Con la primavera e ancor di più con l'estate viene voglia di esporsi al sole. La ricerca di una bella abbronzatura è il desiderio di molti, purtroppo in alcuni casi l'esposizione al sole si trasforma in un danno. Ricordo che negli Stati Uniti si registrano ogni anno un milione e trecentomila nuovi casi di tumore della pelle provocato dal sole. Il dato è allarmante e, con le debite proporzioni, è applicabile anche alla popolazione italiana.
Riconosciamo tre tipi di tumore della pelle.
Il melanoma è il più conosciuto. E' raro (circa 4% dei tumori cutanei) però ha un elevato tasso di mortalità.
Il carcinoma epidermoide ha una frequenza dell'11-12% dei tumori cutanei, è meno aggressivo del melanoma ma può dare metastasi e anche danni importanti. Nel 3-4% dei casi ha esito letale. 
Il carcinoma basocellulare (o basalioma) è di gran lunga il tumore cutaneo più frequente. Questo tumore da metastasi molto raramente e, se viene individuato tempestivamente, è facile da curare in modo radicale.

I carcinomi basocellulari si svilupano a partire da cellule dell'epidermide, è questa la parte più superficiale della pelle. Colpiscono nella quasi totalità dei casi zone esposte al sole. L'80% di questi carcinomi interessa il distretto testa e collo, cioè la parte del corpo umano di competenza dell'otorinolaringoiatra. Esistono diversi tipi di carcinoma basocellulare, molto frequente è il basalioma nodulare. Questo tumore si presenta come una neoformazione rilevata e facilmente sanguinante. Forma una piccola crosticina che dà l'impressione di stare per guarire. Quasi sempre continua a sanguinare e il paziente non guarisce.
Questo tipo di tumore è a lento accrescimento e colpisce soprattutto le persone con età superiore a 55 anni. Sono più a rischio coloro che hanno capelli rossi o biondi, occhi e carnagione chiara.

Il trattamento d'elezione del basalioma è l'exeresi chirurgica. Esistono altre possibilità di asportazione dei basaliomi come la criochirurgia (congelamento) o l'elettrochirurgia ma queste metodiche non consentono una perfetta asportazione della lesione. Con queste tecniche non c'è la possibilità di avere un esame istologico con perfetta lettura dei margini di resezione. Nelle due figure successive viene schematizzata l'asportazione chirurgica di un basalioma. Nella prima figura si vede il basalioma in sezione in modo da evidenziare la sua tendenza ad accrescersi verso il basso e verso l'esterno. Si tratta quindi di una lesione maligna che può essere più estesa di quanto possa apparire dalla visione esterna.

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Nella seconda figura è indicata in tratteggio la linea d'incisione. Come si può vedere possono restare dei residui. In questi casi assume un ruolo fondamentale l'esame istologico. L'anatomo-patologo ha il compito di sezionare il pezzo asportato ed esaminarlo al microscopio. Se vede che il margine profondo non è tutto in tessuto sano ha il dovere di riferirlo. In questo caso facilmente si procederà ad un secondo intervento che sarà risolutivo. 

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Altro aspetto importante per la valutazione chirurgica dei basaliomi della testa e del collo è la sede. Ogni sede ha particolari difficoltà e le tecniche chirurgiche variano notevolmente. Una sede particolare è il dorso del naso. Un basalioma ampio può essere asportato in anestesia locale ed immediata ricostruzione con lembo miocutaneo.

E' importante saper osservare quelle che spesso vengono chiamate macchie della pelle. Tra i tumori cutanei il basalioma assume una notevole importanza. Nella sua trasformazione maligna il Sole è determinante. Sappiamo che sono le radiazioni solari a far invecchiare precocemente la pelle e provocano i tumori cutanei. E' importante utilizzare creme con filtro solare ad ampio spettro. Per protezione "ad ampio spettro" s'intende una protezione che agisce sui due principali tipi di raggi ultravioletti (UV). Questi sono i raggi UVA e UVB. Le radiazioni UVB sono la principale causa delle scottature. Il fattore di protezione solare (SPF - sun protection factor) è riportato sulla confezione delle creme solari ed indica la sua efficacia contro le scottature.
Proteggersi dalle scottature non è sinonimo di prevenzione dei tumori cutanei. I raggi UVB sono molto importanti nel determinismo di questi tumori, ma anche gli UVA svolgono un ruolo non secondario.

Carl Schanbacher, chirurgo del Dana-Farber Cancer Institute di Boston consiglia di usare i prodotti solari con un fattore di protezione di almeno 15 (l'ideale è un SPF di 30) a dosi elevate. Egli consiglia 1 cucchiaiono per il viso e il collo, 1 cucchiaino per ciascun braccio e per ogni gamba, da 1 a 3 cucchiaini per il tronco (Harvard Health Letter anno 14 - n.9 - sett. 2008). Altro suggerimento importante è evitare l'esposizione al sole tra le ore 10 e le ore 16; in questo periodo i raggi UV sono al massimo dell'intensità. Si consiglia inoltre cappello a tesa larga. Evitare i berretti in quanto non proteggono spalle e collo. Utili sono gli indumenti a trama fitta e gli occhiali da sole.

 

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- Lesioni sospette della faccia: carcinomi e melanomi