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Dott. Carlo Govoni

Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria
Chirurgia cervico facciale 

Tel. 3358040811

Riceve per visite ORL ed opera in poliambulatori e cliniche private a Milano e in Emilia.

Il telefono cellulare è uno strumento tecnologico che miliardi di persone utilizzano quotidianamente ed espone, chi li usa, a campi elettromagnetici; sono quindi possibili degli effetti negativi sulla salute.

Trattandosi di uno strumento irrinunciabile ed estremamente diffuso l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) da tempo ha monitorato il fenomeno ed ha cercato di fornire consigli in materia. Il Progetto Internazionale Campi Elettromagnetici è sorto nel 1996. A tutt'oggi le evidenze scientifiche valutate nel loro insieme tendono a sostenere che l'uso dei cellulari che emettono radiazioni non ionizzanti (NIR) non provochi l'insorgenza di tumori endocranici. E' comunque in corso da anni una sorveglianza epidemiologica sull'andamento dei tumori cerebrali. Nel 2011 la IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha classificato le sostanze in quattro gruppi: ci sono sostanze certamente cancerogene (gruppo 1) e probabilmente cancerogene (gruppo 2A). Per quanto attiene i campi elettromagnetici questi sono inseriti tra gli agenti potenzialmente cancerogeni (gruppo 2B). Si tratta di una lista notevolmente lunga di sostanze e di agenti che sono attualmente monitorate. Qui sono comprese le radiazioni elettromagnetiche emesse dai cellulari, nei confronti delle quali viene riconosciuto solo un potenziale rischio. Non c'è una chiara evidenza scientifica tale da far ritenere questi apparrecchi cancerogeni.

Sull'uso dei telefoni cellulari la Terza Sezione del Consiglio Superiore di Sanità ha espresso un suo parere in data 19 marzo 2013 fornendo consigli e confermando una non evidenza scientifica nel rapporto tra tumori endocranici ed uso del telefonino.

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Il concetto di causa, secondo la nostra legislazione, prevede che questa sia idonea a produrre l'effetto sia in senso qualitativo che quantitativo. Nello specifico si deve dimostrare che il tipo di radiazione (radiazione emessa da un cellulare) e la quantità (in particolare il tempo di esposizione) sono idonei a produrre la malattia, cioè il tumore.

A tutt'oggi (30 aprile 2017) sono note tre sentenze.

Nel 2009 c'è stata una sentenza di secondo grado che ha permesso ad un dirigente d'azienda che faceva uso frequente del telefonino di riconoscere come una neoplasia del nervo trigemino (quinto nervo cranico) sia stata indotta dalle radiazioni elettromagnetiche.

Nell'aprile 2017 per la prima volta al mondo un giudice di primo grado del Tribunale di Ivrea ha stabilito con criterio di "probabilità" che l'uso del cellulare abbia favorito lo sviluppo di un neurinoma dell'acustico.

Lo stesso concetto è stato riconosciuto da un giudice di primo grado del Tribunale di Firenze (aprile 2017). Il Magistrato si è espresso affermando che l'uso del cellulare abbia favorito l'insorgenza di un neurinoma dell'acustico.

Sul piano clinico i tre tumori, anche se due portano il nome di "neurinoma dell'acustico" non riguardano la via nervosa uditiva. Questi tumori sono a partenza dalle cellule di Schwann, cioè cellule di rivestimento dei tronchi nervosi. Da qui il nome più corretto di schwannoma. Gli schwannomi più frequenti sono quelli che insorgono sul nervo vestibolare (90% di tutti gli schwannomi) e il 5% sono a carico del nervo trigemino. Il nervo vestibolare è un ramo dell'ottavo nervo cranico, l'altro ramo è il nervo cocleare. Nella dizione comune questi due nervi sono conosciuti col termine di "neurinoma dell'acustico", però il ramo cocleare è molto raramente sede di schwannoma. Solitamente il nervo cocleare è interessato per la compressione esercitata dallo schwannoma del vestibolare.

Ho elencato otto regole che ritengo importanti per un corretto uso del telefonino.

1 - Telefonare solo quando è necessario. Se si deve fissare un appuntamento è inutile dilungarsi in particolari. Il dialogo si farà di persona. 

2 - Utilizzare il telefono cellulare nelle zone di alta ricezione del segnale. In altri termini le tacche che esprimono la ricezione devono essre al massimo o vicino al massimo. Sul piano pratico la voce deve giungere all'orecchio chiara e senza disturbi.

3 - Utilizzare auricolari oppure il sistema "viva voce" in modo da poter tenere l'apparecchio lontano dalla testa.

4 - Limitare l'uso del cellulare a situazioni di vera necessità quando si è in auto o alla guida. Anche in questi casi fate telefonate brevi.

5 - Quando si è alla guida non cercare numeri in rubrica e non scrivere messaggi.

6 - Non date i cellulari ai bambini. Non usate i cellulari come un videogioco per bambini. I bambini hanno una teca cranica più sottile di quella dell'adulto e pertanto le radiazioni penetrano verso l'encefalo con maggiore incisività.

7 - Non utilizzare i cellulari nei luoghi dove ci sono apparecchi elettromedicali (es. ospedali, luoghi di pronto soccorso) perchè potrebbero interferire con le apparecchiature.

8 - Per i portatori di pace-maker non tenere il telefono cellulare a contatto col corpo, tanto meno vicino all'impianto.

 

L'uso corretto del telefonino è un elemento importante perchè è logico pensare che lo sviluppo di una malattia sia secondario ad un comportamento incongruo.

Allo stato attuale mi sento di consigliare alle persone alle quali è stato diagnosticato un neurinoma o altro tumore endocranico una valutazione, attraverso un'accurata visita specialistica, per capire se c'è stata o non c'è stata una situazione ambientale dove le radiazioni abbiano favorito l'insorgenza della neoformazione.

A tutti coloro che per motivi aziendali fanno un uso frequente del telefonino è bene ricordare che non esistono disposizioni che obblighino i datori di lavoro a fare accertamenti preventivi, però si consiglia ai lavoratori di slvaguardare la loro salute sottoponendosi di propria iniziativa a visite periodiche. Per le persone che fanno un largo utilizzo dei telefoni cellulari, circa due ore al giorno, consiglio una visita otorinolaringoiatrica con esame audiometrico e prove vestibolari spontanee ogni due anni. Sulla base dei risultati della visita sarà il medico a chiedere ulteriori approfondimenti diagnostici. In materia di malattie professionali non tabellate (come è il caso di un tumore insorto per esposizione a radiazioni non ionizzanti) l'onere della prova spetta al lavoratore. Ecco perchè diventa utile avere una documentazione anche negativa, perchè è proprio dall'analisi di tutta la documentazione che si può risalire all'inizio della malattia e si può capire se c'è una correlazione col periodo lavorativo.

Usando una terminologia più semplice faccio l'esempio di un lavoratore che al momento dell'assunzione il datore di lavoro non lo ha sottoposto a prove audiometriche, perchè considerato non a rischio. E' consigliabile che di propria iniziativa il lavoratore faccia nei suoi primi anni di lavoro visite specialistiche e avere dei referti di visita dove l'equilibrio e l'udito sono perfettamente normali. Questi referti sono importanti e vanno conservati. La situazione di normoacusia e normale equilibrio esclude, per esempio, un neurinoma dell'acustico. Ipotizziamo che, con esami successivi, ci sia il riscontro di peggioramenti uditivi.  Ipotizziamo che, per esempio 20 anni dopo, al lavoratore venga diagnosticato un neurinoma dell'acustico. Il fatto che si possa dimostrare che il neurinoma è sorto durante il ventennio di attività non significa che il neurinoma è stato provocato dal lavoro, però la circostanza risulterebbe possibile. Ovviamente si dovranno valutare molteplici fattori come esposizioni a radiazioni, intensità e durata delle stesse, ecc. Qualora fosse carente la documentazione iniziale l'istituto assicuratore che dovrebbe pagare un eventuale indenizzo potrebbe avanzare l'ipotesi che la malattia sia sorta prima dell'inizio dell'attività lavorativa.

 

 

 

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