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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale 

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L’impianto cocleare, proposto già negli anni sessanta, dopo una continua evoluzione, è oggi un dispositivo elettronico strutturalmente molto preciso che ha la funzione di stimolare elettricamente il nervo cocleare.

E’ noto che l’orecchio sul piano funzionale si divide in tre parti: orecchio esterno, orecchio medio, orecchio interno (o coclea) e nervo cocleare (Fig. 1).

ear external middle internal

Fig. 1 - Le tre parti in cui si divide l'orecchio.

L'orecchio esterno (external ear) serve solo a raccogliere le onde di pressione sonora e convogliarle verso la membrana timpanica (tympanic membrane). 

L’orecchio medio (middle ear) è costituito da una parte meccanica denominata anche apparato di trasmissione. E’ formato dalla membrana timpanica e dalla catena dei tre ossicini (martello, incudine e staffa). L’orecchio medio serve per trasformare le onde sonore (onde di rarefazione e compressione dell’aria) in una vibrazione di tipo meccanico. Queste vibrazioni attraverso la staffa e la membrana della finestra ovale, si trasmettono alla coclea.

L’orecchio interno (inner ear), ai fini della funzione uditiva, si identifica con la coclea. La coclea è un organo importantissimo, è interamente scavata all’interno della rocca petrosa (parte dell’osso temporale) e svolge una funzione fondamentale: la trasduzione meccano-elettrica. Sappiamo che staffa e membrana della finestra ovale sollecitate dai suoni, provocano vibrazioni. All’interno c’è un liquido denominato perilinfa e per effetto dei suoni questo subisce variazioni di pressione. All’interno della coclea c’è un complesso sistema di membrane dove scorre anche un secondo liquido: l’endolinfa. Schematicamente nella coclea è presente un duplice sistema di liquidi separati da delicate membrane. Il liquido più abbondante è la perilinfa, quello presente in quantità minore è l’endolinfa. La sollecitazione sonora di tipo meccanico che proviene dall’orecchio medio comporta oscillazioni di tipo pressorio prima sulla perilinfa e poi sull’endolinfa. L’endolinfa è in contatto con la parte più interessante della coclea: l’organo di Corti.

L’organo di Corti (detto anche ganglio spirale di Corti) venne scoperto dall’anatomico italiano Alfonso G.G. Corti (1822 – 1876). In quest’organo sono contenuti due tipi di cellule: cellule di sostegno e cellule acustiche (o recettori cocleari). Ai fini della percezione uditiva sono importanti le cellule acustiche. Queste sono in grado di trasformare le variazioni di pressione dei liquidi in un segnale elettrico. Le cellule acustiche sono dotate di cilia che si flettono in risposta alle variazioni di pressione dell’endolinfa, a questo movimento corrisponde la liberazione di un trasmettitore chimico che agendo in corrispondenza della sinapsi, fa scattare il potenziale d’azione (cioè un segnale elettrico). Questa azione si chiama trasduzione meccano-elettrica. In termini meno scientifici significa che un suono, trasformato in una variazione di pressione di liquidi (perilinfa ed endolinfa) si trasforma in un segnale elettrico. I recettori cocleari sono in contatto con singole fibre nervose. La giunzione tra due cellule nervose (nello specifico recettore e fibra del nervo cocleare) si chiama sinapsi. Ogni suono sollecita in modo diverso le cellule acustiche e quindi partono impulsi nervosi diversi. Occorre ricordare che tutto il nostro sistema nervoso è in grado di valutare solo segnali elettrici. L’occhio, il naso, i polpastrelli delle dita non fanno altro che trasmettere segnali elettrici a specifiche aree del cervello che interpreta rispettivamente come sensazioni visive, olfattive e tattili. La coclea svolge l’azione di trasformare segnali uditivi in segnali elettrici.L'ultima componente anatomica importante per la percezione uditiva è il nervo cocleare (cochlear nerve nella prima figura). Tutte le fibre che partono da ciascun recettore cocleare si uniscono in un unico fascio che si forma al centro della coclea. Questo fascio è appunto il nervo cocleare, un nervo di breve lunghezza che dalla coclea esce, percorre il condotto uditivo interno e raggiunge direttamente il ponte, cioè quella parte del cervello dove inizia la via uditiva centrale. Attraverso diversi fasci nervosi gli impulsi elettrici raggiungono aree specifiche del cervello.   

Queste considerazioni anatomo-fisiologiche hanno un importante riscontro pratico. Un esame molto semplice come l’esame audiometrico ci permette di fare una suddivisione importante delle perdite uditive. Dal confronto di via aerea e via ossea abbiamo ipoacusie di trasmissione, ipoacusie percettive e miste. Troverete un articolo su come si legge un esame audiometrico. Qui mi limito a precisare che le ipoacusie di trasmissione (fig. 2 - a) il danno è localizzato nell'orecchio medio. Nelle ipoacusie percettive il danno si trova nella coclea o raramente nel nervo (fig. 2  - b). Esistono anche ipoacusie che coinvolgono tutto l'orecchio, sono le ipoacusie  miste (vedi fig. 2 - c).

sordita infantile govoni 87

Fig. 2 - Attraverso l'esame audiometrico è possibile individuare la sede dell'ipoacusia.

 

Le ipoacusie percettive a loro volta, attraverso esami più complessi come i potenziali evocati uditivi, si distinguono in cocleari e retrococleari.  Le forme retroclceari sono le malattie del nervo acustico. Dal punto di vista statistico le sordità retrococleari sono rarissime, meno di una ogni diecimila sordità cocleari.

L’impianto cocleare (IC) di cui parleremo è pertanto un dispositivo che permette la stimolazione elettrica diretta del nervo cocleare dall’interno della coclea. Questo dispositivo viene impiantato con un intervento chirurgico.

Ogni impianto è composto di due parti: esterna ed interna. La parte esterna (processore) si trova dietro all'orecchio. La parte interna è l'impianto propriamente detto; è costituita da un ricevitore-stimolatore, collegato ad una serie di elettrodi che attraverso un intervento chirurgico sono stati posizionati all’interno della coclea. Questi elettrodi stimolano direttamente le fibre nervose del nervo cocleare. In altre parole lo stimolo elettrico dell'impianto scavalca l’orecchio medio ed anche i recettori dell’organo di Corti.

L’impianto cocleare trova indicazione nel trattamento delle ipoacusie percettive gravi e profonde, dove c’è un danno delle cellule acustiche (recettori cocleari) che non riescono a svolgere in modo adeguato la trasduzione meccano-elettrica, cioè la trasformazione del suono in segnale elettrico.

L'impianto è anche indicato nelle persone che non sopportano le protesi tradizionali e in coloro che, con o senza protesi, hanno uno scarso riconoscimento del parlato.

Nel linguaggio comune esistono altri nomi per indicare l’impianto cocleare come “orecchio bionico” o “coclea artificiale”; sono queste denominazioni che sconsiglio di usare.

sordita infantile govoni 217

Fig. 3 - Disegno di uno dei primi impianti cocleari.
Immagine tratta dal libro "La sordità infantile" di Carlo Govoni,
Edizioni Scientifiche Oppici, Parma, 1994.

 

 

 

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