Le prove audiometriche rivestono un ruolo ezzenziale nell'ambito della visita otorinolaringoiatrica per malattie otologiche. Raramente consentono di arrivare ad una diagnosi, ma sono essenziali per arrivare ad una diagnosi di sede, cioè per comprendere in quale parte dell'orecchio è presente la malattia.

L’udito è un organo di senso fondamentale nella vita di relazione.  Ricordo la famosa frase di Helen Keller:  “La cecità separa le persone dalle cose, ma la sordità separa le persone dalle persone.” L’isolamento sociale è il dramma di chi è sordo. E’ molto importante misurare la capacità uditiva attraverso lesame audiometrico e fare altre valutazioni integrative. Ricordo in particolare limpedenzometria e i potenziali evocati uditivi.  Questa serie di esami viene anche chiamata bilancio audiometrico.

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Lapparato uditivo si divide in orecchio esterno (padiglione e condotto uditivo), orecchio medio (membrana timpanica, cassa del timpano, ossicini dell'udito, tuba di Eustachio) e orecchio interno (coclea e nervo acustico). Attraverso le prove audiologiche si esegue una diagnosi di sede, cioè si localizza la parte dell'orecchio ammalata. Dopo si devono interpretare queste informazioni per giungere ad una vera diagnosi di malattia. Ritengo che una valutazione audiologica debba essere sempre unita ad una visita otorinolaringoiatrica per poter giungere ad una diagnosi definitiva.

Lesame audiometrico viene espresso su un grafico denominato audiogramma per toni puri che qui riporto.
I simboli usati sono internazionali e questi esami sono leggibili dagli specialisti in tutto il mondo.

audiogram transmission mild hearing loss

Laudiogramma mostra una normoacusia nell'orecchio destro (in rosso) ed una ipoacusia di trasmissione dell'orecchio sinistro. Per quanto attiene all'interpretazione dei grafici audiometrici si rimanda ad uno specifico articolo presente in questo sito.
Un altro esame importante è limpedenzometria. Questo esame studia due aspetti fondamentali: la cedevolezza della membrana timpanica (timpanogramma) e la ricerca dei riflessi stapediali.

La valutazione audiologica comprende anche altri esami.
Laudiometria vocale. E' una forma specifica di audiometria dove al posto dei suoni puri si utilizzano le parole o le frasi. Serve per capire la comprensione del linguaggio. I suoi campi di applicazione sono parecchi, in particolare è utile per verificare la resa si un apparecchio acustico. Con l'audiometria vocale si riesce a verificare se l'ascolto e la comprensione della voce migliorano effettivamente dopo la protesizzazione.

Potenziali Evocati Uditivi (PEU). Si tratta di una metodica molto raffinata che consente di stabilire in modo oggettivo se una persona è in grado di sentire. Lo studio tramite PEU consente di valutare le tappe che il segnale sonoro (segnale elettrico) compie dalla sua formazione (coclea), nel nervo cocleare fino all'interno del sistema nervoso centrale.  

Otoemissioni acustiche. Si tratta di suoni che vengono generati spontaneamente dalla coclea o che possono essere generati dopo stimolazione esterna (otoemissioni acustiche evocate). La presenza delle otoemissioni è un indice di un buon stato di funzionalità dell'apparato uditivo.

Gli esami audiometrici, mi riferisco soprattutto agli esami audiometrici tonali, dovrebbero essere molto più diffusi, perché è questo il primo passo per capire se c'è un problema uditivo. E' importante la prevenzione. Questo lo si rileva soprattutto nell'ambito delle attività lavorative, per molte persone una valutazione dell'udito viene fatta all'assunzione o nella selezione del personale. Un altro momento importante sono le visite mediche per il rinnovo della patente di guida. In tutti questi casi una visita ORL con esame audiometrico è la soluzione preventiva più corretta.

 

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