperibile al (+39) 3358040811

 

 

 

 

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nel numero di dicembre 2020
è stato pubblicato un articolo

scritto da Carlo Govoni 

Lo potete trovare anche al sito
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